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Il paradigma di Mara Lapia la tuffatrice

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Giusto stamattina si citava il caso di Boldrini presa a male parole da un cittadino italiano. Un evento definito dai media, sollecitati dall’ufficio stampa dell’ex PresitentA, “aggressione”, nientemeno. Chiunque commentasse l’accaduto diceva: “sciocchezze, una vera aggressione è quella capitata all’On. Mara Lapia”. Il riferimento è ai maltrattamenti subiti dalla parlamentare a 5 Stelle nel parcheggio di un supermercato in Sardegna. Fioccano subito tweet e post di solidarietà, si parla di clima d’odio e intolleranza, e ovviamente salta fuori la declinazione femminile dell’accaduto, già emersa nel caso di Boldrini. I due eventi parlano chiaro: le donne sono sotto attacco più di altri in questo paese, e vanno dunque difese. Poche ore dopo quest’orgia di “la mia solidarietà in quanto collega e in quanto donna”, salta fuori questa registrazione audio. Una signora con chiaro accento sardo dichiara di essere stata testimone oculare del fatto e accerta, anche davanti ai Carabinieri, che l’On. Lapia non è stata picchiata e gettata a terra, ma “si è tuffata”, tipo i giocatori di calcio che cercano di ingannare l’arbitro e di ottenere il rigore. Nonostante le ricerche, non ho ancora avuto modo di accertare se quell’audio è genuino e non uno strumento da fake news. Non è chiaro se sia un messaggio vocale mandato o una dichiarazione resa a qualcuno, tanto meno si sa chi sia l’autrice. Ma poniamo il caso che sia tutto vero. Be’, allora l’On. Lapia incarna in sé un po’ il paradigma perfetto della violenza e degli abusi sulle donne, per come vengono denunciati e utilizzati contro gli uomini in generale, e in particolare nelle fasi di separazione. Girano video di donne ignare che si picchiano da sole per mettere l’ex nei guai, i tribunali sono ingolfati di simulatrici e false accusatrici. Effettivamente se quell’audio che sta girando è genuino, va detto che l’On. Lapia ben si è adeguata all’andazzo imperante. Se è sposata, c’è da aver pena per suo marito (stai buonino, che se sgarri sa già come farti la pelle e lasciarti in mutande…). E di certo il suo diventerà un case study di riferimento nei corsi tenuti alle donne dai centri antiviolenza e affini. Corsi su come ingannare l’arbitro e ottenere un bel rigore.


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7 thoughts on “Il paradigma di Mara Lapia la tuffatrice

  1. C’è qualcosa che non torna nel racconto della deputata e in quello che si sente nell’audio della testimone, non so dire cosa ma è una sensazione mia, forse le riprese delle videocamere di sicurezza aiuteranno a fare chiarezza e se ci sono altri testimoni ancora meglio. Ho letto che il presunto aggressore è stato segnalato in stato di libertà all’autorità giudiziaria, le indagini andranno avanti, però ripeto che mi sembra una storia fumosa. La deputata mi sembra che stia mettendo un pò le mani avanti tentando di minare la credibilità della testimone e mettendola sul piano di un complotto politico premeditato nei suoi confronti.

    1. Sono d’accordo, tutta la vicenda puzza di bruciato lontano un miglio (cit.).
      Leggendo un pò qua e un pò là sembra che la Squadra Mobile di Nuoro ha già assunto a s.i.t. i testimoni oculari e che resta solo da esaminare il contenuto dei filmati dell’impianto di videosorveglianza del parcheggio.
      Sono curioso di vedere come andrà a finire.
      Veramente curioso.

      1. è caduta dai tacchi non appena il malcapitato le ha messo una mano sulla spalla.
        Dalle costole rotte per colpa del “bruto” si è passati alla “6 costa incrinata”.
        Dal pestaggio premeditato per futili motivi si è passati ad un diverbio per una lattina di coca-cola
        che può capitare a qualsiasi persona al supermercato.

        Sbigottita la Lapia che ora fa sarcasmo sui social: “tra un po’ mi faranno la autopsia”.

        credeva che la sua dorata attestazione fosse come una bolla papale, che fa fede fino a querela di falso
        ma la Lapia, guarda un po’, di colpo scopre che in Italia c’è lo stato di diritto.
        “lei non sa chi sono io ”

        co(s)mica.

  2. la cosa più ridicola è il clima di mesta solidarietà per la vittima della “viulenza de genere”
    che si sta rivelando una immensa bufala.

    Immagino l’imbarazzo dei politici di tutto lo schieramento costituzionale una volta verificato
    che la smentita arrivava addirittura da una donna, che ci ha messo la faccia e anche la voce
    per dire esclusivamente la verità: un tuffo carpiato stile flopping.

  3. oja la deputata pentastellina ????

    un caso di flopping cestistico ! Un giorno di squalifica ????
    pro la avvocata criminologa.

    Fanno ridere ! Robe che non vedi manco nelle peggiori caverne di Caracas oppure
    nei zilleri mal frequentati di Orgosolo…

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