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La paladina del #MeToo e lo sciopero del sesso contro la Georgia

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persone_milanodi Alessio Deluca – Mi si nota di più se propongo lo “sciopero del sesso” o se lo critico perché significherebbe “partecipare alla finzione che il sesso sia solo uno strumento di contrattazione per le donne”? Le elucubrazioni delle femministe americane sono sempre perle di nonsense e dunque ci danno belle soddisfazioni. Siamo a Hollywood, nota landa californiana popolata ormai da una cricca radical-vip assai benestante che passa più tempo a sbandierare slogan e a mobilitarsi per ogni minoranza di quanto ne passi sul set a produrre film degni di nota (con l’eccezione del grande Clint). La questione del giorno è il varo nello Stato della Georgia di una legge assai restrittiva sull’interruzione di gravidanza. È un tema delicato, spesso legato a drammi (altre volte meno) e già trattata negli scorsi giorni con adeguato tatto sul sito. Ma dove ci sono le radical c’è folklore e di questo oggi trattiamo. Nella fattispecie troviamo l’attrice Alyssa Milano (di cui molti tra noi conoscono a memoria l’intera filmografia), già paladina del #MeToo, detto anche il più imponente monumento all’ipocrisia della storia, che invita le donne a uno “sciopero del sesso” per opporsi alle nuove leggi liberticide, come fece Lisistrata nella commedia di Aristofane.

A parte, sia detto di passaggio, che per fare uno “sciopero del sesso” bisogna che ci sia qualcuno che desideri fare sesso con te. E quanti uomini, di grazia, accettano di fare sesso con una femminista? Abbracciare questa ideologia ha un prezzo, è una scelta di campo che comporta rinunce, tra cui il fatto che assai difficilmente ti filerà qualcuno (quand’anche fossi bella come Charlize Theron) e ti toccherà passare la vita all’oscuro di ciò che un uomo può dare di realmente gentile e esaltante a una donna. Sappiamo che le contemporanee sono pericolose tutte a prescindere, a causa di leggi e poteri che politici scriteriati hanno messo loro in mano e di cui tendono impunemente ad abusare, figuriamoci se un uomo, con tutti i problemi che ha, deve investire su una che lo ritiene colpevole di tutti i mali del mondo in quanto maschio. Il sentore di tale categoria per fortuna minoritaria si avverte in 4 nanosecondi e un uomo, salvo che non sia estremamente ingenuo, tendenzialmente masochista o elettore del PD, se la incontra gira i tacchi in altrettanti 4 nanosecondi. Capiamo che ciò non interessi alle suprematiste rosa, fieramente indipendenti sotto ogni profilo, anche quello sessuale, e questo noi lo rispettiamo. Ma torniamo a Hollywood.


Per fare uno “sciopero del sesso” bisogna che ci sia qualcuno che desideri fare sesso con te.


varie_leonessaSuccede che l’iniziativa della nostra Alyssa venga platealmente sbertucciata sui social, ma poiché la strada per la supremazia rosa è lastricata di insanabili contraddizioni (a tutto vantaggio del nostro sense of humor) succede che siano proprio altre colleghe femministe a prenderne le distanze, affermando che lo stop al sesso è “rincuncia anche per la donna”, e dichiararsi un puro oggetto di soddisfazione dei desideri maschili è effettivamente molto patriarcale. Il dibattito è aperto e invero entusiasmante. Ma raggiunge il suo picco in un’uscita della Milano la quale afferma: “i nostri diritti riproduttivi sono stati cancellati. Finché noi donne non avremo il diritto di disporre dei nostri corpi non possiamo correre il rischio di una gravidanza”. Ora noi che siamo gravati da sindrome medievale non pretendiamo di poter comprendere tale concetto. Noi terra terra ci commuoviamo a osservare la bellezza del concepimento nel regno selvaggio, quando la gravida affronta solitaria nella notte il suo grandioso destino di femmina dando alla luce dei cuccioli.

Ci appare ancora molto incantevole che la femmina del lupo, del cervo, del falco, del leone, non si curi del diritto di “disporre del suo corpo” che poi consisterebbe nel poter liberamente decidere di far fuori i cuccioli a sua assoluta discrezione e con il benevolo supporto del branco. Diritto in assenza del quale essa si rifiuta di “correre il rischio di una gravidanza” (attenzione, non è detto che un giorno avverrà su proposta di qualche collettivo in lotta contro il patriarcato tra i felini della savana, le strade della propaganda e della follia umana sono imperscrutabili). Far rientrare la “donna moderna” nel novero di una qualche “specie animale”? Abietta provocazione. Essa è il futuro che avanza, è l’apice dell’evoluzione, è perfetta e lucida mentre urla a gran voce che l’utero è suo e “la libertà di non fare figli è la più grande conquista femminile” (cit. Natalia Aspesi), tutte istanze che sembrano sponsorizzate dall’ordine Nazionale degli Psichiatri. Ma torniamo a Hollywood.

donna_soldiLa guerriera Alyssa propone pure di boicottare le riprese di qualsiasi film in Georgia a tempo indeterminato, finché non vi sia un ravvedimento. Anche qui molti colleghi, anche uomini (Alec Baldwin, Don Cheadle, Ben Stiller) aderiscono, altri e altre tra cui la stella nascente democratica Stacey Adrams dissentono: non si capisce perché far patire un grave danno economico alla popolazione per le scelte di una amministrazione, e di firmatari che hanno nomi e cognomi. Registi come Jordan Peele e JJ Abrams continueranno a girare in Georgia (450 produzioni nello Stato nel 2018) ma devolveranno dei ricavati alle associazioni abortiste. Alyssa è obbligata per contratto a completare le riprese della serie TV “Insatiable” proprio in Georgia per un altro mese. Lo farà o salirà con la bandiera sulle barricate della lotta? Che domanda. Ovvio che lo farà, mese più o mese meno non farà mica la differenza.


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25 thoughts on “La paladina del #MeToo e lo sciopero del sesso contro la Georgia

    1. Figurati che ho praticato probabilmente l’unica arte marziale che la leggenda vuole inventata da una donna.
      Per dire che se le donne vogliono essere considerate per il loro valore non possono che far riferimento a noi antifemministi.
      Se invece vogliono essere leccate il culo (che a lungo andare è una molestia sessuale) possono rivolgersi a voi femministi.

      La comandante è un ingegnere, saprà coordinare gli uomini, che manderà tra le fiamme a salvare i malcapitati.
      Improbabile che possa con i suoi 45 kg trascinare fuori uno che ne pesa il doppio.
      Ma questo la comandante lo sa.
      Tu no.

      Tu continua pure con la tua opera di falsificazione delle nostre idee.
      Gli stereotipi che vorreste appiccicarci addosso vi ritorneranno indietro con gli interessi.

  1. il sesso ha spesso una natura transazionale e gli uomini sono dalla parte della domanda, le donne dalla parte dell’offerta.
    i progressisti e le femministe non accettano questo semplice fatto perché credono che tutto sia un costrutto sociale e che l’essere umano sia infinitamente malleabile. per cui le dinamiche sessuali sono artificiali e possono essere cambiate a piacimento. si tratta di negazionismo scientifico, nonostante loro credano di essere dalla parte della scienza senza compromessi.

    1. Ahahah e quale ” scienza” avrebbe accertato che gli uomini sarebbero dalla parte della domanda a causa della natura matrigna invece che del matrigno artificioso e contronatura matriarcato vigente? Ah,attento che ho un amico etologo.. e ci facciamo delle grasse risate etliche sulle vostre teorie pseudoscientifiche da bar sport!

  2. non conoscevo questa Milano, come ogni scemo a Hyde Park Corner “ha avuto il suo momento di celebrità”.
    lo sciopero del sesso. ma va’ a ciapà i ratt ????

    se gli uomini invece di farsi ingolosire sempre dalla “F” cercassero altre cose, personaggi di questo tipo lavorerebbero
    in un cantiere o in miniera, oppure commesse al supermercato.
    a zappare !!

  3. “la libertà di non fare figli è la più grande conquista femminile” (cit. Natalia Aspesi)

    Natalia Aspesi è estremamente critica sul metoo,dovrebbe piacerti.
    comunque la grande conquista della civiltà occidentale non è che una donna non faccia figli ma che possa decidere se, quando e con chi farli. Libertà che per secoli non ha avuto, e che in gran parte del mondo non ha ancora

      1. domando scusa, ma questo blog mi fornisce tanti di quegli spunti, che non ce la faccio a non mettere le mie riflessioni per iscritto. E poi Deluca in particolare, prima con Dumbo, poi con la pubblicità della vecchia versus le ragazze lesbiche,e adesso questo: con l’elogio di mamma leonessa e mamma cerva siamo veramente al top (ma lo sa lui che papà leone e papà cervo sono soliti ingravidare e andarsene? O forse crede che i leoni maschi siano come re Mufasa? Alessio, guarda che quello è un cartone animato!). Io non resisto, devo rispondere. Ma tu ovviamente sei libero di non pubblicarmi se esagero

    1. Non l’ ha avuta a causa dell’ arretratezza socio culturale ma soprattutto scientifuca. O credi che nel 1600 avessero già inventato i preservativi ma il badriarcado lo nascondeva?

  4. Deluca se fossi in te eviterei di prendere il regno animale come modello positivo, dato che le leonesse devono difendere i cuccioli anche dai maschi adulti dello stesso branco che hanno il vizio di mangiarseli. Ma se proprio vuoi farlo dovresti sapere che nella maggior parte dei mammiferi, la figura paterna (a cui questo blog tiene molto) non esiste, il maschio si limita a ingravidare quante più femmine possibile e poi se ne va per i fatti suoi.
    Non voglio assolutamente insinuare che questo sia il tuo desiderio recondito, ma proprio per questo ti suggerisco di evitare le analogie tra la femmina del leone, del lupo e delcervo e quella umana perchè parallelismi analoghi tra i maschi di queste specie e quelli umani non convengono alla vostra causa di difesa della figura paterna.

    Quanto al resto: credo che Jordan Peele e JJ Arams abbiano fatto la scelta giusta.

  5. Nel frattempo Geoffrey Rush dovrà essere risarcito di 2,9 milioni di dollari per le false accuse di molestie da parte del quotidiano The Indipendent.

  6. Mi hai fatto morire! 😀
    Grazie.

    || “che il sesso sia solo uno strumento di contrattazione per le donne”

    Sia mai che si scopre l’arcano…

    1. Avevo un articolo in inglese che diceva questa stessa cosa, su questa stessa vicenda, ce l’ho ancora in serbo e aspetto il momento per piazzarlo.
      Titolo provvisorio: “Solidarietà alle lavoratrici del sesso in sciopero”.
      Ovviamente per “lavoratrici del sesso” intendeva tutte le donne che aderiscono all’iniziativa, non le prostitute…

      1. Anche mangiare è un piacere sia per quelli obesi che mangiano tanto sia per quelli molto magri che mangiano poco.
        Però non si hanno notizie, in tutta la storia umana, di persone sottopeso che si siano fatte servire pranzi da 100 portate, neanche fosse stato soltanto per fare minuscoli assaggini di ognuna.
        Proprio come non si hanno notizie, in tutta la storia umana, di sovrane e imperatrici che abbiano mantenuto degli harem di uomini: e non c’entra un tubo il fatto che vi siano state meno donne di potere – infatti i gay sono stati persino di meno delle donne, eppure di sovrani uomini con harem di uomini ce ne sono stati, pure musulmani…

  7. “Sappiamo che le contemporanee sono pericolose tutte a prescindere, a causa di leggi e poteri che politici scriteriati hanno messo loro in mano e di cui tendono impunemente ad abusare, figuriamoci se un uomo, con tutti i problemi che ha, deve investire su una che lo ritiene colpevole di tutti i mali del mondo in quanto maschio. Il sentore di tale categoria per fortuna minoritaria si avverte in 4 nanosecondi e un uomo, salvo che non sia estremamente ingenuo, tendenzialmente masochista o elettore del PD, se la incontra gira i tacchi in altrettanti 4 nanosecondi.”

    Questo passaggio è oro puro.
    Articolo stupendo, godibilissimo.

  8. “salvo che non sia estremamente ingenuo, tendenzialmente masochista o elettore del PD”, tre modi diversi per dire la stessa cosa

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