Il Male al governo? Ci si prepari alla guerra

Mattarella consultazioniSempre che la pazza guerra politica italiana non riservi qualche sorpresa, è in arrivo un nuovo governo per il paese. Come sempre, in questi casi, i rumors sulla futura distribuzione dei ruoli ministeriali sono tanti, così come gli accenni ai “nuovi” indirizzi politici che verranno adottati. Nell’ottica di questo blog le notizie sono allarmanti. Terminata l’esperienza di un governo solo apparentemente equilibrato (Codice Rosso approvato, riforma del diritto di famiglia seppellito, e così via), ora, se si tende l’orecchio, si sentono distintamente rombi di cannone in lontananza e all’orizzonte si stagliano lampi che annunciano tempesta.

“Visto il proliferare di indiscrezioni, mi permetto di dire che un nuovo governo dovrà garantire un pieno riconoscimento delle differenze di genere”. Sic dixit Zingaretti, senza specificare ulteriormente. Chi conosce il linguaggio ideologico femminista e gender e chi ha osservato la condotta del Presidente della Regione Lazio, sa bene cosa intenda con quell’espressione. Non a caso la comunità LGBT gli ha tributato una standing ovation, nella prospettiva di una più potente e più profonda imminente criminalizzazione dell’uomo, specie se eterosessuale, padre e bianco.

A stretto giro si è fatta sentire la sorella di uno dei più noti latitanti italiani, rinviato a giudizio per sequestro di persona, lesioni, traffico internazionale di carburanti, e per questo oggetto di un mandato d’arresto: Claudio Cirinnà. Sua sorella Monica, incidentalmente parlamentare della Repubblica nelle fila del Partito Democratico, in gioventù pare sia stata oggetto di un esorcismo, che tuttavia, a giudicare da atteggiamenti e posizioni politiche, si direbbe non abbia ottenuto il risultato voluto. Ebbene, i rumors di palazzo la danno come successore di Vincenzo Spadafora al Dipartimento Pari Opportunità, e Spadafora stesso come sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Quando si dice “dalla padella alla brace”.


Si è fatta sentire la sorella di uno dei più noti latitanti italiani.


La stessa Cirinnà mette le mani avanti, in un post su Facebook, dettando un’agenda che contiene buona parte delle tematiche-chiave propagandate da tempo al paese a suon di magliette (“meglio frocio che fascista”) o cartelli (“Dio, Patria e famiglia, che vita de merda”). A lei si deve, con la legge sulle “unioni civili”, una delle più potenti picconate all’istituto della famiglia, laddove l’interruzione di una semplice convivenza more uxorio ora può comportare l’obbligo del mantenimento per la donna. A lei si deve un progetto di legge contro l’omotransfobia che impedirebbe a chiunque di esercitare il proprio diritto di critica e di parola rispetto a un progetto di futuro pianificato a tavolino sulla testa della gente.

Monica Cirinnà è, a tutti gli effetti, la portavoce più o meno consapevole dell’ideologia che ha condotto ai fatti di Bibbiano, Rignano Flaminio, Bassa Modenese e altri sparsi nella storia degli ultimi vent’anni. Una lunga scia di rapimenti di Stato, dolore, sangue e morti. Nel farsi paladina, tra le altre cose, dell’omogenitorialità come “diritto”, si accolla il dovere politico di trasformare quell’ideologia in leggi e pratica comune. Monica Cirinnà alle Pari Opportunità e Spadafora, colui che da Garante per l’Infanzia non colse le segnalazioni sugli affidi illeciti nel reggiano, nominato al ruolo di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, significherebbero una cosa sola: il “sistema Bibbiano” al potere. O per lo meno la piena legalizzazione del sistema Bibbiano.

Da quel momento, dati fatti come il diritto dei minori alla bigenitorialità, la giustizia del mantenimento diretto, l’esistenza di due e solo due sessi in natura, il vincolo per cui solo questi possono procreare, il diritto di un minore a essere cresciuto da due figure genitoriali complementari e non omologhe, la dimensione straordinariamente minimale della violenza sulle donne in Italia, la necessità che l’aborto venga attuato con ponderazione, la mostruosità della pratica dell’utero in affitto, ebbene tutto questo (e molto altro) diventerà opinabile. Forse diventerà anche reato sostenere quei dati e quei fatti. Con ciò imponendo in parte a noi e del tutto ai nostri figli e nipoti (se maschi) un futuro di discriminazioni, sradicamento, isolamento ed emarginazione. Una guerra permanente dove loro saranno un costante bersaglio.


Il “sistema Bibbiano” al potere.


lupo agnelloIntendiamoci, non sono le istanze legate a diritti umani da riconoscersi a chiunque, a prescindere dall’orientamento sessuale, a essere oggetto di opposizione. Consentire a due persone dello stesso sesso di sposarsi, con tutti i diritti e doveri connessi (escludendo però di chiamare la cosa “famiglia” o di acconsentire all’omogenitorialità), o garantire loro di non essere discriminate o penalizzate in nessun caso e in nessun contesto, non è solo giusto, è SA-CRO-SAN-TO. Perché la sfera affettivo-sessuale è privata, dunque non può e non deve avere alcuna influenza sul percorso di vita civica o relazionale generale di una persona. Ma se si parla di Cirinnà e dintorni, non si parla di questo, deve essere chiaro. L’incantesimo di quella gente nasconde sotto la parola “diritti” quelle che in realtà sono manipolazioni sociali o affermazione di privilegi.

L’opposizione è semmai a una visione del mondo e del futuro totalmente distorta, perché basata su assiomi falsi: la lettura storiografica del patriarcato e dell’oppressione maschile, della “guerra dei sessi” e la necessità di un “risarcimento” verso parti di società un tempo discriminate, da individuarsi arbitrariamente per numero e tipologia. Risarcimenti che spesso sono privilegi per gli uni e vendetta spietata contro chi di volta in volta viene individuato come l’oppressore del passato. Oggetto di opposizione deve esere dunque la retorica violenta e conflittuale e i progetti squilibrati di gente come Cirinnà, Spadafora e tanti (troppi) altri, quelli sì realmente oppressiva e discriminante.

squilibrio uomo donnaIn ballo c’è un’ipotesi di futuro che non voglio per mio figlio e per i miei nipoti. E, se mi permettete, nemmeno per i vostri figli e i vostri nipoti. Non voglio un avvenire progettato da chi non sa la storia o che distorce quel poco che ne sa. Il tutto per favorire se stesso e alcune lobby minoritarie, a danno della libertà di tutti, dell’equità e della giustizia diffuse. L’ho detto e lo ripeterò alla nausea: se c’è anche solo un 1% di fondatezza in ciò che trapela sul nuovo governo, quello che si profila per l’immediato è un futuro di guerra. Una guerra di civiltà, non politica né partitica, ma puramente civile. Da un lato gli oscurantisti che vogliono portare l’Italia (e l’Occidente) a un sistema di caste attraverso un clima di conflitto permanente, dall’altra noi, uomini e donne che, a prescindere dagli orientamenti sessuali e dalle convinzioni politiche, vogliamo costruire assieme un avvenire di concordia e collaborazione tra i sessi. Anzitutto spazzando via tutto il lerciume ideologico che negli anni ci ha messi gli uni contro gli altri.


L’opposizione è a una visione del mondo e del futuro totalmente distorta.


Se prima si era creato un argine, sebbene fragile e mutevole, al degrado generale, ora, proprio come dice Cirinnà nel suo post, c’è una pagina bianca e un’autostrada aperta. E tutto il mondo oscuro che ruota attorno a gente come lei, Spadafora, l’UNAR, il movimentismo femminista militante o quello LGBT, intende scriverci sopra un progetto che non solo la comunità non vuole, ma che è oggettivamente, dati alla mano, tossico per la comunità stessa (lo vedremo in dettaglio venerdì). Non si può e non si deve restare indifferenti a tutto questo. E si deve smettere di sfogare la propria indignazione sui social, attività che rende fiacchi e ciechi, come la masturbazione. A meno che non si debbano sottoscrivere raccolte firme sensate e utili, come questa.

Se i rumors diventeranno realtà, si aprirà una nuova fase. Ci sarà da mobilitarsi e organizzarsi. Sarà tempo che l’associazionismo smetta di sonnecchiare e di impostarsi su un tremolante e timido understatement. Sarà tempo di rivedere insieme piazze e strade, di partecipare e, spiace dirlo, anche di investire un po’ di risorse per dare peso alle iniziative. Lo si è detto spesso: davanti c’è un gigante. Sta a noi essere tanti piccoli Davide armati non di appartenenze esclusive, ma di fionda e basta. Sarà tempo di guerra, signori. Ci saranno gli strumenti organizzativi, a breve, e a tutti verrà proposta la coscrizione. Chi non aderirà diventerà parte del problema. Chi aderirà, potrà come minimo dire un giorno ai propri figli e nipoti di averci provato con tutte le forze. Ma nella guerra si punta sempre al massimo. E così sarà.


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