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Le sorelle che sbagliano (qualcuno le controlla?)

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varie_marciafamigliaSi è dato conto ieri del clima preoccupante che circonda il Senatore Simone Pillon, tanto da costringerlo a circolare con una scorta. La furia ideologica delle arpie lasciate libere, a sinistra dello scenario politico, da un Partito Democratico pressoché inesistente, si radicalizza sempre di più, mescolandosi ad aspetti carnevaleschi che portano a sottostimarne la pericolosità. Oltre al noto Senatore della Lega, si ha notizia di manifestini intimidatori firmati da “Nonunadimeno” lasciati nell’ufficio di Alessandro Strumia: qualcuno lo ricorderà, si tratta del ricercatore del CERN crocefisso per aver detto la verità ossia, semplificando, che le donne sono meno portate per la scienza, ma fanno carriera lo stesso grazie alle “quote rosa”.  Ma non finisce qui: di recente è apparso un manifesto dove si attacca Massimo Gandolfini, chirurgo, fondatore del comitato “Difendiamo i nostri figli” e promotore della “Marcia per la famiglia”, prevista a Verona il 31 marzo prossimo. Il manifesto è questo:

varie_manifestogandolfini

Viene da sorridere leggendo la firma “trans frocie”, un po’ per l’errore grammaticale, un po’ per il concetto stesso. Sorriso a parte il messaggio non può essere sottovalutato. Si inneggia all’impiccagione o a una replica di Piazzale Loreto per una persona che manifesta liberamente e democraticamente le proprie idee. Tutto è molto grottesco: schierarsi contro la violenza e poi esortare ad “appendere” qualcuno è un pelo contraddittorio, ma la sorellanza arriva a questo ed altro con grande disinvoltura. Questi toni minacciosi, queste intimidazioni, questa violenza ben camuffata da buffonate stile Gaypride diventeranno azione? Chi è titolato a vigilare sull’ordine pubblico sta per caso tenendo sotto controllo queste pazze, che così tanto sembrano ambire a diventare “le sorelle che sbagliano” del nuovo millennio? Mi auguro che non si debba arrivare ad atti estremi e tragici perché si cominci a guardare questi fenomeni solo apparentemente da baraccone per quello che sono: un pericolo per l’ordine pubblico e la tenuta democratica del paese.

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10 thoughts on “Le sorelle che sbagliano (qualcuno le controlla?)

  1. io sto leggendo qualcosa in rete, avendo diverse amicizie femminili (per fortuna, le femministe sono ridotte ai minimi
    termini).

    ho la leggera sensazione che l’otto marzo meneranno qualche uomo.
    sono una persona molto pessimista, ma ho la vaga sensazione che qualcosa “bolle in pentola”.

    Sto notando una certa cattiveria in giro, direi una voglia di revanscismo sottilmente violento.

    1. E io credo, e lo dico qui, in chiaro, senza timore, che spero che accada. Anzi bisognerebbe fare in modo che accada, per mettere in luce una volta per tutte qual è la loro vera natura.
      Ci penso, ma venerdì, insieme all’articolo che ho già preparato (bellissimo per altro) potrei mettere che tragitto faccio in giornata e in quali orari. Sarebbe bello incontrarle finalmente faccia a faccia.

      1. Difficile che accada ma se dovesse accadere manderebbero gli zerbini, mica verrebbero loro. Gli zerbini sono pericolosi in gruppo, non presi singolarmente, però è molto difficile ne arrivi uno solo.
        E l’aggressione verrebbe rivendicata come “anarchica” o “anti-razzista” non “femminista”: la giudice Diamante Minucci assolse un uomo da falsa accusa, ma non venne minacciata direttamente da femministe, bensì dagli anarchici.

        Cioè: gli anarchici, coloro che non vogliono alcuna legge, che si arrabbiano perché secondo loro l a legge non è stata applicata bene 😀
        Molto credibile e coerente, non viene proprio a nessuno il sospetto (ironia) che non ci sia nulla di “anarchico” nell’azione ma siano zerbini che vogliono compiacere le femmine del loro gruppo…

        1. Venga chi vuole, con l’etichetta che vuole. Lo accolgo a braccia aperte. Per lo meno potrò, per la prima volta, guardare in faccia l’avversario.

          1. Mica sarebbe l’avversario, sarebbero gli zerbini, attacco per interposta persona. E’ gente che se sei mesi dopo inciampa su una bella e con idee di destra cambia completamente “opinione” su certe cose.
            “Opinione” tra virgolette ovviamente, mica hanno opinioni: infatti (caso della giudice Diamante Minucci) uno mica è “anarchico” se si infuria del fatto che la legge secondo lui viene applicata male, la risposta normale sarebbe “lo Stato è uno schifo e questo cose continueranno ad accadere sinché non lo distruggiamo, concentriamoci su questo, sulla malattia e non sui sintomi”. Ma questa risposta non la danno alle loro “kompagne” perché hanno paura che altrimenti le loro “kompagne” non gliela danno più…

  2. Ma le “trans frocie” non sono le stesse che fanno le vittime accusando mezzo mondo di “omofobia”? Almeno in quel manifesto si palesano per quel che sono, senza camuffarsi da minoranze oppresse e (persino) paladine dei diritti maschili.

    1. “Trans frocie” si direbbe un uomo che transiziona in donna ma poi va con le donne: fanno imbestialire tante lesbiche e tutte le femministe radicali, adesso una ha pure fatto espellere quella lesbica della Navratilova per “transfobia”.
      Quindi: solidarietà agli uomini minacciati ma NON alla Navratilova né alle femministe radicali.
      Su queste ultime: “mai interrompere il tuo nemico quando sta facendo un errore”, perciò per quel che riguarda la Navratilova e similari agli uomini consiglio di stare fuori da simili scontri e goderseli a distanza: lo scontro è roba da cinema, da gustarsi con i popcorn e una lattina di Radler ghiacciata, o possibilmente una bella Saaz Damm (adoro le birre leggere).
      O, per parafrasare il Capitano De Falco:
      “Si tolga dalla linea di fuoco e si faccia una birra, cazzo!” 😀

      Ho un pezzo in sospeso che sfiora l’argomento, è in inglese, l’autore è vero poeta oltreché un genio, lo pubblico domani: è iniziata “la marcia verso l’8 marzo” (in inglese suona meglio “march towards march 8th”.

  3. Alessandro Strumia deve denunciare subito l’accaduto alla polizia, più che altro perché in caso di aggressione potrà difendersi senza timore di passare dalla parte del torto. Se si presentano nel suo ufficio, una volta che lui ha inoltrato denuncia, può dar loro un sacco di bastonate, ma tanto non si presenteranno le vigliacchette.
    Sullo striscione contro Gandolfini: c’è “violenza di confini” e “antifasciste” oltre che “trans frocie”, quindi direi che la minaccia è più forte, probabilmente dietro ci sono gli stessi gruppi anarchici che minacciarono la giudice Diamante Minucci – qui la denuncia va fatta anche per tutela fisica perché l’aggressione potrebbe essere da parte di anarchici maschi armati, non tre o quattro vecchie svalvolate che al massimo si presentano a urlare slogan nella speranza di provocare

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