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La “mascolinità tossica” smontata con due numeri

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LA FIONDA

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toxicIl concetto di “mascolinità tossica” da tempo va per la maggiore negli USA e in Gran Bretagna. Come tutte le mode anglosassoni, presto arriverà anche da noi come modo di dire, come clava da utilizzare per criminalizzare in modo definitivo le persone di sesso maschile. Il concetto è semplice, riduce a un minimo e semplicissimo comune denominatore tutta l’enorme vastità di argomenti utilizzati negli ultimi anni per colpevolizzare l’uomo in quanto tale. Cioè prendete il femminicidio, il paygap, il patriarcato, il #MeToo e tutta quella robaccia lì, gettatela in acqua bollente per qualche anno, e alla fine avrete una sbobba unica, chiamata appunto “mascolinità tossica”. Certo la ricetta così non basta: come molti altri concetti privi di fondamento, serve una legittimazione più o meno scientifica. Problema risolto di recente, con un’associazione di strizzacervelli statunitensi che ha promosso la mascolinità tossica al rango di patologia mentale. Da cui sono ovviamente affetti soltanto gli uomini.

E così la sbobba è bell’e pronta per una diffusione mondiale e un consumo rapido. Facile facile da comprendere e comunicare, non richiede nemmeno troppi argomenti: l’essere di sesso maschile è di per sé una malattia mentale, punto. Se sul piano genetico hai la sfiga di avere una coppia eteromorfica di cromosomi sessuali XY, automaticamente sei un problema di tipo sanitario, sociale, psichiatrico e quant’altro. Sei sbagliato. E per proprietà logica, il non essere maschio, dunque l’essere femmina, diventa automaticamente l’essenza del giusto, del buono, del positivo, costruttivo e corretto. Questo nonsense sta portando a esiti esilaranti negli USA, dove ad esempio si dice in piena serietà che c’è troppa mascolinità tossica tra i marines dell’esercito e che il dilagare generico della violenza è anch’esso legato a questa forma di patologia mentale.

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varie_masshootingTutto questo nel paese dove il libero accesso alle armi ha generato negli anni periodiche stragi, quelle che da loro si chiamano “mass shooting”, spesso nelle scuole, ma non solo. Il network CNN ha di recente pubblicato la lista dei 27 peggiori massacri di questo tipo. Manco a dirlo, gli autori sono tutti di sesso maschile. Inizialmente la causa di questi fenomeni terribili è stata individuata proprio nella facilità con cui negli USA ci si può procurare un arma da fuoco, il che è pur vero, ma il concetto di mascolinità tossica ha poi aggiunto un plus, proprio alla luce delle rilevazioni della CNN. Sono numeri da paura, in effetti, a cui però altri giornalisti con un po’ di sale in zucca hanno fatto le pulci, facendo ricerche approfondite sui carnefici di quelle 27 stragi. Con un esito pochissimo pubblicizzato perché, di fatto, sovverte alla radice il concetto di stesso mascolinità tossica più molti altri connessi.

Dei 27 responsabili maschi di massacri di massa, infatti, è risultato che 26 erano cresciuti privi della figura paterna. O perché deceduta o perché allontanata a seguito di separazione o divorzio. In sostanza erano venuti su o con mammà, oppure con mammà e un altro soggetto maschile estraneo (il nuovo compagno di mammà). Non è un caso irrilevante, soprattutto per l’impressionante incidenza del fattore comune rilevato: si sta parlando del 96% dei colpevoli di stragi di massa accomunati da un’unica caratteristica, la mancanza di una figura maschile di riferimento riconoscibile nel lato paterno biologico durante la loro esistenza. Vista dall’altro lato, significa un’overdose di presenza materna e femminile, una soverchiante incidenza di approccio unilaterale al rapporto con se stessi e con gli altri. Ciò non significa che l’educazione materna o femminile sia deleteria di per sé, ovviamente. Significa che lo diventa quando esercitata da sola senza alcun contrappeso.

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varie_alienazione

Tutto ciò che è previsto o settato per essere bilanciato e complementare, se esercitato in modo univoco, tende a diventare tossico. Chi cresce con un solo o prevalentemente con un genitore, qualunque sia dei due, ha e avrà sempre un deficit di tipo affettivo ed educativo, che porterà con sé in un contesto sociale iper-competitivo, capace di sottoporre a pressioni così soffocanti da condurre alla psicosi se non si hanno gli strumenti interiori per un approccio bilanciato. Strumenti che un’educazione equilibrata, data con il contributo di un padre e di una madre, contribuisce a fornire all’individuo. E senza i quali, là dove si può comprare un fucile da assalto solo esibendo la carta d’identità, il passo verso la perdita di controllo può essere breve. E se in una sola direzione, quella favorevole alla figura femminile, è sempre andata e sta ancora andando la gestione dell’istituzione-famiglia quando essa si disgrega, allora, alla luce dei numeri, il problema non pare più essere la troppa mascolinità o la sua tossicità. Il problema sembra essere proprio il contrario: la mancanza di mascolinità nella vita di molte persone.

Ventisei stragisti su ventisette avrebbero forse avuto bisogno di una figura paterna, maschile, forte, di riferimento, di repressione anche se necessario, di instradamento, correzione e stimolo. L’avessero avuta, a compensazione di un’educazione solo femminile, forse le probabilità che diventassero dei “mass shooter” si sarebbero abbassate di molto (e uguale si potrebbe dire se ventisei su ventisette fossero stati privi di madre). Questi due numeri in relazione, ventisei su ventisette, non sono e non possono essere considerati irrilevanti. Specie oggi dove si cerca di affermare che le famiglie innaturali, quelle composte da persone dello stesso sesso o di genere liberamente interpretato, hanno il “diritto” di avere o crescere dei figli.

uomo_padre-e-figlioLa positività dell’apporto eterogeneo di due persone di sesso opposto all’educazione di un individuo è stata ampiamente studiata e dimostrata e solo un irresponsabile stream ideologico può metterlo in dubbio, nella scienza sociale come nella vulgata popolare. Checché se ne dica, dunque, non è la mascolinità a essere tossica: se i fatti hanno un senso (e ce l’hanno), è l’assenza di equilibrio, in questo caso proprio l’assenza di mascolinità, a creare disagi che non di rado, purtroppo, possono trascendere. Le rilevazioni sui “mass shooter” americani vanno mandate a memoria, tenute sempre pronte per quando la mascolinità tossica approderà sotto forma di ossessione e tic verbale anche dalle nostre parti. Ventisei su ventisette senza figura paterna significa una cosa sola: troppa poca mascolinità nella loro vita. Altro che.


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27 thoughts on “La “mascolinità tossica” smontata con due numeri

  1. faccio notare che a causa delle due guerre mondiali un bel po’ di bambini si sono ritrovati a crescere senza il padre biologico e con altre figure maschili di riferimento e non mi pare che ciò abbia causato disastri educativi.

    1. La cultura del dopoguerra era una cultura maschilista, satura di riferimenti patriarcali, virilita’ tossica, discriminazioni sessuali … una quantita’ di figure maschili di riferimento ovunque.
      A scuola, al cinema, sui giornali, nello sport, nella politica, al circolo parrocchiale, tra i comunisti e tra i fascisti, in televisione e a teatro, sul catechismo e sul pornetto …. devo continuare o basta cosi’?
      Ned, quando hanno distribuito il cervello, dove eri?

      1. nel post si dice che crescere con i genitori biologici e nella fattispecie il proprio padre biologico (non una figura maschile generica che si prende cura di te ma proprio l’uomo che ha messo incinta mamma) sia una cosa molto importante per una crescita equilibrata, senza la quale aumentano i rischi di diventare criminali.
        Io faccio notare che in passato, per cause di forza maggiore, tanti bambini nel mondo sono stati tirati su, educati da mamma e da uomini che non erano il padre biologico (ma assumevano quel ruolo di fatto) senza che questo abbia portato un disastro educativo.
        Mi si risponde con: “ma prima il mondo era più maschilista”, in pratica “si stava meglio quando si stava peggio”
        Io a questo punto mi arrendo

        1. il punto è che “le altre figure maschili di riferimento” erano maschiliste, tanto quanto lo sarebbe stato un padre biologico, quindi gli avrebbero comunicato quella concezione virile dell’esistenza umana e quella capacità di interazione col femminile che adesso non hanno più.

        1. Vedi che sei proprio limitato? Perché dovrebbe farci arrabbiare un padre che esaudisce il desiderio del figlio e contribuisce alla sua gioia.
          Si vede che non sei genitore.

        2. guardando il video mi è tornato alla mente questo :

          Siamo gli uomini vuoti
          Siamo gli uomini impagliati
          Che appoggiano l’un l’altro
          La testa piena di paglia. Ahimè!
          Le nostre voci secche, quando noi
          Insieme mormoriamo
          Sono quiete e senza senso
          Come vento nell’erba rinsecchita
          O come zampe di topo sopra vetri infranti
          Nella nostra arida cantina

          Figura senza forma, ombra senza colore,
          Forza paralizzata, gesto privo di moto;

          Coloro che han traghettato
          Con occhi diritti, all’altro regno della morte
          Ci ricordano – se pure lo fanno – non come anime
          Perdute e violente, ma solo
          Come gli uomini vuoti
          Gli uomini impagliati..

    2. Faccio notare che se avessero perso le madri anziché i padri sarebbero cresciuti anche meglio.
      Infatti i figli cresciuti da padri single in media vengono su meglio di quelli cresciuti da madri single.

      1. dillo ai vostri politici di riferimento, Pillon & Company che dicono che ci vuole mamma e papà
        (i figli che hanno perso la madre avranno, come quelli senza padre, comunque altre figure femminili di riferimento, zie, maestre, anche la nuova compagna di papà a meno che il padre non viva come un monaco)

  2. Questa mattina posto:

    “Stima infinita per questi uomini che hanno continuato a cercarlo con la convinzione che potesse essere vivo, lottando contro il tempo, le avversità.
    Mettendo a disposizione la loro vita.
    Come se fosse loro figlio.
    L’ultimo disperato gesto d’amore per Julien.”

    Nel giro di 30 minuti piovono 17 like.
    2 uomini
    15 donne

    Ho l’impressione che ci troviamo di fronte ad una campagna mediatica di delegittimazione costruita a tavolino da una minoranza preminente.
    Il femminismo,…questo femminismo tossico…è una minoranza preminente.
    E proprio per questo va demolito.

    *
    Sulla stessa pagina…
    Barbara Xxxxxxx: Volete pregare ancora? Aspettare i miracoli? Ava dai, siamo nel 2019 e ancora pensate che una sola preghiera possa salvare una vita. Se fosse così perché muoio i nostri cari di tumore o di qualsiasi altro male nonostante le vostre preghiere? A volte mi chiedo se l’ignoranza dovrà governare ancora per molto…

    1. La femminista che ha scritto che non si possono salvare vite coi miracoli poi(immagino progressista) esce fuori discorsi contro i vaccini ed altri per cui le marce arcobaleno ed i gessetti colorati ci avrebbero salvato da altri attentati. Credo sia il problema di dare un etichetta che dà una parte fà sentire superiori moralmente e dall’altra agisce ad invalidare la credibilità altrui e negli anni la “cultura” non era certo per la pace sociale(se ci pensi anche il calcio nelle palle maschile con risata aggiunta è un riflesso pavloviano per dire che può esser giusto farlo ma non dice il perchè… cioè far male ad un altra persona non penso sia “giusto” a qualsiasi latitudine). Il problema frà la femminista è la cattolica non è nella ragionevolezza delle affermazioni(dubbie) per entrambe ma nella cultura che le ha educate che se garantisce un certo ordine per quella cattolica anche nelle difficoltà invece per la femminista è come aver a che fare con il peggio della società ai primordi appena le cose vanno male o le si contraddicono(dei bambini in corpi di adulti ???? chissà cosa faranno quando impazziscono). Eliminare il cattolicesimo per via delle affermazioni dubbie(senza voler eliminare femminismo e mammine panchine per affermazioni più dubbie) è il classico “buttare via il bambino con l’acqua sporca”.

  3. nella comunità afro-americana il 72% dei figli nasce da madri non sposate. i maschi afroamericani di età compresa tra i 15 e 40 anni sono circa il 3% della popolazione, eppure sono responsabili di quasi il 50% di tutti gli omicidi a livello nazionale. semplice coincidenza?

    1. la maggioranza dei maschi afro-americani viene da contesti sociali mediamente più poveri e disagiati di quelli dei coetanei bianchi, è la povertà e la scarsa istruzione che favorisce il crimine. Se la madre non sposata fosse ricca sarebbe più difficile vedere il figlio entrare in una gang

        1. Brava Manuela(o almeno io la penso esattamente come te). Quando la gente era più povera c’era un tipo di “cultura” che evitasse alla gente di scannarsi l’un l’altro? Qualcosa che abbia come comandamento “non uccidere”? D’altronde sono evolute le condizioni in cui viviamo ma dovremmo immaginare che le persone(e quindi i sentimenti) siano sempre gli “stessi”!!

  4. sarebbe anche interessante sapere quanti uomini diventano assassini di massa sul totale di quelli cresciuti solo con la madre o con una figura maschile diversa dal padre biologico. (perchè evidentemente quando fa comodo a noi la biologia conta)
    Lo scrittore americano Stephen King è cresciuto senza padre (andatosene di casa quando aveva due anni) eppure non ha ucciso nessuno, è diventato lo scrittore più famoso del mondo, uno dei più ricchi e ha un matrimonio solidissimo. Ha anche superato problemi di alcolismo e droga (no non li ha aviti perchè non c’era papà). Pure Quentin Tarantino è cresciuto senza padre e guarda un po’ anche lui non ha uccoso nessuno, l’unica violenza che adira è quella finta dei film.
    e per curiosità, le bambine cresciute senza padre biologico quali problemi sviluppano dato che, pur avendo lo stesso libero accesso alle armi, evidentemente non vanno in giro a sparare alla gente a caso?

    1. Anche il medico americano Ben Carson è cresciuto senza padre (la madre scoprì che il marito era bigamo), ma non ha ucciso nessuno e anzi è diventato il primo medico a separare due gemelli siamesi (c’è anche un film su di lui). Però la madre stava molto dietro sia a lui che al fratello (divenuto poi ingegnere) e li teneva in riga. Come dicevo nel commento più giù, secondo me è un insieme di fattori, di cui l’assenza del padre può essere un fattore determinante ma non sufficiente per diventare criminali. Dipende anche dall’ambiente in cui si cresce, dalla madre e dalla scuola.
      Riguardo le femmine, in loro l’assenza del padre causa maggiore promiscuità sessuale, gravidanze indesiderate e pare anche un arrivo precoce della prima mestruazione.
      Comunque dovrebbero esserci delle statistiche riguardo la popolazione carceraria degli stupratori e pare che la maggioranza di loro sia cresciuta senza padre. Secondo me se cerchi qualche dato lo trovi.

    2. 96 su 97.
      Dato di fatto.
      96 su 97.
      Cita pure le eccezioni e fa’ finta che siano la regola.
      Vedrai cosa succede, le statistiche sui risultati generali dei figli di madre single soni o impietose, e i fatti sono testardi…

    3. Un’enormità, 96 su 97, ed è anche peggio se si considera che le madri single sono solo il 39%, quindi:
      Il 39% produce 96 assassini di massa
      Il 61% produce 1 solo assassino di massa.

      In pratica i figli di madre single hanno 150 volte più probabilità di diventare assassini di massa.

  5. Tempo fa avevo anche letto che a molti di questi mass shooter da bambini erano state rilevate problematiche del tipo ADHD e gli erano stati prescritti dei farmaci (tipo il Rytalin). Ora, solo negli USA possono essere così cretini da dare farmaci del genere a dei bambini. E’ ovvio che poi crescono disturbati, anche perché poi molti di loro, da grandi, passano direttamente alle droghe. Quindi secondo me dietro queste stragi c’è la combinazione di entrambi i fattori: l’assenza del padre e una psiche disturbata a causa di farmaci.

    1. La mia è solo una opinione personale. Considera che farmaci simili al ritalin e droghe credo siano “utili”(le droghe sono spesso anestetiche tranne la mariuana che è più un ansiolitico mentre i farmaci sono utilizzati per il ruolo asintomatico, cioè non ti fanno sentire i sintomi…. cioè vengono utilizzati per isolare la percezione di ciò che accade nel corpo perchè il malessere non è solo emotivo ma ha una sua componente fisica) per non far sentire il “dolore”(o per meglio dire l’ansia opprimente)… se ci pensi in un bambino piccolo cosa può essere tanto grave da ingenerare un malessere che si porterà dietro anche da adulto?? Io credo “l’ansia” da mancanza di protezione e non come figura che manca ma proprio come malessere interno. Se ci pensi si dice che i piccoli abbiano bisogno di figure che li “rincuorino” nei momenti difficili ed allora spunta la coperta, l’amico immaginario e per gli adulti->Dio(?). Secondo me tutte queste figure servono allo stesso scopo(e non voglio togliere importanza a nessuna di queste figure per le persone in questione anzi se aiutano ad attraversare i momenti difficili…).

      1. Sì ma infatti è possibile che il disagio di questi bambini fosse dovuto proprio alla mancanza del padre, come evidenzia l’articolo. C’è anche da dire che in realtà molte di queste diagnosi di ADHD sono farlocche. Cioè un bambino si comporta semplicemente da bambino e qualche maestra femminista subito pensa che ha dei problemi (infatti in genere queste diagnosi sono fatte soprattutto ai maschi).

  6. Siamo una generazione di uomini cresciuti dalle donne. Mi chiedo se un’altra donna è veramente quello che ci serve!

    DAL FILM

    Fight Club

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