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La solitudine dei numeri significativi

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varie_femminicidio2Tratto spesso su queste pagine il tema del cosiddetto “femminicidio” perché, da qualunque lato lo si guardi, è una delle componenti fondamentali della distopia orwelliana in cui tutti sono costretti a vivere. Sintetizzando: non ne esiste una definizione esaustiva, questo consente ogni anno di sparare numeri variegati dove viene incluso tutto e il contrario di tutto. A questo pasticcio si associa un’azione incessante di propaganda mediatica che ha infiltrato, avvelenandole, le falde più profonde dell’opinione pubblica.

In un gruppo Facebook dedicato a un sedicente scrittore (Mauro Corona), qualcuno di recente contestava la scarsa originalità del tema del suo ultimo romanzo (indovinate? La violenza sulle donne ça va sans dire…) e gli è stato risposto: “ma che dici, ci sono due vittime ogni giorno!”. Ormai la formula è entrata nel dettato comune come le mezze stagioni che non ci sono più o che i politici sono tutti ladri. A differenza di queste ultime due dicerie, però, quella dell’omicidio di donna ogni due giorni è del tutto fasulla.


Un’azione incessante di propaganda mediatica che ha infiltrato, avvelenandole, le falde più profonde dell’opinione pubblica.


varie_ricoveriQuesta narrazione soverchiante, urlata, sbandierata, enfatizzata in ogni modo, oltre a innescare privilegi e business per gruppi e gruppetti ben definiti, finisce per coprire fenomeni di maggiore gravità. Una gravità inevitabilmente misurata per numeri e per quantità, come già si diceva venerdì parlando delle “morti bianche”. Che sono tante e gravi, ma c’è di peggio, molto di peggio. Secondo il “Rapporto Osservasalute 2018“, di recente presentato a Roma, le morti premature per sepsi, ovvero infezione post-ricovero ospedaliero, sono state più di 49 mila nel 2016. No, non ho sbagliato a trascrivere il numero è proprio 49 mila (49.000!!!).

E’ il corrispondente di un paesino di provincia. Tutte persone morte per la scarsa profilassi settica ospedaliera. E importa zero di che genere siano quei morti. Sono di fatto 49 mila persone decedute di morte non naturale per cause terze. Sono cifre da quarto mondo, non da Italia. Dovrebbero richiamare le autorità a fare poderosi investimenti e controlli sulle strutture sanitarie per ridurre quel numero a una quota fisiologica per un paese occidentale sviluppato. Il problema è che molti di quei morti di sepsi sono anziani. Gente che consuma poco o nulla, non organizzata in gruppi di pressione. Niente a che vedere con le donne e femministe esagitate e consumatrici accaniti.

senato.ok.600E così il baccano sui ridicoli numeri del cosiddetto “femminicidio” serve anche a coprire gli scandalosi dati non solo dei poveri cristi che crepano lavorando, ma anche di quelli che entrano in un ospedale in piedi sperando di guarire e ne escono sdraiati per sempre a causa di una semplice stramaledettissima infezione. E’ così che la priorità delle istituzioni sono il “Codice rosso” o la Commissione parlamentare sul femminicidio,  non lo sforzo di trovare soldi per migliorare la sicurezza sul lavoro e negli ospedali. Sono anche le priorità comunicate dai media e affrontati dalle autorità a determinare la credibilità di un paese. Misurate ora, con i dati che vi ho fornito, la credibilità del nostro. Non vi viene subito l’istinto di fare le valigie?


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6 thoughts on “La solitudine dei numeri significativi

  1. Ogni anno muoiono per incidenti domestici circa 5000 persone. Di queste molte sono donne.
    Molti di questi incidenti sarebbero facilmente evitabili con una semplice informazione di base.
    Avete mai visto una femminista parlarne?

  2. in una società del primo mondo come l’italia debellare la violenza sulle donne il e femminicidio dalla faccia del paese è la prima priorità , se anche in un anno ci fosse come numero un solo femminicidio , una sola molestia sessuale ai danni una donna si urlerebbe che lo Stato fa poco e niente per per la sicurezza delle donne, si parlerebbe di carneficina e tutte le conseguenze ed allarmismi per una femmina ammazzata un tutto l’anno.
    E’ una mia riflessione visto che vivo nel Regno Unito , palese del primo mondo con miliardi di leggi che tutelano le donne (l’ultima legge è il reato di upskirt dove un mio ex collega di lavoro per una pruderia non solo gli è costato il licenziamento ma due anni di gattabuia e l’inserimento a vita nel registro dei sex offenders). La’ i femminicidi sono ancora meno (circa una decina ogni anni) ma per una vittima si fanno fior di articoli di risonanza che hanno durata di mezz’anno.
    Se un in UK , Stati Uniti e Australia si sono toccati livelli di follia estrema l’Italia è piu’ o meno un po’ meno estrema ma pian piano arriverà ache essa alla follia.

  3. Nel 2016 i casi di malaria in Italia sono stati 888.

    “Nel 2016, in 30 Paesi dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo sono stati confermati 8225 casi di malaria, pari a 1,2 casi per 100.000 abitanti. Come negli anni precedenti la prevalenza maggiore è fra gli uomini, in particolare nella fascia di età fra i 15 e i 44 anni (1,8 casi confermati per 100.000 abitanti contro i e 0,8 casi fra le donne).”

    https://www.infodata.ilsole24ore.com/2019/05/20/numeri-della-malaria-europa/

    L’articolo non lo dice ma le zanzare che pungono è noto sono tutte femmine. ????

    (Ned: Alcune femmine!! ???? )

  4. Al riguardo fo presente che pochi giorni fa da un notiziario alla radio ho appreso che in Italia in un anno ( 2017 ? ), per shock anafilattico causa allergie, sono morte ben 40 persone. Che in generale pure sapevano di essere allergiche ma a volte nei ristoranti, malgrado la severa legislazione italiana, degli ingredienti non erano stati segnalati. Ma su 60 milioni di abitanti vengono fuori anche questi numeri. Comunque di più dei 32 femminicidi “propriamente detti” riferiti dal capo della polizia. Per non parlare dei 120 “trattoricidi” annui o dei 200 ciclisti morti annualmente. Per incidente ma anche per omicidio sia pur colposo. Giuseppe

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