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Il governo c’è. E sui media già si vede

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gianni riottaCon la rapidità di un centravanti lanciato in contropiede, i media si sono già tutti adeguati al nuovo (in realtà vecchio) padrone. Se ci si fa un giro sui telegiornali, programmi di approfondimento o siti, si ha un quadro esaustivo di cosa significhi stare sempre dalla parte del governo. In altre parole, essere ruffiani, con tutto quello che comporta. Dietro ai media va un po’ tutto il sistema generale. Ho visto il giornalista Gianni Riotta, notoriamente non di destra, fare una battuta su Twitter riguardo ai treni che ora arrivano in ritardo (alludendo così alla natura “fascista” del governo precedente) e il profilo delle Ferrovie rispondergli a stretto giro, serissimo, scusandosi e chiedendo quale treno stesse aspettando, probabilmente pronto a fare qualche favore speciale al famoso giornalista filogovernativo. Riotta ha dovuto specificare che il suo era uno scherzo, ma intanto l’ossequio era partito, servile e viscidamente conformista.

E’ in questi momenti che si vede a quale livello di aberrazione è giunta l’informazione mainstream italiana, quando cambia il culo ma la lingua continua a leccare. Anzi nei primi momenti lecca con ancora maggior zelo. L’ha provato l’opinionista e giornalista Daniele Capezzone che, per aver accompagnato con una battuta sull’orrido abito una foto del neo-ministro all’agricoltura, la licenziata (nel senso di licenza media) Teresa Bellanova, è stato subissato di messaggi d’odio e minacce di morte da tutta l’armata del politicamente corretto italiano, quei social justice warrior che sicuramente si sentono molto più tutelati e legittimati, ora che al governo ci sono dei “liberal”. Capezzone si stupisce della reazione, chiama questi soggetti “squadristi e troll” e chiama alla resistenza. Io che da mesi, anzi anni, cerco di segnalargli il blog, ciò che scrivo e pubblico, non ho potuto fare a meno di fargli notare che forse occorrerebbe dare un po’ più spazio mediatico a chi da anni fa resistenza sistematica al politicamente corretto, invece di indignarsi solo dopo aver subito un attacco. Come già accaduto negli ultimi anni, non mi ha risposto.


I media si sono già tutti adeguati al nuovo (in realtà vecchio) padrone.


simone pillonPeccato: potevamo fare società. Perché, nel mio piccolissimo, il nuovo regime l’ho provato anch’io sulla mia pelle. L’altro ieri incoccio per caso un articolo vergognoso pubblicato sul sito di Next Quotidiano. Non so a chi faccia riferimento, chi siano i suoi padroni e non mi interessa. Il pezzo era veramente imbarazzante. Nel commentare la composizione del nuovo governo, dileggiava in modo davvero greve il Senatore Pillon e le sue convinzioni confessionali. Quel dileggio a metà tra il forzato e l’asilo nido, comunque volgare, ingiustificato, gretto, di quando non si sa a cosa appigliarsi, ma si ha comunque la necessità, per qualche click e qualche facile applauso, di attaccare quello unanimemente indicato come bersaglio.

E fin lì tutto comprensibile. Da scienziato politico ho ben chiaro che gli attacchi di natura appunto politica possono andare a pescare nella melma e nel torbido, la cosa non mi impressiona minimamente, salvo confermarmi sulla razza dei media italiani, cani da compagnia di regime più che cani da guardia della democrazia. Quello che non tollero però sono le bugie e le mistificazioni plateali. Quelle no, mi fanno saltare i nervi. Al termine del suo incedere penoso, l’articolo di Next Quotidiano lo fa. Dice, sempre riferendosi a Pillon: il suo DDL sull’affido condiviso punta a levare i figli ai genitori per mandarli nei centri di rieducazione alla “bigenitorialità”.


Un articolo vergognoso pubblicato sul sito di Next Quotidiano.


Già bigenitorialità messo tra virgolette farebbe perdere la pazienza a un santo, ma il punto è che il DDL 735 non dice da nessuna parte una bestialità del genere. E’ pura invenzione del giornalista (chiamiamolo pietosamente così) Giovanni Drago, autore di quell’immondizia. Leggere che Pillon volesse togliere i figli ai genitori, ora che il partito di Bibbiano è al governo, per di più al Ministero della Famiglia, mi ha messo le mani nel sangue. Perché inventare cose del genere? Cosa spinge una persona a produrre una fake news e ad avvelenare i pozzi della civile convivenza? Davvero vorrei capirlo. Cerco di resistere e di non commentare, anche per non passare per un fan del 735 e mandare in fumo le critiche fatte nell’ultimo anno, ma non ce la faccio e mi sbocca un “Madonna che accozzaglia di faziosità e sgradevolezza questo articolo…”. Non ho avuto la forza di scrivere altro. Dopo un po’ un tizio mi risponde: “In che senso? Pillon questo ha fatto e questo ha detto…”.  Di nuovo mi parte l’embolo e produco sette righe di risposta, premo invio e… sorpresa:

next quotidiano commento

Ecco lì: dopo un solo commento di critica, Next Quotidiano mi ha bloccato. Lista nera immediata al primo segno di dissenso. Non ero stato maleducato, aggressivo o violento nel mio primo commento, eppure è bastato osare dissentire per finire impossibilitato a scrivere ancora. Vero, forse hanno riconosciuto il logo del blog (e allora? Mi priva del diritto di parlare?), e comunque potrei accedere con un altro profilo, ma onestamente non ne ho più voglia. Oltre a far vorticare la lingua con maggiore zelo al cambio di culo, i media, che si sentono più a proprio agio con la sinistra al potere, hanno subito assunto un approccio censorio e repressivo del dissenso. C’è già aria di Unione Sovietica o di fascismo travestito da progressismo un po’ ovunque, sulla carta stampata, in TV e sui social. A riprova che, nonostante i nomi da quarta fila piazzati al governo, la guerra ci sarà, sarà durissima, non si risparmieranno colpi bassi e armi non convenzionali. Aspettiamoci di tutto e facciamo in modo di essere pronti a tutto. Se poi professionisti alla Capezzone dessero una mano a noi truppe in trincea sarebbe ancora meglio.


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14 thoughts on “Il governo c’è. E sui media già si vede

  1. Su next ero intervenuto per difendere gli identitari dopo che salcuni se ne erano usciti dicendo che i ragazzi europei americani erano spesso peggio degli jihadisti.
    Bloccato dopo il primo commento, proprio come te. Quotidiano spazzatura. Lascia perdere

  2. Trovo interessante come si possa individuare, attraverso particolari apparentemente secondari, quel genere di persone che sono del tutto incapaci di rivalutare le proprie convinzioni, di fronte alla rivelazione di fatti nuovi, o di differenti punti di vista.
    Mi spiego.
    Mi è capitato, talvolta, di far notare a qualcuno – gentilmente – che alcune espressioni linguistiche non erano corrette.***
    Es.: “Non c’è la fatta”, “”Non centra niente”, “La ragazza rimase in cinta”…
    Raramente ci son persone che ringraziano (e generalmente poi imparano e si correggono).
    Qualcuno fa l’offeso.
    Altri (ed è la categoria cui accenno nelle prime righe del mio commento) sembra che proprio non ti si filino di striscio.
    Infatti, in seguito, è scontato che continuino a sbagliare, persistendo allegramente nei propri errori, granitici e compatti nel marciare dritti dritti verso… verso non si sa bene cosa, protetti dai propri paraocchi.
    In genere è inutile discutere con questo tipo di persone.

    *** Ma anche senza che glielo si faccia notare, mi chiedo: possibile che – a fronte del tanto scrivere e tanto leggere che fanno – siano talmente disattenti da non rendersi conto da soli dei propri errori?
    Evidentemente sì.
    E come lo sono (disattenti – anzi ciechi -) di fronte a errori così evidenti e indiscutibili, figuriamoci nei confronti di concetti complessi.

  3. A me sta simpatica la Bellanova ????

    Penso anche che abbia le competenze giuste, fa politica da anni, con Renzi credo anche al ministero, non so cosa però.

    Certo ha gusti un po’ particolari (oggi leopardata ????) quasi alla Oscar Giannino ???? vecchia maniera.

    Mi piace che l’abbia presa alla leggera, come è giusto.

    I messaggi di morte a Capezzone invece sono molto inquietanti, gente pericolosa questi SJW.

    E peggio che non frega a nessuno.

  4. resta da capire cosa centri un vestito blu elettrico con la capacità o incapacità politica di un ministro. Immagino che una donna che fin da giovanissima ha fatto la bracciante nei campi per mantenersi e poi ha lottato come sindacalista per difendere lavoratori e lavoratrici come lei dai soprusi del caporalato non abbia avuto tempo per sviluppare un gusto estetico pari a quello di Daniele Capezzone il quale a quanto mi risulta ha sempre svolto lavori decisamente meno faticosi, attualmente il suo impiego principale è comparire nei talk show di Rete4 e dire fesserie, ha avuto certamente più tempo per raffinare i propri gusti.

    sul fatto della licenza media sottoscrivo quanto ha scritto Luigi Marattin su facebook (è di parte essendo dello stesso partito di Bellanova ma ciò non di meno ha ragione):

    “Se da giovane hai dovuto fare la bracciante agricola per mantenerti, e poi sei passata attraverso un lungo percorso di formazione (prima, per decenni, nel sindacato – che allora era una vera scuola! – poi come sottosegretario e poi come vice ministro), il fatto che tu arrivi a fare il ministro è la dimostrazione di due ottime cose: che la politica non è solo cosa per chi già da giovane era ricco e fortunato, e che è essenziale arrivare a ruoli di direzione politica e di governo dopo una lunga formazione.

    Se invece arrivi a quei ruoli direttamente da lavori che con la direzione politica non c’entrano nulla e in più non hai alcuna formazione (di nessun tipo), quella non è una dimostrazione di trionfo delle pari opportunità e di riscatto sociale….. è, invece, puro disprezzo per la cosa pubblica. Far passare l’idea che per governare non serva alcuna competenza e alcuna formazione è uno dei rischi più grandi che abbiamo corso nell’ultimo anno e mezzo. Speriamo di averlo messo da parte, per sempre.”

      1. è renziano ma ha anche dei pregi. Bè l’ho sentito parlare di economia e ha un modo molto chiaro di spiegarla a chi come me non ci capisce un’acca. E inoltre lo adoro quando con ragionamenti pacati e argomentati fa a pezzi le fesserie anti-europa dei vari Borghi e Bagnai

    1. “resta da capire cosa centri un vestito blu elettrico con la capacità o incapacità politica di un ministro”

      Secondo me la Bellanova oltre a vestirsi da schifo mangia anche molti dolci, e vestiti e alimentazione sono cose su cui si può prendere in giro un ministro.

      Sei d’accordo o no?

      Fai attenzione a rispondere, ricorda che io sono per la parità di genere, e la parità di genere è molto insidiosa e nuoce gravemente a femministe e zerbini.

      1. Per loro “eguaglianza” è solo un fine per un mezzo. Mai si sono fermati a comprendere che voglia dire a livello analitico.
        Parli con una fazione di persone sistematicamente disoneste, saltate, raggiranti, viscide e femminee. Ti aspetti coerenza o solo una marea di doppi standard? Io propendo per la seconda…

        1. Infatti l’amico Paolo si guarda bene dal rispondere.
          Lo sa bene anche lui che a Salvini è stato detto MILIONI di volte, come fosse cosa rilevante:
          FELPETTA
          FELPATO
          NUTELLARO
          NUTELLIVORO
          E non solo a mo’ di battuta, anche nel bel mezzo di “serie” analisi politiche da parte di commentatori politici, non singolo post con DUE parole di uno che tratta di gossip e costume.

          Quindi ora Paolino fa lo gnorri e fa finta che da sempre dei politici si dovrebbe parlare solo in maniera seriosa.

          Pure della cicciona che si veste in modo da sembrare una tenda da circo.

          Tieni presente che ho pure una certa stima della Bellanova: è un personaggio che ha fatto la gavetta, molto al di sopra degli standard del PD. Resta però una cicciona – molto più di Salvini – vestita come una tenda da circo – molto più ridicola di qualsiasi felpa abbia mai messo Salvini.

          Come detto: la parità di genere, quella vera, non solo è molto insidiosa ma nuoce gravemente femministe e zerbini.

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