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Il ribaltone e le politiche contro la famiglia

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LA FIONDA

https://www.lafionda.com

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di Giuseppe Augello – Per un comprensibile meccanismo psicologico, sembra che il Matteo nazionale (senza possibilità di equivoci) debba pagare il fio del ribaltone causato dalle sue scelte. La delusione e lo scoramento per non essere più rappresentati al governo sono tali da provocare in una buona percentuale di ex sostenitori un moto di stizza e un liberatorio “vaffa” al leader fino a ieri preferito. Pare che tutti si siano già dimenticati di un anno di attacchi politici, morali, personali, minacce di morte, insulti, sia dall’interno del paese che dall’estero. Ad essi si aggiungono i tentativi di incriminazione da parte di una magistratura politicizzata all’inverosimile, fino ai veti  e agli insulti da parte dell’alleato di governo e le antipatie dissimulate di un premier tutt’altro che terzo. E non parliamo del tentativo di riforma del diritto di famiglia, che ha fruttato promesse di impiccagione a piazzale Loreto al malcapitato estensore. Una vera sollevazione contro di lui, pompata ad arte dai sinistri che dominano la macchina mediatica e affaristica del businness su donne, migranti e minori, senza un batter di ciglio da parte di un singolo cinquestellato. Non dev’essere stato facile per Salvini portare il peso di tutto questo allora, e oggi quello dei sostenitori delusi o pronti al voltafaccia.

Non c’è da meravigliarsi quindi di quanto accaduto, tuttavia. Da tempo la forza più rappresentata al governo faceva sfacciatamente l’occhiolino alla sinistra. Anche e soprattutto bloccando la riforma del diritto di famiglia, con il supporto del fior fiore del femminismo nazionale. Dissi, immediatamente a valle delle elezioni, quando Di Maio bussava alla porta del PD facendosela sbattere contro da Renzi, che la sinistra uscita dalla porta stava rientrando dalla finestra. Nell’italica opera buffa della politica si mirava a corrodere la capacità di formare un governo di un M5S premiato all’inverosimile dalle urne. Che infatti, per non ammettere la sconfitta di non riuscire nell’intento, col 34% dei voti, si rivolgeva allo scomodo ma utile Salvini, senza mai nascondere troppo la tresca continua con i piddini, per alcuni già palese (ad esempio qui). Nel mentre, i poveri padri separati premevano su un Pillon già abbastanza annullato, offeso, appeso e vilipeso, redarguito anche all’interno della maggioranza di governo di cui faceva parte il suo partito. Abbiamo dovuto sorbirci i vari Spadafora, le Sabbatini, l’ennesima commissione sul femminicidio, e tutto il codazzo di nazifemmine al potere grazie al partito già di fatto al governo con la sinistra,ovvero alla faccia dell’inutile voto popolare. Oggi la convergenza viene solo formalizzata e qualcuno dovrebbe spiegare al popolo di questo belpaese come si fa, utilizzando gli stessi voti espressi nel 2018, a passare da un governo di centro-destra ad uno smaccatamente di sinistra. Ovvero come mai il voto del popolo non vale un bel kaiser.


Il voto del popolo non vale un bel kaiser.


Devono aver proprio dato fastidio alcune politiche contro il “mungilavacca” generale, quello ideato a sinistra basato sulle pulsioni solidali, sulle emozioni, su statistiche farlocche relative alla violenza sulle donne, il tutto con la potente complicità dei loro media. Sul controllo dell’immigrazione, poi, certe decisioni devono proprio avere rotto i maroni a qualche potentato. Ecco il motivo delle bordate dalla solita magistratura ultraprogressista e partigiana, già vista al lavoro in epoche recenti. Anch’esse hanno spianato il campo a chi aveva urgenza di muovere l’assalto a un partito e al suo leader in crescita. Le iscrizioni al fascicolo degli indagati quasi quotidiane, le richieste di rinvio a giudizio, e infine il tradimento politico, dovevano fare subito giustizia di coloro senza i quali probabilmente non avremmo saputo quanto costa la macchina dell’accoglienza inutile e dannosa. Ugualmente non avremmo mai saputo dei fatti di Bibbiano, Forteto e simili amenità in tutto il paese. Il sovranismo e l’autodeterminazione vera del popolo rischiavano di prendere il posto delle politiche di austerity eternamente sbandierate da una parte politica vogliosa di mettere “i conti a posto” insieme alle mani nelle tasche e sulla vita di lavoro di un popolo piagnone da consolare.

Il disegno di distruzione della famiglia consono alla politica della sinistra finanziera (e finanziaria) globalista, firmataria delle convenzioni internazionali capestro, è stato chiaramente disturbato dalla nouvelle vague che l’ex governo stava introducendo. Qualche dubbio? Basta andarsi a rivedere il post Facebook di una pregevole candidata a responsabile del diritto di famiglia nel nuovo governo di sinistra che il presidente Mattarella sta regalando al paese. Afferma la virago che: “Il concetto di famiglia tradizionale è fascista. Rieducheremo noi (noi!!!) i figli degli oscurantisti”. Firmato Monica Cirinnà, senatrice del PD. La stessa,per dovere di cronaca, smentisce la sua affermazione circolata sui social. Ma la smentita (neanche non la conoscessimo) suona come come una conferma, a ben guardare.


Politiche contro il “mungivacca” generale.


Insomma il problema è di natura politica. Di quella politica al servizio dei grandi poteri internazionali dell’economia e della finanza, che tramite il possesso dei media rende del tutto vano il mandato solo formalmente affidato al suffragio universale. “Passata la festa (delle elezioni) gabbatu lu santu”. Non dimentichiamo mai cosa sta dietro ogni notizia di un un padre rovinato o suicida o ucciso da ex e affini maschiofobici, o dall’ingiustizia non eguale per tutti. Così come dietro ogni bambino privato di uno o ambedue i genitori, ogni notizia di loro maltrattamento da parte di madri alienanti, di loro uso mercantile da parte delle istituzioni, o dietro alle false denunce di violenza. Lo stesso meccanismo sta alla base di ogni migrante scodellato dalle ONG nei nostri porti, per screditare chi vuole fermare il loro fruttifero traffico (che persino la Gabanelli ha rivelato esercitarsi sulla classe media africana grazie alle ONG, e non certo per la salvezza dei più poveri del continente africano). La stessa logica presiede al traffico di donne sprovvedute mosse da meschini intenti cui viene fatta assaporare l’eccitazione della vista del sangue dell’ex grazie ai centri antiviolenza. Questo è l’avanzamento inesorabile e progressivo della destrutturazione sociale da parte soprattutto della nota parte politica asservita al turbocapitalismo finanziario internazionale (che pure il cosiddetto “sovranismo”, alla ricerca di facile consenso, cerca di emulare, vedasi il bieco “Codice Rosso”). Il businness della solidarietà emotiva, oltre che dare illusione di generosa “grandeur” ai contenti e gabbati votanti, genera miliardi. Una destrutturazione che parte proprio dalla devastazione dell’istituto familiare. Per questo la famiglia non può più attendere Il cretinismo parlamentare nel quale nessuno sembra responsabile, ma di cui la menzogna della sinistra è parte integrante. Alle prossime elezioni!

41 thoughts on “Il ribaltone e le politiche contro la famiglia

  1. Penso che ci facciamo troppi problemi con la questione politica, siamo governati dalle élite che seguono un piano tecnico e che usano quello che c’è per raggiungere degli obiettivi prefissati e indipendenti.

    Se vogliono contenere le possibilità di un conflitto tra gli Stati abbassano la leva del nazionalismo, o al contrario la alzano, se vogliono più lavoratori a basso costo alzano i conflitti famigliari o l’immigrazione, se vogliono una società più tranquilla e manipolabile mortificano le qualità maschili, etc.

    E giù di propaganda mainstream e tanti soldi a questo o quello secondo l’obiettivo da raggiungere.

    Il femminismo evidentemente si è trovato al posto giusto nel momento giusto, è stato pompato per scopi specifici del tutto alieni all’uguaglianza dei diritti tra uomo e donna, bastava l’Illuminismo, mentre quella scema frignava che voleva una stanza tutta per sé, i miei bisnonni d’amore e d’accordo vivevano in otto in 40 mq insieme alle capre.

    Penso funzioni come il mixer dei dj: alzano una leva, ne abbassano un’altra.

    Ma la verità è che stanno sbagliando tutto, sono loro stessi vittime dell’esperimento che hanno creato, non sanno più che pesci pigliare, e non sapendolo continuano per inerzia a sbattere la testa a ripetizione come le mosche sui vetri.

    Per me la questione culturale è più importante e più interessante di quella partitica.

    Sono i partiti che ci devono seguire, tutti, ma lo faranno se sapremo offrire nuove leve da mixare, per risolvere i problemi e per governare il casino che verrà.

    1. “bastava l’Illuminismo”

      spiegalo ad Olympe De Gouges

      quanto al giudizio su Virginia Woolf mi taccio, immagino che Blu, per liquidarla così, abbia scritto qualcosa di superiore a Orlando e Gita al faro

      1. Olympe de Gouges fu ghigliottinata a seguito della denuncia di una donna e per motivi puramente politici (era un’attivista della Gironda), non “in quanto donna”. Finiamola di spacciare falsi storici, please.

        1. venne ghigliottinata durante il Terrore principalmente perchè girondina, si era anche opposta alla condanna a morte di Luigi XVI, lo so benissimo, so anche che la sua dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina venne rigettata dai rivoluzionari. I seguito i giacobini chiusero tutti club rivoluzionari femminili tra cui la Società delle repubblicane rivoluzionarie della radicale Claire Lacombe.
          l’illuminismo è condizione necessaria ma non sufficiente.

          che poi la De Gouges sia stata denunciata da una donna non vedo che cambia. Le donne così come gli uomini mica la pensano tutte allo stesso modo

          1. Ecco, allora non facciamo citazioni a sproposito. Altrimenti tocca tirar fuori le statistiche dei ghigliottinati per sesso.

      2. Il mio prossimo bestseller avrà come titolo “Lo stercoraro femministo”, ti lascio immaginare il soggetto.

        È così idiota credere che il giudizio sugli scrittori debba essere dato solo dagli altri scrittori, che io sappia poi neanche i critici letterari sono soliti scrivere romanzi al solo scopo di affrancarsi come critici.

        E poi che modo ridicolo di pensare il tuo, Noi scriviamo per il pubblico!!

        Infatti come lettore il mio giudizio legittimo sulla tua Virginia è che non sia all’altezza né dei Giganti né dei nani della letteratura.

        Lascia perdere anche l’Illuminismo di cui capisci niente, come tutto quello di cui pretendi di parlare.

  2. Rispondi al divertentissimo Paolo ???? . Caro Paolo se proprio mi vuoi innamorato di qualcuno allora confesso di esserlo per Giorgia Meloni. Consentimi di non esserlo per un macho come Salvini se no non sarei di certo qui. In compenso ti posso lasciare Zingaretti se preferisci o la Boldrini. Fai tu :).

    1. no. confesso di avere un debole per l’avvocata Anna Falcone. Però una donna con la mente di Laura Boldrini e il corpo di Maria Elena Boschi sarebbe il mio sogno romantico

        1. non ho mai condiviso la negazione della bellezza fisica e dell’attrazione che un essere umano belloccio di qualunque sesso può suscitare, che a volte si respira a sinistra e in alcune pagine femministe. E’ giustissimo battersi contro le offese legate all’apetto fisico, è giusto protestare se un articolo di giornale parla di una personalità politica sottolineandone troppo l’aspetto estetico che è irrilevante in quel contesto. Ma direi che come una donna non deve vergonarsi di provare attrazione per uno sportivo o un politico giovane e belloccio, così io non mi vergogno di dire che una donna oltre ad esprimere idee che condivido ha anche un bell’aspetto. Ovviamente ci sono modi garbati di dirlo e ci sono modi beceri.

          E’ ovvio però che se devo scrivere un articolo di giornale non parlo del fatto che è bella perchè in quel contesto è irrilevante. Ma questo non è un articolo di giornale, su facebook ci sono donne che apprezzano anche sul lato estetico il primo ministro del Canada e non ci vedo nulla di male

          1. Di fatto nel tuo commento hai alluso che Boldrini è intelligente ma brutta e Boschi è bella ma poco intelligente. Se non è sessismo questo…

            1. La Boschi è intelligente ma preferisco le idee di Boldrini. volevo solo dire che la Boschi è renziana e non è un tipo di sinistra in cui mi riconosco mentre le idee di Boldrini le condivido di più. Sull’aspetto fisico Boldrini non è brutta ma come età potrebbe essere mia madre e io sono prevalentemente sono attratto da chi è più vicino ai miei anni

              1. Peggiori la situazione. Giudichi le donne per il loro posizionamento correntizio o per l’età. Ohibò, sessismo inaccettabile!

                1. Per me l’attrazione fisica conta come qulla mentale, l’intesa sessuale conta come la complicità e la comunanza di ideali e sono tendenzialmente attratto alle mie coetanee e non da persone che potrebbero essermi genitrici, non vedo nulla di sbagliato. Sarei sessista se negassi alle donne il diritto di avere queste preferenze ma non lo nego affatto. Quanto al posizionamento correntizio non vedo nulla di male nel volere accanto qualcuno che ha una visione del mondo simle alla mia. Poi certo tra una leghista e una renziana meglio la seconda. Dove sarebbe il sessismo mica impedisco alle donne di selezionare i partner sessuali e sentimentali nello stesso modo anzi difendo il loro diritto a farlo

        2. sarei sessista se negassi alle donne il diritto di provare attrazione fisica per il tal uomo politico ma non lo nego

  3. Leggo spesso il sito e concordo quasi sempre con ciò che viene espresso. In questo caso condivido il pensiero sui 5 stelle troppo femministi (per ragioni di marketing purtroppo), ma sul resto no. Chi difende la lega continua a non prendersela con il vero artefice della crisi: Salvini. I 5 stelle si sono fatti “tirare scemi” su tutto, l’hanno persino salvato all’ epoca della Diciotti.
    Salvini ha insultato molto meno, è vero, ma ha avuto atteggiamenti molto più arroganti e irrispettosi nel riguardo del lavoro di altri ministri e se dall’oggi al domani, senza un vero motivo (se un politico fa cadere un governo perché lo insultano deve cambiare lavoro), fa saltare un governo che lavora bene, per puro tornaconto, merita di prendersela in quel posto.
    Inoltre la magistratura politicizzata non la sentivo dai tempi del berlusca, è un evergreen, torna sempre in auge quando il proprio eroe passa guai giudiziari. Un po’ come quando a scuola Pierino copiava e la maestra gli ritirava il compito, non era lui copiare, ma la maestra ad essere cattiva.

  4. Capisco tutto, le preoccupazioni in ottica maschile sono fondate (è probabile che spingeranno al massimo sull’acceleratore del ginocentrismo e della misandria visto che è praticamente l’unica cosa che può accomunarli), ma francamente rimpiangere Salvini, o considerarlo un nostro alleato senza il quale è finita appare decisamente una forzatura. Lasciamo stare temi su cui io non sono d’accordo e magari l’autore dell’articolo e altri commentatori sì, ma veramente pensate che a Salvini interessi la questione maschile? Ma non sa nemmeno che cos’è, non lo riguarda, non gli interessa… ma che riguardo può avere uno che si porta al governo la Bongiorno? La Bongiorno, quella delle quote fucsia, roba che nemmeno la Boldrini (forse perché venendo dalla sponda politica opposta non deve far finta di non essere intimamente fascista). Certo, adesso sarà tutto più esplicito e sfacciato, ma non tutto il male vien per nuocere: con un po’ di femminismo reale qualche addormentato si sveglierà; inoltre, spiace dirlo, ma il senatore Pillon, pur riconoscendogli la buona fede e l’impegno (persino due mie amiche femministe in camera charitatis, a bassa voce, hanno ammesso che tutto sommato il DDL non è che fosse tanto malvagio, pero eh, come fai a non andare contro a una proposta della Lega…), è un personaggio troppo divisivo, col suo essere così schierato su posizioni integraliste (cosa lecita, naturalmente, ma il movimento dei padri separati è composito, è un tema trasversale e ha bisogno di essere il più compatto possibile, e avrebbe bisogno di qualcuno politicamente più “neutrale” – per chiarezza, sottolineo che direi lo stesso se a capo della battaglia ci fosse andato un Odifreddi, per dire). Urge compattarsi e non perdersi in altre rivalità politiche e/o culturali, bisogna cambiare narrazione e deve essere una battaglia trasversale. Adesso vedo un’occasione migliore di prima, poi magari mi sbaglio…

  5. “Una vera sollevazione contro di lui, pompata ad arte dai sinistri che dominano la macchina mediatica”
    Ti devi esser perso l’ultimo anno del Tg2

  6. Pillon ha avuto tutto il tempo per far approvare la riforma dal Senato, se solo non fosse stato uno sprovveduto. Ma per il voto alla Camera ci sarebbe voluto un altro anno. Alla fine … ci possiamo consolare col fatto che non abbiamo perso molto.

  7. “Il progetto e la pratica della globalizzazione – dopo il suo esordio negli anni Ottanta con il duo Reagan-Thatcher – prende davvero corpo negli anni Novanta con il duo Clinton-Blair. Progetto e pratica diventati famosi con l’etichetta della “Terza via”. L’idea era di un programma che superasse sia la pratica della vecchia sinistra, quella centrata sulla spesa pubblica e i diritti acquisiti, sia i valori della destra. Verso il liberismo “di destra” la differenza albergava non tanto in campo economico quanto nel rifiuto del patriottismo, del militarismo, nonché dei valori tradizionali della famiglia. Potremmo aggiungere come novità sia verso la sinistra sia verso la destra anche l’esordio di una qualche eco-sensibilità. Che il programma abbia funzionato – se si sia imposto nel mondo – è oggetto di dibattito. Si hanno due direzioni del contenzioso, quella politica e quella economica.”

    https://www.ilfoglio.it/economia/2019/08/25/news/capitali-stanchi-il-riflusso-della-globalizzazione-270299/

    Istituto Luigi Einaudi.
    Nessun complotto.

    Progetto fallito, ormai, quello della “Terza via”, che al più procede per inerzia, a sinistra l’onere della “spesa pubblica” si è trasferito sulle Banche Centrali, alla Globalizzazione si oppongono nuovi confini con la guerra dei dazi e il sovranismo, la famiglia è sfasciata, il Padre che potrebbe sistemare le cose è stato umiliato e offeso, mentre la Madre si coccola i giovani occidentali che fanno quello che vogliono, contrariamente ai coetanei del resto del mondo, i ragazzi cinesi sono pronti e educati a mangiarci il futuro ipertecnologico prossimo venturo, con merito si deve dire.

    Per V. Pareto la storia era lotta tra élite, di cui quella di classe un sottoinsieme, sicché nella “Terza via” via qualcuno ha creduto di mangiarci troppo, si è creduto importante e necessario, non sapendo però far di conto.

    Tempi duri ma interessanti.

  8. un’altra cosa evidente di questo post è che Giuseppe Augello è innamorato di Salvini. Giuseppe, penso che il tuo sogno d’amore resterà solo un sogno ma tu non demordere, gli amori impossibili sono così romantici

  9. “qualcuno dovrebbe spiegare al popolo di questo belpaese come si fa, utilizzando gli stessi voti espressi nel 2018, a passare da un governo di centro-destra ad uno smaccatamente di sinistra. Ovvero come mai il voto del popolo non vale un bel kaiser.”

    è la democrazia parlamentare, bellezza! La legislatura dura cinque anni e finchè all’interno del Parlamento (eletto dal popolo italiano e non da Soros) c’è una maggioranza parlamentare il governo è legittimo. E questo assetto costituzionale è stato confermato sempre dal popolo italiano che col referendum del 4 dicembre 2016 hanno bocciato la riforma Renzi-Boschi.
    Quanto al resto del tuo post, trattasi della solita tirata rosso-bruna (più bruna che rossa) alla Diego Fusaro. Intanto è stata bloccata la peggiore destra della storia repubblicana, e per quanto mi riguarda è un bene

    1. Paolino, mi mancavi!
      E hai ragione tu, il problema è l’assetto istituzionale. Parlamentarismo del piffero.
      P.s.: la Costituzione dice che una legislatura dura al massimo 5 anni, non che deve durare 5 anni. Per precisare, visto che sento molti provare ad affermare quella furbata…

      1. Parlamentarismo del piffero va detto al 60% degli italiani (tra i quali c’era pure Salvini, credo) che al referendum del 2016 hanno confermato di voler mantenere l’assetto costituzionale che rende totalmente legittimo il futuro governo giallo-rosso.

        La legislatura non deve durare cinque anni per forza ma se c’è una maggioranza va avanti fino alla scadenza naturale, il presidente della repubblica può sciogliere anticipatamente le camere solo se non c’è una nuova maggioranza parlamentare, se c’è si va avanti. E’ il Parlamento (le maggioranze che si formano al suo interno) che rende operativi i governi votando la fiducia ed è il parlamento che eventualmente li fa morire ritirandogliela. Vi conviene sperare che Renzi tra sei mesi o un anno ordini ai suoi fedeli di ritirare la fiducia quando avrà avuto il tempo di farsi il suo partitino altrimenti si vota nel 2023, come io auspico.
        Tutto è in mano all’uomo di Rignano

        1. Le elezioni sono state vinte dal centro destra che si è presentato apparentato PRIMA del voto. II M5S si è presentato da solo mentre PD e altri partiti di sinistra si sono presentati a loro volta apparentati. Passare ORA a un governo di centrosinistra significa tradire lo spirito del voto del Marzo 2018.
          Comunque la si giri, un governo espressione di una coalizione che NON si è presentata apparentata PRIMA del voto va contro le regole elettorali che hanno presieduto le elezioni del marzo 2018.

          In particolare

          https://elezioni.repubblica.it/2018/cameradeideputati

          Lo dice anche wikimmmerda

          https://it.wikipedia.org/wiki/Elezioni_politiche_italiane_del_2018

          “I risultati hanno visto il centro-destra affermarsi come coalizione più votata, con circa il 37% delle preferenze, mentre la singola lista più votata, il Movimento 5 Stelle, ha raccolto oltre il 32% dei voti[7][8][9”

          e altri

          https://www.tpi.it/2018/03/07/risultati-elezioni-politiche-2018-chi-ha-vinto/

          I risultati definitivi alla Camera:
          La coalizione di centrodestra ottiene il 37 per cento (Lega, FI, FdI, Noi con l’Italia-Udc)
          La coaliziona di centrosinistra 22,85 per cento
          Il M5S ottiene il 32,68 per cento
          PD 18,72 per cento
          Lega 17,37 per cento
          Forza Italia 14,01 per cento
          Fratelli d’Italia 4,35 per cento
          Liberi e Uguali 3,39 per cento
          + Europa 2,55 per cento
          Noi con l’Italia-UDC 1,30 per cento
          Potere al Popolo 1,13 per cento
          Casapound 0,95 per cento
          Popolo della famiglia 0,66 per cento
          Insieme 0,60 per cento
          Civica Popolare 0,54 per cento

          I risultati definitivi al Senato:
          La coalizione di centrodestra: 37,49 per cento
          La coalizione di centrosinistra: 22,99 pre cento
          M5S: 32,22 per cento (
          PD: 19,12 per cento
          + Europa: 2,36 per cento
          Lega: 17,63 per cento
          Forza Italia: 14,43 per cento
          Fratelli d’Italia: 4,26 per cento
          Noi con l’Italia-Udc 1,19 per cento
          Liberi e Uguali: 3,28 per cento
          Insieme 0,54 per cento
          Civica Popolare 0,52 per cento
          Potere al Popolo 1,06 per cento
          Casapound o,85 per cento
          Il Popolo della famiglia 0,70 per cento

          Inoltre alla luce delle elezioni europee recentemente tenute, il tradimento della volontà popolare appare in maniera ancora più lampante. Non si dica che le elezioni europee sono irrilevanti laddove si pretende che la UE per un verso sia irreversibilmente compenetrata nel nostro ordinamento.

          1. “Le elezioni sono state vinte dal centro destra che si è presentato apparentato PRIMA del voto”
            Sono riusciti a presentare una maggioranza in parlamento? No.

            1. È inutile che ti agiti : è la quarta volta che il PD va al governo senza essere stato votato. Senza vergogna.

              “La quarta volta dopo Letta, Renzi e Gentiloni. Una volta può accadere, due magari con qualche forzatura si può capire, ma se accade sistematicamente vuol dire che la sinistra in Italia è una cupola che non può essere rimossa dal potere e chiunque cerchi di farlo è per definizione un delinquente, sottoposto a processo mediatico-giudiziario e additato al pubblico disprezzo.

              In più La seconda cosa è che non c’è nessun perno programmatico che unisca le due forze in via di allearsi, ma solo la comune preoccupazione di non andare al voto e di mettere fuori gioco il leader fino a oggi acclamato a furor di popolo. Non c’è un orizzonte di programma comune, non c’è un punto essenziale. L’alleanza Lega-grillini era anch’essa tra due soggetti molto diversi ma una linea in comune ce l’avevano: erano definiti entrambi populisti, erano contro l’establishment e critici ambedue verso i diktat europei. Era già qualcosa, poi differivano, e tanto, le visioni del mondo (o del web, per i grillini)”.

              http://www.marcelloveneziani.com/articoli/pagliacciocrazia-2/

              1. Niente battibecchi politici qui, please. Energia sprecata, ve l’assicuro. Da destra a sinistra vi prendono per il culo con la grande kermesse del voto. Si vada OLTRE la politica e soprattutto OLTRE la “partitica”. E’ una droga che vi ottunde. Avete un interesse comune? Sì. Bene, ci si concentri su quello. Lo si sviluppi, si faccia proselitismo e ci si costituisca in lobby. Sarà la politichetta a venirci a cercare, allora. E risolveremo gran parte dei problemi nostri e dei nostri figli.

        2. L’assetto rimaneva parlamentare anche con la riforma costituzionale eh, solo che la fiducia al governo sarebbe stata data dalla sola Camera e non anche dal Senato, mica diventavamo una repubblica presidenziale. Ritenta, sarai più fortunato (meno ignorante no, è impossibile).

      2. Suggerirei, a questo punto, di andare a votare ogni 15/20 giorni, così abbiamo sempre il polso del popolo aggiornato.

        1. “Suggerirei, a questo punto, di andare a votare ogni 15/20 giorni”

          Non ce n’è bisogno, le indicazioni le hai già da Marzo 2018, amministrative 2019

          https://elezioni.repubblica.it/2019/elezioni-comunali

          Europee 2019

          https://elezioni.repubblica.it/2019/europee/italia/

          “così abbiamo sempre il polso del popolo aggiornato” Il polso te lo devi fare prendere tu: hai la febbre alta e deliri se pensi di fare uscire un governo da due coalizioni che hanno PERSO le elezioni, quella di centrosinistra in maniera clamorosa venendo da oltre il 40€ del PD del Maggio 2014.

  10. Addirittura? Spadafora sottosegretario alla presidenza del consiglio … ci manca cirina’ alla famiglia e fedeli alle pari opportunita’ e siamo apposto! Comunque e’ vero, lo avevi detto che erano peracottai .

  11. Mi sembra di rivivere il ddl pillon… ci siamo affidati a gente che sono poco piu’ che peracottai, pero’ poi guarda gli avversari e ti accorgi che I peracottai quantomeno nn ti facevano del male… cosa potranno fare cirina’, spatafora e compagnia cantante? Quanto male potranno ancora farci?

    1. Spadafora è in predicato di diventare sottosegretario alla presidenza del consiglio, fai te…
      Per il resto, non ho forse sempre detto che erano dei peracottai?

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