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Incel e Uomini: due realtà radicalmente incompatibili

Questo blog ha interrotto le pubblicazioni il 14/09/2020, dopo 4 anni di attività.

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LA FIONDA

https://www.lafionda.com

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Portrait of angry teenage boy at home with parents in backgrounddi Giuseppe Augello – Immaginate un gruppo di uomini che non hanno mai fatto sesso, non hanno mai baciato una ragazza e che pensano che per loro non ci sia alcuna speranza di cambiare questo destino di solitudine, rancore e inadeguatezza sociale. Immaginate di voler avere una vita “normale” ma di rendervi anche conto che per voi quella vita non esiste, non c’è, non è permessa, perché il mondo è ingiusto e la genetica vi ha tradito. Qualcosa di simile alle teorie sulla razza viste dalla razza inferiore. Questa è la comunità Incel. Nata e cresciuta dentro i social, senza i quali non potrebbe esistere.

Che la rete sia divenuta il calderone universale dove tutto si trova, dalla spazzatura subculturale alla scienza più progredita fino ai classici universali della letteratura è cosa nota. Come distinguere i metalli nobile dal letame? Probabilmente occorre una maturità appannaggio di una minoranza di fruitori meglio attrezzati, ma non solo. Tanta infinita pazienza e voglia di tenere bene in vista i capisaldi delle migliori intelligenze. Non a caso il mai abbastanza compianto Umberto Eco ebbe a dire in modo definitivo: “I social-media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli”.

varie_incel2Il termine Incel comparve per la prima volta negli anni ’90, in concomitanza con lo sviluppo di internet e dei primi forum online, coniato da una studentessa canadese bisessuale, che creò un sito dedicato ai celibi involontari. Incel è infatti l’unione di due parole: involountary celibacy, celibato involontario, single per scelta degli altri che hanno smesso di prenderla sul ridere. Sono dunque una delle tante comunità che prosperano su internet, uno dei tanti pozzi neri dell’umanità fatto di individui che autoalimentano le proprie frustrazioni e certezze in forum, gruppi e siti dedicati, con origine in nord America, tanto per cambiare. Esistono ovviamente varie gradazioni di Incel, ma il filo rosso che li unisce e che rende le loro conclusioni distanti miliardi di anni luce da quelle degli uomini a vocazione familistica e di padri interessati al mantenimento dell’equilibrio nella famiglia, è la presunta ineluttabilità del loro destino.

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Per incredibile che sia, per loro la bruttezza è irrimediabile, è una sorta di morbo incurabile che li affligge, li isola e gli impedisce di vivere in maniera normale e di avere una vita sessuale piena. I consigli su uno stile di vita più sano, sull’attività fisica, sul comportarsi in maniera gentile, sull’igiene personale e l’imparare ad avere una vita sociale gli rimbalzano contro, perché tanto non c’è niente che possano fare per migliorare la loro vita. Questo li ha portati a elaborare una visione del mondo estremamente classista che ricorda vagamente l’incrocio fra una distopia genetica e le statistiche a caso che usiamo quando vogliamo avere ragione, le stesse che con tanta abilità vengono utilizzate dal femminismo radicale.

ragazzo-tristePer essi la libertà sessuale e personale ha avvantaggiato soprattutto le donne, relegando il maschio a un ruolo subalterno, sfruttato e illuso. E senza speranza. Un nichilismo dei tempi di internet in versione autodistruttiva e in formato social. Il ruolo di vittima di questi tempi si addice agli Incel, con una operazione di ingegneria genetica naturale che prescinde totalmente da una fluida sovrastruttura economica, politica, storica, e dalle leggi socialmente costituite che ne derivano. In base a tale delirio sarebbe il maschio Incel l’unica vera vittima delle femministe e di chi le difende, perché una donna può usare il proprio corpo e avere soldi, successo e adorazione (ma guarda, proprio ciò che le femministe ritengono ottenga l’uomo in possesso di potere).

Tutto si basa sulla teoria LMS, dove L sta per Look (bellezza), M per Money (denaro) e S per Status (reputazione/fama), che non è esclusiva sulla base dell’appartenenza di genere o di orientamento sessuale. Per gli Incel poi le donne si dividono in solo due categorie: le prime bruttine, fisicamente meno appariscenti, profondamente femministe, dispotiche, in cerca di attenzione e fondamentalmente acide perché non possono essere come le seconde, le quali sono sempre bellissime, formose, eccitanti e appetibili, con accesso a tutto ciò che vogliono per poi concedersi solo a una élite di maschi fisicamente prestanti, belli e spesso ricchi detti Chad. I “Chad” sono i maschi alfa che disprezzano chiunque non sia come loro; sono stati geneticamente favoriti fin dalla nascita, fanno ciò che vogliono, si godono la vita, fanno sesso occasionale e usano le donne come oggetti finché non le rovinano e le lasciano alle persone di classe inferiore.

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grafica_thechadGli Incel hanno anche elaborato una precisa visione demografica di come gira il mondo: un 10% composto da Chad, circa un 20% Incel, uomini omega che non faranno mai sesso ,e nel mezzo 70% normie, gli uomini beta, ovvero la massa di persone nella media, che si sposa attorno ai trent’anni con donne che prima si sono divertite (quindi sono merce avariata) coi Chad e che poi una volta invecchiate hanno trovato un maschio da sfruttare e vessare prima che la loro bellezza svanisse del tutto. È evidente che questa visione del mondo rappresenta un favoloso terreno per ogni possibile ideologia rivolta non solo contro le donne in quanto tali, ma contro ogni essere umano, uomo donna o bambino che sia, senza distinzione di sorta, non potendo credere né agire per un futuro migliore, non credendo ci sia alcuna possibilità di sovvertire la situazione perché, come scritto poco sopra, la loro è una condizione che non può in alcun modo migliorare. L’ideale brodo di coltura di un suicidio kamikaze preceduto da una strage liberatoria e punitiva del mondo che li ha generati. Esagerazioni? Non proprio stando ai dati delle stragi compiute a nome degli Incel, facilmente reperibili in rete.

Dal mio punto di vista l’aspetto grottesco di tale teoria è che in pratica si perde nella melma della stessa contraddizione nella quale affondano le teorie nazifemministe dell’ineluttabilità genetica del maschio, portatore di un male che sta alla radice della degenerazione del patriarcato storico e della violenza nel rapporto con l’altro sesso. Gli Incel non sono una semplice sfumatura di maschilismo, come il femminismo radicale tende a definirli nel tentativo di attaccare da ogni lato tutto ciò che sa di maschile. Non sono neanche una sfumatura di rivendicazione patriarcale. Semplicemente offrono quanto di peggio si possa elaborare su uno strumento primitivo e poco filtrato come la rete e i social, relativamente al disprezzo femminile e femminista, rendendo una sorta di favore all’oggetto della loro cruenta recriminazione.

varie_depressioneDi fatto gli Incel disprezzano anche tutti gli altri uomini. E in questo senso costituiscono una frangia antitetica e perniciosa per il movimento degli uomini-padri protesi all’isolamento di chi fa delle caratteristiche genetiche un motivo di privilegio di un genere e di eliminazione di un altro dalla scena sociale. Costituiscono, gli Incel, il distillato delle peggiori paure di un gruppo di retrogradi che si appoggiano a teorie sociali estremiste e usano la loro condizione come uno scudo contro un cambiamento che costerebbe troppa fatica, in quanto persone fragili che non si adattano a un mondo che sembra a loro sempre più aggressivo. Sono i disertori fuggiaschi della battaglia per la famiglia e la parità di genere vera, quella basata sulla dignità, prima durante e dopo la creazione di una famiglia; idea per la quale combattono tantissimi padri e uomini cui non è sfuggito che ciò che occorre salvare è la piena collaborazione tra i due (e solo due) generi nella complementarietà delle loro specificità, senza prevalenze ma nell’interesse dell’equilibrio nella crescita di nuove generazioni.

Gli Incel imparentano la loro nascita sulla scena all’esplosione della guerra femminista contro la scoperta mascolinità tossica del maschio forte e greve, quello che secondo esse non deve chiedere mai né aiuto né consenso, che non vacilla nel porre a fondamento delle relazioni il possesso anziché l’empatia. Che il patriarcato puro svantaggi anche i maschi è un punto fermo della mentalità dei nuovi uomini e padri, molto osteggiata da coloro che partono dall’assunto della sacrificabilità maschile. Rispondono, allora, le amazzoni femministe, che ritengono sia onere del femminismo liberare gli uomini, per imporgli un altro “modus ex sistentia”, migliore, elaborato dalle donne con il concorso entusiasta e “ottimista” dei “femministi”. Questo di liberare prescrivendo è un vizio dell’emancipazione confezionata dal femminismo pop contemporaneo che ha oppositori anche tra le donne: Jessa Crispin (Perché non sono femminista, pubblicato quest’anno in Italia da Sur), per esempio. O la lettera delle cento francesi contro il #metoo (ridotta a un volgare “manifesto per la libera molestia” dalla stampa che non sa tradurre e dagli indignati che non sanno leggere). E tutte quelle donne e uomini convinti che “l’idea delle interazioni uomo-donna non è competizione, ma cooperazione”.  E’ questa trasversalità della ricerca del migliore equilibrio sociale tra i generi, al disopra dallo sfruttamento politico all’insegna del mantenimento distorto del potere, che ci contraddistingue, che ci fa volgere solo uno sguardo compassionevole alla miserrima teoria “Incel”, e a chi cerca di lordarci col loro escremento gettato in rete.


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46 thoughts on “Incel e Uomini: due realtà radicalmente incompatibili

    1. Mai detto che mi pare una stronzata. Ma non ne capisco l’origine. Sei capace a scrivere bene? Vieni a raccontare la tua realtà in pubblico.

      1. e poi le nostre teorie sarebbero fasulle?ahahahah negare l’ipergamia equivale a negare che la terra giri intorno al sole. e’ peggio di un terrapiattista lei.

  1. Questo articolo è di una banalità disarmante, tanto che sembra scritto da una femminista con turbe emotive incontrollate. Innanzitutto è in completa contraddizione con un blog che, a suo dire, vuole dare voce ai problemi del genere maschile.
    Inoltre non si portato né dati né argomentazioni, ma ridotto all’osso, dici che sei avverso agli incel a livello emotivo.
    Per quanto ciò sia legittimo, non è un articolo che aiuta il dialogo, né contribuisce al discorso, né è conforme allo scopo per cui hai aperto questo blog e questo per diversi motivi.
    Primo, perché ti si potrebbe rispondere allo stesso per uno qualsiasi degli articoli che hai scritto. In fondo, il fatto stesso di denunciare i problemi degli uomini è patetico secondo il tuo modo di ragionare. Dovresti semplicemente chiudere questo blog e subire i problemi che la vita ti presenta senza fiatare, altrimenti sei un piagnucolone e non sei degno di definirti uomo.
    Secondo, persino uno come Jordan Peterson, che inizialmente aveva definito queste persone come “pathetic weasels” (piagnucoloni), alla fine ha dovuto ritrattare e chiedere scusa. E indovina perché? Perché molte delle statistiche e argomentazioni che usano sono vere e corrette. In un mondo, dove i matrimoni hanno meno del 50% di probabilità di durare 10 anni, le persone hanno diritto ad esprimere dei dubbi sull’utilità nello sposarsi.
    Che poi alcuni di questi “incels” rispondano al problema in modo sbagliato, può essere. Che la soluzione non sia quella di piangersi addosso ed evitare i rapporti con l’altro sesso è vero. Ma venendotene fuori con articoli come questo, che sono a metà tra il patetico e l’offensivo per l’intelligenza media, ti sei ucciso sul nascere.

    1. Critiche già ricevute e già respinte, Costanzo. Ti invito a leggere il pezzo che è appena uscito sul blog.

      1. Letto, sostanzialmente ti nascondi dietro un dito e non ti sei assunto neanche un minimo di responsabilità per aver pubblicato un articolo oggettivamente scritto male e provocatorio. Se veramente non sei interessato a dividere la tua già esigua comunità dovresti evitare di far uscire articoli scritti da passivo-aggressivi come questo Giuseppe Augello.

    2. e che centrano i dubbi (legittimi) sul matrimonio con la “filosofia” (le virgolette sono quantomai giustificate) incel che si riassume in “buuuu le donne non mi vogliono perchè sono brutto! Io ho il diritto di fare sesso con donne bellissime invece mi devo accontetare di qualche cessa obesa anzi neanche loro mi vogliono!!” ? Questa “filosofia” è falsa e pericolosissima. Falsa perchè nega che anche le donne rutte possano essere rifiutate, falsa perchè i brutti (anche non ricchi) e le brutte non sono tutti single, ma pericolosa perchè nega la libertà sessuale. Nella scoetà ideale di un incel: un uomo ha il diritto di fare sesso cin ognidonna che vuole ma il desiero della donna non conta nulla. Un uomo èuò rifiutare le donne che non gli piacciono fisicamente mentre una donna non può rifiutare un uomo che non gli piace fisicamente, deve comunque farci sesso perchè “poverino lui ne ha bisogno”.E’ una visione non solo sessista ma anche paranoica e quasi terroristica dei rapporti uomo-donna. Gli incel si rassegnino: anche le donne hanno desideri, anche le donne hanno preferenze estetiche sugli uomini (come gli uomini le hanno sulle donne) e hanno il diritto di selezionare in base a ogni criterio vogliano inclusi quelli fisici, gli uomini belli come le donne belle sono avvantaggiati nel sesso? Bè sì ma va accettato. E se la donna o l’uomo dei tuoi sogni non vuole giacere con te perchè ti trova non desiderabile anche solo perchè ti trova brutto fiscamente lo devi accettare. Fare sesso è meraviglioso ma non è un diritto e nessuno ha il dovere di trovarti attraente fisicamente, sessualmente o sentimentalmete. Stacci, caro incel (e per la cronaca: io sono quanto di più lontano da quello che gli incel definiscono “chad” quindi non parlo pro domo mea ma in difesa deldiritto di ogni donna e ogni uomo di fare sesso con chi gli piace e rifiutare chi non gli piace per qualunque motivo inclusi i motivilegati all’aspetto fisico e alla desiderabilità)

  2. Riporto un commento da un forum:
    “Ci sono anche quelli che si “accontentano” di un uomo. O dei porno. E allora perché non “incel”? Uno di quelli che gode più ad avere tante donne, anche se brutte, che ad avere quella giusta, beh…. sai che bella vita!”

    L’articolo scivola nell’eterogenesi dei fini, riprendendo un tipico argomento femminista per cui gli uomini sono “brutti, sporchi e cattivi (qui Davide batte il femminismo, che li accusa di essere stupratori, promuovendoli a stragisti).
    Per le femministe, e ora per Davide, i cosiddetti Incel sono tali perché non fanno il necessario per essere all’altezza delle suddette. Davide, torna in te!

    1. Non ho capito come mai l’utente presuppone che gli incel (celibi involontari) non comprendano numerosissimi segaioli che guardano i porno…
      Bello poi il riferimento alla “donna GIUSTA vs donna BRUTTA”: lapsus freudiano che la dice lunghissima, dovrebbe essere “GIUSTA vs SBAGLIATA” oppure “BELLA vs BRUTTA”.
      Insomma: prima uno a 15, 16 anni non si fa le ossa provandoci con i cessi (cosa che hanno fatto tutti, compresi alcuni che poi sono divenuti attori e sex symbol) perché lui non si abbassa a tanto, poi visto che crescendo le cose si complicano un po’ si ritrova totalmente incapace di fare qualcosa ma essendo sempre un pallone gonfiato inconcludente millanta che aspetta quella “GIUSTA ma non BRUTTA”, e che non si fa le seghe.
      Insomma: uno che non gli tira mai eccetto unicamente se trova una “giusta ma non brutta”.
      Non è la descrizione di un incel ma di un “demisessuale”: è una persona che si eccita sessualmente solo se si innamora.

  3. Homo sine pecunia imago castitatis. Esito darwiniano della relazione radicalmente asimmetrica F/M.
    La monogamia universale fondata sul matrimonio ha (parzialmente) oscurato per millenni questa banale verità che adesso diventa solare.
    .
    I c.d. “Incel” sono quelli che ne pagano le conseguenze. Ritengo che ad essi non vada riservata né compassione né canzonatura, ma la fredda valutazione di una condizione che poteva e può colpire chiunque. Nessuno ha merito di non essere Incel.
    .
    Lo zerbinaggio è ben altro e non ha nulla a che vedere con l’assenza di relazioni. Semmai è il contrario. Chi si sente fuori da ogni possibilità di relazione non va a zerbinare.
    .
    Il fronte maschile è già diviso – in modo irrimediabile – sul piano idealpolitico e va evitato ogni altro contrasto con qualsiasi gruppo, frazione o partizione su qualsiasi base o motivazione siano fondate.
    Il femminismo non fa la minima distinzione tra classi, ceti, credo, condizioni di vita, tendenze sessuali, posizione politica, etnia, lingua, estetica o qualsivoglia parametro e qualificazione delle DD.
    .
    Impariamo dunque dal nemico.
    .
    Spiace non concordare su tutto quel che si dice qui. Del resto è inevitabile avere opinioni un poco diverse.

    1. Non c’entra la pecunia, a 15, 16, 17 anni nessuno ha i soldi e le ragazze non badano certo ai soldi. Questi hanno mancato di fare esperienze all’inizio: è come uno che si rifiutasse di guidare un’auto schifosa per imparare e prendere la patente.
      Ci sta, ma dovresti ammettere che guidare non è roba che fa per te, o che non è la tua priorità, o che la ritieni un’attività poco consona.
      Ci possono essere argomenti molto validi, ma occorre essere sinceri:
      Tutti siamo un po’ Fantozzi quando iniziamo.
      L’approccio sessuale può essere vissuto come in qualche modo umiliante per un uomo: noi siamo dalla parte della domanda, ci sta che uno si senta un mendicante con il cappello in mano e decida che la cosa non gli piace.
      Sono argomenti che se condivisi aiuterebbero gli uomini a crescere, invece si preferisce raccontare balle tipo “io sono nobile, aspetto quella giusta”.

      Peccato, perché di fatto ciò che frena gli incel all’inizio lo subiamo tutti, SEMPRE: un uomo sposato, passato il periodo di entusiasmo e di sesso selvaggio iniziale, sarà sempre dalla parte della domanda, nell’80%-90% dei casi sarà lui a dover cercare la moglie, e sarà pure respinto ogni tanto (a molti addirittura capita spesso). E’ lo stesso meccanismo che ha raggelato gli incel all’inizio e succede a TUTTI, anche con quella “giusta”, l’asimmetria sessuale resta anche dopo sposati.

  4. È un peccato che uno dei principali siti attivisti per i diritti maschili sputa in faccia agli Incel e così ad un’ampia porzione di popolazione maschile che vive in solitudine. Ovviamente, come molti articoli al riguardo, ci sono varie inesattezze. Come mischiare la condizione “incel” e la teoria redpill o il considerare gli incel un’ideologia. Incel è chiunque sia involontariamente celibe, a prescindere che ne sia cosciente o meno. Incel può esserlo anche l’uomo femminista single che prende per il culo chi si considera tale. Ne consegue che è anche sbagliato considerare gli incel come una massa amorfa ed acritica. Ogni persona proviene da un contesto sociale ed economico differente, ognuno con un personalissimo pensiero. Possono essere individui perfettamente realizzati nella vita e, che ci crediate o meno, esistono anche Incel non-misantropi. Spiace notare questa superficialità anche da voi sull’argomento, mi sarei aspettato un articolo più nel dettaglio, magari con toni meno accusatori. Pareva quasi di leggere un pezzo di una femminista incazzata con gli uomini.

    1. Qui non si sputa in faccia a nessuno e non si accusa nessuno. Rileggi bene: l’articolo fa, a mio avviso più che giustamente, un distinguo filosofico e strategico. Chi è impegnato nella questione maschile in modo serio e costruttivo può, al massimo, solidarizzare individualmente con i disagi di ogni singolo Incel. Altre forme di apparentamento sono e devono rimanere impossibili: sul piano collettivo e dei principi c’è e deve continuare a esserci piena incompatibilità.

  5. e di nuovo sono sostanzialmente d’accordo dato che considero gli incel qualcosa di odioso, rappresentano l’esatto contrario di ciò che penso e che difendo, è certo positivo che questo sito prenda le distanze da loro. E li considero feccia perchè difendo il diritto di ogni uomo e ogni donna di selezionare il proprio partner sessuale in base alle proprie insindacabili preferenze estetiche e/o caratteriali, non esiste il diritto a fare sesso o ad avere relazioni sentimentali, o trovi chi ti vuole oppure no, che tu sia uomo o donna. E non sono d’accordo con manu che sembra rimpiangere una “età d’oro” in cui ogni maschio aveva una compagna e se le donne dovevano andare con uomini da cui non erano attratte chi se ne importa. Io credo che la possibilità di scegliere sia sempre meglio e vada difesa anche se non sarai mai tra gli “scelti” (e comunque esistono anche nubili involontarie ma nessuna finora ha fatto stragi come quelle avvenute in nordamerica e non credo che soffrano meno la mancanza di sesso)

  6. io conosco alcune “ZTI” = zitelle involontarie
    🙂

    mi fanno sorridere, perchè sono già così, e in più si aggregano in gruppi compatti
    risaltando ancora di più la loro zitelleria (mentre da sole, potrebbero passare inosservate).
    le ZTI una parte fondamentale della nostra società ahahah

    1. per quanto riguarda le ragazze, che sono uscite da scuola un ora fà :
      2 su 10 abortiranno
      5 su 10 divorzieranno
      4 su 10 rimarranno sterili,
      perchè “la manodopera straniera è la più conveniente : se fai un figlio oggi sarà in grado di lavorare tra 15 anni. Mentre uno straniero è disponibile immediatamente al netto delle spese di crescita ed istruzione.”

  7. la teoria di fondo sulle diverse strategie sessuali dei due sessi è però corretta: le donne, come le femmine delle altre specie, sono naturalmente propense ad essere molto selettive nella scelta del partner. se lasciate libere di seguire le loro preferenze naturali, tendono a formare harem con gli uomini migliori dal punto di vista fisico e sociale. il motivo per cui non lo fanno è perché in tutte le società non tribali la monogamia viene rinforzata culturalmente e la poliginia scoraggiata o solo parzialmente tollerata. La monogamia è una forma di comunismo sessuale: a ciascun uomo veniva garantita una donna e quindi una famiglia in cambio del suo contributo alla comunità. l’emancipazione femminile ha come conseguenza indesiderata il fatto che molte donne anzichè mettersi con uomini da cui non sono veramente attratte e che con cui in passato si sposavano solo per avere una famiglia e un marito che le mantenesse, adesso preferiscono restare sole e al limite formare una famiglia come madri single. è un processo in stato già avanzato in America, dove un numero a doppia cifra e sempre crescente di famiglie sono formate da madri single o non sposate (e quindi in relazioni spesso non stabili) che preferiscono alla compagnia di un uomo la compagnia del maschio alfa definitivo, cioè lo stato che tramite welfare contribuisce a mantenerle.
    Ovviamente il numero di uomini con meno prospettive di vita relazionale o familiare continua a crescere con le conseguenze che è facile immaginare.

    1. Analisi corretta.
      Ci aggiungerei che gli incentivi al divorzio dati alla donna (assegnazione di figli, casa, mantenimento) contribuiscono ulteriormente, anzi forse sono la causa principale, allo scomparire della famiglia. Di fatto l’eliminazione totale di tali incentivi porterebbe a un calo dei divorzi e di conseguenza a una maggiore propensione maschile a sposarsi (è quasi ininfluente sulle donne, invece, perché praticamente quasi nessuna si sposa con l’intenzione di divorziare).
      E per tornare al punto: con l’aumentare dell’indipendenza economica femminile e del potere femminile nella società saranno sempre di più le donne che, non trovando “quello giusto”, preferiranno stare sole.

      E’ per questo che non credo che le battaglie unicamente basate sui “valori morali” possano avere successo: l’indipendenza economica femminile e gli incentivi al divorzio sono dati di fatto, sul secondo i “valori morali” possono incidere e guidare una riforma tipo quella Pillon, ma sulla prima non c’è niente da fare, perché l’indipendenza economica femminile dipende dal tipo di lavori disponibili, la stragrande maggioranza dei quali possono essere svolti indifferentemente da uomini o donne. E questo non si può cambiare, perché è frutto dello sviluppo tecnologico.
      Di fatto per tornare al vecchio sistema (per chi ci tiene) bisognerebbe semplicemente (si fa per dire) fare una cosa di questo tipo:
      Inventi un lavoro che causa biologia solo gli uomini possono svolgere, roba da paga iniziale 5.000 euro netti al mese e con notevoli incrementi nel corso della carriera, sicuro e praticamente a vita. minimo 5 milioni di posti di lavoro così, possibilmente 10 milioni, in Italia.
      I valori morali si adeguerebbero piuttosto velocemente alla nuova situazione: proprio come sono cambiati non appena si sono resi disponibili posti da lavoro che potevano essere facilmente occupati da donne.
      L’alternativa negativa è una guerra così distruttiva da far tornare indietro tecnologia, economia e soprattutto attività produttive di almeno 100 anni. Direi che non è auspicabile.

      1. @ quoto Manu, quoto Eric Lauder.
        tutto esatto.
        Non è che sta scomparendo la famiglia: è destinato a sparire l’istituto del matrimonio, ormai appannaggio di coppie
        giovani estremamente innamorate e motivate. Il matrimonio come istituto tra 50 anni sarà già in soffitta.

        Per quanto riguarda tutte le altre donne, hanno tante facilitazioni da scoraggiare qualsiasi nuovo matrimonio.
        Intanto, una donna non vuole realmente restare sola, a me che non sia una meditatrice indiana o una anacoreta:
        tutte o quasi le donne vogliono un uomo per farsi i fatti loro o per i bisogni più vari, strettamente materiali.
        Non credete mai alle donne che dicono “sto bene così”. è una immensa balla.
        Se sono già divorziate, hanno ampio spazio di manovra economica; si guardano bene dallo sposarsi
        e creano legami e storie che calzano loro a pennello, come le scarpe nuove, secondo la nuova mentalità
        egocentrica, individualista e materialista tanto di moda in questo inizio di millennio.
        Giusto per citare la “morale” che purtroppo, nel caso del senatore Pillon, rimane l’ultima trincea
        dei tradizionalisti.
        Un personaggio americano come Sheryl Crow, che sarà milionaria, può permettersi di non stare con nessun uomo
        dopo avere divorziato, di farsi due figli in provetta come single e infine di avere una corte di maschi
        al suo servigio, essenzialmente per motivi artistici e anche per motivi più futili .
        Inutile dirvi che è femminista: era quasi superfluo. Così mi ricollego al discorso di Manu.

        dimenticavo di dire che a donne di questo genere (ce ne sono e ce ne saranno a tonnellate) importa
        meno di zero unire stipendi e beni come si faceva una volta, in comunione, in prospettiva di un programma
        comune.
        prova ne sia la facilità con cui le nuove unioni di fatto, saltano e si ricompongono con una velocità
        impressionante.

      2. basta semplicemente capire che lavoro e denaro non sono valori assoluti, ma solo mezzi.
        Riscoprire la qualità della vita, la socialità, la femminilità e la maternità.
        Per la società femminista sarebbe una demolizione esplosiva.
        E senza appello.

          1. sono d’accordo anche io col commento precedente…anche per me il lavoro non è tutto…fatto sta che sono ancora qui in ufficio, e me ne vorrei andare …inoltre, è vero che il denaro non è altro che è un mezzo, ma esso mi serve per pagare entro il 15 del mese mantenimento, irpef, imposte, tassa dell’auto, il condominio ….imu tasi. addizionali
            avrei voluto davvero pensarla così, ma la qualità della vita è questa, a metà del mese i soldi erano già finiti
            (lucio battisti, per chi si ricorda la canzone)

            🙂

  8. Post importante che prevedibilmente, come si vede già su FaceBook, sta suscitando reazioni urticanti. È un po’ di tempo che bazzico senza intervenire in qualche forum di queste persone, e credo che ormai sia arrivato il momento di affrontare laicamente la questione. Avrei molto da dire, in linea generale sono d’accordo con questo post nei contenuti, non del tutto con il tono e l’approccio. Purtroppo ora sono al lavoro, spero tra oggi e domani di avere il tempo di riordinare le idee e scrivere qualcosa di sensato e articolato allo stesso tempo. È comunque positivo che su quello che sta diventando il sito di diritti maschili più importante in Italia se ne cominci a parlare, anche a costo di litigare all’inizio. Oportet ut scandala eveniant (cit.).

  9. Mi fa ridere la parola “ideologia”: gli incel sono un gruppetto di sfigati che rinforzano a vicenda le loro fobie con un minestrone bizzarro di parti di teorie, alcune delle quali se prese per intero sono in contrasto tra loro.
    I generi sono tre, non due: uomo, donna e zerbino. Lo dico tra il serio e il faceto, ma sono leggermente più serio che scherzoso: c’è una differenza antropologica tra uomo e zerbino, probabilmente correlata alla differenza tra “leader” e “gregario” ma non solo. Non c’è niente di veramente “maschile” in uno zerbino: è altro travestito da uomo, e non è neppure una donna. Gli manca sia la componente emozionale che il cinismo femminile e gli manca sia la fredda logica e l’idealismo maschile, quello che resta è come un lemming in forma umana: niente ideali, niente cinismo, niente empatia reale né capacità di comprendere le emozioni e le posizioni altrui, nessuna logica.
    Chi legge e approva questo blog, sia uomini che donne, va controcorrente ed ha un’idea di ciò che è giusto o sbagliato: uno zerbino non può essere controcorrente né ha idee circa “giusto e sbagliato”, mai.
    Una femminista misandrica odia e/o cerca privilegi: è un’azione attiva ed egoista, dannosa, ma non è da zerbini perché è predatoria, e lo zerbino non è predatore.
    Resta appunto il maschio irrazionale e suicida che appoggia la misandria, va contro la giustizia andando contro i suoi interessi: è altro rispetto a donne e uomini delle suddette categorie.

    1. No, non ne ho mai conosciuto uno. E mi piacerebbe conoscerlo. Per dirgli in faccia che è l’ideologia che lo ispira è rovinosa e non ha nulla a che fare con la soluzione dei suoi problemi o dei problemi della comunità.

      1. Io sono incel. Essere incel è una constatazione di fatto non un’ideologia. Cristo Dio, a forza di ripeterlo 50 volte forse entrerà pure nel craniaccio di gente come te.

        Per quel che mi riguarda l’articolo e pessimo e mescola critiche fallaci alla teoria lms (che ti posso provare io stesso uscendo per strada e facendoti vedere le differenze di trattamento sessuale tra uomo e donna) a incomprensioni e straw man voluti.

        Con te ho chiuso e pure con tutti gli altri falliti bluepillati mra delle mie scatole. Depensanti e poco intelligenti normie del cacchio. Collasso pure tutto. Me ne sbatto

        1. A parte la tua terminologia, che mi è del tutto oscura, la tua reazione finale è proprio Incel. Nonché uno dei motivi di fondo per cui è stato scritto l’articolo e quello che uscirà tra poco. Fanculo tutti, me ne sbatto. Eh no, bello mio. Tanto per cominciare accendi il cervello e considera bene cosa dice l’articolo: racconta a chi non lo sa cosa sono gli Incel. E’ cronaca, non vuole comprovare o smentire la teoria LMS, vuole solo raccontare di cosa si tratta.
          Che poi non si tratti di un’ideologia sarebbe da discutere sai? Gli Incel esprimono delle posizioni collettive e condivise. Questo non fa un’ideologia, sono d’accordo, perché non esiste un testo o un “manuale” che raccolga il tutto in modo organico. Tuttavia uno stream di idee c’è, eccome se c’è.
          In ogni caso, prima di far collassare tutto, di sbattertene e di mandarci tutti affanculo, aspetta di leggere l’articolo che uscirà tra un paio d’ore. Poi ne riparliamo.

        2. “Critiche fallaci alla teoria LMS”.

          Senti questa di critica:

          “Le donne preferiscono i balordi”

          “Mbé? Comportati da balordo, allora! E se non sai come si fa fatti amico un balordo o due e guarda come fanno”

          Ecco a cosa si riduce la “teoria LMS”.

          1. Aggiungo nel caso non sia chiaro: se uno pensa che “le donne preferiscono i balordi” allora se lui è contro l’essere “balordi” non può essere celibe INVOLONTARIO, può solo astenersi da una cosa che reputa moralmente ingiusta, pertanto celibe VOLONTARIO e ben contento di evitare quelle che “vogliono solo i balordi”.
            E comunque non si capisce perché mai uno non debba fare un po’ il “balordo” almeno per provare, almeno due o tre volte, prima di decidere che è sbagliato e smettere con la pratica: mica si tratta di commettere crimini e ammazzare la gente.

            Da qui si capisce che sono tutte contraddizioni messe insieme col copia e incolla per darsi un tono.

            1. Mi dispiace Eric, questa volta dissento. Discussione interessante comunque.

              Speriamo che il ragazzo incel torni : secondo me abbiamo bisogno di loro e di essere uniti.

              My 2 cents…

          2. Eric, questo commento mi ha anche strappato una risata!

            Tuttavia, andiamo, non può davvero pensare di consigliare una cosa del genere: mi scusi, non faremmo altro che aumentare il casino che già stanno facendo le femministe quando ci accusano di fare i bastardi ! E mi creda, non intendo fare il virtuoso ma finiremmo per dare ragione a loro in questo modo… capisco che è una guerra ma così mi sembra che stiamo facendo un gioco al massacro, il loro gioco.
            Suvvia…

            1. È un tipico consiglio MGTOW, che presume che le donne siano tutte ma proprio tutte uguali. Una simpatica sciocchezza insomma.

              1. Io non ho dato alcun consiglio, semplicemente analizzato la retorica utilizzata ed evidenziato le grosse contraddizioni.

              2. Gent.mo sig Stasi,

                pur apprezzando sinceramente il Suo lavoro quotidiano di contrasto contro la persecuzione che noi uomini subiamo giornalmente in questo paese (e non solo purtroppo) debbo dire di essere anch’io rimasto interdetto dal tono di
                quest’articolo. Non mi considero un incel, per stare a questa terminologia, ma piuttosto un volcel/MGTOW, ma osservando da anni il mondo che mi circonda la teoria LMS la trovo un ottimo modello per spiegare la realtà delle relazioni uomo-donna e devo dire che vista la violenza psicologica e l’ostracismo cui sono sottoposti gli incel a causa di tali dinamiche mi sarei aspettato ben altro tatto in questa sede. Per restare al Suo ultimo intervento poi, considerato il livello di omologazione molto alto della donna ( dovuto a cause biologiche/antropologiche) onestamente non posso proprio esser d’accordo con lei nel definire “una simpatica sciocchezza” la constatazione che, per lo meno a grandi linee, le dd si possano considerare tutte uguali: mi suonerebbe davvero stonato sentirmi ripetere (anche in una degna sede quale questa) per l’ennesima volta lo stucchevole tormentone “non si può generalizzare” tirato fuori da donne di tutte le età ed estrazioni socioculturali come coperta di Linus per nascondere atteggiamenti fotocopia nei confronti della vita e degli uomini non evidenti solo a chi non voglia vedere

                1. Caro Mario, al tuo commento rispondo volentieri, perché civile e argomentato. Credo che trapeli chiaramente dal mio blog: per caso o per volontà, col tempo questo blog è diventato un osservatorio privilegiato sulla realtà italiana e in parte internazionale per quanto attiene alle questioni di genere. Da questo osservatorio ciò che vedo, anche questo trapela, mi piace pochissimo. Mentre da un lato abbiamo un’aggressione ormai palese verso il mondo maschile, portato da forze strutturate, finanziate e organizzate, da questa parte vedo ignavia, paura, timore a difendersi e divisione molta molta molta divisione. Vedo manie di protagonismo, orticelli e un’ansia definitoria che, per il punto in cui siamo, trovo oziosa e assai poco produttiva. Lei si definisce, ad esempio “non un Incel”, bensì un “volcel/MGTOW”. Cosa sono queste parole, queste sigle? Appunto: parole e sigle. Che per lei rappresentano un modo per autodefinirsi ma anche per appartarsi rispetto (sparo a caso perché mi perdo nella galassia di sigle) ai MRA o ai vattelapesca. Perché? O meglio: a che pro? O ancora latineggiando: cui prodest?
                  C’è quest’ansia dilagante di distinguersi, di autodefinirsi, di analizzare il contesto socio-culturale dando ognuno una lettura personale. E sa cosa mi ricorda questo? I rivoli e rivoletti in cui è solita parcellizzarsi la sinistra. Fino ad arrivare alla scissione dell’atomo. Ben intesi: credo che la pluralità di vedute sia FONDAMENTALE. Le diverse chiavi di lettura a confronto sono il motore dell’evoluzione. Ma, e qui divento biblico, c’è un tempo per pensare e un tempo per combattere. E, non so se Incel, Volcel, MGTOW, MRA, cicì-bubù ve ne siete accorti ma hanno appena dato l’avvio a una legge che può mandare in galera un uomo in 48 ore e solo sulla parola accusatrice di una donna. E hanno approvato un decreto per cui se sei solo accusato (non condannato, ma accusato) di maltrattamenti ti piazzano un braccialetto elettronico. E poi vacci al lavoro col braccialetto elettronico al polso o alla caviglia… Non solo: hanno appena definito gli uomini “mafiosi” alla nascita, portatori di un peccato originale non espiabile. Una parlamentare influentissima vuole il carcere preventivo per gli accusati di maltrattamenti. Siamo reduci da una settimana dove ogni uomo è risultato in potenza, quando non di fatto, un violento e un abusante. Non mi soffermo sull’estero per non farla troppo lunga, ma lì accadono cose che poi accadranno qui.
                  Alla luce di tutto questo le chiedo: abbiamo tempo, ma soprattutto ha una qualche utilità passare il tempo a riflettere se la teoria LMS è o meno un ottimo modello teorico? Le giuro: quella teoria stimola il mio cervello in modo incredibile per le innumerevoli parentele teoriche e filosofiche con materie che ho studiato a fondo, e passerei le ore con un brandy in mano, su una poltrona insieme a una comunità di persone consapevoli a discettarne ma… ma non c’è tempo, non c’è modo, non c’è luogo ora. Idem valga per le generalizzazioni “le donne sono tutte uguali”, “gli uomini sono tutti bastardi” o “non ci sono più le mezze stagioni”. Interessante discutere anche di quelli, magari in una sauna finlandese dopo l’ufficio, sempre con un brandy in mano (e un havana in bocca) ma, di nuovo, ora non è tempo.
                  Ora è tempo di rendersi conto che nessuno può chiamarsi fuori, se non vuole essere complice di ciò che sta accadendo. Ora nessuno deve più arroccarsi nella definizione che così tanto lo tranquillizza, sigla o nomignolo che sia. Questo è davvero il momento in cui deve avvenire una reductio ad unum. E quell’uno è il più ovvio: siamo tutti UOMINI. L’oggetto unico degli attacchi che provengono dall’esterno. Perché al gabbio per una falsa accusa può finirci un MGTOW come un Incel, un MRA come un indefinibile quale sono io (e i miei avversari impazziscono per questo…). Vogliamo andare oltre le sigle e parlare di associazioni? Ne nascono almeno tre ogni settimana. Padri sofferenti, padri separati male, uomini maltrattati, maschi oppressi, genitori alienati, ognuno col suo nome, con la propria decina di associati e il proprio protagonismo da buttare in una qualsivoglia arena, preferibilmente internettiana. E così si va a letto sentendosi qualcuno e pensando di aver fatto qualcosa. E in effetti qualcosa lo si è fatto: si è creata una consorteria, un gruppetto diviso dagli altri, un’altra distinzione, un altra scissione dell’atomo. Ed è proprio su queste divisioni che chi ci opprime tutti, non importa come, con le leggi o col modello LMS, trova campo liberto.
                  Sabato e domenica una fiumana di persone, donne e uomini, ha dichiarato ad alta voce l’indegnità dell’essere uomo in Italia. Poco dopo sono passate leggi da regime autoritario. Un minuto dopo un’uguale fiumana di uomini, in specie giovani (dove cazzo sono i giovani in tutto questo???) doveva scendere in piazza e dire NO. Una piazza vera, una piazza virtuale, ma TUTTI come un sol uomo, guarda caso. Invece siamo qui a discutere se il mio Augello è stato o meno troppo indelicato nel descrivere a chi non li conosce gli Incel. Viste le sensibilità che si sono sentite urtate, questo esercito ignavo di snowflake, mi sono sentito di offrire loro un palco privilegiato dove farsi conoscere e spiegare al modo cosa passano gli uomini oggi, e ricevuto sbeffeggi e rifiuti.
                  Rimproveratemi i toni spicci e burberi, va bene, lo accetto. Ma non venite a cercarmi sull’onestà intellettuale. E’ da tanto tempo che lavoro per suscitare una coscienza diffusa dell’essere UOMO. Uomo e basta, senza appartenenze di dettaglio che, come una religione, ognuno si viva per sé, ma sempre riconoscendo la superiorità dell’appartenere agli UOMINI. E quel lavoro ha uno scopo solo: unire. Ho chiesto ad Augello di aiutarmi a stanare gli Incel, il lato più controverso e fragile della questione maschile, sperando che riuscissero a capire il messaggio. Non l’hanno capito nemmeno quando gliel’ho reso esplicito. Significa che, come pensavo, non hanno voglia di mettersi l’elmetto. Loro come tanti altri, MGTOW inclusi. Perché ora non è tempo che gli uomini vadano ognuno per la propria strada. Bisogna che tutti vadano, insieme, in un’unica strada e in una direzione concordata. Dirigendosi là dove la via converge con quella delle tante tante tante donne pulite, di buona volontà, lucide e consapevoli, che non aspettano altro che il nostro ritorno e l’occasione di spazzar via tutto lo schifo ideologico che sta schiacciando anche loro. E per, fatta piazza pulita, riprogrammare un po’ tutto, a partire dalle radici. Modello LMS incluso.
                  E’ un piano ambizioso, difficilissimo, lo so bene. Ma non vedo alternative. Né per me né, soprattutto, per mio figlio e per i figli di tutti gli altri.
                  Con lo stesso tono dell’articolo di Augello, che è anche il mio tono, e non posso farci nulla, perché vedo quanto pericolo incombe su di noi e quanto è potente ciò che ci viene contro, amico Mario Bianchi le dico: non me lo menate con i miei toni. Questi sono, prendere o lasciare. E ve lo dico pregando tutti gli dei dell’olimpo che prendiate, sempre di più, in tanti. Perché ce n’è bisogno più che mai. Perché ci si sente parecchio soli quaggiù un mezzo alle pallottole. E sapere che ci sono intere armate di uomini che vanno per la propria strada, che si chiudono nei forum perché livorosi contro il mondo, che vivono su mailing list dove fanno l’anatomia dei dileggi femminili verso i maschi brutti… be’, fa un po’ incazzare. Io, Augello, Anna Poli, Domenico Schiafalà e gli altri collaboratori anonimi del blog, così come tutti coloro che giornalmente mi segnalano notizie, mi passano soffiate, rintuzzano sul web le cazzate delle femministe, tutti noi rischiamo un po’ del nostro, investiamo molto del nostro. E restiamo un manipolo. Unici che finora si sono distinti sono gli attivisti di A Voice for Men, che si sono associati spesso a mobilitazioni, iniziative, hanno rilanciato articoli e si sono attivati. Gli unici in tutto il panorama organizzato della questione maschile ampiamente intesa.
                  Permette che dopo tanto lavoro la cosa mi faccia incazzare un pelo? Ripeto: sapendo quanta forza potremmo esprimere se la smettessimo tutti di scindere l’atomo, la cosa fa ancora più rabbia.
                  Mi è appena caduto l’occhio su una frase del suo commento: “il livello di omologazione molto alto della donna (dovuto a cause biologiche/antropologiche)…
                  2 Mi dica, lei è un biologo? Un antropologo? In quale università insegna? Non le chiedo questo per offenderla o per fare il Burioni della situazione, perché nemmeno io sono un antropologo o un biologo. Lo dico per segnalarle quanto è inutile questo cicaleccio campato in aria tra persone che di fatto non hanno alcuna specializzazione per parlarne. Noi “persone normali”, siamo titolate solo a parlare di ciò che viviamo e di ciò che vediamo. Possiamo e dobbiamo portarne testimonianza facendo il possibile insieme per cambiare le cose. Parlare di cause biologiche/antropologiche mentre possono ficcarci in galera in 48 ore perché abbiamo provato a baciare una donna che ci piace e, me lo conceda, un mettere la testa sotto la sabbia.
                  Io, Augello, gli altri, tutto il blog è tempo che lo gridiamo: fuori quella cazzo di testa, armiamoci e partiamo. Lo gridiamo in malomodo, lo so, ci spiace. Abbiamo motivi per farlo. O vi fidate o no.
                  Un caro saluto.

                  1. La ringrazio per la risposta educata ed esaustiva. Anche io
                    sono per il non dividersi troppo ed ho usato la siglia MGTOW per cercare di dare coordinate che rendessero più facile l’identificazione del mio pensiero (che comunque quello è..). Per rispondere alla Sua ultima domanda (non assolutamente in modo polemico ma solo per spiegare il desiderio – o addirittura la fissa – di valutare modelli e di guardare i grandi numeri) no, non insegno in una Università ma sono laureato in biologia e sto tuttora studiando per laurearmi in astrofisica

                    1. Caro Mario, non ho grande interesse, per lo meno non in questo momento, a identificare il tuo pensiero. Mi basta sapere che sei uomo e per me sei fratello e compagno di sventura. E non mi spiacerebbe sapere che sei pure compagno di battaglia. Finita la guerra mi spiegherai un po’ di cose che non ho mai capito di biologia. Sull’astrofisica mi arrendo…

      2. L’unico incel che conosco dal vivo è un mio collega.
        E’ divorziato e l’ex moglie lo ha pelato molto bene, un lavoro da professionista che manco i politici a Roma nella prima repubblica, poi dopo anni a seghe si è messo con una dell’est che si è fatta prestare 15.000 euro e non glieli ha più ridati. Adesso è “celibe involontario”: finché lo resta, resta vivo, per questo è a suo modo fortunato ma non lo sa. La prossima relazione gli sarà probabilmente fatale.

        1. tutto il capitolo delle donne dell’Est europeo alla caccia di gonzi di spennare è tristissimo ed anche grave
          ed analogo discorso va fatto per le sudamericane, che si comportano spesso in modo becero e cinico
          (il loro scopo è appunto spennare i poveri cristi incappati tra le loro grazie).

          anche io ho un amico così…ultra60enne, divorziato, un po’ di soldi frutto di onestissimo lavoro, è cascato
          sotto le grinfie di una russa. bella donna, per carità, ma si vedeva che fingeva perchè qui si sta parlando
          mica di attricette, ma di RECITAZIONE da actor studio.
          dopo qualche tempo la donna del freddo è sparita, sostituita da altra donna molto bella
          e, immagino, analogamente cinica anche se non ho approfondito.

          Poveretto, lui non riesce a stare solo, è grande ed ha bisogno di compagnia femminile.
          Tra l’altro ha pure il vizio di innamorarsi di queste nordiche “programmate” per venire qui,
          spennare, fare quello che devono fare e recuperare valigie per il viaggio di rientro.
          Non a caso si parla di truffe sentimentali (scammers)

          1. Informo la spettabile clientela che mia moglie è russa. Ha una storia personale terrificante alle spalle ed è (forse proprio per questo) una persona meravigliosa, che guarda alla sostanza dei sentimenti e non ai soldi (altrimenti non avrebbe sposato me). Tramite lei ho conosciuto molte russe e ucraine, oneste lavoratrici, innamorate del proprio uomo (ucraino, russo o italiano che sia). Potrà capitare che ci si lasci, che si divorzi e quant’altro, ma di fatto non corrisponde alle generalizzazioni che ho appena letto.
            Eccezioni che confermano la regola? No: la conferma che la realtà è multiforme, le persone sono diverse e le generalizzazioni sono filosoficamente, intellettualmente, logicamente una CAZZATA totale. E non venitemelo a menare con la coperta di Linus. Non è quello. E’ che molti rifugiano la propria insicurezza, la propria paura di osare migliorarsi dietro stereotipi veramente imbecilli. Roba che “non ci sono più le mezze stagioni” o “gli italiani sono tutti mafiosi” hanno la dignità di una frase di Socrate.
            Fate reboot del cervello, leggete meno roba su internet, leggete più libri e parlate di più con le persone reali. Ne trarrete chiaro giovamento.

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