L’affido condiviso stronca la violenza. Ecco le prove

separazioni affidoNella diatriba sulla disciplina delle separazioni e degli affidi la questione se l’affido condiviso porti più benefici o danni è tra le più dibattute in Italia. Chi osteggia l’affido condiviso in genere si appella ad argomentazioni alla Foti o CISMAI: il rischio di consegnare i bambini a padri violenti e abusanti (che, si teorizza, sono la maggioranza) è troppo alto. Dunque meglio continuare con la misapplicazione della legge attuale, la 54/2006, che imporrebbe la bigenitorialità perfetta come diritto del minore. Un principio ampiamente disatteso dalla discrezionalità dei magistrati. E così l’Italia pullula di affidi pressoché esclusivi camuffati da affido condiviso e di una retorica infondata sull’uomo-padre violento, opressore e abusante. Un meccanismo che innesca un giro di business spaventoso, come ben si sa, nonché l’ampia apertura delle maglie istituzionali all’ingresso di ideologie ulteriormente distruttive.

Servirebbe una prova provata che il vero affido condiviso è utile rispetto alla situazione presente. Be’, ora le prove ci sono, per di più inequivocabili. L’esperimento si è tenuto dello stato USA del Kentucky, che nel luglio 2017 si è dotato di una legge che regolamenta efficacemente l’affido condiviso in termini di piena bigenitorialità. Ai tempi venne definita “la legge più popolare dell’anno”, e oggi, al di là delle etichette, è possibile tirare le somme sulla sua efficacia. Che sono sorprendenti. Ma prima di vederle è bene capire quale fosse il contesto in cui quella legge è andata a inserirsi. Anzitutto il Kentucky è uno degli stati USA a maggiore incremento demografico. Più gente uguale più conflitti di coppia possibili. Nel 2016, non a caso, si registravano ben 22.512 cause di separazione.


Su separazioni e affidi meglio continuare con la misapplicazione della legge attuale.


affido condivisoNon è tutto. Va considerato che nel 2016 lo stato del Kentucky ha modificato le sue leggi relative alla violenza domestica, acquisendone una definizione a larghissimo spettro e aprendo nuove procedure di facilitazione per la presentazione di denunce. Un’evoluzione normativa derivata dall’aumento costante delle denunce per maltrattamenti, percosse ed altri reati ricadenti nella più ampia definizione di “violenza domestica”. Che, gli americani l’avevano già notato da tempo, tende a collegarsi in modo quasi automatico con le cause di separazione coniugale. Non è dato sapere se per l’ampio utilizzo delle false accuse (all’italiana) o se si trattava di violenze reali, in ogni caso il collegamento c’era. Le denunce oberavano i tribunali, ingrassavano gli avvocati e ponevano i minori nella ben nota condizione si disagio e stress.

Insomma la nuova norma sull’affido condiviso del Kentucky è andata a inserirsi in un contesto tutto sommato sfavorevole nell’ottica di un positivo dispiegamento dei suoi effetti. Eppure, oggi i numeri lo dicono chiaramente, tutto sta andando alla grande. Dopo circa due anni di applicazione il numero delle cause di separazione è sceso del 15% e le denunce per violenza domestica del 10%. Possono sembrare percentuali piccole, ma non ci si faccia ingannare: la nuova legge del Kentucky, come detto, casca in un contesto immensamente favorevole all’ampliamento di denunce e conflitti, dunque i dati in calo sono solamente merito suo e del modo con cui è stata concepita. Tra le altre cose, ad esempio, al giudice viene data la possibilità di stabilire condizioni premianti per le ex coppie che favoriscano la reciproca relazione con il minore (“friendly parent factor”). Alla faccia dell’alienazione parentale.


I numeri lo dicono chiaramente, tutto sta andando alla grande.


affido condiviso joint custodyE non è solo che più coppie in Kentucky ora si stanno separando senza conflitti e mettendo al centro dell’attenzione i figli e il loro benessere. Ci sono anche dati di gestione pubblica più freddi ma non meno importanti. Le corti ora sono meno saturate e hanno le risorse per concentrarsi meglio sui casi apparentemente di vera violenza domestica. Le vere vittime insomma ora possono avere l’attenzione che meritano. Non solo: il contribuente americano spenderà sempre meno per l’amministrazione giudiziaria. Gli unici scontenti, questo è certo, sono gli avvocati, che non riescono più a lucrare sulla zizzania tra ex coniugi. Un sacrificio consociativo tutto sommato sopportabile in cambio di esiti generali così positivi.

Serviva dunque una prova del fatto che l’affido condiviso (vero) non è solo una soluzione ma la soluzione? Eccola qua. Basta guardare i dati del laboratorio Kentucky, e si ha una risposta esaustiva. Il sistema è esportabile? Assolutamente sì: se gli effetti dell’affido condiviso in una società tendenzialmente più violenta della nostra sono quelli illustrati, si può immaginare cosa accadrebbe da noi. Lo scoglio vero è nella differenza di dimensioni tra gli interessi che ruotano attorno agli affidi in USA e in Italia. Là a perderci qualcosa sono essenzialmente gli avvocati. Per il resto l’assistenza pubblica sugli affidi è molto light. Da noi l’intervento dello Stato è mastodontico, così come le risorse messe in campo. Un affido condiviso da noi ridurrebbe drasticamente la mangiatoia per avvocati, giudici onorari, case famiglia e cooperative che le gestiscono, eserciti di assistenti sociali, centri antiviolenza e case rifugio, psichiatri, psicologi, associazionismo militante, opinioniste della domenica, esperte improvvisate in statistica…


Serviva una prova che l’affido condiviso è la soluzione? Eccola qua.


soldiUn affido condiviso vero in Italia, insomma, farebbe sì calare le cause di separazione giudiziale, le denunce per violenza e i conflitti tra ex coniugi in generale, il tutto a reale beneficio dei minori coinvolti. Farebbe sì anche risparmiare miliardate allo Stato e milionate ai privati, restituendo efficienza al sistema giudiziario. Ma con buona probabilità farebbe anche schizzare in alto il tasso di disoccupazione, come sempre accade quando colonie di parassiti infestanti prendono d’assalto le generose mammelle di uno Stato in mano a politici inetti o corrotti. Dunque, sebbene sia nostra abitudine importare di tutto dagli USA, specie le cose peggiori, passerà molto molto tempo prima che si riesca ad attuare da noi qualcosa di simile alla saggia ed efficace legge sull’affido condiviso del Kentucky.


ACQUISTA IL LIBROACQUISTA L’E-BOOK

Anche su IBS, Amazon, Feltrinelli e Mondadori

grafica_ingranaggibanner

ACQUISTA IL LIBROACQUISTA L’E-BOOK

Anche su IBS, Amazon, Feltrinelli e Mondadori

Per essere sempre aggiornato sui nuovi articoli, iscriviti alla newsletter di “Stalker sarai tu”:


 

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: