Il mistero dei suicidi maschili

Home Statistiche Il mistero dei suicidi maschili
Il mistero dei suicidi maschili

Dedicato a Carmelo Vella, padre alienato, morto suicida a Catania, luglio 2018. Della sua scomparsa e dei motivi del suo gesto non si trova traccia nei media.

suicidio-1Avevo già in mente tutto: una nuova sezione del blog, da mettere nel menu in alto, quindi in posizione “ufficiale”. Nome della sezione: Lo strappo. Dentro volevo in sostanza replicare quanto già faticosamente fatto per il “Conteggio infame”, ovvero compulsarmi tutte le notizie di cronaca dal primo dell’anno a oggi riguardanti suicidi di uomini. L’idea era quella di selezionare e dunque contare quanti si sono dati la morte a seguito di separazione o sottrazione dei figli. Era necessario, nella mia idea, trovare articoli che spiegassero le cause, o almeno dessero i contorni del fatto. Naturalmente, per evitare facili attacchi, avrei escluso dal conteggio gli omicidi-suicidi, sebbene si tratti di casi che ogni volta andrebbero inquadrati per bene, quindi non come fanno i media.

La trovavo un’iniziativa utile, che avrebbe integrato il “Conteggio infame”, sebbene in termini non scientifici e incompleti (presupponendo che non tutti i suicidi vengano notiziati). Ma non si può fare: iniziativa abortita sul nascere. Il metodo usato è lo stesso, basato sulle eccezionali potenzialità di Google: ricerca per mesi, per tematica, con diverse parole-chiave. Nisba. Su dieci suicidi al mese, solo in un caso, in media, si dice quale fosse la causa (in genere appunto la separazione coniugale e/o la sottrazione dei figli). Negli altri o non si ipotizza nemmeno di striscio quali fossero i motivi del gesto, o si parla genericamente e pudicamente di “problemi personali”, che vuol dire tutto e niente. Un po’ come quando, da maggiorenni, si bigiava la scuola e in giustificazione si scriveva “indisposizione”.

colomboDunque un dato che sarebbe probabilmente essenziale, associandolo ad altri più o meno o già ampiamente disponibili, per capire quali siano davvero gli equilibri nelle questioni “di genere” nella nostra società, resta un grande mistero, così fitto che forse solo il Tenente Colombo riuscirebbe a raccapezzarsi. Un arcano facile da svelare è invece il motivo per cui i media strabordano di dettagli quando la notizia riguarda il graffio sul ginocchio rimediato da una donna, ma svicolano abilmente quando si tratta di un uomo. Della faziosità e del collocamento dei media mainstream sulla scia del redditizio neo-femminismo radicale si è già detto fin troppo, con ampie dimostrazioni fattuali. Agenzie informali come la stampa o formali come le società statistiche, pubbliche e private, si tengono ben lontane da un dato che potrebbe sovvertire molti stereotipi.

Se il mondo associativo che si interessa di questi temi fosse attivo e soprattutto unito, potrebbe, anzi dovrebbe attivare qualche parlamentare di riferimento, o scrivere al Governo affinché commissioni a ISTAT una ricerca specifica su questo tema. Non un’indagine telefonica, come quelle farlocche commissionate da Rosa Nostra, ma una rilevazione statistica vera, incricando psicologi per contattare le famiglie colpite da queste tragedie e capire quale sia stata la causa del suicidio. Ho come l’impressione che avremmo in risposta dati sconvolgenti. Io non ho la forza, da solo, di chiedere una cosa del genere alle istituzioni (che quando chiedo, tacciono, vedi il Sottosegretario Spadafora). Su questa questione le associazioni dovrebbero muoversi, tutte insieme. Se ne sono capaci.


bannerpromominiwp

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: