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Fabio Nestola In breve Minori

La violenza che non si racconta

Continui lanci di agenzia su maestre, educatrici, donne che fanno violenza a minori. Ma i media non montano il caso. Non sono mica uomini!

violenza_donnebimbidi Fabio Nestola – Notizia choc: il 2019 è appena iniziato ma sono già 16 le educatrici, maestre e insegnanti di sostegno sospese dal servizio, inquisite o arrestate per maltrattamenti ai bambini che erano stati loro affidati dalle famiglie. Continui lanci d’agenzia e non sono passate nemmeno tre settimane dall’inizio dell’anno. Va considerato che ad ogni autrice di maltrattamento corrispondono vittime plurime, visto che un’insegnante gestisce classi con 20 o più alunni ed in nessun caso la cronaca giudiziaria registra l’accanimento della maltrattatrice incriminata verso un bambino in particolare, e solo quello. Giova inoltre riflettere sul fatto che, come per ogni altro fenomeno illecito, gli episodi che arrivano all’attenzione dell’Autorità Giudiziaria sono solo la punta dell’iceberg. Tuttavia anche di fronte a centinaia di minori maltrattati non nasce “il caso”, ne’ mediatico ne’ giudiziario, ne’ politico … non c’è alcuna emergenza.  Meglio fingere di non vedere che si sbriciola il mito – accanitamente sostenuto da più parti – della donna geneticamente impossibilitata ad agire violenza, angelo del focolare naturalmente predisposto al Bene in generale ed alla cura dei fanciulli in particolare. Non sarebbe politicamente corretto dire la verità, quindi meglio girarsi dall’altra parte. Ricordiamocene ogni volta che giornalisti, intellettuali, giuristi, politici ed opinionisti da talkshow si riempiono la bocca con la tutela dei minori.

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0 risposte su “La violenza che non si racconta”

Dai che qualche crepa nel muro comincia ad aprirsi in Spagna e da lì il passo è breve. Il tempo del #MeToo è finito, Podemos sta implodendo, il P.P. comincia a temere l’avanzata di Vox e riconsidera la sua posizione su quella infamia che é la LIVG Zapateriana, il PSOE é in caduta libera. Finito il regno di Chuchana Diaz in Andalucìa. Fine dei giochi. E delle ruberie. 2200 associazioni (!!!) femmiStaliniste per assistere le donne “vittime” (87%di denunce false !) di violenza di “genere” (???) che si spartivano centinaia di milioni di euro. Se acabò !

Mi ha impressionato il fatto che nell’ultimo caso (Isernia) l’intervento di fermo, sia stato deciso dopo l’accertamento video di 150 casi.
Una cifra spaventosa.
Il che fa supporre che anche loro, gli organi di Polizia Giudiziaria, conoscono bene la difficoltà di pervenire ad una condanna per una donna.
Sanno quanto materiale devono accumulare per convincere un collegio giudicante.
E questo a mio avviso, per contrasto, stride clamorosamente con la retorica dell’inviolabilità del corpo femminile, per cui non è tollerato nemmeno il minimo tentativo di violenza fisica.

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