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Il lessico bugiardo di Serena Dandini

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In moltissimi mi hanno scritto in questi giorni chiedendo: “ma hai sentito che stronzate hanno detto nella trasmissione di Massimo Recalcati ‘Lessico amoroso’?”. No, com’è noto non guardo la TV, tanto meno RAI 3, per una questione di igiene mentale. Dunque mi sono perso i sicuramente trascurabili ragionamenti dello psicanalista Recalcati (il mondo ha Jordan Peterson, noi abbiamo Massimo Recalcati e il suo ordine professionale, vabbè…), ma Facebook ha fatto sì che io incrociassi l’intervento che Serena Dandini è stata invitata a fare sul “femminicidio” e contro il concetto di “raptus” proprio in quella trasmissione. Una volta ascoltato il tutto, mi si perdoni, ma non ho proprio resistito…

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34 thoughts on “Il lessico bugiardo di Serena Dandini

  1. Ma io mi domando, come possono personaggi di spicco anche autorevoli, ignorare o far finta di ignorare la realtà che è ormai palese, è appurato che il femminicidio è dello 0,4 per cento su 100000 abitanti in Italia, dagli ultimi dati istat del 2017, che è la nazione europea più sicura, ma allora perchè questa gogna mediatica e sociale, verso il genere maschile?
    Dopo l’ultima trovata della regione Lazio, un’idea me la sono fatta, sta diventando un tiro al bersaglio, verso tutti gli uomini indistintamente, e non so francamente, come proseguirà tutto questo, ma ha preso decisamente una piega sbagliata, cerchiamo di fare qualcosa, se riusciranno a prendere le armi in mano le donne sbagliate, saranno cazzi amari, ce ne rendiamo conto?

  2. a proposito di educazione sentimentale: Salvini ha detto che non avrebbe da eccepire sulla riapertura delle case chiuse e a sinistra si sono dichiarati contrari, incluse le femministe che sostengono che per eliminare la domanda di prostituzione basterebbe educare sentimentalmente gli uomini a essere piu consapevoli dei loro sentymenty. a me sembra simile a quei campi di rieducazione per “curare” gli omosessuali. da notare che le femministe e i progressisti (ed anche i cattolici) non dicono una singola parola sulla pornografia che è praticamente identica alla prostituzione con la differenza che c’è una telecamera a riprendere l’atto.

    1. Su questo credo ci sia un fraintendimento di base, a partire dalle proposte che si fanno. La sessualità genera una domanda ed è legittimo che qualcuno risponda con un’offerta, con ciò aprendosi un business. Mette in gioco del proprio in termini fisici e di dignità. Nulla di male dunque. Tranne appunto il fraintendimento di fondo: che la domanda sessuale sia solo maschile. Non è così. Anzi.
      Via la legge Merlin? Sono d’accordo purché, nel caso di media o grande impresa, si garantiscano sempre servizi per uomini e servizi per donne. Si entra nel casino, a destra si trovano soggetti portatori di cromosomi XY a sinistra portatori di cromosomi XX. Se non è così, il casino non può aprire.
      Per il resto, l’opposizione femminista alla prostituzione è ovvia: sfiderebbe il valore che il sesso anche con donne brutte o molto brutte ora ha. Le femministe radicali, con i casini riaperti, non scoperebbero più nemmeno quel poco e male che scopano adesso.

      1. Non vorrei risultare volgare ma uno che approccia una femminista radicale ha sia dei problemi di autostima che con la matematica: il sesso che uno si può aspettare con quelle tizie lì è più inibito che con le donne della generazione di mia nonna, ma con i seguenti “minus”:
        * A differenza della generazione di mia nonna oggi e soprattutto con quelle tizie lì, c’è la spada di Damocle di false accuse, eccetera.
        * A differenza della generazione di mia nonna, queste sono molto più pretenziose, non danno nulla in cambio, e sono piene di fisime.
        E con il seguente “plus”:
        * Nel 1998 hanno brevettato un oggetto che a livello di pura sensazione fisica non ha problemi a competere con la sensazione della cosa reale percepita tramite la mediazione del lattice del condom. Paragonato a una donna pretenziosa e inibita (e con delle fisime durissime da sopportare, e spesso pure vere e proprie tare mentali) come sopra tale oggetto è un toccasana, oltreché molto più economico e infinitamente meno rischioso.

    2. X Manu

      che le femministe non dicano una parola sulla pornografia è falso, basta informarsi per sapere che assieme alla prostituzione è uno dei temi più divisivi all’interno del femminismo

      1. la pornografia è legale e ha un introito multi-miliardario. dovrebbero dire qualcosina in piu. invece dicono quasi niente.

        1. veramente sopratutto nel mondo anglosassone ci sono un sacco di libri e articoli femministi sulla pornografia è uno dei temi in assoluto più oggetto di dibattito e divisione nel femminismo, troviamo femministe ferocemente contrarie alla pornografia e favorevoli alla censura (Andrea Dworkin, Catharine MacKinnon, Gail Dines) e femministe definite “sex positive” con una posizione più aperta e non censoria (Annie Sprinkle, Camille Paglia, Wendy McElroy, Nadine Strossen). C’è il “porno femminista” di Erika Lust e chi come Gail Dines considera porno femminista un ossimoro

          1. Io le metterei tutte per mezz’ora in mano a Rocco. Sono certo che risolverebbero i loro problemi.

      2. Non è un argomento divisivo per le femministe, manco per niente.
        La pietra angolare è sempre la stessa, essendo tutte in chiave anti-maschile.
        Il che è normale, visto che la sessualità maschile è di tipo visivo e loro non la capiscono.

        1. La capiscono benissimo invece, ed è la stessa cosa per il sex work.
          La differenza è che quelle contro sex work e pornografia pensano di guadagnare di più ad abolirli od ostacolarli, quelle a favore pensano al guadagno per le donne che danno servizi sessuali o fanno film porno.
          Sul porno è evidente che per le donne nel complesso c’è più da guadagnarci: una può comprarsi una webcam e vendere filmati dove si masturba nella sua camera, con zero rischi e senza dover render conto a nessuno. Può persino indossare una maschera o oscurarsi la faccia, senza essere riconosciuta. Ci sono troppi soldi facili e rischi zero per pensare che sia vantaggioso per le donne ostacolarlo, solo delle donne che non sanno fare bene i conti possono pensare che nel complesso le donne possano guadagnare dall’abolire la pornografia in toto. Oppure sono troppo vecchie e inibite, quindi invidiose.
          Sul sex work invece è molto più difficile da a stabilire.

          Se consideri quanto sopra è poi facile trarre conclusioni sulle persone a seconda delle posizioni:
          Pro-pornografia ma contro sex work = probabile misandria
          Contro tutto = bigotto / conservatore (a seconda di come la si vede)
          A favore di tutto = mentalità aperta-tollerante-libertaria / sporcaccione (a seconda di come la si vede)
          Pro-sex work ma anti-pornografia= probabile misoginia

          La differenza di diffusione tra la prima posizione (piuttosto comune) e l’ultima (decisamente rara) ti da’ l’idea di quanto più diffusa sia la misandria rispetto alla misoginia.

          1. Le femministe, concordo con te, speculano sulla sessualità maschile, cercano di fare cassa. Ma osservavo che non esistono vere e proprie correnti nel femminismo, è sciocco crederlo, perché il nemico è sempre lo stesso. Anche il porno è espressione del dominio maschile sulle donne, pietra angolare di tutta la loro ideologia, quindi da condannare nella sua espressione attuale, decostruire e rifare in chiave femminista (ne esce un porno soft di tre ore persino più noioso dei porno originali). Il problema che le femministe hanno con il sesso in generale è che non riescono a far pace con la Natura. La forma complementare dei nostri genitali le manda in bestia, implica che la penetrazione violi lo spazio intimo femminile, dunque la violenza è insita nell’atto, non se ne fanno una ragione. Vorrebbero governare il pene, non avendocelo. Le femministe sono donne molto complessate, non ci sono altri misteri a riguardo. Lo schema femminista è conquistare il potere per interposta autorità maschile, che prima era il Padre, poi lo Stato, comunque un succedaneo del pene che non hanno.

            1. Ricorda però una cosa: Chinweizu ci insegna che le femministe alle volte si possono sfruttare a nostro vantaggio, particolarmente quelle cosiddette “sex-positive”, e che le femministe radicali sono facili da evitare e distruggere. L’elemento irriducibilmente volto a schiavizzare l’uomo è la donna cosiddetta “tradizionale”.
              E’ qui, alla voce “anti-feminism”, è il pensiero più avanzato in assoluto sul tema
              https://en.wikipedia.org/wiki/Chinweizu_Ibekwe

              E il libro è:
              Anatomy of Female Power: A Masculinist Dissection of Matriarchy, Pero, 1990. ISBN 978-9782651051

        2. Mi è sempre sembrata una balla quella della sessualità visiva per gli uomini e cerebrale (o romantica o altro) per le donne. Non vedo turismo sessuale femminile a Vienna in cerca di violinisti o nelle facoltà di psicologia in cerca di cervelloni, il turismo sessuale femminile va in Jamaica, Senegal, ecc. Non sto assolutamente dicendo che in quei posti non ci sia intelligenza o poesia, dico solo che le informazioni che abbiamo su determinate culture non sono di quel tipo o sono addirittura nulle e quindi dubito che le turiste cerchino cose simili.

          1. Le turiste sessuali femminili nei luoghi che citi cercano, come noto, una esperienza romantica, in questa cornice le donne paganti fanno sesso.

            Se fosse vero ciò che dite, che cavolo si “sbatterebbero” a fare così tanto i prostituti maschi? E’ questo che dovete spiegare.

            “Sanno che i primi giorni (al massimo due) devono essere sorridenti, gentili e molto “gradevoli”. Spesso portano fiori, si offrono come guide e istruttori di ballo, presentano i loro amici e offrono esperienze della vita tipica del luogo quasi esclusive.”

            https://www.linkiesta.it/it/article/2016/01/23/big-bamboo-quando-le-vacanze-diventano-un-sogno-hard/29012/

            I prostituti maschi portano i fiori alle clienti… le prostitute femmine fissano l’orologio… uguali.

            La sessualità maschile è diversa da quella femminile, e viceversa, a loro modo complementari, fatevene una ragione.

            La vostra è ideologia allo stato puro senza alcun fondamento, preferite non pensare piuttosto che sbattere il grugno contro la realtà, avete una paura matta di uscire dalla zona di confort che vi costringerebbe a riflettere sulla complessità delle cose, più facile credere al pigro relativismo. In base a cosa avete deciso che è tutto indifferenziato, in base a quale meta-analisi scientifica, in base a quale esperienza di vita?

            Se tutto è costruzione culturale, se tutto è stereotipo, niente è vero, tutto è modificabile, allora camminate sulle mani, fate qualcosa di straordinario, respirate sott’acqua, volate, volere è potere. Credeteci, soprattutto di poter volare, così risolviamo il problema.

            Conserviamo il messaggio prima che la Gestapo femminista faccia fuori il coraggioso psicologo.

            https://www.medicitalia.it/consulti/psicologia/95226-sessualita-visiva.html

          2. un musicista famoso diventa attraente per certe donne anche se non bellissimo, invece per gli uomini la fama o lo status di una donna non contano o contano molto di meno.

              1. Come un avvoltoio piombi a bacchettare i gentili commentatori del blog, manco fossi la nostra maestrina. Se non fosse divertente sarebbe irritante. Ma anche tu, quali sono le tue fonti? Da quello che scrivi, sembri affidarti ai bigliettini dei Baci Perugina, il livello è quello. Intanto là fuori, nella realtà, gli uomini ricchi e potenti, ma anche i grandi intellettuali, famosi registri etc., se la fanno con donne a volte anche di 30-40 anni più giovani, e sicuramente più avvenenti di loro. Il contrario sembra essere alquanto più raro, non credi? Una ottantenne con un trentenne, per esempio, l’hai mai vista? Il che non significa che la bellezza non sia importante anche per le donne (sei tu che tagli con l’accetta le opinioni altrui per crearti l’occasione) ma forse che le donne nel computo del valore maschile ci mettono anche lo status. Ti scandalizza così tanto tutto ciò?

          3. || il turismo sessuale femminile va in Jamaica, Senegal, ecc.

            Sì, le donne vanno in Jamaica e Senegal, dove sfruttano la povertà, proprio come i maski cattivi, più alto forse il reddito a Vienna, i violinisti magari se la passano meglio, ma sembra che l’offerta sessuale per donne includa nel pacchetto sempre una qualche forma di “esperienza romantica”, come se la richiesta di sesso da parte delle donne fosse vincolata a un contesto “relazionale”. Sarà pure solo uno stereotipo, per quanto a me non sembri così tanto un costrutto culturale, sta di fatto che questo è ciò che avviene nella realtà: maschi e femmine vivono l’esperienza sessuale in maniera differente.

            A me sembra che il difetto principale del politicamente corretto sia la pigrizia mentale: per non offendere (la verità è offensiva?) nessuno, facciamo che niente è vero. Se tutto è culturale e niente è biologico, cioè se niente si innesta su una base biologica, allora in teoria concentrandosi parecchio si potrebbe anche respirare sott’acqua, camminare sulle mani, persino volare.

            Volere è potere!

            https://www.linkiesta.it/it/article/2016/01/23/big-bamboo-quando-le-vacanze-diventano-un-sogno-hard/29012/

            || Mi è sempre sembrata una balla quella della sessualità visiva per gli uomini

            Sarà pure una “balla” ciò che ho sostenuto, però io almeno argomento portando qualche prova. Ne scelgo una che è una via di mezzo, a riprova che cerco la verità, sono di ampie vedute. Il prof. Yokugiro Miyagawa sostiene che fino a 30 anni è “sufficiente lo stimolo visivo per predisporre il maschio all’atto sessuale”. Poi evidentemente il testosterone (l’ormone del desiderio) incomincia a scemare e da sola la vista non basta più.

            https://www.repubblica.it/salute/medicina-e-ricerca/2004/02/29/news/sesso_e_cosi_che_il_cervello_si_eccita_dopo_i_30_anni_la_vista_non_basta_piu_-199388995/

            Tu che prove porti a sostegno della tua tesi?

            [E dai, Davide, questa me la puoi far passare, è tranquillissima!! :D]

          4. Altroché se sono posti di poesia: la vecchia con la cellulite sta a lessare immobile sulla spiaggia, il ragazzo giovane e aitante, rigorosamente sotto i 25 e quasi sempre sotto i 20, la abborda e le fa i complimenti – deve inventare di sana pianta perché col cavolo che è particolarmente attratto dalla vecchia. Se non è poesia questa…anzi, più che poesia parlerei di “licenza poetica” per le cose che dice.

            1. hahahaha Rispondo qui a tutti: grazie per le risposte, non volevo offendere nessuno e nemmeno dare lezioni, ho cercato parole che mi sembravano un pochino simpatiche per dire una cosa che penso e se son stata antipatica non era mia intenzione. Allora: personalmente NON penso che tutto dipenda dalla cultura e che non ci siano differenze biologiche, solo che magari non sono quelle che vengono comunemente ritenute tali (non tutte, almeno). Questa mi è sempre sembrata fittizia perché non succede a me come donna e siccome, purtroppo, noto che molte altre donne non dicono sinceramente in pubblico determinate cose, ho sempre creduto che la storia della sessualità femminile non visiva (o non solo, o meno di quella maschile) fosse una storiella. Se mi sbaglio, allora io sono un’eccezione. Comunque non sono l’unica, infatti quando dico in un commento nelle reti sociali: ‘Ma sono così solo io? No perché io se perdo la vista mi faccio suora’ c’è sempre qualche risposta del tipo ‘Succede anche a me’. Comunque non faccio turismo di nessun tipo, quello credevo fosse un esempio a mio favore ma se veramente quelle donne chiedono i fiori (se non è un’invenzione dei giornalisti) non va bene come esempio. Io provo attrazione solo per l’aspetto fisico. Non per la simpatia, non per il romanticismo e menchemeno per i soldi. Riguardo al discorso economico non ho mai creduto che la persona ricca (prevalentemente l’uomo in società in cui è considerato tradizionalmente colui che mantiene la famiglia e quindi pochi hanno il coraggio di fare gli interessati corteggiando donne più ricche di loro) sia sexy, secondo me la persona ricca attrae persone bugiarde (ricordo il caso della figlia di Onassis), ma logicamente posso sbagliarmi, possono esistere sia i bugiardi e le bugiarde che le persone che provano quel tipo di attrazione. Comunque se la sessualità femminile non è visiva io non sono una donna, quindi questo non quadra. Possiamo dire, forse, che non lo è per la maggior parte delle donne… ma prima dovremmo capire quante sono sincere.

              1. Si parla in generale, non siamo tutti identici e fatti con lo stampino, ci si riferisce alla maggioranza delle donne non a tutti. Tu sei una donna per la quale vale la pena fare tanto body building, se ce ne fossero di più come te, le palestre farebbero affari d’oro, e pure i centri estetici incrementerebbero molto la clientela maschile, e gli stilisti diventerebbero più arditi nel proporre vestiti maschili che scoprono il corpo.

                1. Ora che mi ci fai pensare, quando ha fatto notizia l’apertura di una catena di palestre per sole donne che pare siano frequentate da donne che non vogliono rischiare di incontrare uomini che si iscrivano in palestra per tacchinare o per guardare i corpi femminili io ho pensato che se questo si può considerare stalking (anche se non si tratta di proposte insistenti ma solo di scelta di un posto da frequentare che per chi è attratto da intellettuali può essere la biblioteca, sperando nel frattempo di fare anche incontri che possano essere avventure mentre si passa un pomeriggio lì o semplicemente credendo che sia logico frequentare gente che potenzialmente rientra nel tipo che ci piace) allora io da ragazza dovevo andare in galera, se questo valesse per le donne, dato che appunto mi iscrivevo in palestra per conoscere bei ragazzi e sono uscita con diversi bodybuilders. Può essere un caso isolato, il mio, non dico di no, magari non isolatissimo perché qualche altra donna attratta solo (non dico anche ma solamente) dall’aspetto fisico l’ho conosciuta.

                  1. Non sei un caso isolato, ma siete una netta minoranza, quindi la maggior parte degli uomini si regola di conseguenza. E’ la ragione per cui molto difficilmente la gente si porta dietro l’ombrello in estate, fosse anche solo per averlo in auto (dove non ti ingombra più di tanto) ma quasi tutti ce l’hanno dietro (almeno in auto) d’inverno.
                    Tabella del clima a Roma:
                    https://it.wikipedia.org/wiki/Roma#Clima
                    Giorni di pioggia d’inverno: 23
                    Giorni di pioggia d’estate: 9
                    9 non è zero, però l’ombrello è molto difficile che te lo porti dietro d’estate.
                    Le donne attratte solo fisicamente dagli uomini sono comuni come la pioggia d’estate.
                    Gli uomini attratti solo fisicamente dalle donne sono comuni come la pioggia d’inverno.

              2. || Comunque se la sessualità femminile non è visiva io non sono una donna, quindi questo non quadra.

                Il tuo ragionamento equivale a dire che conosci uno che conosce un altro che nonostante abbia fumato tutta la vita non ha mai sviluppato un cancro ai polmoni (cosa verosimile) ragion per cui ti sembra una “balla” che il fumo sia cancerogeno.

                Puoi essere contemporaneamente “visiva” e donna senza particolari crisi di identità, te l’assicuro. Puoi essere, tu nello specifico, in qualunque parte della curva gaussiana, anche sopra alcuni maschi, ma in media sotto. Si dice, cioè, che i maschi hanno “tendenzialmente” una sessualità di tipo “più visivo” delle femmine.

                Questo è scientificamente dimostrato. Poi ci sono anche i terrapiattisti, non dico di no.

                Possibilità di mentire in laboratorio, ovviamente, non ce ne sono, altrimenti parleremmo di opinioni filosofiche o chiacchiere da bar, non di esperimenti scientifici.

                Partire da un dato personale come stimolo per indagare è cosa buona, ma farne una regola generale al punto di negare l’evidenza è sbagliato. Insomma, tu ed io non facciamo testo, siamo numeri su una curva a campana (gaussiana).

                E comunque appartenere a una minoranza non significa essere speciali o anormali: gli occhi verdi sono i più rari, ma sono occhi normalissimi.

                || c’è sempre qualche risposta del tipo ‘Succede anche a me’

                Qualche risposta in un forum, tra l’altro coperti da anonimato, confermerebbe che in media alle donne la sola vista non basta per eccitarsi sessualmente. Poi, sai, si può mentire in un verso come nell’altro, alcune scimmiottano i maschi, altre invece sono sincere. Ma la scienza non mente, è chi crede che solo il cervello si salva dalla differenziazione sessuale a doverlo dimostrare, perché finora le prove dicono chiaramente il contrario.

                1. Non sono molto informata sugli studi scientifici di questo tipo, purtroppo in vita mia ho sempre visto che le donne sincere su questi argomenti sono molto poche e ho pensato di parlare della mia esperienza e dell’idea che me ne son fatta ma non volevo dire che ho delle certezze su cosa succeda ad altre persone, grazie per la risposta. ????

  3. “non guardo la TV, tanto meno RAI 3, per una questione di igiene mentale”…bello e significativo il filmato contrapposto…..Bisogna chiudere la Rai r tutta la in_FORMAZIONE che genera violenza.

  4. Ci sono errori nel filmato:
    – 41 violenze in 60 giorni, fa 0,68 violenze al giorno, cioè più di una violenza, ogni giorno e mezzo, più di due, ogni tre giorni.
    – Serena dice sia difficile parlare dei segni premonitori non delle vittime

    E non precisi una cosa fondamentale:
    – il femminicidio NON ha dei segni premonitori BIUNIVOCI. È vero che o femminicidi ha segni che li precedono, ma non è vero il contrario: non è vero che se ci sono quei segni, allora ci sarà certamente un femminicidio.

    È l’argomento di chi è contro gli spinelli: li hanno fumati tutti i drogati di droghe più pesanti, ma non è vero che chiunque fumi uno spinello sarà certamente un drogato pesante!

    1. Lana caprina, il concetto resta quello.
      Sbagli su quello che dice Dandini, riguarda il video. Dice che è difficile per le vittime venire riconosciute dalla società e che è difficile denunciare il partner.
      In ogni caso spaccia dati falsi con un’ipocrisia e una malafede che grida vendetta.

  5. Educazione nelle scuole! Sì, ne so qualcosa.
    Ci stanno già facendo un grosso lavaggio del cervello, da anni.
    Mia figlia, che nella sua infanzia è stata purtroppo suo malgrado testimone di continue aggressività, ricatti e violenze fisiche da parte della madre nei confronti del padre, durante le scuole medie (a Milano) si sentiva continuamente ferita dalla martellante e prepotente narrazione della violenza maschile in famiglia, che mortificava il suo vissuto e le sue sofferenze. Tentò di opporsi dicendo che a volte anche gli uomini sono vittime ma fu letteralmente massacrata dalle prof, che l’accusarono ripetutamente di essere maschilista (a 12 anni!) e le ripetevano che non può fare del suo un caso generale perché quella situazione la vive solo lei mentre in tutti gli altri casi le cose vanno all’opposto. Con l’aggravante che le prof erano perfettamente informate (e direttamente coinvolte dalla CTU) delle grandi sofferenze di mia figlia sotto una separazione giudiziale molto conflittuale.
    Fu costantemente tartassata e alla licenza media, dove ebbi la pessima idea di suggerirle di portare come tesina l’Otello, non le fecero dire una parola né su Verdi né su Shakerpeare né su Boito né sulla Scala ma la tartassarono sul femminicidio, pretendendo che recitasse il solito mantra. Risultato: dopo essere entrata alle medie come prima della classe ne uscì col voto più basso.
    Ah, dimenticavo: l’argomento imposto per tedesco era Malala (cosa cavolo c’entra?)
    Successivamente, nel liceo che sta frequentando in tutt’altra città (Bologna), vedo che le iniziative scolastiche che coinvolgno i ragazzi sono le seguenti: colloquio con una femminista sulla violenza domestica, visita alla Casa delle donne di Bologna, colloquio con la Kyenge su alcuni progetti a lei collegati, celebrazione del giorno della memoria attraverso la messa in scena (da parte degli studenti) delle storie di 7 donne recluse nei lager. Dunque le accattone si appropriano anche dell’olocausto presentandolo come l’ennesima forma di violenza sulle donne!
    Non ti basta tutto questo, Serena? Bisogna proprio incrementare la dose?
    Invito chiunque abbia figli in età scolare a vegliare attentamente: la scuola è un ambiente pericoloso. E quando i ragazzi si accorgeranno di essere stati presi per i fondelli forse reagiranno con comportamenti violenti verso le donne.

    1. Quello che scrivi è terribile, devo ritenermi fortunato: mio figlio in prima superiore, e siamo a marzo quasi in fondo all’anno, ha sentito parlare di violenza durante una sola lezione: l’ha fatta il professore di italiano, ha parlato unicamente di stupro e sebbene fosse focalizzato su uomini che stuprano donne ha specificato molto bene che accade anche che ci siano donne che stuprano uomini, proprio dicendo una cosa tipo “è meno comune ma non è rarissimo, succede”.
      Alle medie invece aveva una professoressa femminista, sempre di italiano, che faceva spesso riferimento alla violenza come “solo maschile sulle donne” ma solo veloci riferimenti en passant niente lezioni focalizzate su quella roba lì, ed essendo il calssico mix di femminismo e tradizionalismo all’italiota (poco mancava che dicesse che il sesso è sempre stupro al di fuori di matrimonio e fidanzamento ufficiale) mio figlio e altri ragazzi la prendevano per i fondelli alle sue spalle facendo battute sulle cose che diceva, lei non se ne è mai accorta.

      1. Aggiungo l’effetto che ha avuto su mio figlio tale “educazione”:
        Al momento pensa che il discorso che “la violenza è solo maschile sulle donne” da parte femminile sia puramente strumentale, e che alcune donne usino tale discorso per acquisire potere sugli uomini – la sua idea è che questo donne vogliono “limitare gli uomini a far sesso solo all’interno di fidanzamento ufficiale/matrimonio + poter sciogliere tali legami accusando l’uomo e prendendogli così un sacco di soldi” – questa idea gliel’ha messa in testa la professoressa delle medie, involontariamente perché lei aveva ben altro scopo, e l’ironia è che l’ho dovuta un po’ calmierare pur ritenendola sostanzialmente giusta: lui infatti diceva “LE donne / tantissime / quasi tutte” e l’ho fatto passare ad “alcune” – ci vuole equilibrio tra vedere il marcio e proteggersene, e avere rapporti soddisfacenti con le coetanee – al momento l’equilibrio sembra ottimale, riconosce ed evita come la peste solo quelle che fanno simili riferimenti (che a quell’età lì, 14-15 anni, sembrano essere pochissime, di sicuro sono una netta minoranza).

        1. Tuo figlio, evidentemente, è sveglio, ed è anche stato fortunato, se a quello che mi dici nel suo caso l’argomento è stato sbandierato da qualche sporadica esaltata o trattato con equilibrio da qualcun altro.
          Diverso è il discorso quando questa ideolgia fanatica, anche quando non esplicitata direttamente, è parte integrante del sostanziale sentimento di fondo di tutta l’attività scolastica, il tipo di visione del mondo che viene data per definitivamente acquisita.
          Comunque l’esperienza di tuo figlio mi pare confermi quanto paventato da me: questo generale bombardamento a tappeto rischia di incrementare il fenomeno della violenza sulle donne, anziché contrastarlo come nelle intenzioni dichiarate (ma saranno davvero queste le intenzioni?)

          1. E’ tipico dei ragazzi un certo spirito di ribellione, la voglia di trasgredire le regole imposte dagli adulti. Quando la società era molto restrittiva riguardo al sesso la trasgressione si focalizzava sul fare molto sesso, casuale, avventure di una notte eccetera. Oggi sul sesso i messaggi sono misti e vanno in entrambe le direzioni, quindi non sarà quella la valvola di sfogo, e lo stesso si può dire del “razzismo”, ci sono messaggi discordanti e in entrambe le direzioni: invece la trasgressione è sempre contro quelle percepite come “verità assoluta, narrativa unica e incontestabile”.
            Quindi si, probabile che la violenza sulle donne venga percepita come trasgressione delle regole e ribellione al mondo degli adulti.

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