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Il paradosso norvegese: una pietra tombale su gender e femminismo

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LA FIONDA

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di Giorgio Russo. Correva il 2010 e secondo tutti gli enti di valutazione il paese al mondo dove più era assicurata la parità tra uomini e donne era la Norvegia. Svettava in cima a tutte le classifiche e l’intera galassia progressista, femminista e gender elevava il paese nordico a modello assoluto, a traguardo da raggiungere. Proprio ad Oslo, non a caso, aveva sede il “Nordic Gender Institute”, centro studi di riferimento nord-europeo nella materia della parità di genere e dell’inclusività gender, ritenuto talmente importante da essere destinatario di corposi finanziamenti da parte dello Stato. Una grande mangiatoia votata a un ideologismo rigido, velenoso ma soprattutto privo di fondamento. Cosa che, però, si scoprirà successivamente e per causa di un reportage realizzato da… un mezzo di comunicazione di massa? Un giornalista d’inchiesta? Un magistrato? No, quelli sono parte del problema. A scoperchiare la nefandezza ci pensa Harald Eia, un comico televisivo norvegese, che per l’occasione decide di realizzare qualcosa di maledettamente serio. L’esito è il reportage che segue (sottotitolato in italiano):

È molto probabile che pochi o nessuno di voi l’abbia mai visto, ed è comprensibile. Essendo pressoché conclusivo su tutta una serie di pilastri fondativi della teoria gender e femminista, è stato debitamente occultato e poco discusso nel nostro paese. Anche perché Harald struttura il tutto con un metodo straordinariamente efficace. Come prima cosa intervista gli “specialisti” norvegesi, ovvero del paese più paritario e inclusivo del mondo, aderenti alla teoria secondo cui il genere di una persona è esclusivamente determinato dai condizionamenti socio-culturali e, in quanto tale, sia un costrutto soggetto alle influenze degli stereotipi. Del tipo che le femmine crescono come femmine perché da bimbe vengono vestite di rosa e gli si dà in mano delle bambole, e i maschi crescono come maschi perché vengono vestiti di azzurro e gli vengono messe in mano delle costruzioni. Ecco, quella roba lì, insomma. Teorie che al tempo dei lumi della ragione sarebbero state materiale d’oro per l’avanspettacolo da bettola, e che invece nei nostri tempi di oscuramento della ragione vengono prese sul serio. Harald sa bene di cosa si tratta, eppure interroga gli specialisti norvegesi con dovizia, attenzione e rispetto, intervallando il tutto con simpatiche interviste alla gente comune, che ovviamente la pensa in modo diametralmente opposto rispetto agli “specialisti”.


Un incolmabile divario tra scienza e fuffa ideologica gender.


Ma il tema è troppo delicato per lasciarlo in mano alla gente comune. Allora Harald salta dagli Stati Uniti alla Gran Bretagna per intervistare altri studiosi ed esperti, sostenitori stavolta di un’altra teoria, ossia che a determinare i caratteri peculiari e diversificati, talora anche nettamente, di uomini e donne siano soprattutto aspetti bio-fisiologici frutto dell’evoluzione di millenni di esistenza umana. Qui il gioco si fa duro perché l’intervistatore non parla con venditori di fumo, ma con scienziati che verificano le proprie teorie con test ed esperimenti. Alcuni di essi sono incredibili: bimbe e bimbi di nove mesi, quindi pochissimo soggetti ai condizionamenti ambientali e culturali, messi in una stanza con giochi neutri, tipicamente maschili e tipicamente femminili, che si dirigono istintivamente, gattonando, verso quelli a cui la natura li rende più inclini (bambole le bimbe, costruzioni i bimbi). Di più: ad Oxford il comico norvegese incontra uno psichiatra impegnato nello studio dell’autismo che gli presenta test incredibili. Bambini di pochissimi giorni che fissano lo sguardo più intensamente e più a lungo su figure tipizzate: i maschi su immagini di meccanismi e ingranaggi, le femmine su immagini di volti umani. Il tutto completato dal parere di una simpatica studiosa dell’evoluzione, che mette la parola fine a ogni discussione.

Con grande correttezza Harald fa ascoltare ai biologi e scienziati i pareri bislacchi dei “genderisti” norvegesi. Grasse risate e una venatura di disprezzo nelle loro reazioni. “Mi chiedo come si possa sostenere una cosa del genere”, ridacchia l’esperta evoluzionista, ascoltando un ricercatore del “Nordic Gender Institute” dire che uomini e donne si distinguono solo per i diversi genitali e per il resto sono identici, due gocce d’acqua. Quando torna in patria Harald è palesemente convinto che biologi e scienziati siano sulla strada giusta e gli altri no. Ma con estrema correttezza vuole esserne certo e mostra agli studiosi norvegesi intervistati all’inizio le interviste con gli scienziati stessi, chiedendo una replica. Ottiene balbettii, supercazzole talvolta anche buffissime (“io ho un’estrazione teoretica”, smozzica una di loro, schiacciata dall’evidenza degli esperimenti scientifici). Proprio quell’incolmabile divario tra scienza e fuffa ideologica porterà poi il governo norvegese a non finanziare più il “Nordic Gender Institute”, mandandolo in breve e giustamente alla malora e i suoi ricercatori a fare lavori veri e più consoni.


Una folle battaglia autoreferenziale e contro l’immutabile realtà naturale.


dnaQuali sono gli aspetti rilevanti di questo reportage, che non è mero divertissement giornalistico, ma una vera e propria inchiesta sulla realtà attuale (sebbene risalga al 2010)? Essenzialmente due. Il primo è il netto e totale smantellamento di tutti i presupposti base della “teoria gender“. Il genere non è affatto un costrutto sociale, non può essere determinato da inclinazioni o autopercezioni soggettive, tanto meno da operazioni chirurgiche e bombardamenti ormonali. Che possono esserci, per carità, ma non cambiano la natura delle cose, determinata fin dai primi momenti dello sviluppo dell’embrione dal combinato disposto di ormoni e peptidi, a loro volta innescati dai geni presenti nel DNA. Vuol forse dire, questo, che chi si sente diverso dal proprio sesso biologico sia inferiore, vada oppresso e discriminato? Assolutamente no. Deve godere di tutte le tutele al pari di qualunque altro essere umano. Gli stessi biologi intervistati non si pongono in modo assolutistico e settario, ammettono al microfono di Harald che la cultura e l’educazione giocano un ruolo confermativo o disconfermativo del genere, ma con un’influenza sostanzialmente minimale. E hanno le prove che sia così. Molto più manichea è invece la posizione dei genderisti: la biologia non conta nulla, dicono. Allo stesso modo, tradotto in politica, l’atteggiamento diventa: la versione giusta è la nostra e chi dice diversamente, pur se con prove alla mano, è un diffusore d’odio, dunque deve essere messo a tacere (per approfondimenti, citofonare On. Zan). La prima conclusione che si può trarre dal reportage di Harald Harald, insomma, è che la volontà oppressiva sta nettamente da una parte, quella dei genderisti, e la verità delle cose dall’altra, dove stanno biologia, fisiologia ed evoluzione umana, per altro aperti ad ammettere influenze ulteriori oltre a quella bio-fisiologica.

Seppellite le basi della teoria gender, si passa al secondo effetto dirompente del reportage norvegese, che riguarda il “divario di genere”. Quello per cui le donne scelgono più certi lavori che altri, in particolare quelli in cui si ha a che fare con le persone, mentre gli uomini scelgono professioni più “tecniche”, dove l’empatia serve a poco o nulla. Qualcosa di molto rilevante perché dalla scelta dei percorsi di studio, dunque delle professioni, discende anche la differenza nei salari, laddove inevitabilmente un ingegnere elettronico guadagna parecchio di più di un’infermiera o un’insegnante. Studi mondiali dimostrano che la pressione sociale e i “ruoli di genere” predeterminati dagli stereotipi c’entrano poco o nulla con queste scelte. È il setting naturale, che include ovviamente un buon numero di eccezioni, a guidare maschi e femmine nelle scelte della loro vita. Provare a piegare a forza questa impostazione, come fanno i molti interventi orientati a spingere le ragazze verso le discipline STEM, è pura violenza, che genererà grandi abbandoni scolastici, lavoratrici insoddisfatte quando non addirittura inadeguate. Si tratta di inclinazioni derivate da geni sviluppatisi in millenni. Provare a piegarli a forza per renderli coerenti con un’ideologia senza fondamento è come provare a piegare una barra d’acciaio con lo sguardo. Con in più quello che nel reportage viene chiamato “il paradosso norvegese”: più una società è libera e democratica, più gli individui si sentono liberi di scegliere secondo le proprie inclinazioni, ed ecco che il divario uomini-donne aumenta in modo naturale. In società meno libere e meno sviluppate, ognuno coglie qualunque opportunità di lavoro o autorealizzazione e così le inclinazioni passano in secondo piano. Un processo che il reportage mostra come scientificamente comprovato e che dimostra come i combattenti per la parità forzata e contro-natura, femministe e lobby gender in primis, stiano in realtà conducendo una folle battaglia autoreferenziale e contro l’immutabile realtà naturale. Ma il grave è che ancora c’è chi discute e propone leggi basate su principi le cui fondamenta sono state demolite già la bellezza di dieci anni fa.


71 thoughts on “Il paradosso norvegese: una pietra tombale su gender e femminismo

  1. Buono. Ora facciamo un saltino in più e rendiamoci conto che il problema delle donne occidentali non è l’eccessiva mascolinità ma l’eccessiva femminilità socialmente orientata e pragmatica. L’esperimento e il paradosso dimostrano questo
    Grazie.

    1. hai detto qualcosa di interessante secondo me… forse più che essere troppo femminili sono troppo abituate ad essere avvantaggiate e portate in palmo di mano e quindi a tirarsela come se in mezxo alle gambe avessero veramente il paradiso, e noi a considerare ciò he hanno in mezxo alle gambe come tale… però hai parlato di donne occidentali… io restringerei il campo della troppa femminilita e della mammite cronica ad una nazione in particolare

      1. Sinceramente mi son anche scassato della fazione destroide-cattolica ginocentrica che si inventa boiate riguardo a presunte donne mascolinizzate pur di non ammettere che il comportamento negativo femminile occidentale è frutto di una femminilità eccessiva e degradata e non di mascolinità femminile

        Se una donna è eccessivamente pretenziosa significa che è troppo donna non che è troppo uomo.

        Lo stesso prova questo documentario. Nei paesi liberal le differenze uomo/donna sono troppo marcate non troppo assottigliate.

        Non si può sostenere nello stesso discorso che in Norvegia donna e uomo fanno scelte più tradizionali che in ogni altro paese e al contempo sostenere che in Norvegia la donna sia mascolinizzata perché si passa da cretini (giustamente)

  2. nord est africa no non è vero, cmq somalia niger ecc, su wikipedia c è la cartina… e cmq so che ci sono casi di morti di banbini maschi per circoncisione, molti molti meno delle bambine morte e delle complicazioni successive che le bambine possono avere

  3. Sulla seconda parte dell’articolo: mi ha colpito il prendere come dato di fatto che un ingegnere è giusto guadagni di più di un insegnante o un infermiere. Forse dovremmo riconoscere che chi maneggia “cose” e chi “persone” svolge ugualmente un lavoro prezioso e delicato, e retribuirlo allo stesso modo – a parità di preparazione e responsabilità; un ingegnere in effetti è più paragonabile a un medico, che sta nel versante “professioni con le persone” come l’infermiere il quale però ha un ruolo più esecutivo (paragonabile a un geometra nel versante “professioni con le cose”).

    Riguardo le “ragazze nelle STEM”: per dire che vi vengono spinte a forza bisognerebbe che avessero test di ingresso (esistono per le facoltà STEM?) facilitati rispetto ai maschi (credo sia illegale), oppure test attitudinali falsati per far uscire alle femmine risultati fasulli (questa sarebbe clamorosa). Perché altrimenti puoi propagandare al liceo quanto vuoi, ma queste ragazze riluttanti non ci entreranno mai all’università. Vorrei insomma capire cosa fanno in pratica questi enti che “vogliono spingere le ragazze nelle STEM”.

    1. Intanto abbiamo sconti sulle tasse per le ragazze che si iscrivono alle STEM. Quanto ai test diverisficati, già ci sono nelle forze armate, Polizia, Carabinieri, senza che ciò sia considerato illegale. Abbiamo commentato di recente un bando INFM che aveva meccanismi preferenziali per le donne.
      Anche le cose più raccapriccianti possono diventare legali.

      1. @Giorgio Russo
        Gli sconti sulle tasse, che non avrebbero mai dovuto essere permessi in quanto incostituzionali, servono solo per agevolare quelle ragazze che già avevano in mente di iscriversi a tali facoltà. Se anche poi qualcuna vi si iscrivesse “tanto per”, cioè perché voleva essere laureata ma non sapeva in cosa (in pratica era interessata solo al titolo, magari spinta dai genitori), credo che non riuscirebbe a superare il primo anno di corso. Sarebbe interessante avere i dati di quanti abbandoni femminili ci sono stati nelle facoltà STEM prima e dopo l’introduzione di queste scontistiche.

        1. E’ uno di quei dati, insieme a molti altri, che si farebbero appendere per i piedi piuttosto che diffonderli.

    2. “mi ha colpito il prendere come dato di fatto che un ingegnere è GIUSTO guadagni di più di un insegnante o un infermiere”

      Non mi pare abbia sostenuto che sia giusto, con la frase “inevitabilmente un ingegnere elettronico guadagna parecchio di più di un’infermiera o un’insegnante”. Ha semplicemente preso atto di una realtà (attuale), giusta o sbagliata che sia.

    3. “bisognerebbe che avessero test di ingresso (esistono per le facoltà STEM?) facilitati rispetto ai maschi (credo sia illegale)”
      Per i test attitudinali non so, ma gli esami universitari FACILITATI per le donne sono erogati, per esempio, in Inghilterra.

      1. @Bob
        Non capisco come un ragazza possa accettare una cosa del genere. C’è da ritenersi offese, è un qualcosa di profondamente maschilista. A meno che sia uno scandalo scoperto a posteriori e ufficialmente gli esami siano uguali? Ma come fanno a non accorgersene, di solito ci si confronta tra compagni e verrebbe subito fuori se le femmine avevano domande o esercizi diversi dai maschi…

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          Non capisco come un ragazza possa accettare una cosa del genere.
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          Scusami Chiara ma qua mi butto a terra dalle risate! Si guarda, assolutamente impossibile che una “ragazza possa accettare una cosa del genere”. E’ noto infatti che i furbi siano solo i maschietti, invece le oneste femminucce dall’alto della loro superiorità angelica non “possano accettare” di avere la via preferenziale.

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          è un qualcosa di profondamente maschilista.
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          Tanto mi ha fatto ridere la frase di prima, tanto mi manda in bestia questa. Maschilista??? MASCHILISTA?????? Nooo cara Chiara, è un “qualcosa di profondamente FEMMINISTA”! Privilegiare le donne è FEMMINISMO, non maschilismo. Capito? Come lo chiami un privilegio agli uomini tu? Maschilismo! E come lo chiami invece un privilegio alle donne? Ancora maschilismo! Ma ti rendi conto che sei la piena e reale dimostrazione di quanto il femminismo ha propagandato bene? Per il femminismo ciò che è nero è colpa del maschio, idem per ciò che è bianco, contro ogni logica e ogni buon senso. Una università “maschilista” fa esami facilitati per i maschi, non per le femmine!

          IL FEMMINISMO PRIVILEGIA LE DONNE
          IL FEMMINISMO NON E’ PER LA PARITA’
          IL FEMMINISMO CONSIDERA TUTTI GLI UOMINI COLPEVOLI E TUTTE LE DONNE VITTIME

          1. In questo caso non si tratta di essere “puri e angelici” e rifiutare le corsie preferenziali, ma di accettare pubblicamente di essere ritenute minus habens. Non è come fare le furbette e accettare di buon grado gli ingressi gratuiti in discoteca o la tassazione agevolata, per dire.
            E ritenere un sesso minus habens rispetto all’altro io lo trovo una forma di sessismo, in questo caso rivolto alle donne quindi ben definibile come “maschilismo”. È l’equivalente di quel femminismo che genera discorsi e pubblicità idiote dove si trattano gli uomini come poveri bambinoni che non capiscono nulla e hanno bisogno di “aiutini”. Maschilismo può assumere diverse sembianze, dalla misoginia all’eccesso di compassione per le donne ritenute appunto “inferiori intellettualmente”. Poi diciamocela tutta: a chi inventa queste regole non frega niente delle donne o degli uomini, probabilmente ricevono fondi pubblici in base a quanto riescono a raggiungere la parità di presenze maschili e femminili, per cui ogni mezzo è lecito e pazienza se va a discapito della preparazione reale degli studenti.
            Comunque sarei curiosa di sapere quali sono queste facilitazioni messe in atto in Inghilterra, se qualcuno ha un link lo leggo volentieri.

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              io lo trovo una forma di sessismo, in questo caso rivolto alle donne quindi ben definibile come “maschilismo”
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              E io la trovo una discriminazione nei confronti degli uomini che non possono godere di nessuna facilitazione.

              —- UNA FORMA DI SESSISMO, IN QUESTO CASO RIVOLTO AGLI UOMINI QUINDI BEN DEFINIBILE COME “FEMMINISMO”. —-

              Io sono nauseato ormai da questa cosa che tutto ciò che discrimina qualcuno deve sempre richiamare il maschio! Continuiamo a propagandare che tutto ciò che funziona male arriva dai maschi, BASTA!!

              Quelle tizie non sono privilegiate perché considerate minus habens dal MASCHILISMO, sono privilegiate perché considerate discriminate (in quanto donne, dagli uomini) dal FEMMINISMO! Altro che ritenute inferiori intellettualmente, il maschilismo le “intellettualmente inferiori” gliela faceva vedere col binocolo l’università, altro che esami facilitati.

              E comunque finché non vedrò fiumi di donne scendere in piazza a protestare contro queste facilitazioni, tutta sta storiella della femmina considerata minus habens dal maschilismo mi fa solo ridere. Sono tutte complici. In buona fede o in cattiva fede, ma pur sempre complici di un femminismo tossico che CONSIDERA TUTTI NOI UOMINI COLPEVOLI DI TUTTI I MALI DELL’UMANITA’. E questo deve finire.

              1. Ma che una debba avere dei test facilitati perché poverina “si emoziona”*, in che cosa colpevolizzerebbe gli uomini?
                È come dare alle femmine l’insegnante di sostegno, punto. Non credo che diresti che la presenza di insegnanti di sostegno ai bimbi disabili è un far sentire in colpa i bimbi che non ne hanno bisogno.
                È femminismo piagnone che non si rende conto di diventare maschilista (= i maschi sono in gamba, non hanno bisogno di aiutini; noi femmine invece siamo emotive e lente, aiutateci così possiamo arrivare al vostro livello!).
                Se non ti piace che lo si definisca maschilismo chiamiamolo pure sessismo, per me va benissimo.

                *ho trovato io due articoli su Oxford che ha istituito test di matematica con tempi più lunghi per le femmine e esami di storia fatti come tesine a casa (questo ho capito per entrambi) per venire incontro alle difficoltà delle ragazze che andavano nel pallone con l’esame orale. E l’opinione pubblica si è divisa: anche all’interno del femminismo c’è chi si è detto contro e chi pro. Un’ulteriore prova che si tratta di un movimento da cui prendere le distanze, visto che afferma tutto e il contrario di tutto.

  4. Il vero paradosso è che le stesse persone sostengono da una parte che maschi e femmine si differenziano solo per i genitali, dall’altra che è giusto che una persona adegui il proprio aspetto fisico al genere cui si sente di appartenere. Una cosa contraddice l’altra. Se ci differenziassimo solo per i genitali, mentalmente saremmo tutti a-generi per cui dovrebbe esserci indifferente il tipo di corpo che abbiamo. Non avrebbe alcun senso dire “mi sento uomo” o “mi sento donna”, dato che uomo e donna non avrebbero nessun significato.

    Attenzione però a non calcare troppo la mano sulle differenze attitudinali tra i sessi: a furia di sentir dire che non è uno stereotipo ma un fatto naturale che le bambine guardino le bambole e i bambini le costruzioni, o altre cose molto specifiche come queste, un normalissimo bambino/a con gusti variegati potrebbe iniziare a porsi dei dubbi del tutto inutili sulla propria identità sessuale. Molti di noi ci sono sicuramente passati: bambine un po’ scalmanate che venivano chiamate maschiacci, bambini riservati e coccoloni che venivano visti come effeminati,…
    Per fortuna la maggior parte della gente cresce imparando (prima o poi, e a volte non senza dolore*) che non è dai gusti e dal tipo di talenti che puoi capire se sei maschio o femmina, altrimenti immaginate quanti adolescenti confusi e quante richieste di transizione di genere…

    * un conto è se a insinuarti dubbi sono i compagni di scuola antipatici o i cuginetti di cui non ti importa nulla, un conto è se a guardarti storto sono i tuoi genitori, gli insegnanti, quello che credevi migliore amico,… L’ideale è che in famiglia ti facciano sentire tranquillo/a, non vadano in ansia se ti discosti dallo stereotipo e anzi siano loro stessi esempi che mamma può benissimo essere appassionata di fai da te (esempio) e papà di film strappalacrime (esempio) restando ciascuno pienamente donna e uomo.

    1. Cosacosacosa? Abbiamo letto bene?
      “Un normalissimo bambino/a con gusti variegati potrebbe iniziare a porsi dei dubbi del tutto inutili sulla propria identità sessuale”.
      Davvero Chiara ritieni che un bambino (0-12) si ponga dei dubbi ragionevoli sulla propria identità sessuale?

      1. @Giorgio Russo
        Un bambino spontaneamente no, ma possono essere i discorsi degli altri a farglieli venire i dubbi!
        Figurati che io in un periodo della prima elementare mi ero fatta venire il dubbio di essere disabile mentale perché ero diventata amica di una bambina con un ritardo (cui ingenuamente non facevo caso) ed essendo un po’ impacciata di mio per timidezza, attiravo prese in giro e cattive parole pure io insieme a lei da parte degli altri.
        La stessa cosa può succedere per altri aspetti, tra cui l’identità sessuale; non c’è nulla di strano. Se cerchi online storie personali a tema “mi dicevano maschiacchio/femminuccia” trovi blogger che raccontano del disagio vissuto, della difficoltà a inquadrarsi come femmine/maschi pur sentendosi tali perché intorno avevano chi martellava sul loro essere “strani” rispetto al proprio genere.
        Ho letto anche un articolo che segnala un aumento di casi di genitori che si rivolgono a centri medici sull’identità di genere perché vedono i figli avere comportamenti “non conformi” e hanno paura che si tratti di disforia di genere: ma potrebbe essere un articolo di parte che vuol proprio far sembrare in aumento i casi di disforia (se il dato è vero, io ci vedo invece solo una maggiore apprensione negli adulti).

        1. Ah ecco, la responsabilità dunque è degli adulti ignoranti o ideologicamente orientati, non dei bambini che, finché gli ormoni non cominciano a impazzire, in linea di massima al sesso non pensano neppure, se non con repulsione o con totale inconsapevolezza.

          1. @Giorgio Russo
            Da questa tua risposta credo di aver capito che hai confuso “identità sessuale” con “orientamento sessuale”. Io intendevo la prima, ossia la percezione di essere maschio o femmina.

            1. Cambia davvero poco. Dell’una e dell’altra cosa i bambini non hanno contezza. E quando ne hanno, la ritengono irrilevante. Ed è giusto e normale che sia così. A meno di non pensarla come Mario Mieli.

              1. Certo che ne hanno contezza!
                A seconda dell’età, attraversano diverse fasi e in alcune di esse è per loro molto importante sapere con quale dei due genitori e quale gruppo identificarsi, se i maschietti o le femminucce. Fanno domande sul proprio corpo e su quello degli adulti; la differenziazione sessuale (cioè l’aspetto diverso tra maschi e femmine) fa parte del mondo e loro cercano di capirlo, è la loro attività principale apprendere il mondo.

                1. Ne hanno contezza il termini di appartenenza sociale, non certo di coinvolgimento psico-sessuale. Per loro vale come l’essere del Milan o dell’Inter.

                2. “Certo che ne hanno contezza!”

                  Altroché!
                  E anche nel senso di attrazione sessuale, per quanto ancora indefinita e approssimativa (come scrive anche Angelo).

              2. Invece cambia molto, io alle elementari ero attratto in qualche modo dalle bambine, certo non sapevo nulla di sessualità e cose affini, ma ho avuto le mie innocenti cotte ed ero coscientissimo di volere relazioni sentimentali con l’altro sesso senza neppur capire che cosa significasse. Allo stesso stesso tempo mi credevo un transformer maschio.

              3. ad onor del vero, c’è da dire che ben prima di Mieli fu Freud a tirare in ballo “la sessualità\fase anale” ecc. nei bambini… Mieli infatti, esattamente come altri scrittori e scrittrici di quegli anni, si basava su queste analisi psicanalitiche

                1. Il problema è che Freud le definiva giustamente come fasi istintive e inconsapevoli.
                  Mieli ha fatto un discorso decisamente diverso, che non credo valga la pena riportare, essendo già molto noto.

  5. Fantastico ….questo video e da considerarsi una pietra miliare contro l’isteria femminista-gender.
    Male che vada, ovvero che la realtà soccomba davanti a questa furia, cioè che la menzogna prevale sulla verità, non ci resta che guardare e sperare (?) nel rovescio della medaglia, quel rovescio che fa impazzire le femministe misandriche come la Rowling.

  6. Avevo trovato tracce di questo reportage, ma non gli avevo mai dato peso proprio per l’impostazione scherzosa, umoristica, che mi sembrava poco confacente all’argomento trattato. Mi sbagliavo, perchè vedendolo mi sono reso conto che è strutturato benissimo sotto il profilo argomentativo. Emerge l’atavica conflittualità tra scienza e ideologia, che ieri era per esempio scienza-religione, oggi scienza-femminismo ( e chi scrive è tutto fuorchè un “scientista”). ciò che appare sintomatico, al di là del self control nordico, è proprio l’atteggiamento tranchant degli ideologi: essi non ammettono alcuna contaminazione, ciò che invece i loro “avversari” tengono in considerazione.
    Scegliendo il femminismo, perchè il genderismo non è altro che un suo cavallo di troia, la società occidentale si è votata non solo a influenze deleterie in ambito sociale ( ribadiamo per la millesima volta che il femminismo non ha niente a che fare, come i fatti testimoniano, con la parità tra i sessi che è qualcosa di sacrosanto e da perseguire senza indugi), ma anche a una deriva anti-scientifica. La forza del femminismo non sta nella scienza, nella serietà degli studi in tutte le discipline anche umanistiche, ma nella ripetizione ossessiva dei suoi mantra.

  7. Faccio notare una contraddizione parecchio grossa nell’articolo: dire che il genere è determinato dalla biologia ovvero dagli ormoni ma non può essere cambiato da bombardamenti ormonali è una contraddizione in termini.
    Si rischia, e non poco, di cadere nello stesso misticismo dogmatico dei genderisti, con una curiosa comunanza: per i genderisti gli ormoni non contano nulla, secondo questa nuova tesi “sono gli ormoni a determinare le differenze, ma non sono gli ormoni a determinare le differenze”.
    Io penso che visto che gli ormoni hanno un peso enorme, è ovvio che determinino buona parte delle differenze tra i sessi, ma è anche ovvio che se una persona si bombarda di ormoni del sesso opposto essa diventa più simile al sesso opposto che al suo. Proprio perché gli ormoni contano: non è che gli ormoni contano o non contano a seconda se la cosa che si fa con gli ormoni ci piace o no.

    1. Si tratta chiaramente di una semplificazione: gli ormoni agiscono in modo determinante durante la gestazione. Chiaro che si potrebbe bombardare l’embrione di ormoni al momento giusto dello sviluppo, ma forse si aprirebbero un paio di scenari etici da considerare.
      Una volta fatto, un individuo puoi bombardarlo di ormoni finché vuoi: se maschio o femmina è nato, maschio o femmina resta.

      1. Non parlo di bombardare un embrione di ormoni, parlo delle transizioni di sesso negli adulti: basti vedere Patricio Manuel per rendersi conto che non è una donna:
        https://en.wikipedia.org/wiki/Patricio_Manuel

        Secondo me si corre il rischio di negare il ruolo della scienza: i genderisti ignorano totalmente la biologia dicendo che tutto è costrutto culturale, ma tra chi (giustamente) si oppone a loro sembra esserci una notevole corrente di oscurantismo che ignora volutamente la scienza e per capirlo basta appunto guardare la foto di Patricio Manuel: si può disquisire che queste pratiche facciano male alla salute, che comunque non può diventare padre, ma partire dicendo “è una donna” non può reggere all’urto del pensiero critico e razionale, perché è una posizione dogmatica e irrazionale, qui si vede benissimo il ruolo degli ormoni e che la scienza può operare mutamenti enormi.
        La scienza e gli ormoni, appunto, che sono cose reali, non i discorsi fuffosi dei genderisti.

        1. infatti una donna a cui somministri pesanti cure ormonali, diventa forte quasi come un uomo “cis”, e con l’aspetto fisico pressoché identico ad un uomo, con peli e muscoli.

          Ma c’è anche da far notare che non tutto va perduto, dell’originario “sesso di appartenenza con cui sei nato”, difatti le sportive trans (cioè nati uomini ma transizionate in donne con cure ormonali) mettono KO praticamente tutte le avversarie “donne cis”.

          Se serve metto dei link a video dove si vedono chiaramente donne trans che mettono al tappeto donne cis.

          c’è anche il relativo dibattito, su quanto sia “etico” far gareggiare donne trans (cioè, ex maschi) con donne cis.

          Tuttavia, presumo che in certi casi, anche sportivi uomini transgender (quindi, nate donne ma bombardate con ormoni maschili) possano mettere KO un uomo cis se piuttosto mingherlino e fuori forma… ma anche una “comune donna cis” che faccia la bodybuilder e la pugile penso possa riuscirci.

          Io non sono contrario alla transessualità e a terapie ormonali da farsi su adulti consenzienti, anche perché l’alternativa è il fronte tradizionalista del “sesso secondo natura, come dio ha stabilito nella bibbia”… con divieti di preliminari, sesso orale, porno, riduzione al sesso alla mera procreazione e via dicendo nei tabù religiosi, cosa che mi dà l’orticaria…

          peccato che, come nell’esempio che citi, anche “correggere la miopia” non è “secondo natura”… e non è “secondo natura” neanche la tecnologia e il benessere che ci ha portato: a parte persone come gli “Amish” e simili, sono pochi quelli che rinuncerebbero al progresso medico-scientifico. Anche i religiosi anti-trans perché “non è secondo natura”.

          Ma neanche cuocersi le bistecche “è secondo natura”: eppure nessuno di noi, neppure gli anti-trans e gli appassionati di dogmi religiosi, mangia le bistecche crude addentandole a mo’ di “uomo primitivo che ancora non conosceva il fuoco”

          1. A volte si ha l’impressione che scrivere articoli sia del tutto inutile. Dire che l’alternativa alla fuffa genderista sia “il fronte tradizionalista del “sesso secondo natura, come dio ha stabilito nella bibbia, eccetera”, significa non aver letto l’articolo (e soprattutto non aver visto il video). Non nascondo che per noi questa cosa è un tantino deprimente…

            1. No Davide non è inutile! state facendo un lavoro immenso e tutti vi ringraziamo.
              Che ci sia qualcuno, qua, più preoccupato/a a un anacronistico (e impossibile) ritorno di una “autorità religiosa” che impedisca di fare sesso orale e masturbarsi coi vibratori, piuttosto che a leggi/ideologie/azioni tangibili e concrete che tolgono libertà e diritti a una parte di individui, è un dato di fatto.
              In Italia si consumano quotidianamente centinaia di migliaia di rapporti sessuali, a fronte del più basso tasso di natalità della storia del paese, ma continuiamo a gridare al lupo al lupo perché qualcuno osa sostenere che il sesso serve anche per riprodursi (tipo dire che l’erba è verde e l’acqua è bagnata) come fosse il preludio del ritorno della santa inquisizione. Il fatto che alcune persone sia più preoccupate di non poter più leccare i genitali del prossimo, piuttosto che rischiare di finire davanti al giudice per accuse inesistenti, ce la dice lunga sullo stato della presa di consapevolezza della gente ai problemi attuali. Vero anche che chi si dichiara no child se ne fotte di combattere per una società giusta da lasciare ai posteri, ma ha più il problema di quanti orgasmi ottenere il prossimo weekend.

              1. Perdonami se non sono granchè interessato a fare il patriarca biblico e ad inseminare la mia prossima (anzi, le mie prossime) e se preferisco fare sesso col preservativo e ovviamente da non-sposato. (non voglio di certo mettermi il cappio al collo, da buon MGTOW)

                Se non mi interessasse la causa maschile non sarei manco qui, se sono qui e leggo gli articoli vuol dire che mi interessa, no?

                Ci sono molte ingerenze clericali e soprattutto un giro di soldi che vengono dati generosamente (da parte delle Regioni, o sindaci ecc.) ad oratori, chiese, scuole private cattoliche, strafott… della laicità (per esempio: scuole pubbliche che cadono a pezzi ma i soldi vengono dati solo alle scuole private, laddove sono già finanziate da genitori cattolici… ma tant’è…).

                Soldi tipo contributi per presepi nelle scuole, che da ateo trovo “uno spreco” (chi vuole farsi il presepe se lo paghi con i suoi soldi senza chiederli a Regioni…) oltre che un “voler marcare il territorio” con simboli cattolici a discapito di atei e credenti di altre religioni.

                Ma sono argomenti da sito ateo alla UAAR, quindi dubito che ti interessino. Che l’ateismo non sia granchè apprezzato dagli attivisti maschili comunque è un fatto e me ne dai conferma pure tu.

                Scusa se oltre al femminismo mi occupo anche di altri fenomeni oppressivi… come le ingerenze clericali e soprattutto il giro di soldi che il vaticano “coordina”…

                1. Ah beh, se per te generare nuova vita si riduce “a fare il patriarca biblico” i miei sentiti complimenti. E’ risaputo che nel mondo fa figli solo chi ha letto la bibbia, vero? Come è altrettanto risaputo che chi ha figli non ha mai fatto sesso, e mai più lo farà, unicamente per piacere.
                  Parli manco fossimo nel medioevo, ti confido un segreto, siamo in Italia anno 2020, non ci sono guerrieri pronti a partire per le crociate e a impedirti di farti le pippette alla sera prima di dormire. A me della religione poco me ne frega, nonostante sia cresciuto con un educazione cattolica, da piccolo avevo la nonna che mi faceva fare le preghiere, e ho ricevuto comunione e cresima. E da grande senza troppi patemi mi sono masturbato lo stesso, ho guardato porno, ho fatto sesso per piacere, senza sensi di colpa e menate varie, e non vado a messa da anni. E così milioni di persone in Italia! Il messaggio del cristianesimo sai qual’è? AMA IL TUO PROSSIMO COME TE STESSO, ti fa così schifo questa frase? rileggila mille volte prima di insultare chi ne ha fatto una ragione di vita. Ma tu nella religione ci vedi solo restrizioni sessuali, completamente fuori dal tempo, e impossibili, anche saltasse fuori belzebù dalla terra, da applicare per legge. Mo tiri fuori lo spreco di soldi per i presepi! Sprecati per te, ma non per chi al presepe ci tiene come simbolo della propria fede, fede il cui culto è garantito dalla Costituzione Italiana, che per quanto mi riguarda considero l’unico “testo sacro” da seguire. Per me sono sprecati i contributi statali per comprare i monopattini, io mai nella vita andrò in giro in monopattino, e quindi? Mi straccio le vesti perché lo stato, dal mio punto di vista, butta via i soldi?? Detto da uno che del presepe non gliene frega niente, se c’è bene, se non c’è manco me ne accorgo, ma rispetto chi invece gli da importanza. Idem per i simboli che “marcano il territorio”, se ti danno così fastidio è un problema tuo, la stragrande maggioranza della gente manco li vede più. Iniziamo a focalizzarci sui veri problemi di libertà dell’anno 2020 (tu che sai tutto sei a conoscenza che, per esempio, l’ora di religione a scuola è facoltativa, mentre l’educazione sessuale gender, se passa il DDL Zan potrebbe essere obbligatoria? Il problemi attuali sono dati dalla religione? O dai matti che stanno in parlamento?)

                  Detto questo non intendo più rispondere all’argomento, qua l’articolo era gender e femmismo, e invece ci tocca stare a rassicurare i vari Tommaso, o chi per esso, che la religione, oggi e qui, non è più un pericolo per la libertà sessuale di nessuno. Dato l’orario, buona notte a tutti.

                  1. Trattandosi di una tematica molto delicata, perché attiene alle ragioni intime che inducono una persona a credere o non credere nonché a scelte personali che nessuno ha il diritto di mettere in discussione, fin tanto che quelle scelte non nuocciono a qualcuno, vorremmo che si interrompesse questo tipo di dibattito e si restasse sul punto. Per una ragione molto semplice, la solita: sono tanti gli argomenti che, andando a fondo, probabilmente ci dividono. Devono passare tutti in secondo piano, nel momento in cui esistono e sono attive forze votate all’annientamento di tutto ciò che conosciamo. Occorre dimenticare tutto ciò che ci divide per permetterci unità sufficiente a togliere di mezzo quelle forze. Fatto quello, ci sarà tempo, modo e luoghi dove tornare a dividerci e dibattere su tutti gli altri argomenti. Ulteriori commenti che vertano su argomenti non attinenti all’articolo, dunque, non verranno approvati.

            2. Il video dice che ci sono differenze biologiche tra maschi e femmine, mica dice “anche se una persona si imbottisce di ormoni maschili resta femmina al 100%, e non cambia niente”: infatti ‘sta pur tranquillo che se lo chiedi alla studiosa dell’evoluzione che chiude il video non ti dirà mai che pur imbottendosi di ormoni una persona resta comunque 100% femmina.

              Nell’articolo invece si scrive:
              “Il genere non è affatto un costrutto sociale, non può essere determinato da inclinazioni o autopercezioni soggettive, tanto meno da operazioni chirurgiche e bombardamenti ormonali”
              La prima parte è vera, la seconda è palesemente anti-scientifica e contro il buonsenso: se una donna si riempie di ormoni maschili e si fa delle operazioni chirurgiche sarà molto più simile ad un uomo che a una donna sia nell’aspetto che nel comportamento, la maggior parte della gente la vedrà come un uomo, la legge autorizzerà il cambio di sesso (e nome) sui documenti. Proprio perché sono gli ormoni che fanno la differenza. Se malgrado tutto questo si insiste che “quella è una donna, senza se e senza ma” senza cogliere le pesantissime differenze con una donna standard, si appare dogmatici e pure contro la libertà individuale, è normale che si venga associati ai tradizionalisti. Non si può combattere il dogma genderista con un altro dogma, specie vista la sproporzione di forze in campo: se si prova a convincere il pubblico che Vittoria Schisano è un uomo è facile che diventi un boomerang perché i dubbiosi tenderanno a schierarsi automaticamente con il dogma genderista (senza conoscerlo, senza sapere che quelli parlano di cambiare sesso SENZA trattamenti ormonali).
              La parte da combattere delle transizioni di sesso è il pericolo che comportano per i minori, con i farmaci che bloccano la pubertà, eccetera. Ma non è negando la realtà degli adulti che cambiano sesso che si combattono certe pratiche sui minori: semplicemente i minori non possono dare consenso informato e vanno tutelati, una volta adulti faranno ciò che vorranno.

              1. Antiscientifico? Il sesso è misurabile, oggettivamente.
                Uno è liberissimo di voler sembrare qualcos’altro, ma io non devo essere obbligato a dargli corda. Sul fatto che un transessuale sarà più simile come comportamento al suo sesso di destinazione che a quello di origine è tutto da dimostrare (sull’aspetto, invece, spesso è così). Dogma è quello di parlare di cambiamento di sesso come se fosse realtà scientifica oggi. Non lo è.

                1. Ecco perché l’ideologia gender si diffonde: perché anche i suoi oppositori alle volte alla bisogna le strizzano l’occhio.
                  Le differenze tra i sessi – anche comportamentali – sono in gran parte dovute alla biologia, specificamente agli ormoni – testosterone e progesterone – che sono quelli che influenzano maggiormente le differenze tra i sessi. E ne consegue che se spari massicce dosi di ormoni maschili in una donna essa diventa più simile ad un uomo che alla donna standard, e viceversa.
                  Dire che una persona con livelli di testosterone tipicamente maschili, o addirittura leggermente più alti, barba che cresce spontaneamente, muscolatura maschile, eccetera, “non è più simile ad un uomo che ad una donna, è tutto da dimostrare” non è molto diverso dalla ideologia gender che dice “a prescindere dai parametri biologici, è tutto da vedere se una persona si senta uomo o donna”.

                  La differenza maggiore, più che altro, a me pare che nel caso dell’ideologia gender si afferma che una persona autodefinisce il suo sesso a prescindere dai parametri biologici, mentre certa opposizione afferma che sono altre autorità (non si sa bene chi) ma comunque non i parametri biologici a definire chi è uomo e chi è donna. Praticamente è una versione “statalista” o “autoritaria” dell’ideologia gender con la quale ha in comune il fregarsene dei parametri biologici misurabili e quantificabili.

                2. In altre parole: l’ideologia gender (in realtà si chiama Teoria Queer) dice che le differenze tra i sessi sono puramente culturali, e che gli ormoni non hanno alcun ruolo.
                  Nel momento in cui si dice “è da dimostrare se gli ormoni abbiano un ruolo nel determinare le differenze sessuali” si apre la porta di servizio alla Teoria Queer.
                  Se poi ci aggiungiamo il fatto che ci si ostina a chiamare “ideologia gender” la Teoria Queer, dando così modo all’avversario di affermare “l’ideologia gender non esiste” si fa una bella frittata, e non nel senso buono.
                  Non sono loro che sono forti, è l’opposizione a loro che è confusa e confusionaria.
                  Senza citare poi la “terapia di conversione” che altro non è che Teoria Queer, ovvero “l’orientamento sessuale è costrutto culturale, infatti si può cambiare con la forza di volontà e la preghiera”.

                  1. Non ho mai scritto quello che mi attribuisci. Non ho detto che gli ormoni non abbiano un ruolo nel determinare le differenze sessuali. Ho detto che la differenza fisica tra uomo e donna è dettata da molto più dei soli ormoni. Se ti interessa discutere, non stravolgere quello che scrivo, please.
                    Una donna che imita un uomo potrà anche sembrare più simile ad esso che alle altre donne, o vice versa, ma di fatto non è un uomo. Se mi metto una pelliccia, cammino a quattro zampe, faccio la pipì nella sabbietta e mi esprimo a meow meow, purr purr, non sono comunque un gatto.
                    Mai parlato di riconversione o altro. Mi dà solo fastidio che mi venga dato del dogmatico, quando al contrario mi appello alla ragione e ai fatti misurabili.

                    1. Ma non è neanche una donna: ha i muscoli, la barba, il pene e la voce totalmente da uomo, gli ormoni somministrati a 19-20 anni modificano anche il funzionamento del cervello, perché la precorteccia frontale non è sviluppata pienamente sino a 25 anni.

                      La questione, per come la intendo io, non è “se sia un uomo o una donna”: tanto non si può stabilire con certezza e di sicuro non è nessuno dei due al 100% – ad esempio i cromosomi non cambiano ma tante altre cose si.
                      La questione per me è cosa CONVENGA fare con una persona che una volta maggiorenne si fa una transizione completa: conviene far finta che sia una donna o far finta che sia un uomo? In entrambi i casi è sempre una forzatura perché non è al 100% nessuno dei due e non c’è la risposta giusta al 100%.
                      Io penso che in questo caso CONVIENE di più alla società lasciare che possa scegliere da sé: perché non c’è nessun vantaggio a definire il sesso alla nascita come immutabile – altrimenti rischi di far combattere Patricio Manuel (nato donna) con le donne, il problem non cambia di una virgola.
                      Nell’altro caso invece c’è libertà di scelta – l’essenziale è imporre dei paletti: non ti “dichiari” semplicemente ma fai una transizione completa.

                      La libertà individuali si calpestano solo per il superiore ed evidente bene comune: il bene comune non è proibire ai M2F di battere le donne facendo sì che i F2M battano le donne. Cosa cambia? Lo scenario è sempre di donne battute da qualcuno che è in parte uomo.
                      E in ogni caso mi sembra molto controproducente schierarsi in modo da tutelare il “diritto” femminile a sentirsi delle campionesse anche se sono ridicole rispetto agli atleti di sesso maschile: la nazionale femminile USA di calcio è pagata PIU’ degli uomini pur essendo inferiore e portando incassi inferiori – non lo dico io lo ha detto il giudice.
                      Le hanno battute anche i ragazzini di 15 anni.
                      E’ davvero una cosa utile sforzarsi di proteggerle dall’infrangersi della loroillusione? Abbiamo paura che si sgonfino troppo? Che si facciano la bua se escono dalla bolla e cascano dal piedistallo?
                      Io dico di no: qualche piccolo trauma aiuta a crescere, magari è la volta che abbiamo donne meno infantili e pretenziose.
                      E magari è la volta che ripristiniamo selezioni razionali per polizia e FFAA.
                      Invece così abbiamo quelle selezionate con criteri per donne che fanno ballare i cadetti, e il problema sarebbe se ci fosse qualche trans che le batte e rendesse evidenti i loro limiti? Per me sarebbe cosa buona, ma insufficiente: anche gli uomini, non solo le trans, debbono poter competere con loro e batterle – se succede vedi che la voglia di far ballare Jerusalema ai cadetti gli passa subito…

              2. No, la seconda parte in quello stralcio di articolo non è per nulla antiscientifica: gli ormoni agiscono sullo SVILUPPO del corpo e soprattutto del cervello. E no, una donna adulta con bombardamenti ormonali cambia solo l’estitica e poco o nulla di concreto; il cervello si è già sviluppato, i lineamenti si sono perlopiù già sviluppati. Sì, gli cresceranno barba e muscoli; sì, avrà dei cambiamenti nell’umore e forse lievi cambiamenti nel comportamento; in ogni caso resta donna al 100% non importa che “sembri un uomo” agli altri, anche le bimbe con il vestitino blu dell’esperimento nel video “sembrano bimbi” agli altri, l’operazione e gli ormoni sono solo una versione più moderna del “mi vesto come l’altro sesso”; il cervello resta quello. Potrà essere contro il buonsenso ma questa è la realtà, finché non si trova il modo di “convertire” il cervello un adulto non potrà mai “cambiare sesso” ma solo “vestirsi come l’altro sesso”. I risultati agonistici dei/delle trans (e relativo dibattito) ne sono dimostrazione.
                C’è però un MA maiuscolo da aggiungere: in biologia tutto è possibile ed esiste quindi una percentuale di popolazione risibile che per motivi vari sviluppa il cervello di un sesso e il corpo di un altro sesso. Se un uomo a cui tale disturbo è stato professionalmente diagnosticato fa l’operazione ovviamente sarebbe una donna al 100%, ma perché lo era già prima e l’operazione ha solo modificato il corpo per assegnargli esteticamente lo stesso sesso del cervello. È questa la ratio che sta dietro ai cambi anagrafici per legge, che poi venga sfruttata anche da chi disturbi mentali non ne ha quello è un altro discorso.
                In conclusione, non è un dogma opposto al genderismo, ma semplicemente l’accettazione fattuale che (per ora) possiamo modificare il corpo con gli ormoni e il bisturi ma non il cervello di un adulto.

                1. Il cervello termina il suo sviluppo verso i 25 anni. A 18 anni la corteccia pre-frontale è più simile a quella di un bambino che a quella di un 30enne.
                  Quindi il tuo discorso si applica se Tizia fa la transizione di sesso a 35 anni, ma non certo se la fa a 20 anni.

          1. vero Bob, però mi sorge una domanda: in caso di omosessuali molto femminei, i cosiddetti “femme”?
            sono esteticamente uomini e non hanno subito cure ormonali a differenza delle persone trans, e neanche vogliono cambiare sesso accettandosi con i genitali maschili, ma hanno un atteggiamento femmineo, nel tono di voce e nelle movenze.
            Come si spiega?

      2. Quel che voglio dire è che “le differenze tra i sessi sono soltanto un costrutto culturale” è chiaramente un dogma senza alcuna base nella realtà, ma anche “Patricio Manuel è una donna senza se e senza ma” è largamente un dogma ed è quasi senza alcuna base nella realtà: certo ci sono i cromosomi XX invece che XY, ma il pubblico in generale, ovviamente, lo percepirà come uomo e non come donna – lo stesso pubblico che sbeffeggia i genderisti. Lo percepisce come uomo e non come donna perché la scienza ha effettivamente cambiato gran parte dei suoi caratteri: è esattamente come il discorso di quello che naasce miope e poi fa l’operazione LASIK e ci vede benisismo, nel DNA c’è sempre scritto che non ci vede, ma il laser ha modificato le cornee e le prestazioni visive sono ottimali. Allo stesso modo Patricio Manuel ha la barba che gli cresce spontaneamente e sul ring picchia altri pugili, mettendoli al tappeto.

  8. molto semplicemente costringere le persone ad essere in % 50 e 50 ovunque non ha senso e non si chiama parità, si chiama obbligo, divieto, costrizione, ed è il contario della libertà… e se i cittadini devono votare qualcuno non lo voteranno sulla base del sesso ma sulla base di ciò che propone o spesso, purtroppo, in base all ideologia che porta avanti, spesso di destra o di sinistra più che di buon senso… la Meloni viene votata da quelle scimmie violente e sessiste di destra (sarcasmo) eppure è una donna… e non per niente le nostre care femministe accusano falsamente gli italiani di essere violenti e patriarchi ma nulla dicono degli immigrati che purtroppo commettono molti reati contro le donne, alcuni praticano anche l infibulazione femminile, una tortura per la quale io metterei all ergastolo chi la pratica… ma per la sinistra l immigrato è un altra entita sacra come la donna, è solo un poverino e non può essere giudicato male perché porta ad altro consenso buonista… e mi tocca specificare che non ce l ho con gli immigrati, magari mi accontenterei di quelli presenti, ma ce l ho con le contraddizioni femministe dopo che ieri ho visto il film ‘fiore del deserto’ e dopo che ho letto che l infibilazione è molto praticata in certi paesi mi chiedo perché le femministe non parlino mai dell alto numero di reati commessi da stranieri, forse perché l ideologia di sinistra non lo consente? … e a me tanto per essere ancora più chiaro non me ne frega più niente ne della destra ne della sinistra, per quanto mi riguarda le proprita sono tutelare l ambiente, la natura (no al ddl zan, essere gay lo considero naturale!!! togliere un genitore naturale ad un bambino in modi che non siano adottivi per buoni motivi no!) e i bambini, e che abbiano entrambi i genitori a disposizione equamente e decentemente in fase di separazione… e levare le idiologie ed i vari aspetti demenziali dalla tecnologia anche…. che poi nell insieme per quanto mi riguarda significa sempre far crescere gli uomini in un buon posto

    1. In Italia la mutilazione infantile genitale maschile è incentivata ed offerta a bassissimo prezzo presso le ASL, mentre invece sono criminalizzati tutti i tipi di mutilazione infantile genitale femminile, non solo l’infibulazione ma pure quelli Tipo IV che equivalgono alla rimozione del prepuzio (e alcuni Tipo IV sono addirittura meno dannosi).
      Quindi a mio parere se continuiamo a preoccuparci esclusivamente di ciò che è criminalizzato invece di ciò che è legale e incentivato non credo che faremo una bella fine.
      Stessa cosa per il discorso del diritto del bambino ad avere…nessuno,, perché le donne col parto in anonimato possono abbandonare legalmente il figlio ed inoltre è legale fare e crescere bambini senza padre. Al limite si potrebbe parlare, allo stato attuale delle cose, di “diritto del bambino ad avere la madre, ma solo se la madre è d’accordo”,

      1. eric perdonami ma l infibulazione femminile e maschile non sono paragonabili in quanto al danneggiamento… pensare che bambine vengano mutilate del clitoride e delle labbra interne ed esterne e cucite per far passare solo la pipì quando hanno a 3 anni non è accettabile…. si si proibirei anche quella maschile, sarenbe corretto, ma dillo agli ebrei…. stavolta pero’ mi sento di differenziare le due cose e dare più importanza al danno fatto alle bambine…. non si possono accettare certe cose, alcune ci muoiono infatti e hanno complicazioni, non esiste!!!…. comunque quello che volevo dire è che senti sempre le femministe manifestare con i peli delle ascelle al vento pro immigratzione ecc e qualcuna mentre mostra il lato b per qualche like ma non si preoccupano di condizionare gli immigrati a non effettuare certe pratiche però, si occupano di condizionare gli italiani per fargli credere ci siano emergenze che richiedono soldi ma non specificano l alto numero di reati da parte di stranieri…. è importantissimo far capire alle donne che la tortura della depilazione si può evitare ma le palle per parlare di infibulazione e mettere sul piatto, seriamente, questo problema non lo fanno spesso… non mi interessa in questo momento discutere dell infibulazione femminile ma non ti nascondo che il fatto che esista diffusamente mi da molto fastidio, lo trovo inaccettabile come poche cose al mondo, mi ha impressionato… e non capisco xke nessuno delle nostre care femministe attente alle ingiustizie se ne occupi concretamente almeno qua in Italia

        1. L’infibulazione è solo femminile e l’equivalente maschile dell’infibulazione è la castrazione maschile.

          L’infibulazione è mutilazione genitale femminile Tipo I.
          Tipo I significa PRIMO, è un numero romano.

          Io ho citato Tipo IV, altro numero romano, che significa QUARTO: di solito se uno parla di Tipo QUARTO a chi legge dovrebbe pungergli vaghezza che possano esistere anche il tipo PRIMO, SECONDO e TERZO, e che si faccia la distinzione perché sono cose differenti.
          Specie se quello dice “l’infibulazione è un conto, ma le mutilazioni genitali femminili di Tipo IV sono comparabili all’asportazione del prepuzio”.

          Mi scuso per il tono, ma è sfiancante ripeterlo.

        2. A proposito: è molto raro che i bambini muoiano di circoncisione, ma succede, ne sono capitati un paio di casi anche in Italia.
          NON è MAI successo che una bambina sia morta di mutilazioni di Tipo IV (QUARTO, distinto quindi dal PRIMO, SECONDO e TERZO): addirittura alcune sono una minuscola incisione simbolica, altre le bambine se le fanno da sole manipolandosi i genitali con le mani – eppure sono criminalizzate.

          1. wikipedia parla di infibulazione femminile quando è di tipo 3, asportazione labbra, clitoride e cucitare e nell africa nord est è diffisa anche quasi sul 100% delle bambine… l infibulazione maschile non mi risulta sia diffusa se non la mutilazione tipo 4 che dici tu? la rimozione del prepuzio? alias circoncisione?… in tal caso mi pare che sia io a rimanere in argomento infibulazione e tu ad esserti spostato sulla rimozione del prepuzio… o magari hai ragione sono stupido e non ho capito nulla, fammi sapere

          2. praticamente ti stai lamentando perché oltre all’infibulazione (tipo 3, una roba in ogni caso assurda) hanno proibito anche la multilazione di tipo Iv (il taglietto)… e ti lamenti xke invece la corconcosione non è ancora stata vietata… ma chissenefrega! ci sono un paio di casi l anno di bambini morti per circoncosione, sai quante bambine muoiono per l infibulazione femminile? che è molto diffusa? stai paragonando le mele con le carote

            1. Non sto seguendo il dibattito tra di voi. Credo che Eric stia solo dicendo che è anticostituzionale legiferare a tutela di un solo genere (art.3 Costituzione). E in questo ha ragione da vendere.

              1. E’ il classico dibattito sulla circoncisione dove l’interlocutore arriva a dire “qualche bambino morto, eh che sarà mai!”.
                E tutto ciò perché ho osato dire che visto che non si può fare un’incisione grande come una capocchia di spillo sulla vagina delle bambine (mutilazione genitale femminile infantile Tipo 4) dovrebbe essere altrettanto proibita la rimozione del prepuzio dei bambini maschi: oltretutto si rimuove molta più roba.
                Ma non frega niente: sviano categoricamente sull’infibulazione.
                Io a gente così dal vivo gli darei un calcio nei testicoli e poi gli direi “mbeh? E’ solo un calcio, tra un po’ ti passa, mica te l’ho tagliato: pensa alle povere bambine a cui tagliano tutto! E’ giusto che io possa darti dei calci, il danno è minimo!” 😀

              2. la circoncisione del prepuzio è un rito religioso tollerato qui da noi, in Occidente, unicamente perché fa parte delle “consuetudini religiose” di ebrei e musulmani, che sono le religioni dominanti, insieme al cristianesimo,
                c’è poco da fare. (ho già detto che sono ateo e anticlericale, ma lo riscrivo a beneficio di lettori occasionali che non hanno letto i miei commenti precedenti)

                se fosse stato un rito di una qualche religione misconosciuta seguita da quattro gatti come potrebbe essere “gli adoratori del dio mesoamericano Xipe Totec” sarebbe già stata proibita e disapprovata.
                Ma è “rito sacro per la maggioranza” e quindi, ci si deve adeguare, in barba alla laicità.

                Per quanto riguarda le mutilazioni femminili, più che religiose (intendendo: fatte per ordine di un dio, rivelato nel testo sacro), sono fatte per togliere il piacere sessuale alla donna e far mantenere la verginità: le ragazze africane vengono sverginate con coltelli durante la prima notte di nozze, cioè, col coltello si tagliano i punti di sutura o si ri-apre la vagina ostruita dalla cicatrice perché sono talmente strette, dopo che sono state ricucite, che il pene neanche riesce a penetrarle.
                Le donne in questione neanche riescono ad urinare se non “goccia a goccia” e il sangue mestruale non defluisce neanche del tutto, ne sono morte anche di infezione per questo motivo.
                (c’è una foto molto cruda di una donna infibulata in fin di vita, con tanto di avvoltoio che le aleggia intorno attirato dall’odoro del sangue mestruale in putrefazione, evito di postarla)

                è anche per questo motivo che i neonati muoiono durante il parto: la vagina infibulata non si apre più, se non a fatica, il bambino non riesce ad uscire e muore soffocato.

                è un rito barbaro tipico di società arretrate, al pari del cannibalismo o del mangiare i morti (necrofagia).
                e cose del genere, roba da primitivi della giungla e della savana

                Non è questione di razzismo, ma in Occidente queste pratiche aberranti vanno proibite su minori.
                Poi, se uno è maggiorenne e consenziente, si auto-mutili, se preferisce farlo per seguire tradizioni religiose di profeti, dei e spiriti voodoo, è liberissimo.

                Ma non sui minorenni, per la volontà di genitori rimasti a millenni fa, come mentalità.

                In Francia comunque l’hanno resa illegale già negli anni Ottanta, quando morirono (dissanguate) le prime neonate africane (nate in Francia): i genitori le avevano mutilate nel salotto di casa, non riuscendo ad arginare l’emorragia.

                Qui in Italia è illegale, e giustamente, ma ti sfugge, Eric, che i genitori “portano le figlie, nate qui, in Africa” per farle operare lì, e poi ritornare qui in Italia come se niente fosse.
                Anche la pratica dei matrimoni combinati è illegali, eppure le 17enni \ appena 18enni marocchine e pakistane sono sposate tramite matrimoni combinati con connazionali (spesso più anziani)
                quando la ragazzina rifiuta, vuoi perché di sposare un 80enne e andare a vivere in Afghanistan o in Pakistan non ne ha voglia, vuoi perché è innamorata di un italiano… bhè, il caso di Hina Salem ha dato la risposta.

                Non è vero che le femministe non parlino di mutilazione genitale, al contrario, come sostiene anonimo, te ne cito solo uno di sito femminista che ne ha parlato: “Unione femminile”. Te ne potrei citare molti altri. Per esempio, nella chiusa dell’articolo si legge: “Occorre consolidare e intensificare l’impegno politico e civile globale per costruire un più ampio movimento di opinione che contribuisca a condannare senza mezzi termini le MGF, e rendere le donne e le ragazze più consapevoli dei propri diritti anche riguardo alla loro salute sessuale e riproduttiva.”

            2. L’infibulazione è Tipo 1.
              Sei tu che stai paragonando le mele con le pere: paragoni le bambine che muoiono nel terzo mondo con i bambini che muoiono in Italia.
              Facciamo il paragone in Italia:
              In Italia ci sono stati ZERO casi di bambine morte per mutilazioni genitali Tipo 4 – e la pratica è illegale.
              In Italia ci sono stati ALMENO due casi l’anno scorso di bambini morti per mutilazione genitale. E la pratica è tollerata.

              Adesso vorrei una risposta sincera: quanti bambini debbono morire perché tu ritenga opportuno vietare la pratica proprio come la è la Tipo 4 femminile?
              Cento? Mille? Un milione?
              Quel che è chiaro è che per te la vita dei bambini è meno importante della vita delle bambine: tanto che per te è più preoccupante ZERO bambine morte che 2 bambini morti.

              E’ per questo che è importante essere MGTOW: niente discorsi, puri fatti. E i fatti sono che non si prende niente, niente di niente – non importa perché e percome, non si prende niente. Si può anche parlare dell’oppressione femminile nel 100 avanti cristo, nel terzo mondo e sulle colonie extramondo: non si prende niente. Perché MGTOW lo sa che la disparità è QUI e ORA, e non se lo fa mettere in quel posto: l’opportunità di mettere il piede nella porta non c’è.

            3. E concludo perché è venuto tagliayto il messaggio: se due bambini morti l’anno non contano e la pratica può restare legale, figurati quanto posso importare io che sono uno solo e pure adulto: se una mi ammazzasse o mi mandasse sotto un ponte sarebbe cosa totalmente banale.
              Quindi debbo tutelarmi da solo, perché la legge e la società ridono.
              E di conseguenza: non venite a parlarmi di salvare la società, se la società va in crisi ci si fanno quattro risate, come sui bambini morti e sugli uomini sotto i ponti.

              1. allora, il mio discorso iniziale verteva sul fatto che le femmin-iste non si preoccupano mai di diffondere i reati su donne e bambine ad opera di stranieri, non gli interessano il che per me significa che non hanno realmente a cuore i problemi delle femmine ma sono solo, secondo me, una fazione della sinistra che ideologicamente e notoriamente fa finta di essere quella buona verso gli immigrati, li difende sempre e se ne frega di capire che ruolo svolgono nella società italiana quando arrivano… tra gli esempi di cattiverie, torture verso le bambine io trovo che l infibulazione sia una di queste…. tu, eric, mi hai detto che hanno trasgredito l art 3 perché non è consentito circoncidere le femmine ma i maschi si, ok, critica e polemica lecita, hanno trasgredito l articolo 3!!! siamo d accordo ok??? ma io parlavo di infibulazione e non mi interessa ora fare polemica sulla circoncisiome femmimile o maschile che se provoca 2 morti l anno spesso e’ perche quelli che la praticano è perché lo fanno in casa con la lametta magari… quindi se tu parti con un discorso diverso dal mio rospondendomi parlando di circoncisione e poi io devo inseguire quello che dici tu non è che poi devi insinuare per screditarmi che sono un cattivone che non gliene frega niente dei 2 bambini maschi morti l anno…. se parliamo di infibulazione le morti sono molte di più e questa pratica sicuramente, illegalmente, la effettueranno anche in Italia ma non ne sento mai parlare sui media da parte delle femministe… spero di essere stato chiaro…. non ho letto tutto quello che hai scritto perche conosco già il tuo modo di discutere con chi non dice e condivide e segue esattamente il filo dei tuoi discorsi… finiamola qua, si l art 3 e’ stato trasgredito, ma non era quello il mio discorso e nemmeno la mia preoccupazione principale e preferisco che sia stato trasgredito l art 3 cosenrendo ancora la circoncosione maschile che consentire ancora l infibulazione femminile, se poi queste leggi divieto serviranno a qualcosa…. vabbe, ciao, spero di essere stato chiaro

              2. che poi siamo passato ai morti ma a me interessava dire che l infibulazione è cmq una tortura, non parlavo solo di morti… la circoncisione è una brutta roba anche quello ma credo sia diverso dal avere la vulva cucita e il clitoride tagliato e le labbra tagliate… è anche vero che facendo una ricerca su google non sto trovando casi di morte per infibulazione ne altro….

              3. la pratica resta legale perché piace alle due religioni “seguite da tante persone”. Non è che resta legale per altri motivi.
                Se fossero stati adoratori di un dio mesoamericano del ‘500 e fossero stati in quattro gatti, la pratica sarebbe già stata proibita esattamente come abbiamo proibito necrofagia e cannibalismo (che però non rientrano nei riti e nei dogmi delle tre religioni monoteiste…)

                Non puoi paragonare padri separati che vivono sotto i ponti e infibulazione\circoncisione:
                i primi sono vittime di un sistema giudiziario, i secondi sono vittime di una pratica religiosa che viene considerata “sacra, perciò immutabile” per il volere di un dio adorato dai suddetti.
                Il sistema giudiziario non è immutabile e nessuno lo considera sacro né volere di un dio, infatti laddove si può, si riesce a cambiare (ci vogliono magari anni, ma si può fare)

    2. Sono gravi entrambe. Da non medico non mi avventuro in confronti. La differenza nasce dal fatto che mentre per le mutilazioni genitali femminili si è levata una sacrosanta protesta, per quella maschile si continua ad affermare che non è poi così grave, che è addirittura igienico, che va solo fatto da un esperto/a, come se mutilare un bambino piccolissimo, senza alcuna capacità d’intendere e di volere sia accettabile. Si tratta di una vergogna, che andrebbe condannata in qualsiasi Paese civile, ma mentre le donne, come è stato ripetuto da tanti, si fanno sentire per i propri diritti e oggi diciamo anche privilegi, gli uomini continuano a infischiarsene, solo che alla fine questo loro infischiarsene li sta portando a farsi mangiare la pastasciutta in testa, ma cosa vuoi che sia, è così bello sentirsi progressisti, ossia masochisti!

      1. sul tuo discorsi sono d accordo… però ribadisco che infibulazione femminile e circincisione maschile non sono la stessa cosa, forse possono essere raggruppate in mutilazioni sessuali ma non sono equivalenti

      2. Sasha, la circoncisione maschile è un rito RELIGIOSO che viene praticata da figure religiose (imam e rabbini) su neonati che vengono portati lì dai loro genitori ENTRAMBI CREDENTI nella suddetta religione.

        Io sono ateo e anticlericale, e non è vero che “non mi indigno”, mi indigno eccome, mi indignerei anche se una setta religiosa che adora un dio pincopallo che “esige il cannibalismo” si mettesse a fare cannibalismo qui in Italia e volesse che il diritto fosse riconosciuto perché “è la nostra religione, c’è libertà di religione, per cui noi abbiamo il diritto di mangiare carne umana perché il nostro dio ha ordinato di fare così”.

        Idem è per le mutilazioni genitali femminili (gravissime) e maschili (gravi, ma che non tolgono il piacere sessuale, mentre quelle femminili sì). Sono fatte per motivi religiosi e vengono fatte da persone che seguono una religione “molto seguita”.
        Se non è l’ebraismo, è l’islam. Solo per caso non sono praticate anche dai cristiani (la religione cristiana deriva da quella ebraica, come entroterra culturale), ed è solo perché né Gesù né san Paolo le citano nelle scritture cristiane, altrimenti sarebbero state praticate anche da cristiani (che condividono l’idea dell’unico Dio con musulmani ed ebrei). Non riconoscerlo è ipocrita.

        Qui non c’entra niente il femminismo (anche perché ebraismo e islam neanche sono femministi), si parla di riti religiosi di millenni fa che vengono difesi da comunità religiose “non in linea con la mentalità del 2020” che in nome della “LIBERTà RELIGIOSA” chiedono (e ottengono) da uno Stato l’approvazione.
        E giusto perché “sono la maggioranza”. Ché, come ho detto, sarebbe già stato proibito se fossero stati 4 gatti: il rito in questione, che viene fatto su neonati senza il consenso dei suddetti e solo per volere del loro padre che “deve marchiare il figlio con un segno di alleanza alla Legge data da Dio”, è un rito tipico ed essenziale di ebraismo ed islam e viene difeso strenuamente da rabbini e imam oltre che dai padri che sottomettono i figli a tali pratiche unicamente perché è scritto, da millenni, nei loro testi sacri e insegnato dalla loro tradizione (pentateuco, talmud, commentari dei rabbini, chiamalo come vuoi)

        A volte però si deve anche essere obiettivi e riconoscere che esistono alcune ideologie maschili religiose che sono oppressive anche contro gli uomini. Non è che si può sempre tirare in ballo femminismo e femministe, se parli di circoncisione del prepuzio, il rito è ebraico (più in generale, da popolazione medio-orientale), non è femminista.
        e non ha una valenza “medico-igienica” (anche se qualcuno lo crederà) ma esclusivamente religiosa, ovvero diktat da Testo Sacro.

        Come le mutilazioni genitali femminili sono africane,di una certa cultura africana (Senegal ecc.) non sono “svedesi, francesi o americane”.

        Ti metto qui i riferimenti biblici, se vuoi andare a controllare puoi aprire la bibbia:

        Come rito religioso, la circoncisione era un requisito per tutti i discendenti di Abramo, come segno del patto che Dio aveva stipulato con loro (Genesi 17:9–14; Atti 7:8). La Legge Mosaica ripropose tale requisito (Levitico 12:2–3), e gli ebrei nel corso dei secoli hanno continuato a praticare la circoncisione (Giosuè 5:2–3; Luca 1:59; Atti 16:3; Filippesi 3:5).

        Riguardo la prima problematica, i cristiani del Nuovo Testamento non sono più soggetti alla Legge dell’Antico Testamento, e la circoncisione non gli viene più richiesta. Ciò viene messo in luce in una serie di passaggi del Nuovo Testamento, tra i quali figurano gli Atti 15; Galati 2:1–3; 5:1–11; 6:11–16; 1 Corinzi 7:17–20; Colossesi 2:8–12; e Filippesi 3:1–3.

        Gli ebrei non riconoscono “il nuovo testamento” ma solo “il vecchio”. Per questo motivo per loro il rito è ancora valido, non è stato “abrogato” come invece venne proclamato per le prime sette cristiane.

        1. Ok, siamo d’accordo, son tutte questioni che conosco, così come so perfettamente da dove arriva la pratica della circoncisione e la sua valenza religiosa, ma per me prima delle tradizioni religiose viene la tutela dell’individuo, di conseguenza condannerò sempre una pratica simile così come condanno l’infibulazione (ovviamente in caso di necessità ritengo che anche la circoncisione abbia una sua necessità, ma dev’essere il medico a prescriverla non una tradizione che arriva dalla notte dei tempi). Sono per la massima tolleranza religiosa però prima viene l’individuo, dalla nascita alla morte e nel mio piccolo opero perchè sia garantita anche a questo Paese, per esempio, una sacrosanta e seria legge sull’eutanasia. Se io sono qui è perchè ritengo che la battaglia contro il femminismo sia una battaglia di libertà ed è quello che dovremmo tutti saper comunicare. Fino a che non saremo in grado di comunicare questo, e ovviamente fino a che gli inconsapevoli non ne prenderanno atto, è una battaglia persa in partenza. Chi pensa che si possa sconfiggere il femminismo richiamandosi alla conservazione, che abbia a che fare con la famiglia, con la sessualità, ecc., è fuori strada.
          Ritornando a bomba, per me la tolleranza religiosa ha un grande valore, però entro certi limiti, che sono quelli del rispetto dell’individuo, sotto il profilo psicofisico ed essendo l’Italia un Paese laico, o almeno così emerge dalla Costituzione, dovrebbe vietare tale pratica sul suolo italiano, a meno che non sia prescritta per ragioni sanitarie. Ma dal momento che tutto ciò che è maschile è insignificante agli occhi del legislatore, e questo è colpa degli uomini perchè nella vita ti devi conquistare tutto, nulla si fa in merito, mentre siamo soverchiati notte e giorno da problematiche femminili, più o meno reali. Si ciancia di emancipazione femminile, ma le donne sono fin troppo emancipate, quelli che si devono emancipare sono gli uomini.

          1. Infatti Sasha, sono gli uomini che si devono emancipare da certe cose retrograde che si sono ereditate “dalla notte dei tempi” e che qualcuno chiama “sacralità religiosa” e più sbrigativamente io chiamo “cappio al collo” (espressione molto in voga presso gli MGTOW)

            Quello che non capisce il commentatore “Lupo Mannaro”, quando si scandalizza che io abbia criticato “i soldi statali gentilmente concessi” alle scuole cattoliche (già pagate dai genitori degli alunni) o ai “presepi” (e solo presepi cattolici, si intende, menorah, mezzelune, statuette di Krishna o libri di Dawkins per far contenti anche ebrei, islamici, indù e atei, non sono contemplate), è che se uno Stato fa una preferenza, in questo caso per i cattolici e i loro presepi (finanziati con contributi statali) è che anche tutti gli altri pretenderanno lo stesso privilegio (sennò è discriminazione, per l’appunto).
            e quindi… “vuoi proibire il nostro atto religioso che prevede la mutilazione della clitoride o del prepuzio? Ma non si può, se lo fai è discriminazione religiosa! Come mai non proibisci anche i presepi nelle scuole? favorisci forse i cattolici??”.
            Ecco, è questo da capire, quando parli di “mandare a quel paese la laicità di uno Stato”. che se concedi contentini a qualcuno, poi dovrai farlo anche con gli altri, e pure per le cose più barbare.

            Ma chiudo qui, i moderatori del sito hanno detto che non approveranno più commenti su diatribe religiose, quindi non ha molto senso proseguire. Non siamo su UAAR, per l’appunto, sito dove ho tutto lo spazio per commentare certe “clericalate” (finanziarie, che col “ama te stesso e gli altri” non c’entrano un piffero)
            anche se da ateo non posso tacere se vedo certi commenti molto ingenui che palesemente non comprendono quanto sia pericoloso NON mantenere separati “Stato e Chiesa”.

            Però invito tutti a dare un’occhiata ai tanti scandali finanziari legati alla chiesa cattolica (e al suo rapporto con lo Stato, non nel Medioevo, come credono gli ingenui, ma proprio adesso, nel 2020), per farsi un’idea della faccenda, che non è inerente solo l’ingenuo e buonista “ama gli altri come te stesso” come crede “Lupo Mannaro”, perché il cattolicesimo di Stato NON si riduce solo a quello (se fosse solo quello, nessun ateo o chi per lui avrebbe da lamentarsi) ma chiede espressamente anche soldi pubblici\statali per finanziare cose che “di amore verso il prossimo” non hanno niente, o per fare cose come “coprire i preti pedofili” e altre malefatte.
            sicché, se lo Stato finanzia “la chiesa cattolica, per le sue pratiche”, logica vuole che pure musulmani ed ebrei possano chiedere che lo Stato finanzi “circoncisioni di prepuzi e clitoridi” e un domani, putacaso, se a diventare la maggioranza saranno gli indù, si chiederà che “lo Stato vieti di mangiare carne di mucca, visto che per noi è peccato grave, nessuno deve più mangiarla”. Non si può concedere privilegi ad una sola categoria di persone, senza che tutte le altre non esigano, prima o poi, lo stesso contentino. E a questo punto, in nome della “libertà religiosa” glielo devi lasciar fare anche se giustamente come noti tu (e come penso anch’io) la suddetta cosa viola la dignità e l’integrità corporale di un individuo (minorenne o neonato)

            Se vogliamo criticare il fenomeno delle mutilazioni genitali facciamolo, ma lo si faccia dicendo tutte le cose come stanno,
            e non solo una parte, magari perché raccontare tutto “urta il mio tradizionalismo religioso”.

            Perché chi pretende o trova giusto che lo Stato finanzi presepi e altre cose “di culto” solo per la chiesa cattolica, poi non può fare l’anima candida scandalizzata che lo Stato (o l’ASL…) finanzi o permetta pratiche come mutilare parti genitali di bambini e bambine “a scopo religioso”.
            Se lo hai concesso ai cattolici, logica e legge di parità vuole che tu lo concedi anche “agli altri”.
            Ed è per questo che lo Stato deve essere laico e deve esserci separazione tra lo Stato e la Religione, per tutelare chi, certe pratiche, non vuole subirle (o, una volta cresciuto e saputo cosa accaduto, non avrebbe voluto subirle, visto che si parla di neonati!).
            E – sempre in teoria – la Religione non dovrebbe prevedere e portare avanti riti contrari alla Costituzione, siano essi mutilazioni, cannibalismi, sacrifici umani o animali o roba del genere.
            Tutto qui.
            Purtroppo, nella realtà, la Costituzione viene calpestata da certe religioni che sono “la maggioranza”, e quindi è questo il motivo per cui “la circoncisione da religione medio-orientale è legale”, ancora nel 2020, mentre “fare i cannibali in onore del dio della giungla” o “strangolare le persone in onore della Dea Kali” (cosa che succedeva nell’Ottocento, vedi la setta dei Thug) non lo è più.

            Non risponderò più alla discussione, questo resta il mio ultimo commento.

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