STALKER SARAI TU

L’attenuante della “delusione” e i motivi delle falsità nei media

Questo blog ha interrotto le pubblicazioni il 14/09/2020, dopo 4 anni di attività.

Le sue tematiche sono ora sviluppate da una nuova piattaforma:

LA FIONDA

https://www.lafionda.com

<

persone_gamboaCi risiamo, ormai è diventata un’ossessione. Su tutti i media e i social impazza la polemica per una sentenza del Tribunale di Genova dove l’omicida di una donna ha goduto di uno sconto di pena, così blaterano tutte le testate, perché avrebbe agito “spinto dalla delusione”. Gamboa, il colpevole ecuadoriano, aveva scoperto che la compagna aveva un amante e per lasciar spazio alle sue decisioni era tornato in Ecuador. Poco dopo la donna l’aveva richiamato, promettendogli correttezza e una vita assieme. Tornato in Italia, lei lo va a prendere ubriaca. Bevono assieme, vanno a casa, fanno l’amore. Poco dopo si rifà vivo l’amante, Gamboa viene ferocemente umiliato dalla donna, allora perde il controllo e la uccide. In tribunale, il PM aveva chiesto trent’anni di carcere, comprensivi delle aggravanti. Il rito abbreviato ha tagliato di 1/3 la pena, dopo di che il giudice, Dr.ssa Silvia Carpanini, ha seguito le numerose direttive della Corte di Cassazione concedendo le attenuanti generiche all’uomo giustificate dal fatto che avesse agito spinto da sentimenti di “rabbia, disperazione, delusione, risentimento”. Queste hanno compensato le aggravanti, portando la pena a 16 anni. Il tutto come previsto dalla legge.

Cosa contestano ora i media e i loro mandanti? La concessione delle attenuanti generiche, senza le quali la pena sarebbe salita di un’inezia, da 16 a circa 20 anni, restando in ogni caso gravosa. La contestano perché, in barba a quanto stabilito da tempo dalla Cassazione, una persona dovrebbe assistere a qualcuno che gioca con la sua vita mantenendo un aplomb britannico, forse. Gamboa è stato preso in giro e manipolato, si è reso conto che il piano esistenziale proposto dalla sua ex compagna e su cui aveva fatto conto era un grande inganno, e questo è accaduto mentre era ubriaco. Nulla a che fare con la gelosia, il possesso o cose simili, e tutto a che fare con una truffa giocata sulla vita di una persona, in quel momento in condizioni poco controllate a causa dell’alcol. Questo, in nessuna parte della sentenza, giustifica il suo omicidio. Anzi, il testo sottolinea fortemente come non esistano scusanti. Tuttavia argomentano, a rigore di legge, la concessione delle attenuanti. Fuori dalla lettera della sentenza io aggiungo: non si può pretendere di giocare con la vita altrui senza rischiare nulla. La donna avrebbe dovuto esserne conscia nel momento in cui prendeva le sue decisioni e mentiva ancora all’ex compagno che già si era allontanato per lasciarle fare la vita che voleva. E’ la differenza che passa tra l’agire autonomamente e responsabilmente (libertà) e pretendere di fare il cavolo che si vuole a prescindere da tutto e tutti (licenza).

Questo articolo è il frutto del lavoro volontario e gratuito dell’autore. Se vuoi aiutarlo contribuendo al mantenimento del blog e alla diffusione dei suoi contenuti, fai una donazione tramite bonifico o PayPal. Grazie!


IBAN: IT12D0617501410000001392680

persone_carpaniniChe la sentenza sia a rigore di legge lo dimostra il fatto che il PM non l’ha impugnata. Lo stesso avvocato di parte civile, pur menzionando fuori luogo il “delitto d’onore” per garantire alla questione le prime pagine, ammette bontà sua che i giudici non c’entrano nulla in questo, semmai sono le leggi che andrebbero modificate. Ma a dimostrarlo è soprattutto la bellissima intervista che il Corriere è riuscito a strappare al giudice Silvia Carpanini. Le sue sono parole che trasudano dignità professionale, rigore giuridico, correttezza etica e deontologica. Si può dire, leggendo le sue dichiarazioni: “c’è un Giudice a Genova”. Carpanini resta solidissima anche quando il pennivendolo di turno evoca una delle più recenti mistificazioni mediatiche, quella della “tempesta emotiva“, già ampiamente sbugiardata dagli esperti. Ed è proprio tra le righe delle risposte esemplari del magistrato alle domande provocatorie del Corriere che si trova l’innesco giusto per interrogarsi sui motivi che stanno portando con grande frequenza i media a interessarsi delle sentenze che riguardano la violenza sulle donne, distorcendole e mistificandole davanti all’opinione pubblica. Da quell’innesco si possono ipotizzare delle spiegazioni, una più angosciante dell’altra.

Il punto centrale è quando, in risposta alla domanda su quando avesse depositato la sentenza, la Dr.ssa Carpanini dice: “Prima di Natale. Stamattina (ieri, ndr) quando mi hanno chiesto di quel caso e mi hanno detto che se ne discuteva sono cascata dalla luna”. Dunque è una sentenza già vecchia. Quella del “troppo brutta per essere stuprata” era di fine 2017, e anche la famosa della “tempesta emotiva” era molto datata. I media, che dovrebbero essere i campioni del last-minute, stanno dunque riesumando vecchie sentenze, scelte con cura, per montarci sopra dei casi nazionali attraverso una loro lettura del tutto distorta. E’ tutto tanto evidente quanto anomalo. Perché accade questo? Una prima spiegazione l’ho data per i due casi precedenti: troppo basso ad oggi è il rateo donne uccise / giorno e le organizzazioni che traggono benefici dal terrorismo di genere sono in allarme. Non solo: le più recenti rilevazioni confermano l’Italia come un paese a basso-bassissimo pericolo per le donne e questo rischia di far saltare un ricco banco dove mangiano in moltissimi. Ecco quindi che, in combutta con redazioni servili e interessate, si spinge per generare un allarme su sentenze vecchie, scelte con scaltrezza: la narrazione emergenziale (infondata) resta così alta.

Questo articolo è il frutto del lavoro volontario e gratuito dell’autore. Se vuoi aiutarlo contribuendo al mantenimento del blog e alla diffusione dei suoi contenuti, fai una donazione tramite bonifico o PayPal. Grazie!


IBAN: IT12D0617501410000001392680

varie_giornalistaUn’altra spiegazione si può incrociare a questa: la voracità dei media. Queste che si susseguono, classificabili oggettivamente come una forma di fake news, attirano lettori e click. Oggi le testate sarebbero capaci di uccidere per un click in più, perché è essenzialmente da essi che dipende la loro esistenza. Niente più di notizie manipolate strumentalmente per ingenerare indignazione può funzionare a questo scopo. Mettere al microscopio adulterante di giornalistucoli d’accatto vecchie sentenze, per quanto emesse a rigore di legge, e proporne una descrizione mistificata all’analfabetismo funzionale imperante significa sfruttare una vera miniera d’oro. Così si consuma il matrimonio aberrante tra gli interessi che ruotano attorno a un’inesistente emergenza violenza sulle donne e quelli dell’informazione di massa. A farne le spese, oltre la già scarsa intelligenza del lettore medio, sono i preziosissimi e delicatissimi equilibri istituzionali. Già a questo livello la magistratura può sentirsi sotto assedio, sotto controllo, intimidita. Vero, ci sono magistrati con la schiena dritta, come la Dr.ssa Carpanini ma… evitare di avere lo sciacallo del Corriere che cerca di strapparti una dichiarazione, di finire in prima pagina solo per aver fatto bene il tuo lavoro, rischia di essere una tentazione forte. A discapito di una giustizia amministrata a rigore di legge.

Tutto ciò può bastare a spiegare questa deriva spaventosa? Vogliamo scendere più nel profondo della possibile melma nascosta dietro questa operazione? Bene, seguitemi. Ci sono due modi per far passare leggi insensate: imporle, come si fa nei regimi dittatoriali, oppure, se si è in democrazia (o in una parvenza di essa), creare ad arte le condizioni perché tali leggi vengano accettate dalla maggioranza. Le bombe sparse in passato da organismi deviati servivano, ad esempio, a creare allarme sufficiente a far digerire al popolo “leggi speciali”. Insomma, una strategia vecchia come il mondo. Ad oggi, in questo senso, ci sono alcune cose in ballo: il disegno di legge su separazioni e affidi (DDL 735) che le potenti organizzazioni rosa vogliono venga ritirato, il “codice rosso” della premiata coppia Bongiorno-Huntziker che si vuole approvato in fretta e, più nascosta ma micidiale, l’estensione della Legge Mancino anche ai casi di discorsi d’odio legati al “genere”, oggi oggetto di numerose petizioni. Il primo va eliminato perché taglia le gambe al grande business delle separazioni, oltre che a decennali posizioni di rendita unilaterali. Il secondo si lega agli interessi della galassia dei centri antiviolenza, incluso “Doppia difesa”, d’interesse proprio di Bongiorno e Huntziker. Il terzo mirerebbe a togliere di mezzo tutti coloro che, dati e fatti alla mano, cercano di svelare le bugie dilaganti, che è un po’ il mestiere di questo blog e di tanti altri.

Questo articolo è il frutto del lavoro volontario e gratuito dell’autore. Se vuoi aiutarlo contribuendo al mantenimento del blog e alla diffusione dei suoi contenuti, fai una donazione tramite bonifico o PayPal. Grazie!


IBAN: IT12D0617501410000001392680

persone_bonafhunzQualcuno timidamente sussurra che il grande burattinaio dietro a tutto questo sia proprio il Ministro Bongiorno, che di sentenze ne capisce e dalla sua posizione è perfettamente in grado di pilotare un piano di comunicazione falsato basato su di esse. In questo trova ampia sponda sia nell’intontita passività del Ministro della Giustizia e nell’opportunismo mediatico del Ministro dell’Interno, sempre pronto a schierarsi ovunque ci sia garanzia di avere più consenso. E’ una chiave di lettura che mette i brividi perché suggerisce una pianificazione premeditata asservita a interessi specifici, da perseguire a danno essenzialmente della giustizia e della metà esatta della popolazione. Sarebbe l’incarnazione di quella strategia “spudoratamente femminista” evocata più volte proprio da Bongiorno, e di cui sono parte costitutiva le menzogne de “L’Espresso” come i trucchetti del “Sole24Ore”, e dei loro conteggi dove nei “femminicidi” viene incluso tutto e il contrario di tutto (probabilmente entrerà anche questo fatto di cronaca, una rapina finita male, che nulla ha a che fare col presunto “femminicidio”). I più catastrofici ipotizzano addirittura una compiacenza, se non addirittura una complicità della magistratura o parte di essa in questo piano, ma mi pare esagerato. Sarebbe una vera azione eversiva che non può accadere. E per convincermi di questo rileggo l’intervista a schiena drittissima del giudice Carpanini.

Qualunque sia il motivo alla base di quello che sta accadendo, senza escludere che siano tutti i motivi ipotizzati messi assieme, si tratta di qualcosa di gravissimo. Un vero e proprio attentato all’intelligenza dell’opinione pubblica, un tentativo propagandistico di manipolazione del sentire comune per far passare leggi tanto ingiuste quanto incostituzionali (nel parlare del “codice rosso” il Ministro Bonafede si riferisce sempre alle sole donne, svelando che si tratta di una legge ad generem travestita da legge valida per tutti), ma soprattutto di condizionare un importantissimo organo chiamato a regolamentare, tramite le sue sanzioni e libere decisioni, l’intero vivere civile. Se questa consapevolezza è presente in chiunque legga queste righe, credo che non sarà gravoso per tutti impegnarsi per provare a interrompere questo declino. E per riuscirci occorre un’azione di massa. Penso a una comunicazione mirata all’Associazione Nazionale Magistrati, al Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, al Ministro della Giustizia e al Presidente della Repubblica quale presidente del CSM. Una email ciascuno a cui però dovrebbe seguire il supporto di molti, moltissimi, altrimenti non avrebbe senso. Chi ci starebbe di voi? Chi è preoccupato quanto me?


Per essere sempre aggiornato sui nuovi articoli, iscriviti alla newsletter di “Stalker sarai tu”:

Loading

footer_sst

23 thoughts on “L’attenuante della “delusione” e i motivi delle falsità nei media

  1. da quanto ne so, gli organi degli uffici giudiziari, la anm e lo stesso csm oggi sono totalmente inerti rispetto
    a queste situazioni. Parlerei di un “silenzio imbarazzato”. In ogni caso, nessuno tutela corporativamente queste
    decisioni che vengono considerate “abnormi” perchè scarsamente punitive verso il soggetto maschio,
    artefice di estrema violenza sulla donna.
    Silenzio, direi, anche da parte di Salvini e Buonafede, ministri di primo piano sul campo giudiziario.

    a mio modo di vedere, ci possono essere più cause assortite: sicuramente vi è la pressione mediatica
    di organizzazioni femministe, quasi istituzionalizzate, per fare “massa critica” nei confronti di un Potere
    che contiene un buon 53% di personale femminile. Senza contare gli onorari, giudici di pace, vice
    procuratori onorari e giudici onorari di primo grado, spessissimo donne (a quel punto si va oltre il 60%
    con maggioranza schiacciante femminile).
    tutti questi gruppi di pressione, vuoi le femministe, vuoi il femminismo giudiziario (avvocate e magistrate di
    sinistra), vuoi figure di spicco sul piano nazionale, schieratissime, fanno una moral dissuasion per
    impedire sottovalutazione di fatti gravi ed indurre a sanzioni esemplari, elevatissime.
    Il passaparola è “niente attenuanti al femminicida”.
    Sul piano mediatico, ancora una volta si fa valere il femminismo “diffuso” nei mass media, grazie
    a femministe a tempo pieno infiltrate in ogni redazione che si rispetti (la Siviero nel post, quell’altra
    del solo24 ore, le donne di fatto del FQ). Anche questa fanno pressione, fanno mischia come si dice
    nel rugby al fine di condizionare implicitamente i giudici.
    NOn si dimentichi infine che nelle corti d’assise di primo e secondo grado i giudici sono del popolo:
    quindi sei assessori liberi cittadini estratti dalle liste elettorali (quindi potrebbero essere più
    influenzabili rispetto all’emergenza violenza, vera e artefatta che sia).
    queste situazioni credo siano alla base della continua propalazione di decisioni “strane” o non in linea,
    allarme che comunque crea paura, sgomento, insicurezza e senso di sfiducia nei cittadini
    (soprattutto nelle possibili vittime future).

    si parla tanto di rieducazione del reo, ma non ci si rende conto che creare il concetto
    di “reo femminicida” è assolutamente conforme alla Scuola Positiva, cioè al cosidetto
    “tipo di autore” (non si colpisce il reato ma l’autore, tanto per spiegare).
    Il Positivismo nasce negli anni ’20…non è un caso che lo troviamo alla base
    del diritto penale fascista.
    di fatto oggi abbiamo un processo “sul tipo di autore” per determinati reati
    (stupro, stalking, maltrattamenti), quai si volesse colpire l’autore e non il fenomeno criminale.
    Una incredibile regressione fascista da parte del progressismo ?

  2. Certamente manderò un’email! E sono sicuro che ne manderà una anche mia moglie!
    Questa deriva mi preoccupa per il futuro, in particolare per quello delle mie due figlie!
    E’ veramente ridicolo pensare a donne contro uomini o viceversa. E’ come rubarsi dei soldi dalla tasca destra per metterseli in quella sinistra!!

  3. La regola ferrea, inderogabile, il codice sempre applicato (ma ovviamente mai annunciato) è questo:
    1- ogni accusato deve subito andare in carcere e restarci 2- deve essere condannato 3-la pena deve essere massima 4-non devono esserci espiazioni diverse dalla gabbia.
    .
    Quando un accusato non viene incarcerato, o non venga condannato, o gli vengano applicate delle attenuanti o non gli vengano inflitte delle aggravanti o queste vengono riformate o la pena venga espiata in minima parte fuori dalla cella, anche se le sentenze sono emesse da giudici femmina, i media urlano alla “Sentenza choc!”in quanto viene violato il codice sopraindicato.
    .
    Le “sentenze choc” di questi giorni hanno violato uno degli articoli di quel codice. Bombardamento a tappeto.
    .
    Ogni accusa, imputazione, sentenza, condanna e pena che non prevedano quanto sopra (il massimo del peggio), stanno a significare che il maschio è impunito, che ha libertà di stupro, di omicidio, di violenza sistematica.
    .
    E’ così da più di una generazione.

  4. Tra le ipotesi per spiegare questa follia, io ribadisco quella cui ho accennato in un commento al post sul caso bolognese: l’obiettivo, non so se scientemente attuato o se sia solo una conseguenza gradita ma incidentale di questi fatti, potrebbe anche essere l’abolizione dell’obbligo di motivare le sentenze. Vedremo come evolve la situazione, e se qualcuno farà la proposta di legge…

  5. ma avete notato che anche in questo caso la vittima del crimine è straniera? ( come negli altri casi )

      1. io invece ho capito ( almeno credo ) come si colloca nel contesto generale…i magistrati non garantiscono protezione alle straniere, almeno la stessa protezione di cui godono le italiane. Provate a pensare se quello che ha fatto la franzoni lo avesse fatto una straniera, se a quest’ora sarebbe fuori!

  6. Io propendo per la terza ipotesi, purtroppo, quella più orwelliana, creare un nuovo allarme virtuale affinché il popolo bue digerisca senza rigurgiti le prossime leggi “speciali” liberticide contro gli uomini, razziste e sessiste, metodo reso scientifico dai nazifascisti e ripreso a piè pari dalla ideologia femminista.

    Menzione d’onore al giudice Silvia Carpanini, che Dio la protegga, credo ne abbia bisogno, mi inquieta dirlo.

    Unica eccezione nel desolante panorama dell’informazione mi pare essere Ermes Antonucci del Foglio.

    https://www.ilfoglio.it/giustizia/2019/03/13/news/niente-delitto-donore-per-l-omicidio-di-rivarolo-242969/
    https://www.ilfoglio.it/giustizia/2019/03/04/news/una-tempesta-emotiva-di-gelosia-attenua-lomicidio-no-e-una-fake-news-241122/

    Una rondine non fa primavera, forse è la prima, in anticipo, o forse è l’ultima.

  7. Comunico ufficialmente che il Tg5 è un adepto di rosa nostra … Sto guardando in diretta il telegiornale di oggi.. Una cosa vomitevole.. Prime tre notizie classificate come esempi di violenza sulle donne.. La donna morta a Vicenza durante il furto della sua auto, l ‘arresto (per fortuna) del marito che ha dato fuoco alla ex moglie, e per ultimo il caso della sentenza del magistrato di cui si parla in questo articolo.. Ora basta! Il CSM e l’associazione nazionale magistrati non hanno nulla da obbiettare circa le disgustose insinuazioni dei media? E’ ora di dire basta!!!!

    1. E’ mia intenzione farlo. Ma vorrei essere sicuro di non essere l’unico pirla a inviarla… 😉

    1. Essendo dddonna, si tratta PER FORZA di legittima difesa… :-O }:-( :-X
      Chiudo qui per non cominciare a vomitare }:-(

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: