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L’assurdo calvario di Fabio prosegue

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Qualcuno ricorderà che ho dedicato uno dei miei video a Fabio, padre di Napoli con una storia atroce di violenza subita dalla moglie e feroci azioni alienanti a carico dei suoi due figli piccoli. Il video ha smosso qualcosa di positivo, ma poco e lento. Di contro le forze che operano sistematicamente, quasi istituzionalmente, contro il benessere dei minori e incidentalmente contro un bravo genitore, hanno proseguito la loro opera assurda di demolizione della giustizia e della ragionevolezza. Protagonista assoluta di questo disastro, oltre naturalmente all’ex moglie di Fabio, la Procura di Nola che, secondo alcune informazioni, è nota in Italia come “la Procura rosa”. E si vede.

Delle più di quaranta denunce sporte da Fabio contro la ex moglie per una lista interminabile di reati (maltrattamenti, violenza, percosse, atti persecutori, minacce e altro ancora), al momento una sola ha avuto un esito, quella per atti persecutori: la sua ex moglie è ora rinviata a giudizio, e in attesa di comparire davanti al giudice, occupa la casa di Fabio, proseguendo imperterrita nelle sue attività oppressive e alienanti. Fabio, ad esempio, tenta periodicamente di contattare i due figli, via messaggio. Quando sfuggono al controllo della madre, questi rispondono, ma dura poco: guardati a vista, se colti a messaggiare col padre, gli viene strappato il cellulare ed è l’ex moglie a proseguire la, chiamiamola così, conversazione. Qui due esempi, uno con la figlia e uno col figlio:

logo_telefonoazzurroNon serve essere psichiatri, né vedere i referti con cui Fabio si è fatto attestare ferite, fratture e coltellate, per capire che c’è un problema psichiatrico in atto. Il che sarebbe il meno se in mano a quel problema non ci fossero due minori. La Procura di Nola non se n’è ancora resa conto. Oppure sì, ma fa finta di nulla. Ben più sensibile è Telefono Azzurro, cui Fabio si è rivolto. Se una situazione muove l’organizzazione in difesa dei minori, vuol dire che è accertata la sua gravità. Se a muoversi sono addirittura Presidente e Vice-Presidente, ancora di più.

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Il documento qui sopra è parte delle tante denunce presentate da Fabio alla Procura di Nola. Che, come spesso accade, avrebbe il potere di interrompere questo stillicidio e di restituire a due bambini la serenità di un genitore accudente ed equilibrato. Invece? Invece di recente ha preso due decisioni che da un lato dimostrano il suo colore rosa shocking, dall’altro trasformano tutto in uno scenario che kafkiano è dire poco.

giudice-di-pace1La prima è stata la decisione di archiviare tutte le precedenti denunce per atti persecutori presentate da Fabio a carico della moglie. Motivo: “tanto è già rinviata a giudizio per una…”. Peccato che l’ampiamente dimostrata reiterazione del reato non sia irrilevante, anzi in questo caso comporterebbe l’arresto della persona. Se fosse uomo, naturalmente. In questo caso no, si archivia e basta. Fabio farà opposizione, è ovvio, ma intanto passeranno tre-quattro mesi, durante i quali minacce, persecuzioni e alienazione dei due figli proseguiranno indisturbati.

Ma è la seconda decisione a dare davvero la cifra della situazione. Durante una lite, tempo fa, Fabio ha afferrato l’ex moglie per un braccio. E’ vero, l’ha fatto energicamente, lasciandole alcuni segni rossi sulla pelle, che lei si è fatta refertare, denunciandolo poi per violenza, con l’aiuto di un paio di testimoni. A nulla sono valse le denunce pregresse di Fabio, le botte e le coltellate che si è preso: nel suo caso il Pubblico Ministero, casualmente lo stesso che ha archiviato le sue denunce per atti persecutori, non ha archiviato e ha mandato avanti la denuncia.

Questo accade a un uomo, a un padre, in Italia, anno 2018. Forza Fabio, non mollare.


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4 thoughts on “L’assurdo calvario di Fabio prosegue

  1. Chi giudica i giudici? Serve davveto la responsabilità penale, è triste ma stavolta devo dare ragione a Berlusconi.

  2. questo accade a tantissimi padri separati allontanati dai figli. Tribunali, giudici, avvocati e altri, sono responsabili di tantissime tragedei familiari…….gli uomini non denunciano?

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