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L’enigma femminicidio: statistiche da una “fonte rosa”

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logo-27ma-ora-420x154Un lettore mi pone la domanda più difficile del mondo: “sai quanti sono i femminicidi a oggi? E quanti sono stati commessi da non italiani?”. Decodificare la stele di Rosetta è stato sicuramente più semplice che trovare una risposta a questa richiesta. Dipende dalla definizione di femminicidio che si vuole acquisire. Ci sono elenchi diversi a seconda delle correnti di pensiero, che sono innumerevoli. In ogni caso, gli dico, l’elenco più esaustivo si trova sulla pagina web de “La 27esima Ora” del Corriere della Sera, chiamata (non ridete per favore) “La strage delle donne“. Lì ci si trova di tutto e di più, con i criteri più ampi. Per scrupolo controllo anch’io e salto sulla sedia: nel 2018 mi risultavano meno di 50 “femminicidi”, mentre sulla pagina curata (si fa per dire) da Laura Zangarini risultano 66 omicidi generici. Provo ad applicare il filtro per isolare i “femminicidi” ma curiosamente non funziona. O si filtra per anno o per femminicidi, i due filtri insieme non si possono applicare. Una furbata tecnica per scavalcare la non univocità della definizione.

Insomma che mi prende comunque la curiosità di vedere nel dettaglio quali sono le fattispecie in cui rientrano queste 66 donne uccise, così per capire con quali criteri vengono conteggiate (ve lo anticipo: nessuno!). Dunque me le guardo tutte e, tenendo fermo il presupposto che gli autori del reato sono ovviamente sempre persone di sesso maschile, creo queste categorie:

  • Sororicidio di anziani e/o malati (con suicidio)
  • Omicidio/suicidio di coppia di anziani e/o malati
  • Omicidio/suicidio di coppia “ufficiale”
  • Omicidio non di relazione (amici, amanti, conoscenti, ecc.)
  • Omicidio di coppia “ufficiale”
  • Matricidio (o omicidio da consanguinei)
  • Figlicidio da parte di padre (con suicidio)
  • Figlicidio da parte di madre (con suicidio)

femminiciPer ognuna delle categorie acquisisco anche alcuni dati aggiuntivi ovvero: autori italiani e autori stranieri, se il fatto è avvenuto in un contesto di disagio (povertà, tossicodipendenza, malattia mentale, eccetera), se ha carattere colposo e, dove non sia previsto dalla definizione, se vi è stato anche un suicidio. Così classificati, i 66 eventi omicidiari a danno di donne nel 2018, prendendo i dati dalla pagina de “La 27esima Ora”, possono essere sintetizzati in questo schema:

Totale Italiani Stranieri
Omicidio/suicidio di coppia “ufficiale” 36% 71% 29%
Omicidio di coppia “ufficiale” 24% 56% 44%
Matricidio (o consanguinei) 12% 75% 25%
Omicidio/suicidio di coppia di anziani e/o malati 9% 100%
Omicidio non di relazione (amici, amanti, ecc.) 8% 80% 20%
Figlicidio da parte di padre (con suicidio) 8% 60% 40%
Figlicidio da parte di madre (con suicidio) 2% 100%
Sororicidio di anziani e/o malati (con suicidio) 2% 100%
TOT 100% 70% 30%

Da precisare che i moventi e le modalità degli omicidi, che sono poi ciò che davvero caratterizza il reato, sono i più disparati: questioni economiche, timori per le ripercussioni conseguenti a una separazione, gelosia, esasperazione, perdita di controllo. Molti sono omicidi preterintenzionali, seguono i volontari e premeditati. Solo in un caso di omicidio/suicidio di coppia la natura è colposa. Nel 14% dei casi totali il delitto è maturato in condizioni di disagio all’interno delle categorie omicidio/suicidio di coppia, omicidio di coppia, matricidio, omicidio non di relazione. Nel 25% dei casi di matricidio, al delitto è seguito anche il suicidio dell’autore.

violenza_1E’ evidente che il panorama è molto frastagliato, e che in linea di massima la prevalenza dei casi di omicidio/suicidio segnala un alto livello di malessere o conflitto in talune coppie, con la connessa incapacità maschile di gestire la relazione o il suo termine. Di fatto, in quei casi, va segnalato che però a morire sono sempre in due, un uomo e una donna. Ma soprattutto, tornando alla domanda iniziale del lettore: quanti sono nel 2018 i casi di femminicidio? Dato che “La 27esima Ora” non si azzarda a definirlo, provo a farlo io. Scartiamo anzitutto che il femminicidio sia quando un uomo uccide una donna “in quanto donna”. Nessuno degli autori dei 66 casi ha addotto come spiegazione una scemenza del genere. Come detto, sono sempre questioni di interesse, gelosia, raptus o altro, ossia moventi precisi e circostanziati, gli stessi che portano spesso all’omicidio anche di un uomo su un uomo o di una donna su una donna.

Non rimane che limitare il campo ai casi in cui l’omicida avesse (o avesse avuto) con la vittima una relazione ufficiale, dunque mariti, fidanzati, compagni, o ex. A buon peso, giusto perché voglio essere generoso, mettiamoci dentro anche le relazioni non ufficiali, dunque donne uccise da amici, amanti o conoscenti. Per decenza, sottraggo a statistiche così strumentalizzate e strumentalizzabili i casi di fratelli o mariti anziani che sopprimono la sorella o la moglie malata terminale di alzheimer o tumore o altro, spesso poi uccidendosi a loro volta, casi per i quali si rientra a mio avviso nella misericordia e basta. In tutto siamo quindi a 45 cosiddetti “femminicidi” (40 se si tolgono amici, amanti eccetera). Ovvero a 0,075 donne uccise ogni 100.000 abitanti e 0,15 ogni 100.000 donne. Un’inezia. Eventi meno che fisiologici, per quanto tragici.

varie_gestoQuanto alla suddivisione tra italiani e stranieri sulle tre tipologie che ho riunito sotto la definizione di “femminicidio”, abbiamo un 67% (30) dei delitti commesso dai primi contro un 33% (15) commesso dai secondi. Valori che però vanno commisurati con la presenza di entrambi sul territorio: 30 uomini italiani autori di femminicidio su un totale di circa 25 milioni di uomini dà un rateo significativamente più basso di 15 uomini stranieri autori di femminicidio su un totale di circa 3 milioni (tanti si stima che siano gli uomini stranieri in Italia). Entrambi in ogni caso sono ratei microscopici, di poco sopra l’insignificanza. Ed è soprattutto di questo che occorre tenere conto se si affronta l’enigma femminicidio (o la fuffa femminicidio?) nel nostro paese, utilizzando per altro una “fonte rosa”. Teniamolo a mente, soprattutto quando il 25 novembre le pasionarie nostrane si riuniranno tutte in piazza a urlare che siamo tutti brutali assassini.


varie_indagineuomo

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5 thoughts on “L’enigma femminicidio: statistiche da una “fonte rosa”

  1. [2017] “In ambito cosiddetto passionale, su 66 omicidi con vittime femminili, quelli che tecnicamente si potrebbero definire femicidi sono 42 (esclusi 4 casi non risolti), di cui 14 commessi da stranieri provenienti soprattutto dai Paesi dell’Est e dal Nordafrica. Gli altri 20, in cui il movente non ha a che fare col genere, sono coniunxcidi (da coniunx= coniuge), neologismo adottato nell’indagine che vale sia per gli uomini che per le donne a differenza di uxoricidio (da uxor=moglie).
    Gli italiani che hanno perso la vita per mano di una donna che avrebbe dovuto amarli sono 19.
    http://violenza-donne.blogspot.com/2017/04/omicidi-in-famiglia-uno-su-tre-e.html

  2. Donne assassinate.
    Qui la mia ricerca del 2014.
    https://altrosenso.wordpress.com/2015/01/30/il-suicidio-del-carnefice/
    .
    Le FF ammazzate da MM sono state per anni circa 120 (gli 83 casi citati ovviamente non rappresentavano il 100% ).
    .
    Quest’anno forse si scenderà sotto le 100.
    Quanto alla campagna di criminalizzazione antimale non cambierà nulla .
    Si utilizzano i crimini di pochi per fare la guerra contro tutti.
    Quei pochi sono poi in numero inferiore a quel che appare per varie ragioni
    Una: ci stanno dentro pure i vecchi malati terminali che ammazzano le consorti, malate terminale. e poi si suicidano.
    Dettagli del tutto irrilevanti ai fini della criminalizzazione dell’uomo.
    Come è irrilevante che la metà circa si suicidi (% in crescita, tra l’altro).

  3. Se per assurdo ci fossero 1000 omicidi di donne al giorno, sicuramente starnazzerebbero di meno.
    Le donne più le tratti bene e più ti pugnalano alle spalle.

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