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Le (sudicie) astuzie mediatiche degli oppositori del DDL Pillon

Questo blog ha interrotto le pubblicazioni il 14/09/2020, dopo 4 anni di attività.

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LA FIONDA

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donna_stregheVi sarete accorti che tutti i maggiori mezzi di comunicazione si sono, con diverse sfumature, schierati contro il disegno di legge di riforma di separazioni e affidi elaborato dal Senatore Pillon. Vi sarete altresì accorti che, nell’avanzare le loro critiche, gli oppositori, ma soprattutto le oppositrici, buttano nel calderone di tutto e di più: l’interesse del minore, la violenza domestica, la violenza assistita dai minori, gli abusi, la violenza sessuale, il femminicidio, l’aborto, il divorzio… Mancano solo l’aggiotaggio e il conflitto israelo-palestinese e il quadro sarebbe completo. Perché questo mucchio selvaggio di questioni che con la riforma di separazioni e affidi non ha nulla a che fare? Davvero il DDL 735 è così ampio da coinvolgere tutte quelle questioni?

Naturalmente no. Si tratta di una mera tattica comunicativa per “bucare” sui media e convincere l’opinione pubblica distratta (ovvero il 99% dei consumatori di informazione). Ci sono tipi di notizie infatti che viaggiano da sé, come locomotive. Usa la paroletta magica “femminicidio” e avrai lettori. Idem per “stupro”, “aborto”, “divorzio”. Sono tematiche che si fanno leggere da sole, che mobilitano al solo nominarle. E che hanno a che fare con aspetti penali, criminali, civili, diversi e solo lontanamente connessi (o non connessi del tutto) alla questione separazioni e affidi. Tuttavia è proprio per la loro caratteristica di essere motori di mobilitazione che vengono tirati in ballo. L’opposizione alla riforma è, cioè, un vagone inerte, che viaggia a scrocco facendosi trainare.

donna_soldiQuesto accade perché di per sé opporsi a concetti come bigenitorialità, affido condiviso paritario, mantenimento diretto, lotta all’alienazione parentale è praticamente impossibile. Si tratta di valori pre-politici, di una formula che, se ben applicata, è davvero l’unica che può avvicinarsi a garantire il benessere dei figli di genitori separati. Oltre a questa difficoltà c’è il movente profondo di chi è contrario: non perdere l’assegno, il vitalizio. Il che è una posizione legittima, per carità. Schifosa, ma legittima. Ed è proprio il primo aspetto che la rende inerte, incapace di muoversi da sé e di mobilitare. Immaginate: “contrari alla riforma perché sennò non prendiamo più l’assegno”. Anche il più beota consumatore di informazione direbbe: “belle stronze, complimenti”, e si schiererebbe nettamente a favore della riforma stessa. Altra storia è dire: “la riforma favorirà i femminicidi”, o “la riforma mette in dubbio l’aborto, si tornerà indietro di cinquant’anni”. Eh be’, ammettiamolo, è un altro paio di maniche.

Abituato a parassitare gli ex mariti, il fronte femminile (ben supportato da quello maschile che agisce per interesse) non si fa remore a parassitare, nell’informazione, le tematiche mediatiche più di sfondamento, sebbene per niente attinenti, allo scopo di affermare una propria tematica di per sé immorale, sudicia e ingiustificata. E in aggiunta a questo c’è un altro livello di lordura, ben più profondo: un effetto collaterale di questa strategia mediatica è infatti la cancellazione dall’agenda informativa di altre questioni che, anche assecondando la logica malata degli oppositori, andrebbero invece messe in campo. Che so, i danni psicologici e le tendenze suicidarie nei padri separati, il fenomeno dilagante delle madri abusanti, i dati sulle donne lasciate senza entrate dopo la separazione in quanto disoccupate, ma in realtà inoccupate per scelta e spesso accidia personale. Facce di una medaglia che non si menzionano, perché il boato delle notizie mobilitanti copre tutto, portandosi dietro come una zecca anche l’opposizione alla riforma di separazioni e affidi.

varie_indicareI mezzi di comunicazione, che dovrebbero fare da filtro e ripulire l’informazione da queste furbizie indegne, in realtà non muovono un dito e fanno passare tutto, anzi lo incentivano. Le formule mobilitanti per loro sono copie o click in più. Sono soldi, entrate, profitti, utili. Poco importa che non sia informazione, anzi meglio: in questo caso più che mai la corretta informazione rischierebbe di far perdere consensi e vendite. In questo modo, però, ogni anima spezzata di ogni bambino figlio di separati del passato, del presente e del futuro sta e starà soprattutto sulla loro coscienza. Sempre che gliene sia rimasta una.


varie_indagineuomo

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http://www.sondaggio-online.com/s/7524a20

29 thoughts on “Le (sudicie) astuzie mediatiche degli oppositori del DDL Pillon

    1. Sì, Giannetto. Vedremo. In particolare domani, con quello che farò uscire qui sul blog. Vediamo se ci sarà ancora qualcuno che avrà il coraggio di parlare in malafede.

  1. apprendo da una notizia di stampa che la ADMI in riferimento al DDL Pillon ha appena chiesto di interloquire con le commissioni parlamentari e di essere sentita dai proponenti la legge.
    si tratta della associazione donne magistrato italiane…

    staremo a vedere (ma come vedete, la levata di scudi vi è stata)

  2. Certo, Ned avrà anche coraggio, ma se fosse altrettanto coraggioso in un’ipotetica guerra non farebbe che un passo. Falso, ovviamente.
    Poi, per carità, ognuno ha le sue opinioni (pertanto opinabili) ma una cosa è basarle su fatti concreti, un’altra su stime e proiezioni. Magari gli servirebbe solo darsi un’infarinatura di statistica.

    1. Ti dico la mia: un’organizzazione che scrive così tanto, quasi un saggio, per sostenere le proprie tesi, mostra grande debolezza e insicurezza. Quantità invece che qualità. Se poi si va nel merito… Mamma mia… Sono ottimista. No pasaràn.

      1. avete ragione su tutto, ma io temo per i tempi, se non prendiamo a volo questa occasione non so quando capiterà di nuovo….. vogliono i soldi?, lasciamoglieli, l’importante è che non siano proprietarie del tempo che trascorriamo con i figli ( attualmente, de facto, il tempo che trascorriamo con i figli è frutto di una loro ‘ concessione ‘ )

      2. mah! Io sono contento del tuo ottimismo, ma ti dico che se gli argomenti sono quelli, infarciti della solita retorica negazionista e anti-pasisti, sarà estremamente facile manipolare l’opinione pubblica. Sinceramente la vedo grigia anche perchè ogni singolo parlamentare non può non sentire la pressione della opinione pubblica. L’articolo è invece ben “costruito”, nel senso più negativo del termini e contiene tutti gli ingredienti Negazionisti subiti negli ultimi dieci anni.
        Non cita gli studi di Baker, Vezzetti, e di altre studiose italiane (donne), ormai ghettizzate e cadute nell’oblio e continua con la solita solfa del Gardner pedofilo (si sono dimenticati di dire che si è pure suicidato).
        Lobby ha un significato negativo in Italia, laddove negli Usa ha quasi sempre una accezione positiva: nulla vieta che nell’ambito di diritti costituzionalmente garantiti associazioni di separati richiedano una nuova legislazione. Se noti non si sono azzardati a dire una sola parola su Mazzola (avvocato) oppure su Vezzetti, semplicente in rottura con un suo collega, perchè sanno bene che la querela parte subito subito …
        Cita singoli episodi di errori (?) giudiziaria, neppure supportati da citazioni dei provvedimenti, con la solita vulgata del figlio minore “costretto” alle visite presso il genitore abusante, maltrattante ecc.
        Cita una isolata sentenza della Cassazione del 2013 che aveva escluso la PAS dimenticando che negli ultimi cinque anni ce ne sono state a decine, sia di tribunali, sia di corti d’appello, sia di giudici di minori, sia infine della stessa Cassazione! Giudici (notoriamente schierati pro-madri nei giudici di separazione) che farebbero parte di questa
        “enorme” lobby pro-Pas composta da 5 professionisti di cui alla foto?
        La verità non detta dalla signora Luisa Betti Dakli, femminista, è che la lobby autentica è quella del femminismo giudiziario, che benedice per sempre la assoluta sperequazione (con ingiustizie varie) nei confronti degli onesti separati, criminalizzandoli e deprimendo la loro capacità genitoriale.
        Un trucco malvagio che finora ha funzionato e che potrebbe influire negativamente sul Parlamento.
        Vittime ancora una volta i figli di noi separati.

        1. (segue) secondo Luisa Betti Dakli, la PAS o AG è una chimera, una fake-news, un Ufo o una invenzione dei pedofili.
          Per farlo usa una sola sentenza 2013; peccato che ve ne siano parecchie in tutta Italia e di giudici di ogni grado, compreso il trib. Brescia che in questo anno 2018 ha riconosciuto proprio un caso di alienazione genitoriale compiuto su una minorenne.
          sono elencati qui, ma la Betti (oltre a invertire la foto di Pingitore, che non ha i capelli, con quella di Camerini) fa finta di non sapere:
          https://www.alienazioneparentale.it/giurisprudenza/

  3. purtroppo al giorno d’oggi è più facile fare disinformazione che informazione, basta fare un’azione popolare opposta e coordinata senza neanche un briciolo di fondamento da portare l’attenzione del “popolo” verso posizioni contradittorie e far digerire così situazioni inammissibili…..ci sono pure donne oneste e corrette che si impegnano con l’ex marito per il benessere dei figli..ma la verità è che sono purtroppo pochissime e la situazione a mio avviso sta anche degenerando…io personalmente non ho ancora toccato il fondo e la mia situazione non è così precaria…perchè i bambini posso vederli…anche se per poco tempo perchè ora non ho più casa e dormo in auto, mi lavo al lavoro e faccio la doccia in piscina…ma i miei figli non sanno nulla di questo e mai glielo dirò.
    Il mio comune mi risponde…che non possono fare nulla perchè il prossimo bando è nel 2019 con assegnazione di un alloggio nel 2020..ma forse non ci rientro perchè il mio reddito è buono (e ci credo mica sanno che quasi la metà va ai bambini tra assegno e doppie spese fraudolente)…la situazione che viviamo non la vede nessuno o meglio nessuno vuole vederla perchè poi fare qualcosa significa mettersi in gioco, muovere il culodal proprio posto ecc..ecc

  4. sui media, la mia impressione è che vi sia una femminista battagliera in ogni redazione.
    E’ come se si fossero passate silenziosamente la parola, hanno una rete interna che organizza gli slogan e le fa muovere nel senso più compatto possibile. Gli slogan e le parole d’ordine sono gli stessi. Basta vedere i siti, i blog
    o i gruppi controllati militarmente dalle femministe; ogni tentativo di dire qualcosa di diverso viene soffocato sul nascere. L’unico maschio accolto è quello che aderisce supinamente. le giornaliste hanno una rete interna che veicola parole d’ordine e linee da seguire; quale donna non sarebbe contro una riforma che penalizza “bambini e donne maltrattate”?
    questa è la loro linea.

  5. ……”Oltre a questa difficoltà c’è il movente profondo di chi è contrario: non perdere l’assegno, il vitalizio. Il che è una posizione legittima, per carità. Schifosa, ma legittima”
    Chiaro. Nessuno è disposto a rinunciare ad un diritto stabilito da una giurisprudenza granitica che va avanti da una cinquantina d’anni, con le lodevoli eccezioni di qualche giudice coraggioso (penso al dott. Buffone della XI sezione civile di Milano oppure a Lamorgese, che ha praticamente costruito la nuova giurisprudenza sull’assegno divorzile; anime indipendenti, insomma, e non legate a doppio filo al carrozzone del femminismo giudiziario).
    Assegni e non solo…ricordiamoci che tanti di noi pagano anche un 50% di straordinarie, quanto tutto va bene, anche per più figli, e che ci sono poveri padri che devono versare il 100%. Situazioni viste e toccate con mano.
    Con tentativi continui “al rialzo”, ben conosciuti nella pratica, coi quali si tenta di far passare come “spese straordinarie” quelle che sono ordinarissime spese di tutti i giorni (è un trucco avvocatizio ben noto), che serve ad ingrassare ed integrare gli assegni mensili.
    Infine non dimenticherei la fitta schiera delle furbe: lavoranti in nero (ignote al fisco, ovvero dichiaranti sotto la soglia dei 12.000 euro, facendosi passare per indigenti…); lavoranti con prestanome (fanno gestire le attività a prestanome e percepiscono redditi in nero e assegni) ; non lavoranti per scelta, e ne ho conosciuto, con abiti all’ultima moda, piscine e palestre varie, furbescamente stabilizzate sulla “disoccupazione” per raggiunti limiti di età. Immaginiamo che interesse possono avere in relazione a questa riforma.

  6. dove sono i dati che dimostrerebbero che la maggioranza delle donne separate senza lavoro sono accidiose fannullone? l’articolo del Sole non parla di donne separate ma di giovani (per la precisione il 40% femmine e il 30% maschi) che non studiano e non lavorano e non cercano nulla. Non si parla di separazione.
    Vediamo: gli uomini che ammazzano mogli, ex mogli, fidanzate, ananti sono un fenomeno “tragico ma fisiologico” secondo le tue parole mentre le madri abusanti sono un “fenomeno dilagante”. Non sarà che i casi di madri abusanti confermano la tua ideologia e quindi ti conviene dipingerli coe “dilaganti”? Le femministe (alcune) hanno i femminicidi e gli anti-femministi hanno le madri abusanti, entrambi i fenomeni sono “dilaganti” o “fisiologici” a seconda di chi ne parla

      1. resta da capire che centrano i NEET maschi e femmine con la presunta accidia delle donne separate o della maggioranza di queste

        1. Perché secondo te da chi si faranno mantenere quel 40% di femmine accidiose? E con il solo potere della patatina! Pensa che fortuna.

          Mai vista una femmina sotto i ponti? Io, un paio. Stranamente si accasano tutte in qualche modo.

          E alle porte un esercito di femmine nullafacenti.

          Ragion per cui l’assegno di mantenimento sarebbe pure accidiogeno.

          Ma tu esattamente quanti anni hai? Esperienza di vita, zero. Cultura, zero. Neuroni non pervenuti.

          Vai a pulire le scarpe delle tue padrone, qui non è luogo per maschietti come te.

              1. Io, onestamente, e so che mi prenderò una gragnuola di “booo”, stimo Ned (o Paolo). Siamo agli antipodi come idee, questo è certo. Tuttavia gli va riconosciuto il coraggio con cui le afferma. Qui contro gli sfottò di tutti e sullo psycho-riccio nonostante i dileggi.
                Non ammiro la sua poca elasticità, l’incapacità di ammettere gli sfondoni anche di fronte alle evidenze, ma il coraggio delle proprie idee ce l’ha. Cosa rara. Resta dunque mio avversario, ma gli porto rispetto.

                1. Mi confermi il sospetto che gli piace prendere ceffoni un po’ ovunque…
                  Super Maso Ned… 😀

                  https://www.youtube.com/watch?v=X70KMjLutLE

                  Ma chissà che a furia di prenderle i neuroni disconnessi non si aggiustino.
                  Tipo le vecchie TV che una botta sopra e una di lato poi il canale a volte ritornava.

                  Dipende se maschiopentito si nasce o si diventa…
                  Io confido che il processo sia reversibile, sono ottimista.

                  Però per Maso Ned al momento non nutro molta speranza.
                  Non ha imparato niente finora e tanto giovane non è più.

                  Se almeno leggesse “Questa metà della Terra”…
                  Se almeno capisse cosa legge…
                  Non inizieremmo sempre da zero.
                  E’ un ciuchino.

                  https://altrosenso.wordpress.com/qs-meta-della-terra/

                    1. Repubblica si sta scatenando. Nessuna speranza che rispetteranno le proporzioni numeriche di padri e madri separati: faranno intendere che sono pari. Ieri un articolo sugli insetti femmina che fanno a meno anzi meglio senza maschi, con tanto di certificazione para-scientifica (poi Burioni si lamenta che viene discreditato come scienziato). Una roba schifosa che più razzista, fascista, nazista, sessista non si può: sembra di leggere Mengele, senza esagerare. Un altro articolo sul maschio che comanda a casa. E un altro ancora che traduce pure male uno studio europeo sulla presenza preponderante di donne nel corpo docente. Non per sostenere che l’assenza di figure di riferimento maschile potrebbe spiegare i risultati in costante calo dei giovani studenti maschi (lo “scienziatone” ci tiene a specificare che non ci sono prove a correlazione) ma per dire che troppe donne insegnanti induce i ragazzi a credere nello stereotipo di genere secondo cui alle femmine spettano ruoli di cura. È chiaro il concetto: se i maschi vanno male a scuola è perché sono geneticamente inferiori. Ma verrà il giorno che Repubblica sarà giudicata dalla Corte dei diritti umani per quello che è: un strumento di propaganda nazifascista.

          1. quindi quel 40% è tutto composto da future mogli o ex mogli di uomini ricchi da cui farsi mantenere? Ma..ne dubito anche perchè non è che gli uomini ricchi siano così numerosi

            1. Se la scelta è morirsi di fame (visto che neanche studiano) direi che potenzialmente sì.
              Mai sentito dire che una si è sistemata così? Per chi rischia di non mangiare è grasso che cola.
              E non c’è mica bisogno sia ricco, basta uno stipendio medio diviso (ingiustamente) a metà.
              In ogni caso è una possibilità che quel 30% di giovani maschi NEET non ha.
              Infatti per questi è più probabile un radioso futuro da homeless (quasi tutti maschi).
              Ma il nocciolo della questione (che non sorprende ti sfugge) è che il mantenimento è anche “accidiogeno”.
              Direi che una società sana dovrebbe evitare di impegnarsi a formare una generazione di inattivi, o no?

              1. caro Blu. Più che altro Repubblica deve fare cerchiobottismo, vista la preponderante presenza delle donne on line (ormai sono ovunque, come i cinesi…). Quindi ti fanno vedere la disgrazia del padre separato che perde la sua casa, coabita in nuova casa (modestissima) con altri due colleghi di sventura (co-housing, che bella parolina inglese!), in una casa messa a disposizione dalla assistenza sociale vedendo il figlio pochissimo; triste esempio di nuova povertà, palese caso di ingiustizia preso in carico da nessuno; poi rimpalla con la solita separata. Triste il caso di quella donna, che non aveva i soldi per comprarsi la colazione (guarda caso, arriva il datore di lavoro vero SIGNORE che spesso le ha invitato da mangiare), e che, peraltro, ha casa e figli, che naturalmente come tutti i bravi ragazzi le danno una mano di aiuto. quanto all’articolo recente sulla distribuzione del potere in casa, è stato trionfalmente rimbalzato dalle solite pasdaran femministe: ma se leggete bene il testo si scopre che nelle coppie under 30 (cioè le coppie! Visto che una buona parte sono già separate/divorziate) i rapporti di forza sono equi e ben distribuiti. E’ la dimostrazione di chi realmente ha il potere organizzativo nelle case, chi fa il prepotente, e chi davvero prevarica.
                E, infine, non so se per motivi di lavoro avete contatti con i ventenni, 25enni o 28enni…ecc. Io si, spesso, e posso dire che il dominio femminile, dal punto di vista della dialettica, è assolutamente preponderante. Ragazzi che, salvo qualche lodevole eccezione, stanno ormai maturando una sorta di metus reverentialis nei confronti delle coetanee, più strutturate, organizzate e con una faccia tosta che fa impressione. Alcuni hanno identica faccia tosta e le sfidano, venendo costantemente irretiti dalla indubbia capacità dialettica, e nelle ipotesi peggiori, ridotti al silenzio o alla denigrazione.
                Li denigrano, ma poi li cercano per conforto, aiuto studentesco, libri da studiare e mille altre cose…perchè un amico maschio fa sempre comodo.

                1. Blu. Ho dimenticato di dire che il “mantenimento” creato dalla legge Fortuna è, allo stato attuale, quanto di più diseducativo e antisociale si possa congegnare. Ho constatato personalmente casi di donne con assegno divorzile alle quali non passa neppure nell’anticamera del cervello di trovare un lavoro; commessa, operaia, piccola imprenditrice, addetta alle pulizie, concorsi pubblici, OSS, eccetera. al limite, come ho già detto, lavorano in nero e nascondo al fisco gli introiti, in modo tale da risultare nullatenenti.
                  Si sta creando un sistema simile a quello dei falsi pensionati, in pratica vivono di rendita con nessunissimo stimolo a mutare la loro condizione sociale: tanto, chi li controlla? Avete mai visto un tribunale che fa serissime indagini fiscali rimesse alla guardia di finanza per scovare denari prelevati in nero e affidati a fiduciari? NOn hanno nè tempo, nè voglia. molto più semplice basarsi presuntivamente su una disparità economica (sperequazione, dicono le ultime sezioni unite) da riequilibrare e il lavoro giudiziario è tirato via. avanti un altro nel processificio.

    1. Caro Ned, tu per me – da tempo – sei una stella antipolare.
      Un punto di riferimento di ciò che io non devo, non voglio essere: così deformato dalla mia visuale da non voler vedere che 6×3=18. Mi chiedo: vedrò per caso tutto stravolto come Ned? Sto negando le tabelline? No, per carità no!
      .
      Vedi Ned, furti, rapine, omicidi, stupri sono puniti dai tempi di Hammurabi. Ciò significa che persistono sì, ma CONTRO la legge.
      Le madri abusanti invece sono TUTELATE da leggi e sentenze e l’alienazione dei separati dai figli è CREATA da leggi e sentenze.
      6×3 è 18 Ned, credimi, invece 6/3=2, ti giuro che è così.
      Ciao

  7. Complimenti Ottima analisi delle leve che utilizzano i detrattori del ddl Pillon.
    Continuate così è e andate benissimo.
    Continuate a cercare di far capire alle persone che il DDL affronta un argomento ben preciso legato allo sviluppo psichico dei bambini e a loro bene, mentre invece femminicidi, difficoltà a trovare un lavoro, violenza domestica, ecc… è tutt’altro discorso.

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