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Lettera aperta agli Alpini d’Italia

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varie_alpiniCari, gloriosi Alpini d’Italia. In questi giorni si sta tenendo a Milano la vostra adunata annuale. Un giorno che periodicamente coniuga orgoglio e festosità, onore e allegria, rispetto istituzionale e goliardia. Canti e inni fluiscono insieme a buon vino e vicinanza ai cittadini di questo paese, che tanto vi devono per il passato e che giustamente guardano a voi con fierezza. A voi auguro un’adunata serena ma attenta. Sì, vi chiedo di stare molto attenti. Non è più tempo per la bonaria ruvidità dei vostri modi, specie con le tose che vedrete attorno a voi. Molte saranno ben felici di conoscervi e passare qualche ora di svago, com’è giusto e normale che sia. Ma tenete conto che altre sono lì apposta per prendervi in trappola. Molte vi sono nemiche a prescindere, perché voi siete uomini, maschi.

Esagero? Non credo. Immagino non abbiate dimenticato, come io non ho dimenticato, l’umiliazione a cui siete stati sottoposti un anno fa, dopo l’adunata di Trento. Sul web, in particolare su alcune pagine social legate al femminismo suprematista, circolarono resoconti di violenze e molestie da voi perpetrate a uno svariato numero di donne e ragazze. Resoconti curiosamente tutti uguali nello stile, ma soprattutto mai mai mai supportati da alcun riscontro concreto. Non una denuncia, una segnalazione, una foto, un video, niente di niente. I media diedero amplissimo risalto a quelle “denunce” e la vostra Associazione Nazionale Alpini subì pressioni inenarrabili affinché presentasse pubbliche scuse.

persone_pinottiLa risposta dell’ANA, molto alpina, molto giusta, fu la minaccia di una querela contro i megafoni della diffamazione, in primis il movimento eversivo “Non una di meno”. La vicenda aveva preso proporzioni tali in viralità, le accuse erano tutte così prive di prove che il processo sarebbe finito in un vero bagno di sangue per le femministe radicali. Intervenne allora Telefono Rosa, una delle centrali istituzionali del potere femminista. La loro presidente chiamo l’allora Ministro della Difesa Roberta Pinotti. Poco dopo l’Associazione Nazionale Alpini non parlò più di querele e si scusò pubblicamente. Un’umiliazione bruciante, terrificante, inaccettabile. Ipotizzai ai tempi che Pinotti avesse risposto da donna al richiamo femminista e avesse dunque ricordato ai vertici dell’ANA la cifra annuale che il Ministero della Difesa versa all’Associazione stessa. Abituati a non indietreggiare davanti al nemico, gli Alpini si arresero perché presi per la gola, con la minaccia più o meno esplicita dell’asfissia finanziaria.

Una pagina nera per il Corpo ma anche per l’intera democrazia e il principio di libertà. Per questo vi scrivo, cari amici Alpini, esortandovi alla massima attenzione. Siate ciò che siete, in piena spontaneità, perché altrimenti l’adunata non sarebbe ciò che è da sempre. Ma, datemi retta, siatelo tenendo pronto in mano il cellulare, la fotocamera, il registratore vocale. Siate testimoni e premunitevi in ogni caso, perché, ne sono certo, quest’anno più che nel precedente si sta preparando e ci sarà lo stesso tentativo di diffamarvi. Forse anche più feroce. E anche in questo Governo alla Difesa siede una donna. Nulli secundus. Evviva il Corpo degli Alpini.

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4 thoughts on “Lettera aperta agli Alpini d’Italia

  1. Buongiorno Davide, l’appello è sacrosanto ma il fatto stesso che si debba richiamare all’ordine i partecipanti a una manifestazione festosa che è sempre stata simbolo di allegria e unione tra le persone significa che il clima di sospetto e la divisività seminate dalle femminazi hanno preso definitivamente il sopravvento. Che tristezza! Si finisce per aggirarsi nella festa come nelle scene del film Alien: dove sarà il mostro? A me la contraddizione sembra lampante e dolorosa e fa il paio con i moduli per il consenso firmato se voglio fare l’amore con una donna per evitare i suoi ripensamenti il mattino dopo. Mi scusi, Davide, nelle sue parole oggi vedo i segni della nostra sconfitta: degli uomini, delle donne di buon senso, della civiltà occidentale e ancor di più, l’intento rieducativo dei “maschi” latente ormai in qualsivoglia messaggio veicolato dai media che hanno preso di mira quei sani istinti maschili (l’esuberanza,la goliardia,l’amore per la vita,il buon cibo e il buon vino consumati insieme, la musica, lo stare in compagnia, lo scherzare e sì, lo stringere tra le braccia una donna senza dovere avere paura)verso i quali bisognerebbe fare opera di rivalutazione. Ovviamente Davide so che il senso del suo messaggio non è quello : ci mancherebbe, altrimenti non sarei qui a leggerla e a sostenerla. Punto il dito invece contro chi è riuscito a marcare il territorio anche in questa manifestazione: mi dispiace, le donne in politica con riferimento alla Pinotti e alle varie esponenti femminaziste ma non solo (da certi uomini Dio ci scampi), tranne rare eccezioni, servono proprio a questo.
    Nella speranza di avere spiegato il mio pensiero (stamattina un po’ amaro dopo avere letto l’articolo) ci tengo a specificare che come al solito è lungi dal volere fare polemica. Auguro a lei, Davide e a tutti i lettori del blog, buona fine settimana e viva gli Alpini, viva l’Italia!

  2. una volta mi chiedevo perché le femministe si inalberano per certi poster vagamente sessisti ma tacciono riguardo a cose ben piu gravi come gli abusi perpetrati su centinaia di ragazze a Rotherham e a Telford da delle gang di pakistani. non è solo una questione di opportunismo politico, è anche dovuto al fatto che non sono a conoscenza di certe cose dal momento che vivono in una camera dell’eco dove filtrano tutte le notizie: sanno tutto sul tal politico occidentale che ha fatto una dichiarazione sessista ma sono all’oscuro su forme di sessismo quando provengono da fonti che non politicamente conveniente criticare. dopo il caso dello stupro di gruppo in Spagna, erano già sul piede di guerra ma c’è da scommettere che se gli accusati fossero stati terzomondiali e la vittima occidentale, sarebbero state zitte.

    1. E’ semplicemente dovuto al fatto che per essere credibili e confondere le acque devono manifestarsi apertamente antirazziste. Accusare un uomo di colore non è come accusare un bianco e per di più eterosessuale. E’ rischioso perchè si rischia l’accusa di razzismo, in un Occidente impregnato di politically correct. Per questo preferiscono non rischiare la strumentalizzazione; oltretutto per loro il nemico è l’uomo bianco eterosessuale, perchè lo ritengono il discendente degli uomini colpevoli del passato, la nemesi storica è un denominatore comune dei femminismi per quanto mai troppo sbandierata, e gli attuali competitori nella gestione del potere. Abitualmente l’uomo di colore è ai margini della società, è un povero disgraziato, quindi non un avversario temibile.

    2. Perchè per gli uomini brutali, bestie, rudi, conquistatori etc hanno un profondo e quasi inconsapevole rispetto mentre detestano biologicamente ed atavicamente gli uomini che le ascoltano, le rispettano e si “autocensurano” pur di renderle felici.
      Non hanno paura: hanno rispetto e ammirazione (il loro cervello rettiliano dice: finalmente un vero uomo!). Semplice biologia femminile

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