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Italgas non discrimina. Infatti assume solo donne…

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logo_italgasdi Giuseppe Augello – La battaglia delle donne e dei movimenti femminil-femministi per rappresentanze sempre maggiori in certi settori del mondo del lavoro non conosce battute d’arresto. Ancora no. Purtroppo. Perché non è sbagliato il principio, lo è il sostituire una falsa discriminazione a colpi di privilegi illegittimi, peraltro sempre vietati dalle leggi e norme nazionali e dalle convenzioni internazionali. Di fronte a quella che sembrerebbe una discriminazione, ma è in realtà una scelta del mercato cui ognuno che ambisca a un posto di lavoro si conforma, si legifera ipocritamente e si agisce per una discriminazione all’inverso. Che il sesso sia una delle categorie spesso preferenziali nella fase d’ingresso alle occupazioni lavorative, non è un mistero, da sempre: “Cercasi segretaria”, “Cercasi barista di sesso femminile”, “Cercasi infermiera”, “Cercasi assistente del presidente, o assistente alla poltrona”, sono annunci che non scandalizzano nessuno. Di cercare invece un muratore, un minatore o un camionista di sesso femminile, non se ne parla, né suscita grida di protesta per la discriminazione. E’ il mercato, si faccia finta di nulla, prego.

Ma, fra gli annunci di lavoro, appare di recente, ai primi di Luglio del corrente anno, questo. Italgas: cercasi ingegnerE di sesso femminile. Ora, perché mai un’azienda privata dovrebbe pubblicare un annuncio addirittura di ricerca di personale super qualificato, dedicando le proprie attenzioni a un sesso (nella fattispecie quello femminile) allo scopo di “aumentare la presenza femminile in azienda”, in modo così platealmente contraria alle leggi sulle discriminazioni? Si pensi per un attimo cosa avverrebbe se fosse uscita fuori con un annuncio: “cercasi professionisti di sesso maschile con laurea e master”. Dio ci salvi. Si potrebbe subodorare un colpo di mano nazifemminista aziendale, ma la verità è più semplice e più logicamente comprensibile.

grafica_uomodonnaIn un articolo precedente abbiamo visto come il mercato, regolatore globale, imponga spesso certe scelte, in nome del profitto, per talune professioni assicurato molto meglio dal sesso femminile. E’ vero che nelle amministrazioni pubbliche è impensabile operare tali discriminazioni, ma anche nel privato si rischiano denunce di discriminazioni e sommosse sindacali e politiche, se una preferenza venisse negata al sesso femminile. Eppure, nel privato, si incappa nella vituperata selezione in base anche al sesso, a fronte non solo di una “moral dissuasion” di generale e internazionale operatività, ma anche di norme universalmente adottate contro tale pratica. Italgas, adottando una strategia rampante di gestione, raggiunge un fatturato di 1 miliardo di euro nel 2016, di cui 221 milioni di profitti. Che interesse può esserci dietro tale annuncio? Non quello del maggiore profitto. E allora?

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Una premessa. L’annuncio discriminatorio è contro le leggi. Sempre. E non è in questo caso neanche  giustificabile da una discriminazione del mercato. Perché le opportunità di lavoro sono praticamente uguali per ambedue i generi ricoprenti la posizione di ingegnere. Le indagini confermano infatti come il genere non costituisca un elemento discriminante in termini di spendibilità del titolo di ingegnere nel mercato del lavoro: a cinque anni dalla laurea risulta occupato l’89,9% dei laureati e l’83,2% delle laureate, laddove la media generale tra tutte le donne è pari al 74,8%.

#donna_taxiDall’analisi dei dati non è possibile ricavare tuttavia quante donne non lavorano per mancanza di opportunità e quante invece per una propria scelta di vita, ragione per cui l’elevato tasso di occupazione femminile registrato tra gli ingegneri acquista un valore ancora più importante. È naturale che queste differenze siano legate anche alle diverse scelte professionali maturate da uomini e donne. Queste ultime, infatti, tendono più frequentemente a inserirsi nel pubblico impiego e nel mondo dell’insegnamento, notoriamente in difficoltà nel garantire, almeno nel breve periodo, una rapida stabilizzazione contrattuale. A ulteriore conferma basti pensare che a cinque anni dal titolo magistrale svolge un lavoro a elevata specializzazione (compresi i legislatori e l’alta dirigenza) il 47% delle donne e il 56% degli uomini.

Andiamo alla legittimità dell’annuncio. Negli Stati Uniti, il Civil Rights Act impedisce ai datori di lavoro di discriminare in base al genere, anche per ciò che concerne gli annunci di posizioni aperte. In Italia si parte dalla Costituzione che all’articolo 3 recita: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. Inoltre, i principi delle pari opportunità definiti nella normativa europea, sono stati recepiti in Italia con il D.Lgs. 215/2003, il D.Lgs. 216/2003 e la L. 67/2006.

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varie_uomosoldiQuanto alla discriminazione nei confronti delle donne il Decreto legislativo n. 5/2010, introdotto sotto la spinta delle direttive Ue, vieta espressamente qualsiasi forma di discriminazione e prevede sanzioni severe contro le stesse. Le attuali norme contro la discriminazione di genere nel lavoro derivano poi da una Direttiva europea, la n. 54 del 2006, relativa al principio “delle pari opportunità e della parità di trattamento fra uomini e donne in materia di occupazione e di impiego”. La Direttiva è stata recepita in Italia dal Decreto legislativo n. 5 del 2010, che detta i seguenti punti principali.

  1. È vietata ogni discriminazione per ragioni connesse al sesso, allo stato di gravidanza, di maternità o paternità, anche adottive.
  2. Vengono garantiti a tutti l’accesso al lavoro, la parità di trattamento economico a parità di mansione e la mobilità verticale nella carriera.

Non solo. Il “Codice delle pari opportunità tra uomo e donna”, Decreto legislativo, 11/04/2006 n° 198, G.U. 31/05/2006, si occupa delle discriminazioni attraverso il sesso al Capo II (Divieti di discriminazione; Art. 27: Divieti di discriminazione nell’accesso al lavoro, alla formazione e alla promozione professionali e nelle condizioni di lavoro. (legge 9 dicembre 1977, n. 903, articolo 1, commi 1, 2, 3 e 4; legge 10 aprile 1991, n. 125, articolo 4, comma 3). Questo provvedimento pone le basi del riassetto delle disposizioni vigenti in materia di pari opportunità e stabilisce, tra l’altro, il divieto di discriminazione tra uomo e donna, e l’istituzione del Collegio per l’istruzione degli atti relativi alla individuazione e alla rimozione delle discriminanti. Da nessuna parte è scritto “del sesso femminile”, bensì “di genere”, qualunque esso sia.

OFF_QUOTE_ROSAIl Decreto individua quindi le varie forme di discriminazione e pone il divieto a qualsiasi tipo di distinguo nell’accesso al lavoro, oltreché nella retribuzione nelle prestazioni lavorative e nella carriera. Il Decreto Legislativo nº 5 del 25/10/2010 (G.U. nº 29 del 5/02/2010) modifica il D.lgs. 198/06 “Codice delle pari opportunità” e rafforza il principio della parità di trattamento e di opportunità fra donne e uomini, prevedendo sanzioni più severe in caso di violazione di tali principi. Tra uomini e donne, in ogni senso.

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Tornando a Italgas, poiché non è plausibile che alla funzione del personale siano impazziti improvvisamente per un moto di misandria, ci sarà un motivo per cui si sfidano impunemente le norme in senso inverso, peraltro emulando attività commerciali di piccolo cabotaggio, meno soggette ai severi controlli e censure della legge, scritta e non scritta. Ora: se io sono il presidente o l’amministratore delegato di una grande  società e desidero assumere una segretaria bionda e con gli occhi azzurri, non vado a mettere un annuncio, “cercasi segretaria di bella presenza bionda e con gli occhi azzurri” (sebbene perderei e farei perdere meno tempo) ma semplicemente considererò del tutto legittimamente adatta la candidata che meglio soddisfa tali requisiti, senza troppo ostentare la mia preferenza.

persone_galloPerché Italgas non lo fa e platealmente ostenta il principio discriminatorio basato sul sesso? La società si è separata consensualmente nel novembre 2016 da Snam, quotandosi in borsa e presentando un piano strategico per il 2018-2024 in cui è centrale l’aumento della percentuale di mercato dell’energia nazionale da controllare. L’operazione è avvenuta sotto il controllo della Cassa Depositi e Prestiti: il suo AD Paolo Gallo e il numero uno di CDP Reti, Leone Pattofatto, stavano sul palco insieme a festeggiare. La forte presenza della Cassa Depositi e Prestiti Rete nel suo azionariato, costituisce, seppure in una impresa a forte connotazione privatistica, industriale, e rampante nella corsa al profitto, un ottimo controllo da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Ma Italgas, quindi un Ministero che controlla la CdP, si trova da allora a dovere affrontare rogne di notevole portata contro il sindacato e contro rappresentanti politici della sinistra.

Il consigliere del PD Orlando Corsetti nel 2017 presenta un esposto riguardante un ulteriore abbandono, tra le tante realtà produttive ed efficienti del nostro Paese emerse come aziende statali, del principio di utilità pubblica. L’abbandono fattivo della natura pubblica di tali enti è fatto nel segno della ricerca del profitto privato. Per Sinistra Italiana si è attuata una “privatizzazione bipartisan”Italgas, per la sua natura industriale privatistica, è sottoposta a un fuoco nemico di natura sindacale e di una pseudo sinistra che si ammanta di considerare gli interessi dei lavoratori. Orlando Corsetti, ha infatti inviato un esposto alla Procura per denunciare la situazione. Scrive costui nell’esposto. “Italgas si era impegnata a gestire il servizio di sicurezza con una struttura di Pronto intervento con presidio h24, struttura che ora viene eliminata. E tutto ciò senza che il Comune e l’amministrazione Raggi abbiano verificato il rispetto degli impegni assunti dalla società”.

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persone_valerianiDichiara invece Massimiliano Valeriani, capogruppo del PD alla Regione Lazio: “il nuovo modello organizzativo di Italgas potrebbe portare alla soppressione del servizio di pronto intervento notturno nella città di Roma. In particolare, la società Italgas Reti potrebbe avviare una procedura di licenziamento collettivo nonostante negli ultimi cinque anni sia notevolmente aumentato il numero delle chiamate per dispersioni di gas da parte dei cittadini, passando dalle 26.000 del 2012 alle 33.000 nei primi otto mesi del 2017”. Non solo: “la chiusura di questo servizio potrebbe creare rischi per i livelli di sicurezza della rete di distribuzione e un potenziale pericolo per la salute dei romani”. Le organizzazioni sindacali si sono prontamente attivate, mentre l’Assemblea capitolina ha votato un ordine del giorno a sostegno dei lavoratori”.

Il 21 Settembre 2017 nell’aula capitolina ”Giulio Cesare” ci si occupa del tema delicato del contratto tra Amministrazione e Italgas. E quindi, grazie al consiglio straordinario chiesto in particolare dai consiglieri del Pd, a Roma si contestano la sicurezza per gli interventi e lo stato di salute della rete del gas”. Alla fine del 2017 si è consumata l’ennesima, ulteriore, rottura delle relazioni sindacali con la società ITALGAS. I sindacati affermano: “questa azienda non vuole più riconoscere un ruolo al sindacato soffocando la voce dei lavoratori”. E ancora: “l’azienda che avrebbe dovuto svolgere come ruolo primario l’assicurazione della qualità del servizio erogato, ha come unico scopo la realizzazione dei profitti per i propri azionisti”. In questo quadro, il sindacato rappresenta un avversario da sconfiggere e da isolare. Lo stato delle relazioni sindacali che si è determinato in questi ultimi anni testimonia il cambiamento. Inizia una campagna denigratoria contro Italgas verso l’opinione pubblica e gli enti concedenti. Dovunque i lavoratori, incrociano le braccia.

parità-tra-uomini-e-donneItalgas corre ai ripari con un accordo col sindacato alla fine di Novembre 2017. Ma non solo. Dà attuazione al “codice etico” (inizio 2017), ove è prescritto di dare maggiore rappresentanza al “genere meno rappresentato”. Ma non certo per le posizioni di basso livello, operai e Tecnici soggetti alla reperibilità. Si prendono a riferimento, per il genere meno rappresentato, le posizioni più elevate. Numeri insignificanti. Ove peraltro è visibile che la minore rappresentanza femminile riguarda solo la fascia giovanile delle assunzioni, mentre i due generi si equiparano nelle fasce di età più avanzate. Una situazione che rispecchia in pieno quella della fuoriuscita dalle facoltà di ingegneria di una donna ogni quattro uomini.

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Ecco allora che Italgas, che ancora a Maggio effettuava selezione di personale indipendente dal genere, (vedi Offerte di Lavoro 15 maggio 2018), a Luglio 2018 in nome della pace sociale se ne esce fuori con la discriminazione verso gli ingegneri di sesso maschile. Come possa fare Italgas a “fare in modo che tutti possano godere di un trattamento normativo e retributivo equo basato esclusivamente su criteri di merito e di competenza, senza discriminazione alcuna, e a promuovere, al contempo, la tutela del genere meno rappresentato” (dal suo “Codice Etico”) è qualcosa che somiglia alla quadratura del cerchio. Ma un risultato si è ottenuto. Quello di porsi in piena adesione di immagine verso una sinistra avida di mostrare un successo di genere al suo elettorato, addolcendo altri conflitti e agitazioni di 3000 lavoratori della Società. Di cui solo una cinquantina sono i laureati assunti ogni anno, e una ventina gli ingegneri. Probabilmente l’annuncio in parola avrà l’effetto dell’assunzione di 10 o 15 ingegneri di sesso femminile, nella ipotesi più ottimista, ma vuoi mettere l’effetto che un tale annuncio opera in termini di calmierazione e compiacimento della controparte sindacale? E così, “passata la festa, gabbatu lu santu”.

varie_donnaUn avviso all’alta dirigenza di Italgas: non di rado in molte amministrazioni non sono riusciti a coprire le quote rosa per mancanza di candidati di sesso femminile. E inoltre pensate che le quote rosa siano la garanzia di una qualità maggiore e di un peso maggiore delle donne nelle decisioni delle aziende? Penso di no. Primo, perché abbondano i casi di mogli, figlie e amanti cooptate agli alti livelli. Secondo, non basta farle sedere alla scrivania. Devono avere anche funzioni importanti. Altrimenti fanno solo numero, letteralmente. Neanche la presenza di una potentissima banca di stato che detiene il 25 % delle azioni Italgas dovrebbe influenzare le scelte o dovrebbe interferire con il diritto degli azionisti di scegliere il migliore board possibile. Che è indipendente dal sesso o da altri requisiti discriminatori. Perché se si introducono le quote rosa, cara Italgas, solo per edulcorare la lotta tra capitale e lavoro, dovrete presto introdurre le quote per gli immigrati, le vittime di maltrattamenti, le reduci dai Centri Antiviolenza, o altre categorie similari poco rappresentate. Siete sicuri che, oltre a violare ogni norma civile e legale, sia questo che vuole il mercato?


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9 thoughts on “Italgas non discrimina. Infatti assume solo donne…

  1. chi pubblica inserzioni di lavoro in questo modo va solo in cerca di rogne .. lo fanno per provocare .. dovrebbero pubblicare annui validi per entrambi i sessi, e poi scegliere quante ingegnere vogliono .. in ambito provato non è possibile contestare i criteri in base ai quali vengono scelti i dipendenti ..ops, a meno che non si preferiscano uomini per mansioni di un certo tipo, e’ ovvio .. in questo caso ci saranno guai a non finire…:-)

  2. Come dicevo
    https://www.avoiceformen.com/education/with-title-ix-complaint-university-of-minnesota-female-only-scholarships-become-gender-neutral/
    Mentre da noi tutti zitti come pecore, negli USA gli studenti maschi (minoranza nelle università, come da noi) hanno fatto causa alle borse di studio riservate alle femmine (maggioranza nelle università, come da noi), hanno vinto e ora le borse di studio non discriminano per sesso.
    Da noi invece il MIUR sta facendo sconti alle ragazze che si iscrivono a facoltà scientifiche (ma non ai ragazzi in quelle umanistiche) e addirittura regala soldi alle università dove si laureano più donne che uomini (cioè quasi tutte), proprio allo scopo di aumentare ulteriormente il gap.
    Basta guardare i grafici per capire che la parità era già stata raggiunta all’inizio degli anni ’80, e che al massimo entro il 1988 (30 anni fa) avrebbero dovuto semplicemente togliere gli incentivi alle donne, essendo già maggioranza allora. Invece ci sono volute cause, nel 2018, solo per iniziare il processo.

  3. Diranno che è un provvedimento finalizzato ad incoraggiare le donne ad entrare nel settore scientifico e tecnico. però i paesi con la piu alta percentuale di donne scienziate e ingegnere non sono quelli scandinavi, bensì l’India e la Cina. Il cosiddetto paradosso nordico.
    Sembra esserci una correlazione inversa tra uguaglianza di genere e percentuale di donne in campo scientifico.

  4. Qualche ingegnere in cerca di lavoro dovrebbe contestare questo annuncio ricerca di personale, giusto per rompere le balle ad italgas e a chi di dovere.. Vediamo se il principio di “annuncio rivolto ad entrambi i sessi”. e’ valido per tutti .. Non è più tempo di far passare in secodo piano situazioni come queste..

    1. Dovrebbe far di meglio: inviare il curriculum con solo l’iniziale del nome, presentarsi al colloquio, registrare quando lo mandano via “solo in quanto uomo” e poi chiedere i danni, rendendo il tutto pubblico durante lo svolgimento del processo.
      Negli USA lo stanno già facendo con discreto successo.

  5. questo articolo è una tempesta in un bicchier d’acqua.
    ItalGas cerca una (1!) ingegnera?
    In un paese come l’Italia dove le ingegnere sono più rare dei denti di gallina …
    In un paese come l’Italia dove gli ingegneri sono su un piano sociale inferiore agli operai …
    Brilla come un faro nella notte questa pico-discriminazione?

    1. No, cerca “ingegnere”, plurale femminile.
      Specificano PLURALE.
      Non puoi assumere una sola donna in mezzo a tutti uomini, sarebbe contrario a qualsiasi best practice riconosciuta perché manca la “massa critica”, o ne assumi tre o quattro tutte insieme oppure è meglio zero.

      Sono posti di lavoro che vengono RUBATI, in quanto si esclude metà della popolazione dai candidati, unicamente sulla base del sesso.

      Comunque sia, cara signora, la risposta giusta a quelle come lei sarebbe un annuncio con scritto
      “Cercasi ingegnere MASCHIO”.
      Uno solo.
      Sarebbe “pico-discriminazione”, niente di cui lamentarsi, giusto?

      1. Si ruba ai giovani quando li si spinge a fare scelte professionali sbagliate : quì in Italia una laurea in materie tecniche non vale assolutamente lo sforzo che si fà a conseguirla.
        A prescindere dalla facile ironia che si può fare sulla qualità di quella laurea.
        Spingere le ragazze sulle STEM … significa suicidarle professionalmente.

        1. Hai ragione, ma purtroppo è un discorso che esula dal ristretto campo dei diritti maschili.
          In una società capitalista in forte boom oppure in una società comunista queste cose sarebbero quasi irrilevanti (nella prima) o totalmente inesistenti (nella seconda).

          Faccio un lavoro tecnico con laurea in Storia con il massimo dei voti e 2 libri pubblicati (uno dei due non del tutto trascurabile quanto a diffusione): non è forse una forzatura anche questa?
          Mio figlio si è iscritto al Liceo Scientifico, va abbastanza bene, ma sappiamo che al Liceo Classico avrebbe potuto essere il migliore della classe, come minimo. Non è forse una forzatura?

          Le stesse pressioni socio-economiche si applicano alle donne, ovviamente.
          Con l’aggravante che il femminismo, essendo natura femminile primordiale sotto steroidi, spinge le donne a conformarsi ancora di più al sistema attuale ed a perpetrarlo. Quelli che dicono che l’eccessiva promozione sociale delle donne ha l’effetto di fossilizzare la società non sbagliano, l’unica parte che sbagliano è che pensano che ci sia un piano dettagliato, questo non è vero, va semplicemente avanti perché funziona bene.
          Si veda bene: non parlo di tutte le donne, faccio riferimento al principio di Pareto.
          Se tu volessi mantenere e rafforzare gli attuali equilibri sociali, favoriresti una demografia dove l’80% ha una tendenza conservatrice o una demografia dove il 20% ha una tendenza conservatrice?

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