STALKER SARAI TU

Le verità nascoste (e letali): onore ad Alessandro Strumia

Questo blog ha interrotto le pubblicazioni il 14/09/2020, dopo 4 anni di attività.

Le sue tematiche sono ora sviluppate da una nuova piattaforma:

LA FIONDA

https://www.lafionda.com

<

persone_strumiaAlessandro Strumia, fisico e professore pisano reclutato dal Cern di Ginevra, ha pronte le valigie, nel caso probabile venga invitato a lasciare la città elvetica e a tornare là dove la torre pende. E a farlo con onta e disonore. Che ha fatto di così terribile il professore? Ha negato l’esistenza del bosone? Ha svelato malversazioni con i fondi riservati alla ricerca? Ha picchiato selvaggiamente un collega? Niente di tutto questo. Ha detto la verità. Ci viene insegnato che farlo è cosa sempre buona e giusta, ma poi nella pratica non è mai così. Specie se la verità pugnala al cuore un impianto ideologico gigantesco e tentacolare,  impregnato di interessi e privilegi, quale è il femminismo.

In una presentazione (subito resa indisponibile in rete dal Cern, ma io ce l’ho, eccola qua) ha sostenuto che uomini e donne sono diversi. Un concetto sovversivo, oggi. Specie se, per sostenerlo, si usano argomenti, grafici, dati. Non c’è sessismo né discriminazione nella sua presentazione. Forse un po’ di ironia, laddove nota come la maggioranza delle donne scelga percorsi di carriera umanistici, più semplici e dalle verità sicuramente meno oggettive di quelle scientifiche. In quei percorsi si nutrono di vittimizzazione femminista che poi le porta poi a rivendicare la scarsa presenza femminile nelle facoltà scientifiche. Ma non manca, Strumia, però di far notare anche come in diversi paesi siano stati approvati incentivi per l’accesso di donne a facoltà tecniche, e non c’è traccia di biasimo per questo nella sua presentazione.

uomo-donnaIl professore poi si spinge più in là: materie scientifiche come la fisica e affini sono estremamente complesse. Tradizionalmente, sebbene non siano mancate eccellenze femminili, è un campo appannaggio degli uomini. Questo perché il maschio ha una naturale inclinazione nel rapporto con le cose, mentre le donne hanno un’uguale eccellente e preferenziale inclinazione nel rapporto con le persone. Talenti diversi di generi diversi. Vero è che Strumia, con poca delicatezza (ma la verità raramente è garbata), dice che la fisica è un club privato, riservato a chi ha i requisiti, non si entra per invito o per “quota”. Un modo forse un po’ tanto “alla Burioni” per esprimere un concetto che comunque è nelle cose. E che ha il difetto di sbriciolare il concetto di “quote rosa”, quella sorta di sopruso istituzionalizzato, tanto simile alla quota invalidi, e che come tale le donne stesse dovrebbero rigettare.

Ti piace questo articolo? Supporta questo blog con una donazione. Grazie!

Non registro da nessuna parte nella presentazione di Strumia una diminutio della figura femminile in quanto tale. Dice che ogni genere ha le proprie inclinazioni, grazie alle quali eccelle. Se nella scienza le donne sono poco portate, nelle relazioni umane a risultare meno idonei sono gli uomini. E non dice, nessuno può dire, che l’una cosa sia più importante o più nobile dell’altra. Sono, esattamente come lo sono i due diversi generi: complementari. Per natura. Un concetto urticante per chi pretende di essere il top in tutto solo in quanto appartenente al genere femminile. Un concetto che diventa intollerabile quando si scontra contro l’osservazione di Strumia per cui i favoritismi verso le donne scardinano i dati di fatto naturali, minando alle basi la meritocrazia che sempre, nelle discipline umanistiche ma ancor di più in quelle scientifiche, dovrebbe essere il faro di riferimento.

varie_tacereTutto vero, verissimo. Ancor più se corroborato da dati e fatti, come fa Strumia. Ma troppo davvero troppo per la comunità femminile universale, a partire dal direttore del Cern, Fabiola Gianotti (toh, una donna…), che subito sospende il ricercatore, cancellandone la presentazione dalla piattaforma pubblica del centro di ricerca. Neanche sto a dire che già questa è una violenza che mina la libertà di pensiero ed espressione di una persona: ormai al bavaglio siamo avvezzi quando si sbugiarda la grande menzogna femminocentrica e si fa tremare il suo regime vittimocratico.

Il centro della questione, insomma, è che ci sono verità tenute nascoste perché letali per quel regime. O si asseconda la loro omissione, come fanno i media servili, o si finisce nel tritacarne della “procedura Grillo”. Sì, quel Beppe Grillo che disse che i socialisti rubavano, e sparì dalle scene per anni, appunto per aver detto una verità nascosta e letale. Oggi lo scenario è cambiato, non ci sono più i socialisti a rubare soldi, ma ci sono le femministe e la loro ideologia a rubare bravura, intelligenza, equità, buon senso e futuro. Svelare questa verità rimane, oggi come allora, un atto sovversivo, ribelle, rivoluzionario, per il quale si continua a pagare amare conseguenze.


varie_indagineuomo
Compila il questionario: http://www.sondaggio-online.com/s/7524a20

37 thoughts on “Le verità nascoste (e letali): onore ad Alessandro Strumia

  1. Sono un’insegnante e, benché sia una donna, concordo abbastanza con Strumia. Nella mia esperienza ho notato una differenza significativa tra i risultati dei maschi e delle femmine in matematica e in fisica. In particolare le vere eccellenze sono più spesso maschi. Inoltre noto un assai maggior interesse dei maschi per le materie scientifiche.
    Tuttavia credo che Strumia abbia presentato i fatti in modo un tantino insultante, soprattutto per le donne che non hanno mai chiesto “aiutini” e che invece vengono messe nel mucchio. Inoltre fa continuo riferimento al citation index, che di per sé non è indice di qualità della ricerca (c’è tutto un sistema di citazioni incrociate e di pubblicazioni fotocopia fatte al solo scopo di essere citate). Purtroppo con questo approccio da “presa in giro di quelle mentecatte delle donne” ha perso l’occasione di farsi ascoltare davvero.
    Credo avrebbe invece dovuto dire che il sistema delle quote rosa è un insulto alle donne capaci, che sono perfettamente in grado di conquistarsi il proprio posto senza bisogno di essere trattate da categoria protetta e dall’altra parte toglie possibilità a bravi scienziati maschi, il che sarebbe una violazione dei diritti di questi ultimi.

  2. strumia ha detto banalità e falsità. Una donna può essere una scienziata capace quanto un uomo, un uomo può essere un letterato di livello quanto una donna. Punto. Ma se anche fosse vero (e non lo è) che le donne o la maggioranza delle donne “per natura” non sono portate per la scienza e che la magioranza degli uomini “per natura” non sono portati per le materie umanistiche, bè nulla può impedire a una singola donna di studiare materie scientifiche e anche eccellere così come niente può impedire a un uomo di stidiare letteratura ed eccellere

    1. Sei tu ad essere banale e di coccio.
      Quello che non ti è chiaro – anzi, che fingi di non capire – è che a cambiare sono le percentuali.
      Ma tanto parlare con te e con i muri è la stessa cosa.
      Anzi, con i muri è meglio, perché perlomeno stanno zitti…

    2. Ned, non sei documentato, evidentemente. Se cerchi, non troverari alcun serio documento che attesti in maniera scientifica la parità naturale di cui parli (in realtà sarebbe un appiattimento). Ci sono invece corposi documenti che attestano la diversità naturale tra i sessi. Guarda, lo trovi persino su “Focus”. Il fatto che poi possano esistere eccezioni nessuno lo nega e nè lo negherà mai. Ma sempre eccezioni sono.

  3. Un altro argomento che i media trovano “divertentissimo” è quello relativo alla futura estinzione del cromosoma Y e quindi all’estinzione del “maschio”.
    https://www.liberoquotidiano.it/news/scienze—tech/11607930/Maschi-in-via-d-estinzione-.html
    Immaginate il seguente titolo:
    “Femmine in via di estinzione”.
    Scoppierebbe il solito e irrazionale inferno mediatico.
    In merito questo è quanto scrissi altrove una quindicina di anni fa.
    >>>>>>>>
    I cromosomi X e Y ebbero origine circa 300 milioni di anni fa come cromosomi analoghi.
    Il cromosoma Y è molto più piccolo dell’X: contiene solo alcune decine di geni,contro i 2000-3000 contenuti nel cromosoma X.
    Un certo numero di geni dell’Y non possiede geni omologhi sull’X.
    L’Y è pieno di di “DNA spazzatura”:sequenze di nucleotidi che non contengono alcuna istruzione
    per produrre molecole utili.
    Fino a tempi recenti,era difficile spiegare come il cromosoma Y si fosse ridotto in simili condizioni:esistevano varie teorie,ma i mezzi per confermarle erano pochi.
    La situazione si è ora modificata,soprattutto grazie al Progetto Genoma umano e ai vari tentativi di decifrare la sequenza completa dei nucleotidi contenuti nei cromosomi umani:l’X,l’Y e i 22 autosomi (i cromosomi non coinvolti nella determinazione del sesso).
    Nello stesso modo in cui i paleontologi possono ricostruire l’evoluzione di una specie esaminando il sistema scheletrico di animali viventi e fossili,i biologi molecolari hanno imparato a seguire l’evoluzione dei cromosomi e dei geni analizzando le sequenze di DNA.
    Le nuove scoperte dimostrano che la storia dei cromosomi sessuali è stata incredibilmente dinamica,caratterizzata da una serie di violente alterazioni del cromosoma Y, seguite da cambiamenti compensatori nell’X.
    E questo gioco reciproco continua senza dubbio ancor oggi.
    Inoltre il cromosoma Y – a lungo considerato in grado di portare a termine a malapena il programma sessuale maschile – si sta rivelando molto più attivo di quanto si sospettasse.
    Nel corso di circa 300 milioni di anni è riuscito a conservare vari geni importanti per la sopravvivenza nei maschi e di acquisirne altri necessari alla fertilità.
    Ricerche compiute negli ultimi 6 anni da Bruce T. Lahn – ricercatore presso lo Howard Hughes Medical Institute e professore al Dipartimento di genetica umana dell’Università di Chicago – e David C.Page del Whitehead Institute for Biomedical Research di Cambridge,nel Massachusetts,hanno dimostrato che il cromosoma Y ha perduto la sua capacità di scambiare frammenti di DNA con l’X per tappe successive.
    Il primo evento di inversione cromosomica che ha bloccato il processo di ricombinazione si verificò oltre 240 milioni di anni fa.
    Il secondo fra 130 e 170 milioni di anni fa, poco prima che i marsupiali si staccassero dalla linea evolutiva che avrebbe dato origine a tutti i mammiferi placentati.
    Il terzo – cioè l’ultimo – fra 30 e 50 milioni di anni fa:ossia dopo che le scimmie si erano avviate lungo il proprio cammino evolutivo,ma prima che scimmie antropomorfe e ominidi si separassero.
    C’è un particolare,però:opponendosi alla tendenza generale della coppia X-Y,alcuni geni nella regione che non si ricombina dell’Y codificano per proteine che differiscono poco rispetto a quelle codificate dalla loro controparte sull’X,persino nelle regioni che hanno subìto precocemente l’inversione.
    Una simile conservazione può essere spiegata da una semplice regola evolutiva: se un gene è cruciale per la sopravvivenza di un organismo,tenderà a mantenersi..
    In effetti, i geni dell’Y che sono cambiati di meno sono principalmente quelli “housekeeping”, la cui presenza è necessaria per l’integrità di quasi tutte le cellule dell’organismo.
    >
    Per saperne di più:
    JEGALIAN KARIN e PAGE DAVID C.,A Proposed Path by Which Genes Common to Mammalian X and Y
    Chromosomes Evolve to Become X Inactivated,in “Nature”,394,pp.776-780,20 agosto 1998.
    LAHN BRUCE T. e PAGE DAVID C.,Four Evolutionary Strata on the Human X Chromosome,in “Science”,
    286,pp. 964-967, 29 ottobre 1999.
    >>>>>>>>

  4. Questo “pezzo” fu scritto quando avevo (quasi) 28 anni.
    Immaginate cosa sarebbe accaduto e cosa accadrebbe oggi, in piena era “social”, se qualcuno scrivesse qualcosa di vagamente simile nei confronti delle donne.

    —————————————

    Maternita’, altruismo, talento e amore: con le armi di sempre lei ha sbaragliato il maschio.
    Qualcuno teme il ritorno al matriarcato, ma le post femministe replicano: ” e’ solo il Bene
    che finalmente si impone sulle forze del Male ” . E cosi’ , per gli uomini, non resta altro che
    partecipare a mesti raduni di autocoscienza e piangere il potere perduto.

    NEW YORK – Le donne sono migliori degli uomini? Si scrive questa domanda e gia’ si immagina la lettrice sorridente, “certo, che scoperta!” e il lettore un po’ seccato “ma che sciocchezze adesso?”. Eppure la questione sta impegnando in America filosofi e saggiste, studiose e giornaliste. La rivista “The Nation” dedica la sua copertina all’ interrogativo: “Le donne sono moralmente superiori agli uomini?”, mentre “Utne Reader”, il piu’ intelligente mensile statunitense, offre la prima pagina al tema “Uomini e donne: possiamo andare d’ accordo, o non vale la pena di tentare?”. I rotocalchi lanciano le basi di pettegolezzo al dibattito culturale, Anna d’ Inghilterra divorziata e risposata, Andrea e Sarah lontani, Carlo e Diana gelidi, Edoardo, l’ ultimo rampollo, misogino, Woody e Mia in odio, il giovane Kennedy e il pugile Tyson processati per stupro, il giudice Thomas accusato di molestia sessuale, la teorica Camille Paglia che predica l’ ineluttabilita’ della violenza carnale. Mai come ora i segni di Marte e Venere sembrano opporsi, detestarsi, scontrarsi. Ed ecco arrivare in libreria eruditi tomi che spiegano come la guerra dei sessi si fondi sulla superiorita’ delle donne, creature migliori dell’ uomo e vittime, sempre meno imbelli, della sua dittatura. La filosofa Carol Gilligan, autrice del best seller In a different voice, sostiene che la supremazia etica delle donne deriva da un differente criterio di scelta: gli uomini decidono secondo la “morale dei diritti”, le donne secondo la “morale della compassione”. Un uomo tende al gelo della legge, chi ha torto e chi ragione, la donna al calore della pieta’ , chi ha sofferto di piu’ ? Prove della tenerezza intrinseca nella condizione femminile sono il ruolo materno, i giochi non aggressivi delle bambine, l’ eccellere delle donne nelle professioni dedite agli altri, maestre, infermiere, fisioterapiste. A chi invoca gli esempi d’ acciaio di Golda Meir, Indira Gandhi e Margaret Thatcher, Gilligan replica che sono gli uomini a stabilire le regole della politica e dunque solo donne con carattere “maschile” raggiungono il potere, le altre restano a irradiare tenerezza in casa o sul lavoro. Il successo delle confortanti teorie di Carol Gilligan si spiega facilmente, da una parte fa leva sul senso di colpa maschile, dall’ altra e’ deliziosa conferma per l’ identita’ femminile, “diversa perche’ migliore”. La tesi accademica e’ popolarizzata da un libretto che sta avendo un’ enorme diffusione You just don’ t understand, non capisci davvero, scritto da Deborah Tannen per scoprire come mai Lui e Lei parlano linguaggi opposti. Quando Lui parla cerca di farsi ragione, non ascolta, tende a cospargere il dialogo di trappole, misura “chi ha vinto e chi ha perduto”. Lei, invece, vorrebbe comunicare, capire, intendersi ed esce amareggiata, isolata, umiliata dallo scontro verbale. Lui e Lei, spiega la Tannen, non si capiscono perche’ esprimono culture diverse, come un Ayatollah faticherebbe a dialogare con Moana Pozzi. Non solo le donne sono diverse, argomentano Tannen e Gilligan, sono anche migliori. La spiegazione piu’ razionale viene dalla filosofa Sara Ruddick, autrice di “Maternal thinking”, pensiero materno, il debutto della Mamma tra Platone, Kant e Hegel. A giustificare la supremazia morale delle donne non c’ e’ , secondo la Ruddick, un fattore genetico, non dobbiamo accusare o elogiare il Dna per i comportamenti diversi tra maschietti e femminucce, ma l’ esperienza materna. Restare incinta, portare il figlio in grembo, partorire, nutrire il poppante, svezzarlo, cambiarlo, rende la donna assai piu’ sensibile ai bisogni degli altri di quanto un uomo, impegnato nel freddo mondo della competizione sul lavoro, riuscira’ mai a essere. Se il Padre accettasse di prendersi cura dei pargoli, potrebbe diventare una Madre, scrive la Ruddick, cosi’ come una Madre professionista, distante e indaffarata, rischia di trasformarsi in Padre, vocabolo che denota vizi e non virtu’ : egoismo, grettezza, sterilita’ affettiva. Cambia la ragione, non l’ esito: per Gilligan e Tannen le donne sono moralmente superiori agli uomini per genetica, per la Ruddick vince l’ educazione, ma che Eva sia di gran lunga migliore di Adamo nessuno dubita. Contro la volgare divisione del mondo in razionalita’ maschile e irrazionalita’ femminile, sorge l’ Arcadia della cura Materna, opposta alla violenza del mondo Paterno. A dare dignita’ storica alla Donna Stella Polare, arriva da Harvard la studiosa Theda Skocpol, da tempo considerata la piu’ importante scienziata sociale d’ America. Nel suo volume: “Protecting soldiers and mothers: the political origins of social policy in the United States” (proteggere soldati e donne: origini politiche della legislazione sociale negli USA, edito da Harvard University Press) la Skocpol scrive: la vera differenza tra Stati Uniti ed Europa sta nell’ assistenza sociale del nuovo continente, che dal 1830 assicura benessere e promozione sociale agli ex combattenti e alle donne. Solo grazie al movimento delle donne, gia’ dall’ Ottocento, i politici americani si convinsero a creare quello che la Skocpol definisce “un welfare state matriarcale”. Mentre le donne francesi, tedesche e italiane ancora pativano in cucina, Rheta Childe Door, protofemminista americana, scriveva nel 1910: “Il posto della donna e’ in casa, vero, un luogo comune da cui nessuna donna dissentira’ . Ma la Casa non finisce tra le quattro mura della propria abitazione, Casa e’ la comunita’ . La citta’ piena di gente e’ la Famiglia. La scuola pubblica e’ la stanza dei bambini. E la Casa comunita’ , la Famiglia citta’ e la Stanza dei bambini scuola hanno tanto bisogno della loro Madre”. Sentenza dopo sentenza, legge dopo legge, scatto di pensione e salario anno per anno, Theda Skocpol documenta in 714 pagine come gli Stati Uniti abbiano creato, in parrocchia, sezione di partito, associazione delle Vedove di Guerra, il “matriarcato sociale” che ha difeso generazioni di donne e sostenuto una lobby femminile, immensa e nascosta. Non solo le donne sono migliori degli uomini, geneticamente o per cultura, ma hanno partorito l’ assistenza sociale d’ America, vera e profonda radice che assicura agli USA stabilita’ e ricchezza che continuano a mancare all’ Europa, ideologica, balcanica, faziosa e maschile. La battaglia per l’ uguaglianza e’ finita, agli uomini non restano che i piagnucolosi raduni organizzati dal poeta Robert Bly, dove energumeni tinti con i colori di guerra si abbracciano e baciano seminudi alla ricerca del “Padre perduto”. Gilligan, Tannen, Ruddick, Skocpol disegnano un mondo, biologico, storico e emotivo, in cui il Bene deriva sempre dalle donne e il Male dagli uomini. E le aule universitarie, come le classifiche dei libri, si schiudono attente. Stona, nel coro, la polemica di Karen Lehrman, impegnata a finire un ponderoso tomo sul “Futuro del femminismo”: in un’ epoca in cui i politici maschi finiscono a ripetizione accusati di molestie sessuali, le femministe devono riconoscere che alcune donne usano il sesso per la loro carriera personale. Sul “Washington Post” la Lehrman cita la lobbista in minigonna di leopardo, la funzionaria progressista che elenca gli amanti senatori nei colloqui di lavoro, la cronista che amoreggia a caccia di interviste e notizie, “parliamoci chiaro, femministe, non solo c’ e’ complicita’ da parte di alcune donne in parlamento, ma c’ e’ anche chi considera sesso e sessualita’ legittime armi professionali… e quando una donna usa il sesso come merce di scambio con un uomo, finisce sempre con il danneggiare le altre donne”. Impiegare “il sesso anziche’ il talento”, argomenta la Lehrman, perpetua il maligno equivoco del Senatore Porcellone, sii gentile e farai carriera. Ma dove finisce cosi’ la superiorita’ morale della Madre? Il mensile “Utne Reader” se lo chiede da pagina 52 a pagina 82, tra grandi firme e citazioni, ma la risposta e’ evanescente: Uomini e Donne possono andar d’ accordo?

    Riotta Gianni – 07\01\1993 – [Pagina 23 – (Corriere della Sera)]
    ————————–

    1. Non hanno smontato proprio nulla.
      Hanno semplicemente scritto la solita caterva di banalità che molti professori sono soliti scrivere quando si va a toccare le donne, verso le quali è praticamente vietato esprimere la benché minima critica.

      1. Infatti. Nominano senza vergogna i famigerati pregiudizi “inconsci” e altre bestialità.
        Ma la cosa che fa più rabbia è la manipolazione “scientifica” della sua tesi.
        Fanno finta di capire una cosa per un’altra.
        Povera scienza: fortuna che ci stanno i cinesi, ché ormai l’Occidente…

    2. Mi sono fermato al punto 2, qui:

      “Strumia argues that since women are more well-represented in theoretical physics in countries where discrimination is more brazenly institutionalized, this shows that their low representation in physics has nothing to do with discrimination. This claim ignores cultural differences, and also the possibility that women in such countries have fewer career options outside of academia.”

      Hanno scritto che le donne in occidente possono venire maggiormente discriminate a causa del fatto di avere più opzioni di carriera che in paesi dove c’è discriminazione istituzionale contro le donne.

      E’ più che sufficiente.
      Per questi tizi le donne saranno SEMPRE discriminate, anche se dovessero avere il 60% di tutte le posizioni apicali nella società: basterebbe, che so, una differenza nel numero di denunce per molestie sessuali e zac! Una società con Presidente del Consiglio e Presidente della Repubblica donne, e 60% Parlamentari donna, ecco che “chiaramente discrimina contro le donne”….

  5. ha sostenuto un sacco di pregiudizi sulle donne, non doveva essere licenziato per questo ma sono discorsi da bar, da blog, da facebook ma non da presentarli a un convegno.

    1. Può condividere con noi quali “pregiudizi sulle donne” avrebbe sostenuto il dott. Strumia?
      E, per curiosità, quali fonti ha usato per formarsi questa opinione negativa?

    2. Non sono affatto discorsi da bar.
      Alessandro Strumia non ha sostenuto alcun pregiudizio sulle donne, casomai ha evidenziato dei dati di fatto.
      Poi che a te, come a “chi di dovere”, possano non piacere è un altro paio di maniche.

      ——————

      Volendo potrei postare un’infinità di articoli risalenti a 10-15-20-25 anni fa, in cui venivano incensate le donne e sminuiti gli uomini, senza che volasse una mosca.
      Un esempio.

      >>>>>>>>>>>
      CENTO COSE energy, dicembre 1994:
      I TEST DI INTELLIGENZA HANNO DIMOSTRATO LA SUPERIORITA’ FEMMINILE
      Sondaggio della rete televisiva inglese BBC

      “Caro maschio, sei finito, è iniziata l’era della supremazia delle donne”,
      ha sentenziato qualche settimana fa la serissima rete televisiva inglese
      Bbc, dopo un accurato monitoraggio sulla popolazione anglosassone.
      Le donne sarebbero di gran lunga più intelligenti e creative degli uomini.
      Le prove sono evidenti: in questo momento tra i migliori studenti di ogni
      facoltà universitaria due terzi sono femmine. Secondo il professor Richard
      Kimball è solo il primo segnale, le donne sono naturalmente più dotate e
      presto prenderanno il posto degli uomini, in ogni caso.
      Già adesso il numero delle studentesse supera quello dei maschi e anche
      i test d’intelligenza dimostrano che il loro cervello funziona bene, è più
      integrato. Gli ultimi studi scientifici attribuiscono alle donne anche una visione
      più globale della realtà. Che vuol dire prima di tutto una maggiore elasticità:
      la capacità di superare meglio lo stress, di mediare bene tra razionalità e
      emozioni. Tutte cose che portano inevitabilmente a un migliore adattamento
      ai cambiamenti. Non è affatto vero che le donne siano imprevedibili. Anzi
      hanno un maggior controllo di sé che aiuta nella competizione; i maschi,
      più calcolatori e freddi oppure troppo aggressivi, perdono invece terreno.
      Ed ecco perché in Inghilterra, nella City, metà delle grandi banche ha scelto
      donne dirigenti. La ricerca è perentoria:.

      Articoli del genere erano la norma sul suddetto mensile, come lo erano (e lo sono) articoli come questo.

      >>>>>>>>>>>>>>
      L’Espresso (13 febbraio 2008)

      Maschio addio
      di Mauro Covacich
      Basta stupri. Giù gli obelischi. Fine dei sigari e degli hooligan. Scienziati inglesi producono sperma dal midollo spinale femminile. E rinasce l’utopia di un mondo solo di donne
      Ci aspettavamo un futuro di navicelle spaziali, strade intergalattiche, cibo in pasticche, macchine volanti, invece sono arrivati Internet, la posta elettronica, il trasferimento di testi e immagini in tempo reale, la rarefazione della materia nei processi digitali. Ci aspettavamo un futuro di androidi, robot, marziani, uomini bicefali con le antenne e le orecchie da pipistrello, ci aspettavamo di vedere, come il povero Rutger Hauer, “navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione e i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser”. Invece vedremo il pianeta terrestre abitato da sole donne (o meglio: lo vedranno loro). Un mondo normale, con gli alberi e le case, senza raggi B, ma abitato esclusivamente da donne.

      La scienza non smette di prendere in contropiede la fantascienza (prima o poi i cultori del genere dovrebbero affrontare l’argomento). Lo fa di nuovo oggi, con i ricercatori dell’Università di Newcastle, i quali dichiarano di essere pronti a trasformare il midollo spinale di una donna in sperma, escludendo l’elemento maschile dal ciclo riproduttivo. Di più: in questo tipo di sperma mancherebbe il cromosoma Y e quindi la procedura comporterebbe la nascita di una nuova stirpe umana, integralmente al femminile.

      La fantascienza non vede bene, e prevede peggio. Lavora di fantasia. L’orizzonte che descrive è sempre separato da una specie di salto rispetto all’orizzonte che abbiamo ancora davanti agli occhi. È il salto che ci sposta in un sistema caratterizzato da parametri diversi rispetto a quelli della realtà, fantaparametri all’interno dei quali è concessa qualsiasi invenzione. La scienza invece ci vede benissimo. Ha una vista così potente da apparire allucinata. È la vista di chi lavora con l’immaginazione, non con la fantasia. La scienza ha una ‘vision’, elabora un orizzonte futuro sulla base dei parametri della realtà stessa. Niente salti. Niente orecchie di pipistrello. Solo un mondo abitato da esseri umani uniformemente dotati di vagina.
      Donne geneticamente autonome, ermafroditi, portatrici di ovuli e seme. È un mondo verosimile, che riusciamo a prefigurarci, e per questo piuttosto sconvolgente. Un mondo XX dove ci sarà una prima breve era di tutela della minoranza maschile e verranno stabilite delle quote azzurre. Poi, inesorabilmente, gli uomini verranno declassati, allontanati dai ruoli di potere, e perderanno via via, insieme al loro ruolo riproduttivo, anche quello sociale. Divenuti inutili, saranno sempre meno interessanti sul piano delle relazioni. Le donne etero impareranno dalle loro amiche omosessuali a darsi piacere senza penetrazione, a espandere l’orgasmo clitorideo sull’intera superficie del corpo, e diventeranno ancora più sofisticate, e sapranno venire anche facendo brainstorming in riunione, anche semplicemente sfiorandosi il lobo di un orecchio. I pochi uomini superstiti vedranno scomparire i loro caratteri sessuali. Non essendo più desiderati, smetteranno di desiderare. I loro peni si atrofizzeranno per disuso. Infine, dopo due, tre generazioni da eunuco, il maschio si estinguerà.

      A quel punto tutto prenderà luce e calore dall’ossimoro ‘sperma femminile’. La fallocrazia, un concetto sopravvissuto almeno 5 mila anni, affonderà in un mare spumeggiante come il membro di Urano evirato da Crono. Nelle città verranno demoliti i campanili, i minareti, le torri, i grattacieli, le ciminiere, gli obelischi. Dalle case scompariranno le penne, i sigari, i coltelli. Dai bagni pubblici, gli orinatoi. I negozi non venderanno più kit da bricolage – addio trapani! – né bilancieri, né panche. Certo, potrà essere un problema montare le scaffalature Ikea, ma la fatica sarà ampiamente ricompensata: niente più calze di spugna sudate in giro per la casa, niente più peli nel lavandino, niente più l’odioso ronzio del rasoio. Solo collant gocciolanti sul bordo della doccia, solo strisce di ceretta, pacchi di assorbenti con le alette, solo forcine, spazzole, balsami al midollo di placenta, solo creme idratanti e fon col diffusore.
      E fuori? Be’, fuori, una società senza gerarchie, né assetti piramidali. Luoghi di lavoro con organigrammi solo orizzontali. Uffici e assetti societari progettati senza vertici, un sistema di protocolli in cui il potere non verrà esercitato, ma circolerà come linfa nelle venature di una pianta. Fuori, una società dove verranno distrutti i fucili e i cannoni (anche i cannoli, purtroppo). Una società senza più manganelli, dove l’ordine pubblico si manterrà da solo, dove anche gli ultras saranno scomparsi insieme all’ultima molecola di testosterone, dove guidare sarà più facile e nessuno si picchierà ai semafori, dove diminuiranno drasticamente gli incidenti, anche se il parasole, in macchina, avrà lo specchietto pure sul lato guida. Ecco il futuro, un mondo senza più erezioni, senza più invidia del pene. Un mondo senza Freud. Un mondo senza più violenze sessuali.

      Certo, per i maschi è una prospettiva non proprio rosea, un contrappasso piuttosto brusco. Per lenire il colpo, gli scienziati ci assicurano che questa scoperta sarà concretamente realizzabile fra una decina d’anni (al momento i topi nati da ‘sperma femminile’ non godono di buona salute). Però, insomma, la strada sembra essere segnata: lo si voglia o meno, un mondo senza uomini appare migliore. E c’è già chi spiega come costruire una famiglia senza padre, dal primo contatto con una banca del seme in poi: si chiama Louise Sloan e il suo libro ‘Knock yourself up’ ha avuto un enorme successo.

      Ovviamente agli uomini non piacerà scomparire dalla faccia della Terra. Ma in questi ultimi quarant’anni di rarefatte filosofie della differenza non siamo stati capaci di uscire dall’impasse di un muro contro muro. Pensavamo che il problema fosse risolto, molti di noi (io, ad esempio) trovavano anacronistiche le battaglie per i diritti delle donne. Anacronistiche e pedanti. Il mio commercialista è una donna, il mio medico è una donna, il mio editor è una donna, il giornale a cui collaboro è diretto da una donna: mi sembrava che dovessimo passare oltre, che ‘noi’ e ‘loro’ dovessimo affrontare insieme cose tipo l’approvvigionamento idrico, l’inquinamento del pianeta, l’imperialismo delle multinazionali, eccetera eccetera. Invece il rancore cresceva appena fuori casa, bastava dare un’occhiata un po’ più in là del proprio naso e si vedeva un mondo di rancore.

      A New Delhi è nata una compagnia di taxi per sole donne. In Kenya, a pochi chilometri dalla famosa riserva naturale Samburu, è nato un villaggio per sole donne. Donne percosse, ustionate, infibulate, tenute insieme al bestiame, violentate con la naturalezza con cui si spezza il pane. Oppure donne Pandora, colme dei mali del mondo, guai anche solo a sfiorarle: sto pensando all’ultimo romanzo di Don DeLillo, ‘L’uomo che cade’ (Einaudi), dove Mohamed Hatta e gli altri dirottatori dell’11 settembre, riuniti nella casa-rifugio di Marienstrasse ad Amburgo, si assentano dalle discussioni solo per andare in bagno a controllarsi la barba e a masturbarsi.

      Se non siete riusciti a trovare un accordo, l’unica soluzione – sembra dirci la scienza da Newcastle – è che uno dei due se ne vada. L’uomo non è più indispensabile, può accomodarsi all’uscita. Forse qualcosa di noi si conserverà nei geni delle donne, forse il pensiero uterino salverà il calcolo e le categorie del cogito, e in qualche modo sopravvivremo dentro questa nuova umanità monosessuata. Resta da capire cosa diventerà l’essere umano, una volta persa la sua duplicità. Un essere umano che si feconda e partorisce è una specie di ‘corpo senza organi’, come se lo figurava Gilles Deleuze. Un organismo liberato dalla Legge, fatto di solo Desiderio. Un nucleo informe di energia, inteso come riserva di produttività sempre pronta a generare, ad affermare se stessa, rivoluzionando l’esistente in nome di un corpo sempre a venire. Friedrich Nietzsche ha parlato di un ‘Oltreuomo’, pensando al soggetto in una prospettiva successiva al dominio della tecnica e al superamento della metafisica. Probabilmente per delicatezza ha preferito non specificare di che sesso sarebbe stato.
      >>>>>>>>>

    3. Strumia è un scienziato e sicuramente si basa su ricerche e non fa discorsi da campanile !! Piace o no…raggionaaa

    4. Da quel poco che mi pare di aver capito, la conferenza di Sturmia non era affatto fuori luogo in quella sede, in quanto evidenzia il danno che subusce la ricerca scientifica da una situazione dove la logica delle

  6. Niente di strano se la polemics si fosse verificata in una università italiana, europea o anglosassone …ma al cern di Ginevra !?! … anche io sono riuscito a visionare le slides …al 90 % composte da grafici e numeri, con pochissimo testo .. ieri ansa riportava un trafiletto sulle idee sessiste del professore … ma gli autori dell’articolo le hanno viste queste slides … !?!?!?…ormai io non leggo più news, né ascolto telegiornali …mi limito a seguire i canali che parlano di storia….mi dispiace per i mass media ..!!!

  7. Però ti prego, si dice “sesso”, non “genere” ????
    Per il resto, a lasciare il CERN dovrebbero essere le femmine indignate, in quanto incapaci di metodo scientifico.

  8. Voglio precisare, per chi sicuramente farà finta di non capire, che questo discorso delle inclinazioni per sesso è appunto sui grandi numeri: non è che, restando alle materie STEM, il cervello femminile sia meno in grado di risolvere derivate e integrali di quello maschile (evolutivamente non avrebbe senso: il cervello umano si è evoluto fino a essere in grado di calcolare integrali, ma non lo ha fatto a questo scopo), ma che la maggioranza delle donne preferiranno usarlo per fare altre cose: a livello individuale poi la cosa è imprevedibile. Una volta una tipa mi ribatté “ma quindi tu avessi una figlia non le diresti nulla di scienza, tecnologia, matematica, la metteresti in contatto solo con materie umanistiche?”: assolutamente no, io un figlio, indipendentemente dal sesso, lo metterei in contatto con tutti gli aspetti dello scibile umano, in modo che poi lui/lei possa scegliere in base alle proprie inclinazioni, che possono benissimo essere scientifiche per una ragazza e umanistiche (o educative…) per un ragazzo. Ciò che è folle è pretendere che questo si traduca in una perfetta parità 50 e 50 in tutte le aree (ché poi lo sappiamo benissimo, si pretende la parità solo dove i maschi sono maggioranza, e solo se non si tratta di mestieri usuranti e/o pericolosi).
    La verità, che i femministi cercano di insabbiare ma che alla fine, si rassegnino, verrà fuori, è che Strumia (come prima di lui James Damore e Matt Taylor) è stato vittima di un attacco fascista, cui la Prof. Gianotti (che professionalmente è una persona molto valida che ammiro) dovrà rispondere di fronte alla storia.

    1. Le differenze tra il cervello maschile e femminile sono unanimemente accettate dalla comunità scientifica.
      Non esiste neuroscienziato al mondo in disaccordo sul fatto che i maschi hanno più neuroni e le femmine più connessioni. Non esiste psicologo al mondo in disaccordo sul fatto che la psicologia maschile è diversa da quella femminile. Non esiste uomo e donna di buonsenso in disaccordo sul fatto che siamo diversi anche dal collo in su (incredibile se lo fossimo solo dal collo in giù).
      Premesso ciò, il significato autentico (quindi non manipolato dai media mainstream) del discorso di Strumia e altri è che la diversa distribuzione di maschi e femmine nel mondo del lavoro non è dovuta a discriminazione miso-patriarco-maschilista ma semplicemente a libere scelte.
      Il paradosso nordico (cioè di quei paesi che nonostante abbiano violentemente soppresso ogni differenza culturale tra maschi e femmine si ritrovano con una asimmetria di genere ancora più marcata nelle scelte di vita) dovrebbe suggerire anche al più scettico che quando maschi e femmine sono liberi di scegliere si distribuiscono ognuno secondo i propri reali desideri.
      La distribuzione del quoziente intellettivo di maschi e femmine, per esempio, evidenzia il fatto che ci sono più maschi agli estremi della curva a campana (più maschi geniali ma anche più maschi subnormali) e più femmine dotate di intelligenza media.
      https://i1.wp.com/it.avoiceformen.com/wp-content/uploads/sites/8/2015/06/IQ-by-sex.jpg
      La tipa che ti obietta che in base a ciò stai “sotto sotto” dicendo che è meglio non insegnare matematica alle femmine appartiene a quella quota minoritaria di femmine (rispetto ai maschi) che nella curva rappresenta i subnormali.
      Spiegaglielo così e vedi se capisce.
      Allo stesso modo risulta chiaro dal grafico che appartenere al genere maschile non implica affatto essere più intelligenti di tutte le donne. Se Albert Einstein è maschio non significa che tutti i maschi siano Albert Einstein o che basti essere maschi per dirsi Albert Einstein. Lo so che è banale ma purtroppo di questi tempi va specificato anche questo.
      Dunque chi sostiene le tesi di Strumia et al. non dice affatto che se sei femmina non capisci la matematica, ma che è normale che sui grandi numeri ci saranno più maschi che femmine ad eccellere in matematica.
      Quando la propaganda fascio-femminista oppone a Strumia l’ultimo premio Nobel per la fisica, Donna Strickland, a riprova della infondatezza della sua tesi, dimostra tutta l’insignificanza e la malafede della ideologia mainstream.
      Nessuno tra noi si meraviglia che una donna possa vincere il premio Nobel per la fisica (e perché mai?) ma nessuno dovrebbe anche meravigliarsi che su 3 premi Nobel 2 siano maschi e solo 1 femmina.
      Chi volesse realmente ribattere la tesi di Strumia dovrebbe semplicemente portare prove scientifiche inconfutabili che è vera la teoria femminista secondo cui la Natura avrebbe previsto una perfetta e totale simmetria di ruoli tra maschi e femmine.
      In altri termini:
      1) Si può sapere una buona volta da dove cavolo avete preso quella assurda e preconcetta ripartizione 50% maschi e 50% femmine?
      2) Perché nascondete all’umanità questa rivoluzionaria scoperta scientifica capace di piallare tutte le neuroscienze in sol colpo?

      1. Giusto, con la scienza non si scherza, piace o no i fatti sono fatti, punto e basta fino a quando una donna scienziata non dimostra sempre con i fatti il contrario…è una battuta ma chissa
        Con sorriso

      2. Oltre venti anni fa, su un noto settimanale italiano (Panorama), mi fu pubblicata una lettera nella quale avanzavo dei fortissimi dubbi riguardo alla tesi della “superiorità intellettiva femminile”, che già allora era ben radicata in certi ambienti.
        Allorché, a distanza di due settimane (per la precisione il 30 aprile del 1998), fui contestato da una donna, tal Chiara G. di Teramo, la quale scrisse:
        “Il signor Sandro D. nella sua lettera pro maschi ritiene che i migliori risultati ottenuti nelle scuole elementari dalle femmine siano dovuti al fatto che in queste scuole prevalgono insegnanti di sesso femminile. Ma lo sa il signor Sandro D. che i migliori risultati sono raggiunti dalle femmine anche nelle superiori? E lo sa che i risultati dei test favorevoli ai maschi nella abilità matematiche si rovesciano in superiorità schiacciante a favore delle femmine nei test linguistici? E lo sa che, secondo Bruner, uno dei maggiori studiosi americani, ‘se la maggior parte dei geni sono maschi, sono maschi per la maggior parte anche i sottosviluppati mentali?’.
        Le donne hanno raggiunto risultati migliori in molti difficili concorsi, guidano meglio, mentre la maggior parte dei delitti più orrendi è commessa dagli uomini.
        Infine, riporto qui i risultati di recenti ricerche dell’università della Pennsylvania, pubblicati su Science:’La parte del cervello che controlla le emozioni dell’uomo non si è evoluta dall’età dei grandi rettili, mentre nelle donne il processo è raffinato. Gli uomini sono più inclini a esprimere con l’azione i loro impulsi aggressivi, mentre il cervello delle donne suggerisce mezzi più raffinati e simbolici di esprimere un’emozione’ “.
        >>>>>
        … mentre nelle donne il processo è raffinato.
        >>>>>

        1. Già… “i migliori risultati ottenuti nelle scuole dalle femmine”…

          “Gli insegnanti – si legge nella ricerca – tendono ad attribuire alle ragazze ed agli studenti provenienti da ambiti socio-economici più favorevoli migliori voti a scuola, anche se non hanno una migliore performance, rispetto ai ragazzi e agli studenti provenienti da ambiti socio-economici svantaggiati.”

          http://www.repubblica.it/scuola/2013/03/17/news/voti_a_scuola-54774312/?ref=HREC1-3

          A proposito del caso Strumia, ho trovato questa chicca del giornale comunista Il Manifesto (dimentichi di cosa pensava Marx del femminismo).

          “LE RICERCHE più recenti dimostrano che i pregiudizi più resistenti non sono quelli espliciti, come quelli relativi a cattedre e concorsi, ma quelli impliciti di cui gli scienziati stessi (donne incluse) non sono consapevoli. Dunque, usare le citazioni bibliografiche su cui pesano proprio questi pregiudizi impliciti, come un dato oggettivo per misurare i presunti favori alle donne in materia di concorsi è un metodo piuttosto discutibile. D’altronde, anche le teorie sulla propensione innata alla scienza sono ormai universalmente declassate al ruolo di «pseudo-scienza».”

          https://ilmanifesto.it/lo-scienziato-confuso-e-nemico-delle-donne/

          Al di là dello stravolgimento della tesi di Strumia (a manipolazioni di questo tipo abbiamo fatto il callo) se non è una supercazzola questa dei pregiudizi “impliciti”… di cui chiaramente neanche gli scienziati e le scienziate si accorgono.

          Si accettano scommesse: le citazione a pubblicazioni femminili verranno moltiplicate per un fattore 10 o 100 fino al raggiungimento del fatidico 50 e 50 (che non avverrà mai dunque potranno frignare per sempre).

  9. La vicenda legale pervenuta al CEDU linkata in quest’articolo è rivelatrice ed emblematica delle incredibili torture (anche istituzionali) alle quali molti uomini vengono costretti a sottoporsi in molte circostanze.
    Naturale che un uomo intelligente e colto che ha attraversato un simile assurdo calvario si sia posto certe domande sul ruolo e sulle inclinazioni dei generi e si sia dato delle risposte abbastanza lontane dagli stereotipi “mainstream” (uso la stessa definizione di Sturmia), ma ben più realistiche. Risposte realistiche perché derivano sia dalle sue competenze professionali che dalle competenze che gli vengono dal suo vissuto personale.
    Ringrazio Davide Stasi per questo contributo alla conoscenza della verità e invito tutti ad andare a leggere quanto riportato nella sentenza CEDU.

  10. Strumia è il mio eroe. Ho la vaga impressione che vista la tempra non finisce qui.

    Mi sono venuti i brividi a leggere la sua vicenda personale.
    Il tipico canovaccio criminale della lobby femminista e della lobby dei centri antiviolenza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: