“Stalker sarai tu” va in ibernazione. E gli nasce un figlio.

Questo blog ha interrotto le pubblicazioni il 14/09/2020, dopo 4 anni di attività.

Le sue tematiche sono ora sviluppate da una nuova piattaforma:

LA FIONDA

https://www.lafionda.com

La prima copertina della pagina Facebook originaria.

di Davide Stasi. Questo è l’ultimo articolo che verrà pubblicato su questo blog. Trattandosi di un bilancio di quattro anni di attività, sarà inevitabilmente un po’ lungo, me ne scuso in anticipo. E dunque tutto inizia quasi esattamente quattro anni fa, con una modesta pagina Facebook. Mi trovavo in una situazione giudiziaria più che kafkiana e volevo capire se ero l’unico al mondo o altri condividevano il mio destino bislacco. Il nome di quella pagina non lo ricordo più, ricordo solo che si riferiva allo stalking e che in pochi mesi raccolse qualche centinaia di follower e altrettante testimonianze inviate nei messaggi privati. Storie personali, alcune ben più gravi altre simili alla mia, in ogni caso tutte allucinanti e legate a procedimenti da 612 bis, gli atti persecutori, appunto lo “stalking”. In cinque mesi mi trovai con un database di testimonianze già corposo, nel frattempo sulla pagina pubblicavo riflessioni e analisi che risultavano condivise da molti. Quando i contenuti e le storie cominciarono a diventare troppi e troppo preziosi per consegnarli a un social network (che per sua natura non ha un archivio), decisi di aprire un blog. Quello su cui sto scrivendo ora.

Lo chiamai “Stalker sarai tu” in riferimento agli effetti anomali della legge anti-stalking italiana che, consegnando nelle mani della presunta vittima la definizione del reato, permette a chiunque di denunciare chiunque per atti persecutori. Il nome del blog era dunque un ammonimento provocatorio, che puntava il dito su uno degli aspetti più spaventosi dell’art.612 bis del Codice Penale. Sul blog ripubblicai tutti i contenuti che avevo precedentemente fatto uscire sulla pagina Facebook, cominciando poi a postare elaborati, riflessioni ed editoriali originali. Il blog iniziò lentamente a crescere in visitatori e follower, così come i canali social collegati. Quello stesso anno raccolsi le ricerche e le storie in un libro, anch’esso intitolato “Stalker sarai tu”, edito da Erga. Il resto è storia nota: il blog ha ampliato il ventaglio delle sue tematiche e ha conosciuto una graduale ma costante crescita negli anni, arrivando a posizionarsi tra quelli di riferimento in Italia per chi cerca una versione e un racconto della realtà diversi e alternativi a quello dominante, nell’area tematica delle relazioni tra uomini e donne.


Lì è iniziato il miracolo.


davide stasi stalker stalking legge eventi
Il discusso manifesto dell’ “Aperitivo con lo stalker”

Se proprio dovessi individuare alcuni momenti speciali della vita del blog, degni di essere raccontati, mi soffermerei su tre casi in particolare. Il primo è quando il mio nome finì vituperato sulle pagine di tutti i giornali nazionali. Storia di un anno fa: dovevo tenere una presentazione nella mia città, Genova. Le nemiche del blog, ormai chiaramente identificate, si mossero in massa per far fallire l’evento, come già avevano fatto con diversi eventi precedenti (e continueranno a fare poi anche dopo). Trovarono sponda in un giornalista locale, che pubblicò su Repubblica, dopo averlo manomesso (o glielo fornirono già manomesso, questo non si sa ancora), un contenuto che tempo prima avevo postato sul mio profilo personale di Facebook. La manomissione gli consentì di farmi passare per uno che deride le donne sfregiate con l’acido: una falsità diffamante ripresa da tutti i media d’Italia e da qualche personaggio politico. Alcune redazioni compresero la falsificazione e mi “riabilitarono”, altri, la maggioranza, no. Vedremo se il tutto potrà essere chiarito e sanzionato in tribunale, sempre che piaccia alla Procura di Genova riconoscere quella tecnica manomissoria fin troppo in voga in molte grandi redazioni. Il lato positivo della gogna che subii allora è che il blog ebbe un picco di attenzione e io personalmente capii come si sopravvive serenamente a una shitstorm.

Terminata la tempesta, durata qualche giorno, ero infatti ancora in piedi, in pista, fiero e sereno, a produrre contenuti, secondo il mio dovere. Il fallimento dell’operazione deve aver fatto allora infuriare le mie stalker, che a quel punto hanno chiesto al giornalista di Repubblica di occuparsi ancora di me, sebbene la questione si fosse ormai sgonfiata. E gli hanno suggerito di andare a sfrucugliare nella mia vita privata, nel mio lavoro, che nulla ha mai avuto a che fare con la mia attività di blogger. Lui ovviamente, ha colto il suggerimento. Non potendo distruggere i ragionamenti, hanno insomma puntato a distruggere il ragionatore, nel modo più confacente a chi si riconosce in un’ideologia marcia come il femminismo, ossia colpendo in modo sotterraneo, trasversale, mafioso la mia vita personale. Quella mossa fu efficace. Ebbi importanti e durature conseguenze negative, su cui non entro in dettagli perché anche in questo caso c’è un procedimento giudiziario in corso, innescato da una mia querela. Ciò che conta è che mi trovai nella condizione di dover fare un passo indietro rispetto alle mie attività sul blog. Qualcuno lo ricorderà: il primo gennaio 2020 annunciavo che avrei smesso di scrivere, se non in casi eccezionali. Così ho fatto. E lì è iniziato il miracolo.


Il miglior lascito di “Stalker sarai tu”.


Da tempo alcune persone collaboravano con il blog scrivendo articoli. Contributi saltuari di autori come Fabio Nestola, Alessio Deluca, Santiago Gascó Altaba apparivano di tanto in tanto tra gli articoli non firmati, che erano tutti miei. Saputo del mio “ritiro”, queste persone meravigliose decisero di tenere in vita “Stalker sarai tu” rendendo regolari, anzi aumentando la loro produzione. L’entusiasmo di questa reazione mi suggerì di mettere un “annuncio” sul blog, invitando chi volesse a offrirsi per pubblicare contenuti. Così si sono materializzati personaggi come Giorgio Russo, Antonietta Gianola, Giacinto Lombardi, Giuseppe Tarantini, che insieme agli altri sono andati a costituire una specie di “redazione”, allineata e schierata per produrre contenuti a ritmo serrato, come prima. La differenza era che io, a parte qualche articolo saltuario, sarei rimasto dietro le quinte, come promesso, occupandomi di supervisionare i pezzi e coordinare la redazione. Così “Stalker sarai tu” è sopravvissuto all’aggressione femminista per altri nove mesi, i più vivaci, collaborativi ed entusiasmanti di tutta la sua storia. Il lavoro di squadra al posto del lavoro individuale ha prodotto un salto di qualità, testimoniato dall’esplosione dei follower, sia sul blog che sui social collegati. Non finirò mai di ringraziare fino alla commozione tutti coloro che sono corsi in soccorso della mia piccola ma fiera creatura, dai primi collaboratori (Giuseppe Augello, Anna Poli, Domenico Schiafalà, Francesco Toesca) agli ultimi e attuali, i cui nomi potete leggere negli articoli pubblicati negli ultimi nove mesi.

Parte integrante dell’entusiasmo collettivo dietro al blog sono state le altre due cose che ho nel cuore di questa avventura. Due iniziative “multimediali”, di cui mi sono occupato in totale autonomia, lasciando la quasi totalità degli articoli alla “redazione”. Mi riferisco alla serie di trasmissioni “Radio Londra”, realizzate durante il lockdown, anzi approfittando del “lockdown”. Ho fatto il possibile per mettere in circolo contenuti significativi, parlando di argomenti importanti con moderazione, cercando di ragionare con gli invitati e di sviscerare le tematiche al meglio possibile. Nessuna “controparte” ha accettato i miei inviti, purtroppo, dunque non sono presenti dibattiti, ma quello non è un problema del format “Radio Londra”, bensì della terra bruciata che è stata fatta attorno al blog e a me personalmente, cosa di cui tornerò a parlare tra poco. Ora voglio solo menzionare la terza iniziativa legata al blog, quella di cui in assoluto sono più fiero, ed è la serie di podcast “Il racconto maschile”. Una delle cose più difficili che ho fatto: parlare di maschilità, di uomini, di padri abbandonando l’approccio d’attacco verso il femminismo. Un passaggio dalla pars destruens di sempre, propria del blog, a una pars construens di cui c’è un drammatico bisogno, che mi ha fatto penare e gioire come poche cose prima. Ci ho messo il cuore, lo ritengo il miglior lascito di “Stalker sarai tu”, e spero di aver prodotto qualcosa di utile per qualcuno ora e nel futuro. Personalmente non posso nascondere la gioia interiore provata nel raccontare “il bello della maschilità”. Usare il pianoforte invece del solito bazooka è qualcosa che ripulisce dentro. Spero che tutto ciò traspaia dal risultato.


Ecco perché questo blog si ferma.


E dunque? Questo vi state chiedendo. Sembra andare tutto a gonfie vele, eppure il blog si ferma? Sì, è così. Secondo alcuni analisti che ho interpellato, “Stalker sarai tu” è all’apice della sua espansione. Più di così non si può fare in termini di penetrazione nell’opinione pubblica e riconoscimento della dignità delle tematiche trattate. Chiedete in giro: “Stalker sarai tu” è un blog misogino e omofobo, sebbene non ci sia traccia d’odio verso le donne o i gay in nessuna riga di nessun articolo. Questa è la terra bruciata che è stata fatta attorno a questo luogo virtuale e a chi l’ha promosso. Chi ha analizzato i dati del blog ritiene anzi “miracolosi” i risultati ottenuti in termini di visitatori unici e “seguaci”, vista la nomea che è stata costruita attorno a me e a queste pagine. So con certezza che “la politica” e i media mainstream consultano regolarmente questo blog, traendone non di rado contenuti e spunti. Ma so anche che non lo citeranno mai, un po’ perché il nome non è “presentabile”, un po’ per ordini di scuderia. “Stalker sarai tu” è e deve rimanere innominabile. Ed è un peccato perché si tratta di una barriera alla diffusione della nostra critica e delle nostre idee, che invece è tempo che dilaghino, finalmente.

Chi ci ha fatto terra bruciata attorno? Facili da individuare: tutti coloro che hanno sempre inteso spegnere il nostro diritto di opinione ed espressione, quel femminismo che da mesi ormai dà ampi segni di sfilacciamento, tra contese interne e lo stupore nel vedere che i capisaldi informativi anti-femministi non solo non cedono, ma anzi approfondiscono il loro radicamento. Fino a una manciata di mesi fa i siti, i blog e le pagine social femministe non ci nominavano, facevano il gioco del silenzio. E se lo facevano omettevano la fonte per non darci visibilità. Ora che la visibilità ce la siamo presa, ci citano a mani basse, non fanno più segreto di chi sia il loro nemico. Lo fanno con “Stalker sarai tu” come con altre piattaforme. Ed è un passo avanti enorme. Non solo: passano il tempo a rintuzzare ciò che elaboriamo noi, ovvero siamo noi a dettare il ritmo e loro a inseguire. Infine: costrette a rispondere alle nostre critiche, finiscono impastoiate nelle loro contraddizioni o nelle loro lotte intestine, e chi è ben informato sul fronte femminista italiano sa quanti malumori, mal di pancia e fegati gonfi tutto ciò sta determinando. Non c’è manifestazione femminista sui social che non venga assaltata e smentita da frotte di commentatori finalmente ben informati (come in questo mucchio di sciocchezze pubblicato dal Sole24Ore, guardate i commenti) o, per lo meno, consapevoli della grande menzogna del femminismo e della teoria queer. La realtà dei fatti, da un lato, e una comunità satura di balle dall’altra, sta togliendo gradualmente il terreno da sotto i loro piedi. Lo sanno e sono nervosissime. In questa situazione, tutto ciò che le fa innervosire ancora di più è cosa buona e giusta. Ecco perché questo blog si ferma.


Quella, cari amici, è la nuova casa.


“Si ferma” non significa che sparisce dalla rete. Il sito rimarrà online con tutto il suo archivio di più di 1.400 articoli e 15 mila commenti, più i contenuti multimediali. Con il tempo potrebbe “cambiare faccia”, nel senso che il template si modificherà diventando più semplice e rendendo più agevole al visitatore la ricerca degli articoli grazie all’inserimento di un menu di categorie tra cui scegliere. Per qualche tempo potrebbe anche risultare oscurato e ciò sarà dovuto allo spostamento dei suoi file su server stranieri, più difficili da chiudere, a dispetto di eventuali leggi liberticide italiane. Dunque “Stalker sarai tu” non chiude, ma si iberna, rimanendo a disposizione di tutti, ed entrando credo con diritto nella sezione storica dei siti e blog che hanno trattato il tema della maschilità in termini positivi, difendendola e schierandosi rocciosamente contro il femminismo e la teoria queer. Una presa di posizione certamente troppo importante per essere completamente abbandonata, lo so. Infatti non verrà affatto abbandonata.

Mentre leggete queste righe di commiato, un altro articolo di presentazione e benvenuti è stato pubblicato ed è disponibile alla lettura nella “nuova casa”, che nasce come esito di questi nove mesi di lavoro collettivo scaturito dal mio sostanziale ritiro nel gennaio scorso. Dopo nove mesi, insomma, “Stalker sarai tu” va sì in ibernazione, ma nel contempo gli nasce un suo figlio: “La fionda – L’altra metà del vero”. Si tratta di un portale che raccoglie in parte il testimone di questo blog e intende portarlo avanti, ampliando e migliorando il messaggio. Su “La fionda” tutto è più chiaro, non solo a livello grafico, ma anche di principi. Troverete una descrizione chiara dell’identità, degli autori che vi scrivono e un manifesto di riferimento. “La fionda” erediterà diverse sezioni di “Stalker sarai tu”, oltre ai canali social, ma sarà una cosa diversa, legata non più alla mia persona, ma a un ampio team di persone unite da un’idea comune e chiara, ma soprattutto da una missione: battersi di più e meglio per la parità vera tra uomini e donne e dare piena dignità alle posizioni antifemministe, oltre a mostrare il femminismo per l’orrore che è. Già adesso su “La fionda” potere leggere gli ultimi articoli pubblicati qui, duplicati per creare una continuità ideale, più nuovissimi contenuti. Da oggi gli aggiornamenti saranno soltanto là, dove è possibile fare una ricerca per categorie e seguire rubriche specifiche, oltre che le storie personali di chi ci scrive quotidianamente. Quella, cari amici, è la nuova casa, costruita ed esposta al sole, dove molti porteranno avanti, ancora più avanti, il discorso partito anni fa dagli esponenti storici della Questione Maschile e sviluppato in ultimo da questo blog.


Grazie a tutti. Di cuore.


Io parteciperò alle attività de “La fionda” con il solito ruolo di coordinatore dei contenuti e autore saltuario di articoli. Porto in dote alla nuova iniziativa il Fondo di Protezione Legale che, grazie ai vostri contributi, per i quali vi ringrazio di cuore, è arrivato a circa 500 euro. Anche “La fionda” avrà sicuramente e presto bisogno di tutele legali, dunque anche là è possibile (anzi più agevole) dare una mano con qualche donazione, e in questo senso vi esorto alla generosità, perché “La fionda”, fidatevi, è il ponte che ci condurrà a sostenere le guerre future, alcune molto imminenti, con una grande unità e una grande forza. Le risorse economiche aiutano molto, dunque ancora vi sollecito a contribuire, per quanto potete e volete. Un’ultima nota va fatta sui canali social: dove possibile, verranno tutti rinominati e intestati a “La Fionda”. Questo comporterà probabilmente la perdita di molti follower, ma non importa. Confidiamo di riuscire a moltiplicarli in breve tempo: il taglio de “La fionda” sarà diverso, più “digeribile” per toni e stile rispetto a questo “covo di terroristi misogini”, dunque non è improbabile che ci siano sviluppi positivi rapidi e tumultuosi. Così almeno crediamo e speriamo noi, io più tutti gli altri che hanno contribuito alla fondazione di questa nuovissima casa di persone desiderose di un futuro sostenibile per le relazioni tra uomini e donne.

La missione di “Stalker sarai tu” finisce qui, oggi. È stato un viaggio straordinario, compiuto al fianco di persone straordinarie e di nemici senza scrupoli, come sempre accade quando si è dalla parte del vero. Il cammino non si interrompe, semplicemente si prende una deviazione. Lo si fa con umiltà, portando solo una fionda, anzi “La fionda”, l’arma dei rivoluzionari senza risorse, dei piccoli che abbattono giganti. Una fionda che scaglierà soltanto parole, ma con forza e ben mirate. Lanciare tutti assieme, restando vicini e ancora più uniti lungo il nuovo percorso, potrebbe essere il modo migliore per ottenere il risultato migliore: la disintossicazione delle relazioni dal veleno che gli è stato inoculato a forza nei tessuti e la rinascita di un nuovo clima concorde tra uomini e donne, tale da ricacciare estremismi ideologici e anti-utopie là dove devono stare. In un angolo buio, dimenticato da Dio, ma soprattutto dagli uomini e dalle donne.

Grazie a tutti. Di cuore.


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