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In piedi e sull’attenti. Pagate rispetto: QUESTO è un Uomo

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LA FIONDA

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Roma, esterno giorno. Un uomo, cappellino a visiera e occhiali da sole, sovrintende un trasloco. E’ tesisssimo. Devastato. Scoppia a piangere. Alcuni paparazzi sono lì e lo fotografano. E’ una persona conosciuta. E’ il regista Paolo Virzì. Il suo matrimonio con l’attrice Micaela Ramazzotti è naufragato, dopo dieci anni e due figli. Lei è lì. Anche lei assiste al trasloco dell’ex marito. Ha con sé i due figli. E sorride. Un pochino, ma sorride, e i paparazzi immortalano anche lei. Ebbene, in questo quadretto si ha tutto quello che serve avere. Una lei soddisfatta e appagata di una vittoria al superenalotto che la lascia vincente e trionfante sul piano economico e sociale, a prezzo dell’anima di un uomo, in quanto tale sacrificabile. Dall’altra parte un lui che NO, non si rassegna. A cui NO, non pare possibile che la realtà su cui aveva scommesso, su cui aveva investito tutta la sua esistenza, possa andare in pezzi in questo modo. Un uomo che NO, non pensa che sia virile trattenere le lacrime. Un uomo che NO, non è la bestia disumana di cui si parla tanto, privo di sentimenti e di pietà, violento e abusante. E’ un Uomo colui che mette tutto, che mette radici, o almeno ci prova finché qualcuno non lo sradica. E’ un Uomo consapevole che lo spettacolo terrificante di un progetto a lungo termine che si disfa anche nella suddivisione delle cose prima in comune lo renderà per sempre un mutilato. Con uno strappo dentro che si porterà dietro per sempre e che non gli permetterà più di sorridere davvero, né farsi selfie gai e fashion sui social o sui rotocalchi. Oltre che Uomo, è Padre. E sa che la sua prole da adesso in poi gli sarà sempre più estranea. La quotidianità di sempre, la colazione, la scuola, i giochi, l’educazione, saranno cose che non lo riguarderanno più. E piange per questo. In pubblico, piange. Dunque in piedi e sull’attenti tutti, prime fra tutte coloro che passano la vita a dipingere il maschio come un mostro abusante. QUESTO è l’uomo. QUESTO è un padre. Prendete nota e tacete con rispetto. I milioni di uomini che vi circondano sono come Virzì. Meno famosi, probabilmente meno benestanti, ma esattamente come lui, con un’anima grande e spesso mutilata, capaci di piangere per una cosa che credevano grande e che non c’è più. Orgogliosi di faticare a rassegnarsi e ad accettare quella fine. Così sono gli UOMINI che vi stanno attorno, e non come quei quattro stronzi in croce che ogni tanto sbroccano. Prendete nota, tacete e pagate rispetto.


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32 thoughts on “In piedi e sull’attenti. Pagate rispetto: QUESTO è un Uomo

  1. “qualcuno mi fa l’esempio di una “turbofemminista” che abbia riso di un uomo che piange perchè lasciato dalla moglie?”

    Ma infatti…
    Perché dovrebbero interessarsene e perderci tempo?
    Faccenda inutile per la loro causa.
    Più facile che lo ignorino: il “nemico” sconfitto, annullato, ucciso… non esiste più.
    Si scavalca e si rivolgono le proprie armi altrove, no?

    1. lo chiedevo perchè nei siti femministi è tutto un insistere (persino eccessivo) sulla necessità che gli uomini avrebbero di non nascondere il pianto, le lacrime e quelle emozioni che l’educazione patriarcale avrebbe represso nei maschi insegnandogli che solola rabbia è un’emozione socialmente accettabile per un uomo. Io sono del parere che oggi un uomo è liberissimo di piangere

  2. qualcuno mi fa l’esempio di una “turbofemminista” che abbia riso di un uomo che piange perchè lasciato dalla moglie? E quando dico femministe mi riferisco a scrittrici e intellettuali e attiviste femministe riconosciute, non vale citare l’attrice tal dei tali, la giornalista-influencer o la comica televisiva nè vale prendere commenti su facebook di donne comuni

  3. @ned,
    Sei inutile alla causa degli uomini, dato che non difendi i loro interessi.
    E sei inutile alla causa delle donne, dato che queste, a quanto pare, sono capacissime di difendere da se i propri interessi, senza il tuo aiuto.
    E le tue idee femministe sui rapporti tra i sessi, rivelatesi un disastro, ti donano l’aspetto di un gallo tronfio seduto su un mucchio di sterco.
    La tua causa ha vinto : che effetto ti fà?
    .
    Ma non abbiamo ancora toccato il fondo : adesso arriva “le Chef-d’oeuvre de la Collection”.
    Il Capolavoro.
    Supponiamo (è una ipotesi) che tu, o un tuo parente, vi ritroviate coinvolti in una causa di divorzio.
    I vostri interessi li difenderete facendovi insegnare come stare al mondo da “Simone De Beauvoir, Betty Friedan, Luce Irigaray, Sibilla Aleramo, Virginia Woolf” … ?
    E’ allarmante constatarlo ma … messo alla prova, non saresti capace di badare nemmeno a te stesso.
    .
    Torna a giocare con i birilli.

  4. rispetto, sempre e comunque RISPETTO per un uomo…mi associo in toto.

    adesso le turbofemministe fascistizzate hanno un nuovo bersaglio umano da colpire …
    Lo avrai
    camerata misandrica
    il monumento che pretendi da noi padri…

    è chiaro che la signora ride, ha fatto bingo: casa, figli e soldi.
    Chi non sa cosa vuol dire essere cacciato da casa propria, per provvedimento
    o per propria scelta personale, deve solo tacere.
    Tacere e portare rispetto.

    nessuna violenza, che va sempre rifiutata, ma solo una immensa mobilitazione
    dei nostri cuori .
    Una grande accorata manifestazione nazionale di uomini in marcia
    senza cartelli e senza bandiere
    e con un immenso striscione iniziale “I PADRI”.
    Non potranno non vederci !

  5. Dopo tutta la melassa sparsa con l’articolo (che per inciso, condivido appieno) bollare quattro disperati come “quattro stronzi” mi pare ingiusto.
    No, non sto facendo apologia di omicidio, non mi piace nemmeno quella che viene fatta in favore delle donne infanticide, tanto per fare un esempio.
    Sto dicendo che c’e’ chi reagisce a un ESPROPRIO ILLEGALE col pianto, e chi con rabbia, tirando pugni o schioppettate a casaccio. Non mi sento francamente di condannare la fattispecie. Subire rapine illegali può causare reazioni illegali, non dico sia giusto ma e’ semplicemente da mettere in conto.

    1. Sono d’accordo che l’eccesso in certe reazioni possa essere comprensibile. Ma l’uso della parola comprensibile viene spesso confusa con giustificabile. E no, non mi sento di giustificare, nemmeno per sbaglio, atti estremi o semplicemente violenti. Nemmeno a fronte di un esproprio illegale. Che si combatte nei tribunali, nella cultura, nella società, nella politica, con metodi leciti. Dunque piena comprensione da parte mia per quei quattro disgraziati che subiscono espropri e devastazioni interiori. Nel momento in cui passano alle shioppettate o alle botte per me, mi spiace, diventano quattro stronzi. Che condannano, per altro, all’ostracismo un’intera categoria.

      1. Stasi, ragionando per una volta scevri dalla “sindrome di essere in vetrina”, mi limito a fare una constatazione storica: le rivoluzioni sono state fatte in diversi modi, c’e’ stato Gandhi e c’e’ stato Che Guevara, c’e’ stata la Francia con le sue ghigliottine, ci sono state le banlieu e c’e’ stato Masaniello. Piu’ lodevole Gandhi? Potrei essere d’accordo.
        Ma la libertà e la giustizia, parliamoci chiaro, sono due concetti troppo alti per non essere perseguiti in qualsiasi modo.
        Attualmente, consideratemi pure estremista, io penso solo di essere realista, in tema di diritto di famiglia siamo alla dittatura. Non e’ un’iperbole, non e’ il delirio di un uomo complessato, e’ una constatazione.
        Se noi continuiamo (come stiamo facendo) a fare i Masaniello, non lamentiamoci della dittatura. Lo dico col cuore colmo di dolore, ma per quanto apprezzi i suoi articoli, che sono scritti benissimo e con contenuti brillantissimi, e’ arrivato il momento di FARE.
        Iniziamo scendendo in piazza in modo pacifico ma rumoroso . Se la mia teoria e’ corretta ed e’ vero che siamo in una dittatura, arriverà la repressione armata a mezzo polizia.
        E in quel caso, sarà inevitabile combattere. Ma riavvolgiamo il nastro, iniziamo scendendo in piazza con striscioni e megafoni. Sia io che lei, anche in questo frangente, stiamo perdendo tempo; quello che c’era da dire lo abbiamo detto e lo stiamo dicendo, e a giudici, politici, servizi sociali ed FDO ha causato un leggero sollecito sulla punta dell’alluce del piede.
        Fase due, dobbiamo prenderci le piazze, e farlo nel modo piu’ massivo e credibile possibile.
        Poi sarà quel che sarà.

        1. Achille, sono quasi totalmente d’accordo con te. Con qualche precisazione: violenza mai. Per quanto naturale e istintiva, fa passare sempre dalla parte del torto (a meno che non sia autodifesa). Ed è cosa di cui non abbiamo bisogno. E lo dico non perché siamo in vetrina, ma perché ci credo davvero.
          Secondo: non sono d’accordo che con ciò che scriviamo e diciamo il sistema ci si sciacqua l’alluce. E’ il retroterra di preparazione che serve perché, lo sai meglio di me credo, se chiami alla piazza poi ci si ritrova in 4. Per prigrizia, per paura di “andare contro le donne”, o per mille altri motivi uno meno buono dell’altro. Occorre insistere dal lato mediatico e di opinione che non si vuole andare contro le donne ma contro il sistema INSIEME alle donne. Perché sennò non c’è futuro.
          Per arrivare a questo ci vuole tempo e costanza. Occorre arrivare all’unità noi e che il contesto sia accogliente per le nostre istanze (dovrebbe esserlo di suo visto che si chiede solo equità, lo so, ma così non è).
          Insomma, personalmente non difetto di determinazione, e nemmeno un buon 80% dei lettori di questo blog. Ma le idee devono essere chiare e ben diffuse. Sennò si va di fallimento in fallimento.

          1. Posso condividere il discorso di preparare il terreno, ma diamoci delle deadline (in italiano, scadenze). “Da preparare il terreno” a “interminabile ripetizione irricevibile che ci lascia al palo” il percorso, e il differenziale e’ sottile quanto importante.
            Grazie per la chiacchierata.

            1. Qualcosa bolle già, Achille. Cottura lenta come tutti i buoni ragù. Guarda alla Spagna. Non ci siamo lontani, ma c’è ancora un po’ di strada da fare. Ognuno faccia il suo: parli ed esibisca con orgoglio le proprie opinioni. Essere uomo (maschio) non deve più essere una colpa. Affermare questo con gioia e disinvoltura è già rivoluzione.

      2. “quattro stronzi” definizione che condivido in pieno per una volta e sono felice che tu l’abia usata.
        Detto questo, il fatto che la Ramazzotti rida non significa che rida del dolore dell’ex marito nè che abbia riso in faccia a lui

        1. e’ arrivata Ned la femminista….. ancora imperterrita su questo blog. Nei suoi democraticissimi blog femministi, ti avrebbero già bannata, Ned

          1. mi hanno bannato molto spesso perchè su determinati temi polemizzo pure con loro, ad esempio sul tema della presunta “oggettificazione sessuale” la vedo un po’ diversamente da loro (se pariamo di persone adulte per me è una libera scelta da rispettare, non è oggettificazione), anche sul cosiddetto “body positive” la vedo diversamente da molti siti femministi. ma io non cerco l’approvazione delle femministe nè la vostra. Certo considero il femminismo pur con errori ed eccessi, un po’ più importante dei suoi nemici, anche perchè le femministe, pur con errori ed eccessi, hanno contribuito al progresso, gi antifemministi no. A occhio e croce le opere di Simone De Beauvoir, Betty Friedan, Luce Irigaray, Sibilla Aleramo, Virginia Woolf mi sembrano più importanti delle opere di Achille Loschetti. (e io sono un uomo, gentile Achille anche se noin ci credi)

            1. Avviso per Achille: Ned ha questa cosa di portar via la discussione su altri temi, innescando interminabili botta e risposta che inizialmente sono interessanti, poi diventano stucchevoli. Solo per dirti di non cadere nel tranello.

              1. Si, l’ho notato anch’io, ned spesso non tiene il discorso e si sposta su binari differenti portando confusione al filo logico.

            2. “pur con errori ed eccessi,” errori ed estremismi va detto comuni a tutti i movimenti di liberazione e progresso ma che non inficiano l’azione sostanzialmente giusta di quei movimenti

              1. si può essere pederasti e grandi intellettuali. Apprezzare i libri di una persona non significa apprezzarne anche la vita privata. Posso amare i film diretti da qualcuno e ritenere quel qualcuno una cacca sul piano umano
                Del resto, liiquidare Simone De Beauvoir come “la pederasta” sarebbe come liquidare Indro Montanelli come “quello che ha comprato una ragazzina etiope e l’ha usata per i suoi comodi” o Roman Polanski come “quello che ha abusato sessualmente di una tredicenne durante un party” o Norman Mailer come “quello che ha accoltellato la sua seconda moglie”, si può anche fare ma a che pro? E’ vero che hanno commesso queste azioni ripugnanti ed è giusto ricordarlo ed esecrare queste azioni, ma io distinguo ancora l’ artista o l’intellettuale dall’essere umano

                1. Grossa differenza: Polanski, Montanelli e Miller non basavano la loro opera su quelle azioni, trattavano tutt’altri argomenti, mentre l’opera di De Beauvior verte sulla sessualità e la sua sessualità era in buona parte andare a letto con ragazzine.
                  E’ la differenza che passa tra un fisico nucleare pedofilo (i reattori nucleari che progetta restano validissimi) e Mario Mieli (pedofilo la cui opera è basata sulla sessualità).

            3. “Luce Irigaray”
              Bona quella. Quella che sosteneva che E=mc2(al quadrato) era una equazione sessuata.
              Per fortuna esistono fisici come Sokal che rimettono al loro posto queste affermazioni, ovvero nella spazzatura.

    2. Io se fossi stato rapinato legalmente non avrei mai ammazzato la madre dei miei figli, ma il giudice.
      E non credo che avrei provato alcun rimorso, rimorso de che? Di aver fatto fuori un ottuso (o un’ottusa) privo di empatia umana nei miei confronti che mi ha rovinato?

        1. L’apologia di reato si riferisce all’approvazione di un reato avvenuto o la promozione di un reato futuro, non all’ipotesi di ciò che uno avrebbe potuto fare in passato in una situazione che non è avvenuta. Nel mio messaggio mancano però in effetti un paio di “molto probabilmente”, per questo è venuto fuori un messaggio leggermente poco chiaro.
          Aggiungiamoci che una delle ragioni, sebbene poco importante, per cui non ho intenzione di risposarmi in futuro è anche per tutelare la vita di un ipotetico giudice.

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