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L’imbecille guastafeste che fa notizia

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LA FIONDA

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varie_pillonmun1Com’era prevedibile, venerdì tutti i maggiori media nazionali riportavano con indignazione la cronaca di quanto accaduto al Municipio 1 di Roma, dove il Senatore Pillon doveva illustrare la sua proposta di riforma della disciplina di separazioni e affidi. A un certo punto un manipolo di donne appartenenti alla galassia “nonunadimeno”, capeggiate dalla presidente della Casa delle Donne di Roma (sì, quella che non paga gli affitti), ha fatto irruzione, esibendosi in una lunga serie di provocazioni finalizzate a non permettere il normale svolgimento del convegno. La tensione, inevitabilmente, è salita: si trattava di un convegno democraticamente e liberamente indetto per ascoltare un relatore e confrontarsi democraticamente. L’azione di sabotaggio ha rotto la normalità della situazione. A un certo punto, tra i circa trenta presenti, uno ha perso la brocca, si è alzato e ha spintonato le pasionarie, per poi apostrofarle in modo becero.

Ed ecco dunque l’appiglio che le vagine armate cercavano: la reazione inconsulta dello scervellato che in un gruppo non manca mai. Ed è quello che hanno ottenuto in effetti, così replicando pari pari le dinamiche che avvengono in moltissime case, con la donna che fa di tutto per portare a totale esasperazione il compagno o marito, una stragrande maggioranza che ingoia, incassa, fa buon viso a cattivo gioco nonostante la violenza psicologica e qualche imbecille saltuario che si fa saltare il tappo e reagisce in modo inaccettabile. Sulla base di quelle eccezioni si costruisce la narrazione dominante per cui tutti gli uomini e i padri sono violenti, così come da venerdì si cerca di diffondere l’idea che tutti i sostenitori del DDL Pillon siano dei bruti capaci solo di insultare e venire alle mani.

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varie_femministeNon è così, nella realtà generale come per il sostegno alla riforma del DDL 735. Che ha dietro una schiera di genitori, padri e madri, desiderosi di un nuovo equilibrio per i figli dei separati. Gente per bene che non alzerebbe un dito sul partner in nessun caso, né giocherebbe a metterlo sotto pressione psicologica. Ma tant’è ciò che passa sui media è altro, grazie alla potenza mediatica di Rosa Nostra e all’ignavia lamentosa del fronte anti-femminista. A buon peso, si scopre che il tizio che è venuto alle mani ha pure un retroterra politicamente arretrato e discutibile, dando l’occasione alle vagine armate per dare una bella botta di “fascista” al Senatore Pillon e a tutti quelli che sostengono il suo disegno di legge. Per non parlare di quelli più in malafede di tutti, secondo cui il DDL è roba buona per reazionari perché proprio costoro hanno organizzato il convegno, come se tra le due cose ci fosse per forza un collegamento consequenziale.

I media su queste cose si sono gettati a pesce, facendo come sempre il gioco dell’estremismo femminista. Nessuno ha menzionato la falsità dei dati che nelle interviste le loro leader hanno diffuso, le bugie su cui appoggiano la loro mobilitazione, né il fatto che abbiano interrotto come squadracce nere (loro sì) un convegno liberamente e democraticamente riunito. Tanto meno hanno reso conto dei concetti importanti che, al di là della riforma, il Senatore Pillon ha espresso a margine del convegno, e che io ho ascoltato tramite alcuni video che mi sono stati inviati. Cose troppo ragionevoli, troppo da persona per bene per essere “notiziabili”. Gli urlacci delle megere e la reazione di un cretino sono l’ideale per attirare i click. E in tutto questo, se un rimprovero mi posso permettere di fare al Senatore Pillon, un errore grande c’è stato: di fronte alla reazione di quell’energumeno avrebbe dovuto alzarsi e andarsene, dissociarsi in modo plateale. O avrebbe dovuto massacrarlo a parole davanti a tutti, umiliandolo senza pietà, come avrebbe meritato. Perché è a causa di pochissimi soggetti simili che si alimentano le follie e le bugie delle femminaziste. E sono proprio questi soggetti a dover essere estromessi senza pietà. Gente così non rappresenta gli uomini. Tanto meno può rappresentare i padri. E gli deve essere vietato interessarsi ai diritti dei minori così come dovrebbe essere vietato alle pazze ideologhe della dittatura in rosa.


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55 thoughts on “L’imbecille guastafeste che fa notizia

  1. x Ned
    Tanto per chiarire una cosa: in Svezia ci sono 480 giorni di congedo, di cui 90 riservati alla madre, 90 al padre ed altri 300 che possono essere presi indifferentemente da madre o padre, pagati all’80% delo stipendio.
    Il sistema è in vigore dal 1980, e l’unica variazione l’ha subita nel 1995 quando i soldi che all’inizio erano il 90% dello stipendio sono stati ridotti all’80%.
    In Svezia Pareto docet, il famoso 80:20 regna sovrano e si conferma il “tendenzialmente” di cui parla Davide: la massima parità mai toccata è stata 72,4:27,6 – notare che i 90 giorni riservati ai padri da soli costituiscono il 18,75% del totale e quelli li fanno TUTTI perché non potendoli passare alla madre si perderebbero.
    In pratica dei 300 giorni a scelta il padre ne prende 26 e la madre 274, cioè 10,5 volte tanto.

    E INFATTI il governo vuole rendere più rigido il sistema, portando i giorni riservati alla madre a 150 e quelli riservati al padre a 150 – in questo modo ne resteranno solo 180 da dividere (cioè che di fatto si prende tutti la madre) e si faranno così “quadrare di più i conti”.
    E INFATTI le femministe sono incavolate nere e, come quel tizio che faceva l’imitazione di Emilio Fede (“si tratta di attentato!”) urlano “si tratta di patriarcato!”

    Fonti, tutte accademiche o governative:

    http://lup.lub.lu.se/luur/download?func=downloadFile&recordOId=8884178&fileOId=8884179

    https://cdn.uclouvain.be/public/Exports%20reddot/demo/documents/CQ16_Duvander.pdf

    https://journals.openedition.org/rsa/456

    1. a prescindere da come le coppie svedesi decidono in autonomia di gestire i 300 giorni, il fatto che ci siano 90 giorni obbligatori per papà e 90 giorni obbligatori per mamma retribuiti all’80% mi sembra giusto, perciò vorrei il sistema svedese. di quel che urlano le femministe svedesi me ne sbatto

      1. Il punto è che il caso svedese dimostra che “tendenzialmente” nei primi anni d’età sono più le madri a star dietro ai figli.
        Il bello è che i dati dimostrano pure che al crescere dell’età dei figli il padre dedica sempre più tempo a loro.

        E comunque non è affatto vero che a te non frega di come le coppie si dividono il tempo: è come la storia delle tasse ridotte per le femmine nelle facoltà scientifiche (ma NON per gli uomini in quelle umanistiche), le donne mica sono interdette da quelle facoltà, e a seconda del campo sono già tra il 25% e il 40% EPPURE ci vogliono incentivi sessisti e discriminatoria in quanto donna” e tu questo NON lo contesti, ti va bene – e ovviamente niente incentivi agli uomini nelle facoltà umanistiche, anche se il gap è ancora più largo. Perché? Ruolo di genere maschile, che le femministe promuovono quando fa loro comodo: “gli uomini devono cavarsela da soli” (salvo poi schiumare di rabbia quando gli MGTOW se la cavano da soli “troppo” e non danno alcuna possibilità legale alle donne di mettere mani sui loro soldi…).

        1. “Il punto è che il caso svedese dimostra che “tendenzialmente” nei primi anni d’età sono più le madri a star dietro ai figli.”

          quindi il ddl Pillon è contronatura quando impone tempi paritetici anche per i bambini piccoli? Allora ha ragione quel ciccione reazionario di Adinolfi a opporsi! 😉

          1. Anche se già noto: io sono FAVOREVOLISSIMO a tempi di congedo parentale (o d’infanzia) PARITARI per padre e madre. Anzi sarebbe una delle chiavi di volta.

          2. Il DDL Pillon stabilisce 40:60 ma lascia libertà ai genitori di decidere diversamente di comune accordo, non forza nessuno, e pure in caso di disaccordi allora è 40:60.

            La monaca di Monza (Adinolfi) e le femministe invece sono per il 95:5 (95 alla madre), rigido.

            Ovviamente la soluzione di Pillon è la migliore sia per chi crede che vi siano tendenze (80:20 nel complesso, ma con variazioni da caso a caso) sia per chi pensa sinceramente che donne e uomini siano identici (50:50 per tutti, sempre).

  2. Stasi, ti fideresti di una donna incaricata di amministrare la giustizia dato quel che pensi del loro senso etico e del loro senso dell’onore? Cosa ne pensi del fatto che in magistratura ci sonon tante donne giudice? Ti preoccupa? (queste sono domande, non ho desunto nulla, stavolta)

    1. Dipende dall’oggetto della causa, se civile, penale o amministrativa, se sono il querelato o il querelante…
      Specifica meglio “modus” e circostanze, poi forse potrò risponderti.

      1. credi che un giudice donna possa giudicare un imputato maschio in un processo penale dove il reato contestato ha una presunta vittima femminile? Pensi che un giudice donna possa giudicare con imparzialità una maestra picchiatrice di bambini,una madre infanticida o avrà “un occhio di riguardo? Comunque adesso non è che ti posso elencare ogni casistica possibole. Secondo te la grande maggioranza delle donne ha l’etica necessaria per essere giudice di processi penali da cui dipende la libertà o la vita (nei paesi dove c’è la pena capitale) di un uomo? Credi che una donna giudice possa giudicare solo un’altra donna o neanche quello?

        1. Ned, capisco la tua esigenza di scavare per trovare contraddizioni che confermino i tuoi stereotipi, ma non è così che funziona. Ho cinque minuti e provo sinteticamente a spiegarti la cosa.
          Immagina ogni persona come una torta, di quelle fatte a strati. La base, quella fondamentale, è dettata dalla biologia, quella affinata in secoli e secoli di evoluzione e che ci rende diversi uomini e donne, esseri umani e animali e così via.
          Su quella base poi, mano a mano che si cresce, si accumulano altri strati (sovrastrutture, in sociologia) derivati da una molteplicità di fattori: ambiente, educazione, scuola, esperienze dirette, fonti informative, solo per citarne alcune. Tutte queste sovrastrutture vanno a influenzare e modificare la base biologica. Un’influenza che si chiama “civilizzazione”, quella che ci permette di vivere senza che gli aspetti “animali” prendano il sopravvento, se non in condizioni estreme, pur se una loro tendenziale (ebbene sì) influenza resti sempre.
          E dunque la giudice che tu ipotizzi, in quanto donna non avrà di base uno spiccato senso dell’etica e della lealtà, ma questo deficit potrebbe essere stato compensato da un’educazione paterna esemplare sotto quei punti di vista, da pesantissimi studi dove la deontologia forense è un tema su cui si incardina il ruolo stesso di magistrato, da uno spiccato senso della professionalità che questa giudice (per indole o per altre ragioni) riconosce per se stessa, rendendola incapace di assumere decisioni anche solo vagamente vendicative, ideologiche o “di pancia”.
          In sostanza io non sono in condizione di credere nulla nell’ambito della tua astrazione. Posso solo sperare che quella giudice abbia acquisito un numero e una qualità tale di sovrastrutture da renderla immune dagli effetti di una innata carenza etica. Per converso, trovandomi davanti a un giudice uomo, esprimerò lo stesso auspicio ma su un altro versante, ovvero mi augurerò che abbia acquisito sufficienti sovrastrutture da non indurlo a cedere al suo deficit innato di empatia umana, e dunque a non applicare la legge con un rigore etico assoluto, ma che sappia calmierare di partecipazione umana la sua azione. Non a caso l’attenzione empatica viene insegnata e raccomandata fortemente anche nel percorso formativo che porta a essere magistrati, sempre nell’ambito della deontologia.
          Il mondo, caro Ned, è fottutamente complicato e articolato. Comprendo che sia molto più facile leggerlo con una lente che fa vedere tutto bianco e nero, comprendo anche che darne un’interpretazione schematizzata è una buona scorciatoia per trarre in inganno chi non la pensa come te e così coglierlo in castagna.
          Può funzionare con le interlocutrici e gli interlocutori femministi che usi frequentare. Non qui. Soprattutto non con me.
          L’augurio dunque, per donne e uomini, qualunque sia il loro mestiere, è che abbiano avuto l’occasione e la fortuna di posare sopra la propria base biologica abbastanza elementi e abbastanza buoni da equilibrare i tendenziali deficit naturali, rendendosi così essi stessi persone equilibrate.

          1. “educazione paterna” perchè le madri sono tendenzialmete incapaci di insegnare il senso etico così come i padri sono tendenzialmente oincapaci di insegnare l’empatia. Ok, sono sempre di un’altra opinione ma credo di aver capito

            1. Diciamo che, seguendo l’impianto biologico, è probabile che il senso dell’etica, della lealtà eccetera vengano insegnati più dalla figura paterna che da quella materna, anche attraverso l’esempio; allo stesso modo il calore, l’empatia umana è più probabile che vengano insegnati dalla figura materna, anche attraverso l’esempio.
              Il tutto con le dovute e ovvie eccezioni.
              E, intendiamoci bene, non è che un aspetto è più importante o migliore dell’altro. Sono entrambi cardini fondamentali (insieme ad altri) di un’esistenza equilibrata e positiva. Anche per questo, non me ne vogliano gli amici LGBT, è fondamentale la presenza di due genitori non omologhi per l’equilibrata crescita di un figlio.

    2. Io se dovessi essere processato per accuse di reati sessuali contro una donna vorrei essere giudicato da giudice donna.
      Se invece dovessi andare in giudizio per altre cose il sesso del giudice è indifferente.

  3. bisogna documentare gli attacchi delle nazifemministe e poi metterli su YT per additarli al pubblico ludibrio. la luce del sole è il miglior disinfettante. è una strategia che ha già dato prova di successo in America e in Canada, dove gli assalti e le non proprio legittime proteste delle femministe (con tanto di porte bloccate e allarmi anti-incendio attivati) sono stati doviziosamente ripresi e documentati affinché non restassero impuniti agli occhi del grande pubblico.

    1. E’ quello che ho fatto ma… ci credi che i siti antifemministi hanno condiviso di più gli articoli nazifemministi che il mio video? Autolesionismo senza limiti…

  4. Piu’ vieni provocato piu’ ti aspetti la reazione piu’ fai il loro gioco piu’ fai il gioco delle donne che potranno ancora una volta dimostrare la violenza di genere.

    Andando off topic su siti come questo tipo Questionemaschile noto un grande pregiudizio e frasi infelici del tipo “le donne senza uomini starebbero ancora all’età della pietra” nel contesto che gli uomini hanno portato avanti l’evoluzione economia , tecnologia e sociale.
    Anche se sono maschilista trovo infondati alcuni pregiudizi circa la donna che senza uomo sarebbe rimasta all’età del bronzo. Per buonsenso a scarsita’ di donne inventrici , poetesse , politiche etc . . . è dovuto al fatto che per secoli l’uomo è stato al centro del mondo mentre la donna un essere buona solo a prendersi cura della casa e dei bambini. Pertanto alle donne non era concesso scoprire , inventare , sfidare i limiti naturali. Se non ci fosse stato tale misoginia “legalizzata” la gravità l’avrebbe scoperto una donna , la Gioconda l’avrebbe dipinta una donna , I Promessi Sposi l’avrebbe scritta una donna , una donna avrebbe scalato l’Everest , la donna avrebbe inventato il motore a scoppio , una donna avrebbe progettato la Tour Eiffel , una donna avrebbe portato avanti guidato i Mille in Sicilia , una donna avrebbe inventato la pizza etc . . . Sarebbe stato piu’ o meno un 50 e 50 di entrambi i sessi senza che un sesso prevalga sull’altro.
    Il fattore evoluzionismo adattamento è un altro fattore che non avete considerato : le donne avrebbero fatto a meno degli uomini adattandosi e plasmando il mondo ai loro bisogni pertanto senza un mondo di maschi le donne avrebbero svolto mansioni fisicamente pesanti questo per istinto di sopravvivenza.

    Fatemi sapere grazie

    1. | Fatemi sapere grazie

      Cosa? Che sei un altro troll?
      Ne cacano tanti in questo periodo dell’anno dal web.
      Aprite gli ombrelli e munitevi di wcnet.

      Comunque mi pare fosse stata Ida Magli, antropologa e ex-femminista, a sostenere che le donne non hanno mai inventato niente, in quanto donne. Chiedi a lei. E’ morta.

      1. Anche Camille Paglia, accademica di valore, lesbica e femminista (di un tipo molto particolare) ha detto la stessa cosa di Ida Magli, anzi ci è andata giù ancora più pesante, adesso è talmente inferocita con le femministe radicali che ha cominciato a identificarsi come “transessuale” per far loro dispetto e per dissociarsi dal “donnismo” imperante (non è transessuale, è nata femmina e resta femmina).
        Eccola qui, ovviamente è di origine italiana
        https://en.wikipedia.org/wiki/Camille_Paglia

        1. E’ vero, la Paglia poi è ancora in vita, può chiedere a lei cosa intendeva dire.
          Comunque il “maschilista” del commento di sopra è quello che ha definito la storia di William Pezzullo “gravuccia”.
          E noi dei “piagnucoloni”.
          Piovono troll, almeno cambiassero nick… uff.
          Troppo facile.

      2. Blu non sono un troll ma leggendo pagine su pagine capita spesso di leggere questo pregiudizio.
        ” . . .Comunque mi pare fosse stata Ida Magli, antropologa e ex-femminista, a sostenere che le donne non hanno mai inventato niente . . .” sempre per questione un po’ misogina ma soprattutto rigidamente ruolista che le donne non hanno avuto quella libertà creativa e di scoperta che avevano gli uomini.
        Ripeto se la società di allora fosse stata quella di oggi dovremmo ringraziare una donna per aver scoperto la realitiva’ etc . .

        1. Ripeto anch’io – tu ripeti, io ripeto, e così via sinché non rispondi a questi punti ben precisi

          La forza di gravità è stata scoperta progressivamente, il maggior contributo è di Isaac Newton, nato nel 1642 e morto nel 1727.
          Tra il 1642 e il 1727 le donne rimanevano incinte una quindicina di volte nel corso della loro vita, praticamente l’intera loro vita tra i 15 e i 45 anni, e la vita media aveva una durata molto inferiore a oggi.
          Perdipiù anche se le donne hanno un’intelligenza media pari agli uomini ci sono meno punte estreme: sia i subnormali che i geni sono in stragrande maggioranza uomini.

          Mi spieghi come fa una popolazione impegnata per l’intera sua vita adulta a essere gravida e allattare, e dove la percentuale di geni è molto bassa, a scoprire la gravità celermente come una popolazione che non ha tali svantaggi obbiettivi?

          E’ proprio una questione di ostacoli pratici, e non si applica solo agli ostacoli pratici derivanti dal sesso: ad esempio Maya, Aztechi e Inca erano molto meno evoluti degli Europei, degli Arabi e dei Cinesi, e gli Aborigeni australiano ancora meno evoluti.
          Però mica erano scemi: Maya, Aztechi e Inca potevano competere benissimo con l’Antico Egitto, in alcun cose lo sorpassavano – semplicemente l’evoluzione era più lenta causa mancanza di alcune risorse fondamentali (animali domestici di grandi dimensioni in primis, secondariamente una grossa quantità di piante dalla grossa resa: avevano il mais O la patata, uno solo dei due rispettivamente, in Eurasia ce n’erano una dozzina di piante di valore simile, oltre a buoi, cavalli, maiali, pecore…).
          Invece gli Aborigeni neanche possono sviluppare l’agricoltura: El Nino cambia il clima ogni tre-quattro anni e comunque non piove a sufficienza (troppe poche montagne).

          Diverso è il discorso se ipotizzi un mondo irreale dove le donne si riproducono per partenogenesi, senza uomini: a quel punto porti via l’ostacolo maggiore, perché fanno solo 1-2 bambini in tutta la vita. Resta la mancanza di variazioni estreme nell’intelligenza, ma credo incida meno e ci sta che sia dovuta al ruolo protetto che le donne hanno sempre avuto e che sottoposte a normale pressione evolutiva sarebbe svanita nel giro di una decina di generazioni o poco più.

        2. Se sei maschilista, come dici, quel pregiudizio dovrebbe essere insito in te, quindi non capisco che domande ti fai. O sei un troll o sei confuso. Io aspetto che le donne in buon numero producano qualcosa di eterno in matematica e scienze dure, essendo state insufflate a forza in tutti questi campi da mezzo secolo e più, perché alla Montalcini non è che fosse stato vietato. Ci sono esempi di donne che si sono distinte, in matematica no, sono poche ma sono pochi i geni in generale, quindi difficile misurare se ne esce uno o una ogni secolo. Tra i maschi ce ne sono di più, di geni, e anche di imbecilli, e questa proporzione difficilmente cambierà perché i cervelli sono diversi e specializzati da milioni di anni. Specializzati, appunto. La tesi di Magli e Paglia, e di tanti altri, praticamente tutti gli scienziati, evoluzionisti, meccanicisti, quelli seri insomma, dovrebbe essere più o meno questa. Quindi aspetto conferme nei prossimi cinquanta anni, vediamo quante medaglie Fields in gonnella escono, se trans non vale. Finora è successo una sola volta, nonostante i milioni in borse di studio al femminile e nonostante la medaglia Fields sia riservata ai matematici sotto i 40 anni, dovrebbero già essere di più. Invece no. Riguardo il passato, sinceramente non penso fosse di comune interesse lo studio, la gente perlopiù tirava a campare, il pezzo di carta è un lusso contemporaneo. Studiava sì e no l’un per cento della popolazione, lo stesso Ramanujan fu preso per i capelli, chissà quanti ne abbiamo persi. I musicisti, per esempio, che oggi sono star, intendo i classici, erano servitori, lo stesso per i poeti, ingegneri etc. Leonardo realizzava macchine da guerra per questo o quel principe, se sgarrava erano guai anche per lui. Diciamo che gli intellettuali non erano osannati come oggi, i ragazzini non sognavano di fare il professore, più facile il guerriero. È un grave errore, su cui le femministe marciano, leggere il passato con le lenti di un contemporaneo. Ecco, ne faccio più una questione di intelligenze perdute che una gara tra asini, maschi o femmine che siano. Di certo non tollero che si faccia pagare una Colpa storica ai maschi di oggi, qualunque cosa sia stata fatta in passato, perché è contro la morale.

    2. La forza di gravità è stata scoperta progressivamente, il maggior contributo è di Isaac Newton, nato nel 1642 e morto nel 1727.
      Tra il 1642 e il 1727 le donne rimanevano incinte una quindicina di volte nel corso della loro vita, praticamente l’intera loro vita tra i 15 e i 45 anni, e la vita media aveva una durata molto inferiore a oggi.
      Perdipiù anche se le donne hanno un’intelligenza media pari agli uomini ci sono meno punte estreme: sia i subnormali che i geni sono in stragrande maggioranza uomini.

      Mi spieghi come fa una popolazione impegnata per l’intera sua vita adulta a essere gravida e allattare, e dove la percentuale di geni è molto bassa, a scoprire la gravità celermente come una popolazione che non ha tali svantaggi obbiettivi?

      E’ proprio una questione di ostacoli pratici, e non si applica solo agli ostacoli pratici derivanti dal sesso: ad esempio Maya, Aztechi e Inca erano molto meno evoluti degli Europei, degli Arabi e dei Cinesi, e gli Aborigeni australiano ancora meno evoluti.
      Però mica erano scemi: Maya, Aztechi e Inca potevano competere benissimo con l’Antico Egitto, in alcun cose lo sorpassavano – semplicemente l’evoluzione era più lenta causa mancanza di alcune risorse fondamentali (animali domestici di grandi dimensioni in primis, secondariamente una grossa quantità di piante dalla grossa resa: avevano il mais O la patata, uno solo dei due rispettivamente, in Eurasia ce n’erano una dozzina di piante di valore simile, oltre a buoi, cavalli, maiali, pecore…).
      Invece gli Aborigeni neanche possono sviluppare l’agricoltura: El Nino cambia il clima ogni tre-quattro anni e comunque non piove a sufficienza (troppe poche montagne).

      Diverso è il discorso se ipotizzi un mondo irreale dove le donne si riproducono per partenogenesi, senza uomini: a quel punto porti via l’ostacolo maggiore, perché fanno solo 1-2 bambini in tutta la vita. Resta la mancanza di variazioni estreme nell’intelligenza, ma credo incida meno e ci sta che sia dovuta al ruolo protetto che le donne hanno sempre avuto e che sottoposte a normale pressione evolutiva sarebbe svanita nel giro di una decina di generazioni o poco più.

    3. Hai idea di cosa significasse vivere fino a prima della rivoluzione tecnologica? Il surplus era minimo, la prima carestia era sinonimo di morte per fame di tutti, la sorgente d’acqua vicina andava difesa con i denti perché se la prendeva la tribù nemica era, di nuovo, la morte. Le materie prime andavano raccolte a costi umani (maschili) terrificanti, non c’era difesa dalla natura cui ogni singolo chicco di grano doveva essere strappato a costi, di nuovo, terrificanti. Le donne non erano “relegate” a mogli e madri, così come gli uomini non erano “relegati” a dover zappare la terra, andare in miniera o morire in guerra: semplicemente, fino a pochissimi decenni fa le comunità umane dovevano per prima cosa sopravvivere, questi surplus alimentari erano minimi anche in società avanzate (infatti solo tra i più ricchi nascevano “intellettuali”) e questo implicava che tutti dovevano dedicarsi in primis alla sopravvivenza: facendo figli e lavorando durissimamente in condizioni per noi terribili. Piano piano (inizialmente molto piano, poi sempre più rapidamente) le conoscenze sono aumentate, la tecnologia si è affinata, e questo ha permesso di liberare sempre più persone, permettendo loro di dedicarsi ad attività meno dure e più piacevoli e all’arte, la scienza, la cultura in genere, e solo ultimamente ciò è stato reso possibile anche alla massa. Vero, in passato tra i pochissimi che erano in grado di occuparsi di arte, scienza, ecc. c’erano pochissime donne, ma questa è l’altra faccia della medaglia del fatto che a Marcinelle i morti erano tutti uomini. Maschi.
      Oggi per fortuna non siamo più in quelle condizioni e giustamente non hanno più senso separazioni per sesso in attività che non comportano più la forza fisica e in un mondo (almeno da noi in Occidente) dove non rischiamo certo di morire di fame al primo raccolto andato a male. Ed è vero che la società ha dovuto adattarsi alla novità e c’è quindi stato un periodo di contrasti, la cultura dei nostri vecchi era “uomo al lavoro (= a zappare la terra) e donna a casa” perché originata appunto in un contesto di natura, e gli individui con questa mentalità trovano complicato cambiarla “solo” perché il lavoro non è più zappare la terra o andare in miniera ma stare 8 ore al giorno in comodi uffici. È però una falsità assoluta dire che ci sia stato un complotto ai danni delle donne, la verità è che gli esseri umani hanno fatto del loro meglio nelle condizioni in cui si sono evoluti. A proposito, evitiamo sfondoni parlando di evoluzionismo senza sapere cosa sia, per favore, donne e uomini non sono specie differenti e non ha alcun senso parlare di come si sarebbero evolute le donne senza uomini, anzi, a volerla dire tutta gli uomini sono fisicamente più forti proprio perché si son dovuti adattare alla difesa del gruppo (cioè di donne e bambini) e quindi hanno sviluppato maggior forza fisica (quelli meno forti, non venivano scelti dalle donne o, più frequentemente, morivano prima).
      Le frasi che indichi sono antipatiche, ma sono la reazione all’attacco, questo sì fascista, delle femminazi che accusano gli uomini di ogni nefandezza dalla notte dei tempi. La verità è che per secoli gli uomini si sono sacrificati per gli altri e soprattutto per le altre, e il ringraziamento lo vediamo oggi che siamo riusciti ad emanciparci dallo stato di natura.

      P.S.: tutto ciò non vuol dire che non ci sia stata, nel corso della storia, qualche società effettivamente misogina. Ad esempio l’Atene classica: Atene, però, non la “Grecia” come comunemente si dice, perché a Sparta era tutt’altra storia.

      1. “Women played no part in Athenian high culture. They could not vote, attend the theatre, or walk in the stoa talking philosophy. But the male orientation of Greek culture was inseparable of its genius. ATHENS BECAME GREAT NOT DESPITE BUT BECAUSE OF ITS MISOGYNY” – Camille Paglia da “Sexual Personae: Art and Decadence from Nefertiti to Emily Dickinson” del 1990, la citazione si trova a pagina 100.

        L’ho detto che ci va giù più pesante di Ida Magli…

    4. >>>>>>
      Se non ci fosse stato tale misoginia “legalizzata” la gravità l’avrebbe scoperto una donna , la Gioconda l’avrebbe dipinta una donna , I Promessi Sposi l’avrebbe scritta una donna , una donna avrebbe scalato l’Everest , la donna avrebbe inventato il motore a scoppio , una donna avrebbe progettato la Tour Eiffel , una donna avrebbe portato avanti guidato i Mille in Sicilia , una donna avrebbe inventato la pizza etc . . . Sarebbe stato piu’ o meno un 50 e 50 di entrambi i sessi senza che un sesso prevalga sull’altro.
      >>>>>>

      Certo, come no.
      Una donna avrebbe sicuramente progettato anche il primo motore a curvatura, capace di viaggiare a velocità superluminali, cioè superiori alla velocità della luce…
      Ascolta, ma non credi che anche alle scemenze dovrebbe esserci un limite?
      Comunque, già altri ti hanno risposto in maniera egregia e in particolar modo DanieleV, ragion per cui non aggiungerò altro.

      —————

      P.S. Lustri fa, su Uomini3000, ero solito scriverlo io che se “fosse per femmine vivremmo ancora nelle caverne”.

    5. Secondo me ti bagli parecchio.
      Dici “…mentre la donna un essere buona SOLO a prendersi cura della casa e dei bambini.”
      Definisci quel SOLO come se fosse la cosa più inutile del mondo quando invece a mio parere è quel ruolo che meglio ha permesso, non solo alla specie umana ma in ogni singola specie animale, di evolversi al meglio e più rapidamente, di adattarsi al meglio in qualsiasi condizione ed epoca, dalle caverne ai grattacieli.
      Non credo che in ogni caso si sarebbe potuto avere un 50 e 50, per quello che intendi, e non credo sarebbe stato neanche giusto.
      Uomini e donne così come leoni e leonesse e così come la stragrande maggioranza degli esseri viventi (vegetali inclusi), sono diversi perché è la natura che ci vuole diversi, semplicemente per poterci EVOLVERE nel modo migliore e quindi hanno funzioni diverse, hanno un fisico diverso, hanno un cervello diverso, provano i sentimenti, il dolore, lo stress e tante altre cose in maniera diversa ma queste diversità sono mirate solo ed esclusivamente allo svolgere al meglio determinate mansioni, non tutte, ma solo ben determinate mansioni, che poi integrandosi permettono alla specie di EVOLVERSI al meglio.
      In tutte le specie, Il maschio fa meglio certe cose e la femmina fa meglio altre cose.
      Ma ci vuole così tanto a capirlo?
      Se così non fosse saremmo stati un mondo di lumache.
      Certi concetti di “parità di generi” che oggi sono in voga credo siano tra le più grandi idiozie che la mente umana abbia elaborato.
      Siamo sempre tutti pronti a dirci rispettosi della natura, ambientalisti, ecologisti, naturalisti ecc. ecc. e poi di fronte alle cose più naturali sbandieriamo concetti di parità che non appartengono affatto all’Essere Umano ma, ribadisco, a malapena potrebbero far parte del mondo dei gasteropodi.
      Sinché non si arriverà a capire che nella stragrande maggioranza degli esseri viventi, Homo Sapiens in primis, la parità di genere è un concetto che NON può prescindere dalla naturale radice da cui deriva, si continueranno ad avvalorare solo scempiaggini.

      1. il punto è che la storia dei “cervelli differenti” tra uomo e donna oggi viene usata per riportare le donne in vecchi ruoli che erano (forse) adatti a società antiche e non tecnologiche come quelle descritte nei commenti precedenti ma non lo sono oggi. “La parità di genere è innaturale” è lo slogan di chi vorrebbe riportare indietro le lancette della storia e vorrebbe che le donne tornasseroa ruoli rigidamente fissati che oggi la grande maggioranza delle donne cresciute nel laico, moderno e tecnologico occidente rifiuta e rifiuta giustamente

        1. Ma si può sapere di chi cazzo parli? Non fai che riferirti a dei fantomatici “loro” che dicono, fanno, sostengono… Ma vuoi portare un esempio che non sia frutto dell’astrazione di un cervello che vive sospeso in una galassia di stereotipi tutti suoi? No perché davvero: di che stiamo a parla’? Chi, dove e come “essi” usano ragioni biologiche per ridurre la donna bla bla bla… Sarei interessato davvero a saperlo sai? Porca vacca ma cita un po’ qualcuno che sia vivente e abbia un seguito. Dimostra che non hai un alien fatto di crack nel cervello…
          Come quando dici “questo blog direbbe”, “allora voi direste”… Ma che sei, il Mago Otelma che vedi il futuro? Ma la vuoi smettere con queste modalità patetiche di confrontarti? Giuro, par di avere à che fare con un bambino, è allucinante…

        2. Guarda che tu e le femministe la vedete come Adinolfi riguardo al DDL Pillon: la figura materna, la donna è migliore dell’uomo nel lavoro di cura della prole, la mamma è sempre la mamma, eccetera.
          Quindi l’accusa ad altri di voler forzare ruoli di genere la rimando al mittente.

          1. veramente su questo stesso blog Stasi scrive continuamente che donne e uomini hanno “tendenzialmente” (e scrive tendenzialmente per pararsi il sederino) doti, caratteri e attitudini diverse su basi biologiche e pertanto devono avere compiti diversi in famiglia e nella società salvo quando la coppi si separa e allora deve essere tutto 50 e 50. E’ Stasi che sostiene che le donne hanno (non si sa se per biologia o per evoluzione) un senso etico e un senso dell’onore inferiore a quello degli uomini; sempre per pararsi il sederino ci tiene a chiarire che vale “per la maggioranza” delle donne, mica per tutte ma anche così la tesi è reazionaria, perchè se le donne hanno “tendenzialmente” un senso etico inferiore o assente perchè dovrebbero avere posti di potere nelle aziende e negli Stati? Meglio che ci stiano gli uomini con il loro “innato” senso etico, no?

            1. “… e pertanto devono avere compiti diversi”.
              Io un collegamento del genere non l’ho mai fatto, lo fai tu.
              “…perchè dovrebbero avere posti di potere nelle aziende e negli Stati?”.
              Anche questo collegamento io non l’ho mai fatto ma è frutto di tue elucubrazioni.
              Azzardati ancora una volta a:
              – mettermi in bocca parole e concetti che non ho pronunciato;
              – trarre conclusioni che io non ho mai tratto;
              – desumere per implicito ciò che io non ho dichiarato esplicitamente (e se ho qualcosa da dire, la dico, non alludo mai),
              e ti banno dal blog per un mese (minimo).
              E’ il secondo richiamo che ti faccio da questo punto di vista. Ed è l’ultimo.
              Tollero tutto, ma questo modo di discutere no. Ti ho graziato anche troppo finora.

              1. non ho fatto altro che applicare le tue convinzioni alla vita concreta. Se affermo che le donne hanno tendenzialmente un senso etico e dell’onore minore rispetto agli uomini perchè dovrei fidarmi di una donna presidente del consiglio o dirigente d’azienda?
                (bannarmi è un tuo diritto, non sei neanche il primo, tante pagine facebook femministe l’hanno fatto perchè non sopportavano le mie opinioni critiche sul body positive o sulla presunta oggettificazione sessuale)

                1. Non applicare se non applico io. Non desumere se non desumo io. Ficcati in zucca che non sono una femminista di merda di quelle che frequenti tu. Io do totale libertà di parola, specie a chi argomenta contro di me. Ma dev’essere un argomentare corretto e leale.
                  In queste pagine io dichiaro a chiare lettere il mio pensiero, senza nascondere nulla e senza alludere. Sono orgoglioso e convinto delle mie idee e non ho bisogno di “pararmi il culo” da niente nascondendomi dietro a formulette.
                  Te l’ho già fatto notare: il livello di profondità e astrazione del mio pensiero è spesso eccessivo rispetto alle tue capacità di comprendere. Non perché sei scemo, ma perché sovvertono i tuoi cliché. Mettendomi in bocca concetti che non ho espresso cerchi di forzarmi dentro di essi. Non ti devi permettere. Io non lo faccio né con te né con nessuno.
                  Se hai dei dubbi sull’applicazione pratica dei miei pensieri, chiedi, non desumere. Se avrò voglia ti risponderò.
                  Nel merito: una persona (donna o uomo) con uno scarso senso dell’etica può tranquillamente essere un formidabile dirigente d’azienda. Dipende. La realtà non è fatta di stereotipi validi sempre e ovunque. Dammi un uomo o una donna, indifferentemente, bastardi nel midollo, fammeli piazzare nel mondo della finanza, e saranno le persone giuste al posto giusto. Mettile a fare gli assistenti sociali e sarà un disastro. In questo senso sì, la finanza sarebbe il settore ideale per le donne, se non fosse che richiede risorse psicologiche e fisiche notevoli per resistere a uno stress che per natura la donna non è portata a tollerare. Allo stesso modo il lavoro sociale richiede una capacità empatica di cui mediamente l’uomo scarseggia, per cui può fare l’assistente sociale, ma con scarsa soddisfazione quindi scarsa efficienza. E questi sono dati di fatto che, ti piaccia o no, dipendono da inclinazioni collegate al genere. E si tratta di inclinazioni tendenziali, non direi mai che si tratta di qualcosa di totalizzante e assoluto (dunque non farlo nemmeno tu).
                  Est modus in rebus. A me non interessa il modus, essendo articolato in un miliardo di combinazioni possibili. A me interessano le res, la natura profonda delle cose, l’inquadramento generale che possa collegare e rendere più comprensibili gli esseri umani nelle loro categorizzazioni più ampie ed evidenti.
                  Si chiama approccio da scienze sociali. Capisco che tu non possa arrivarci. Prendine atto senza fare il disturbatore.
                  Ma soprattutto SENZA TRARRE CONCLUSIONI che io non ho tratto.
                  Grazie.

                  1. il senso etico per un magistrato è importante. La presenza di tanti giudici donna non ti rende felice?.
                    Io non credo che gli uomini siano “per natura” meno empatici nè credo che una donna sia “per natura” meno resistente allo stress, ci sono oersone con queste caratteristiche in ambo i sessi. tendenzialmente o meno.

                    1. Ottimo, quindi quando le femministe chiederanno permessi e orari ridotti per le donne (a parità di stipendio, ovviamente) tu non le appoggerai, come ovviamente non appoggiavi l’idea dei giorni di permesso retribuito per il ciclo. Vero?
                      Ah, no: tu sei uno zerbino, quindi le appoggerai, proprio come ora fai tue le posizioni di Adinolfi, visto che stavolta fanno comodo alle donne…

                    2. Il fatto che tu non creda che gli uomini e le donne siano “per natura” diversi vale quanto il due di picche perché tu non fai testo. Se ti piace crederlo per non mettere in discussione le tue certezze infantili è un conto, che sia vero è un altro. Se ti sfugge il significato di “tendenziale”, che è differente dai tuoi “alcuni” e “non tutti” (queste sì paraculate) devi studiare le gaussiane prima di commentare.

                    3. X ericlauder

                      io appoggio la richiesta di congedi lavorativi per padri e madri come è in scandinavia (non tre giorni scarsi come in italia). Stare a casa per il ciclo mi pare inutile salvo casi particolari di mestruazioni molto dolorose ma esistono gli anti-dolorifici.
                      le differenze naturali tra uomini e donne stanno nei coroi e nell’anatomia, quelle non le ho messe in discussione mai.

                      comunque sempre riguardo alla storia del senso etico, dato che per voi le donne hanno meno senso etico degli uomini non ho capito se per voi è un bene o un male la presenza di tante donne in magistratura (dove il senso etico dovrebbe essere una dote importante) o se vorreste limitare questa presenza

            2. Dice “tendenzialmente” perché quello è, diversamente da te, le femministe e Adinolfi che dite che le donne sono SEMPRE quelle che debbono tenere i figli, voi dite SEMPRE e non “tendenzialmente” e per questo vi opponete ai tempi quasi paritari del DDL Pillon.
              Pillon invece dice 40:60 salvo diverso accordo tra i genitori: “tendenzialmente” appunto…

        3. L’ennesimo fatto evidente che ti sfugge è che “la storia dei cervelli differenti” è la posizione ufficiale della scienza, nel “moderno e tecnologico occidente” ma anche altrove, dunque semmai dovresti essere tu (voi) a portare prove inconfutabili che è vero il contrario. Non so se ci arrivi, però, visto che il mio consiglio di studiare prima di commentare proprio non lo vuoi seguire. In ogni caso, chi sostiene la posizione scientifica ufficiale, come me, non vuole riportare proprio nessuno da nessuna parte, meno che mai al passato, figurati, dove i maschi erano e purtroppo sono ancora “palle da cannone”, sicché non ci tengo proprio. Tuttalpiù, poiché niente è impedito a nessuno, nel moderno occidente, dove vivo io, che siano maschi o femmine, vorrei semplicemente che non ci fossero “aiutini” impropri, perché non c’è proprio nulla da riparare, non c’è alcuna colpa storica da far pagare ai maschi di oggi, richiederlo è immorale (come te). Comprendi? Che poi, guarda caso, la prima medaglia Fields di sesso femminile, purtroppo recentemente scomparsa, Maryam Mirzakhani, è iraniana, non svedese, che si è formata e ha studiato in Iran, il paese più maschilista che c’è, come è potuto accadere?

  5. Ah, e sono naturalmente d’accordo quando dici che sarebbe dovuto essere Pillon stesso a reagire e togliere dal tavolo ogni pretesto, ma il livello della classe politica è quello che è. Quando dico che non è dalla Lega che verrà la soluzione alla misandria della sinistra non è (solo) perché vengo da tutt’altra storia politica (in effetti, sarei proprio di sinistra), ma perché i nostri temi non dovrebbero proprio entrarci nella dialettica destra/sinistra, sono (sarebbero) temi pre-politici, e se ci lasciamo coinvolgere verremo, inevitabilmente, strumentalizzati in un senso oppure nell’altro, e sempre a nostro danno.

  6. “replicando pari pari le dinamiche che avvengono in moltissime case, con la donna che fa di tutto per portare a totale esasperazione il compagno o marito, una stragrande maggioranza che ingoia, incassa, fa buon viso a cattivo gioco nonostante la violenza psicologica e qualche imbecille saltuario che si fa saltare il tappo e reagisce in modo inaccettabile”

    ti sei premurato di scrivere che è inaccettabile e che sono imbecilli saltuari, bravo, posso anche essere d’accordo (a imbecilli aggiungo anche criminali) . Prima però ci hai tenuto a dire che le vittime provocano e “fanno violenza psicologica” ( spesso la “violenza psicologica” consiste semplicemente nel dire “ti lascio”)

    1. Dal noto sito maschilista ANSA

      http://www.ansa.it/sicilia/notizie/2019/01/23/moglie-uccide-marito-nel-palermitano_7ef874bd-115e-4e28-887b-1ea70996e9f4.html

      Maschicidio propriamente detto: si stavano separando, lei l’ha accoltellato mentre lui stava dormendo.

      Dall’inizio dell’anno abbiamo avuto 2 maschicidi e 1 femminicidio, secondo me.

      Secondo Davide sarebbero 2 maschicidi e 2 femminicidi perché lui mette tra i femminicidi anche la donna uccisa da altra donna, ma non mi pare un’enorme differenza.

      1. Io non parlo e non parlerò MAI di maschicidio, così come non accetto il concetto di “femminicidio”.

        1. Infatti la risposta era per Ned, espressa in un linguaggio che lui può capire.
          Quest’anno le proporzioni sembrano interessanti e potrebbero scoprire il loro gioco: questa gente pensa che la vita di una donna valga molto di più della vita di un uomo, ma non lo può ammettere apertamente per ovvie ragioni.
          Al momento ha gioco facile perché i numeri di donne uccise dl compagno sono circa 2,5 volte del contrario, e così ti dicono “le donne sono di più”.
          Anzi, ti dicono
          “Il 99% sono donne uccise dai compagni, solo l’1% è il contrario”
          Tu gli dimostri che è circa 70:30 e non 99:1
          e loro
          “vabbé, ma sono sempre di più le donne, è gravissimo”

          Scommettiamo che se sul totale omicidi di coppia fossero circa 50% uomini uccisi dalle compagne e circa 50% donne uccise dai compagni questi tizi continuerebbero a dire che è molto più grave l’uccisione delle donne?

    2. la violenza psicologica “Ned” consiste nei ricatti, morali ed economici, nelle provocazioni, nelle molestie, nelle angherie,
      nella umiliazione del ruolo di genitore, che tu dovresti provare non una, ma tante volte ad opera di una donna.
      Dopo che lei, spero, ti avrà annientato fisicamente e psicologicamente, diventerai ancora più zerbino di quanto sei
      e ripenserai con le lacrime a tutte le sciocchezze che vai dicendo, qui, altrove, dalle femministe e dalla ricciocorna schiattosa e
      ovunque tu sfoghi i tuoi inquietanti problemi esistenziali.
      Spero di cuore che una donna ti tratti da pezza da piedi, te lo meriti.
      Sarà il tuo brillante futuro da sottomesso.

      1. quali ricatti morali ed economici , quali molestie, quali umiliazioni avrebbe fatto la donna di Vercelli che oggi è in ospedale in condizioni gravissime dopo essere stata bruciata viva da un uomo orrendo? Te lo dico io: nessun ricatto, nè molestie nè umiliazioni. Perchè vedi quell’uomo non era l’ex marito della donna, all’inizio ho letto che erano fidanzati ora anche questo è in forse. Quel che è certo è che non sono mai stati sposati e non avevano figli pertanto non c’è stata nessuna umiliazione del ruolo di genitore, non c’è stata nessuna ex moglie succhiasoldi nessun povero ex marito che “ha perso la testa” dopo tante angherie, c’è stato un uomo che, con freddezza e premeditazione è andato lì con una tanica di liquido infiammabile probabilmente perchè quella donna non voleva essere sua o non voleva più essere sua.
        I continui “auguri” che mi fai di trovare una donna che mi faccia del male, che mi annienti, che mi riduca sul lastrico non mi fanno nè caldo nè freddo, anche dovesse succedere io non cambio idea sugli uomini che uccidono la ex. Il futuro da “sottomesso” sotto il tacco 12 di una donna senza scrupoli che mi auguri mi fa ridere (ma sai se la donna in questione avesse le fattezze di scarlett johansson la sottomissione potrebbe pure piacermi) . Sembri davvero convinto che ogni donna uccisa dall’ex marito o la maggior parte di esse fosse una crudele arpia ricattatrice, succhiasoldi, alienatrice dei figli, bè non è così ma se anche fosse l’omicidio della donna che l’assassino diceva di amare resta (per me) una delle azioni più vili che si possano commettere, anche se la ex moglie fosse quel mostro che descrivi

        1. Caro Ned seguace di Adinolfi: quale violenza aveva fatto l’uomo ucciso a coltellate dalla moglie mentre dormiva, il 23 gennaio 2019 a Partinico?

          1. quella tra adinolfi e pillon è una lotta interna al tradizionalismo cattolico e agli organizzatori del family day che non mi riguarda. Spero che si autodistruggano

            1. La posizione tua e delle femministe è la medesima di Adinolfi: no a tempi quasi paritari, no al mantenimento diretto.
              A me piacerebbe che togliessero il parto in anonimato, per una questione di parità: gli uomini non hanno l’aborto finanziario.

    3. Ironico il fatto che, nella sua citazione descrivente donne abusanti, le importi solamente della reazione dell’ imbecille ‘criminale’

      Ha presente quella categoria di fratelli o sorelle minori che sistematicamente fanno di tutto per dare fastidio agli altri fratelli, furbescamente senza colpire fisicamente, proprio sapendo che se le loro vittime rispondono a botte passano loro per colpevoli? Non è esattamente quello che è stato descritto in questo articolo?

      Perché lei ritiene che ogni vittima, qualsiasi vittima possa essere, non possa mai aver provocato in qualche modo il proprio futuro aggressore?

  7. È la classica tecnica dei movimenti totalitari. Si provoca, si attacca, si schiaccia con totale impunità (data dal favore mediatico, in questo caso), perché tanto il cretino e/o esasperato che da fuoco al Reichstag ci sarà sempre. Molto più redditizio e meno rischioso di organizzare complotti o autoattentati. E così un atto prettamente fascista (entrare in un luogo privato per tappare la bocca con la forza a dei cittadini che secondo i propri diritti costituzionali stavano esponendo le proprie posizioni) passa in secondo piano e i fascisti (o meglio, le fasciste) che lo hanno perpetrato sono le vittime. Tutto regolare.

  8. Bisogna chiudere la Rai e mettere al bando tutta la in_FORMAZIONE che stà creando e generando la guerra tra donne e uomini……Se ci fossero 1000 case antiviolenza per gli uomini e tanti,tanti,tanti milioni di euro come x le donne…la sistuazione cambierebbe………Non conosco il tizio ” imbecille” che ha reagito ma, conosco la pericolosità e criminalità di certe donne.

  9. “Ed ecco dunque l’appiglio che le vagine armate cercavano: la reazione inconsulta dello scervellato che in un gruppo non manca mai. Ed è quello che hanno ottenuto in effetti, così replicando pari pari le dinamiche che avvengono in moltissime case, con la donna che fa di tutto per portare a totale esasperazione il compagno o marito, una stragrande maggioranza ”

    non so se esiste la telepatia, ma vedendo quella tristissima scena in tv ho avuto il tuo medesimo pensiero.
    E’ il tipico comportamento provocatorio di chi, ben sapendo di aver torto, urla, strepita, prevarica, cerca il pretesto
    violento, alza le mani senza colpire: ben sapendo che “tanto” nessun uomo onesto può sfiorare la donna. Ce lo inculcarono
    anche a scuola da bimbi , “le bambine non si sfiorano” anche quando ci facevano gli sberleffi e gli sfottò.
    Il privilegio antico di chi è sempre stata fisicamente inferiore (loro lo sanno bene).

    E’ esattamente il tipico comportamento provocatorio e prevaricatorio che le misandriche tengono in casa: molti resistono, per
    educazione, per cultura non violenta (è il mio caso, mai sfiorato una mosca), per pazienza, per senso di equilibrio.
    Per uno spiccato senso di signorilità che ci impedisce di “fare la lotta coi maiali, ci si sporca ma a loro piace”
    (come diceva G. B, Shaw).
    Ma tra una moltitudine di gente trovi quello fesso che perde le staffe: l’energumeno che fa il gioco della provocazione.
    A parte che il parlamentare ha sempre una sorta di immunità anche fuori dalle Aule: questo significa che
    non avrebbero dovuto fare quella irruzione anti Pillon, assolutamente violenta e illegittima.
    Solo a quel punto, di fronte alla invasione delle isteriche misandriche, se fossi stato il Sen. Pillon mi sarei
    alzato al solo fine di andar via, proprio per dimostrare con i fatti che non è possibile alcun civile
    confronto. Nel frattempo fare relazione tutto dalla polizia (i poteri del parlamentare sono previsti
    dalla costituzione).
    Perchè quel metodo violento, stalinista, fatto di provocazione contro il riformista, le veterofemministe
    lo attuano da sempre, e lo dimostra la loro storia.
    Ingiuriare per poi passarci da vittime e fingersi aggredite.

    “Ti conosco, mascherina !”

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