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“La grande menzogna del femminismo”: più che un libro, una necessaria rivelazione

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varie-librosantiago.jpgdi Rino Della Vecchia – “La grande menzogna del Femminismo” di Santiago Gascó Altaba (Ed. Persiani, Bologna), in libreria in questi giorni, è uno di quei saggi che si presentano al primo sguardo come opere di vasta portata capaci di aprirci ad una nuova visione delle cose. Libri i cui titoli non ingannano ma connotano bene il loro contenuto. Si apre davanti a noi un’opera ponderosa e dalla grande ambizione, che mira alla decostruzione radicale del racconto femminista, oggi sovrano nell’universo conoscitivo, mentale e morale. Smascheramento  operato attraverso una estesissima ricognizione della storia letta, finalmente, dalla prospettiva maschile.

L’autore parte infatti da un presupposto incontrovertibile: la storia a noi nota è, ad oggi, divisa in due versioni. Quella studiata e raccontata in una prospettiva universalistica dalla storiografia ufficiale, da una parte, quella prodotta dal femminismo, dall’altra. Quest’ultima è stata creata con uno scopo preciso: essere lo strumento basilare della lotta femminista contro gli uomini. La prospettiva sessuata ne è il tratto essenziale, la sola ragion d’essere.  Narrazione che sì è prima affiancata alla storia ufficiale, poi vi si è sovrapposta per diventare ormai il solo racconto ammesso in quanto l’unico moralmente legittimo.

varie_libroViceversa, la storia degli uomini, dal punto di vista maschile, ha iniziato ad essere delineata solo in tempi recenti. Prima d’ora gli uomini non hanno mai pensato di dover scrivere una storia su se stessi e a propria autodifesa. Lo fanno da poco tempo e in forma erratica. In questo contesto il lavoro di Gascó è quello più vasto, più approfondito ed impegnativo sin qui prodotto. Non esistono al mondo opere paragonabili. L’autore ripercorre vasti tratti della storia dell’Occidente (e oltre) analizzandola sotto una molteplicità di aspetti, svelandone un numero impressionante di ignoti, insospettati, misconosciuti o conosciuti in modo parziale, perché trascurati come irrilevanti dalla storiografia classica o non ancora indagati dal movimento maschile internazionale.

Nella redazione di questa contro-narrazione ha privilegiato alcuni filoni di ricerca inseguendoli nel tempo: storia del lavoro e della guerra, della scuola e dell’istruzione, dei delitti e delle pene, della politica e della medicina, della cultura e dell’arte, delle forme religiose e delle tradizioni, in ogni caso e ovunque estraendovi verità occulte, ignorate, negate;  qualche volta sospettate, ma spesso impensabili e sorprendenti. Ne esce un quadro che lascia interdetti, un resoconto che desta stupore. Ci troviamo di fronte ad un testo che demolisce, pagina dopo pagina, quel racconto unilaterale e parziale, deformante e manipolatorio, truffaldino e fraudolento che porta il nome di Grande Narrazione Femminista.  Sorprendente lettura che apre gli uomini ad una nuova visione di se stessi e del mondo.

varie_femminismotossicoUn’opera di storiografia sociologica che fornisce una mole impressionante di dati. Vi si rinvengono non meno di cinquemila quotation, riportate da dichiarazioni e testimonianze, da leggi e sentenze, da codici e trattati, da documenti e atti, da opere di pensatori e scrittori di ogni estrazione e orientamento, intercettati nel corso dei secoli. Superfluo poi registrare la quantità di dati e di riscontri, di ricerche e di statistiche di ogni tipo e genere che innervano questo eccezionale lavoro. Certo, quest’opera ha un suo contesto. Santiago Gascó è pienamente inserito da tempo nel dialogo inframaschile italiano ed europeo della cui riflessione e delle cui acquisizioni in ambito storico,  sociologico e filosofico è pienamente edotto. Se ne trovano qui riverberi evidenti.

Ora, se crediamo di aver tra le mani un’opera senza precedenti, destinata a catturarci per settimane, a lasciare il segno di un’avventura sorprendente, non sbagliamo. Se immaginiamo di trovarci davanti ad una miniera da cui estrarre sine die dati e numeri, aneddoti e racconti, testimonianze e statistiche, non resteremo delusi. Una pietra miliare.

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6 thoughts on ““La grande menzogna del femminismo”: più che un libro, una necessaria rivelazione

  1. comprerò senz’altro questo interessante opuscolo.

    A proposito di “femminismo diffuso” (cioè quello trasversale) vi sarete senz’altro accorti che il partito più femminista
    d’Italia è la lega di Salvini.
    Praticamente monopolizzata tutta la giustizia dall’ex avvocato/ministro Bongiorno,
    solo una mente fervida poteva ideare la castrazione chimica per gli autori di gravi reati.

    [Articolo del Fatto Quotidiano, censurato perché non regalo click alla monnezza]

    ciò è frutto di un accordo, ritengo collaterale tra Bongiorno e Meloni, di FDI
    che neppure il pd boldriniano, che è tutto dire, ha avuto il coraggio di proporre nella legislatura 2013-2018.
    Una ipotesi del genere, oltre ad essere incostituzionale, è immorale, barbarica anche nei casi
    in cui fosse richiesta dall’autore del reato visto che la “pena deve tendere alla rieducazione
    del condannato”, non alla sua soppressione fisica.

    complimenti, davvero …

  2. Non vedo l’ora che esca anche il secondo volume ????
    Spero che la produzione di libri e altri media sul tema QM s’intensifichi sempre più.
    Ce n’è bisogno più dell’aria che respiriamo…

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