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Lo stupro di Rimini e il Comune strabico

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varie_fmmE’ notizia di queste ore: una turista tedesca di 19 anni accusa due giovani, allievi della scuola di Polizia, di averla stuprata in un albergo di Rimini. Una vicenda che ricorda da vicino quella delle due americane che a Firenze, un anno fa, hanno accusato due carabinieri di averle violentate. La giustizia, in entrambi i casi, farà il proprio corso, con l’auspicio che si arrivi a una versione veritiera dei fatti e che chi ha sbagliato paghi. Ovvero che chi ha commesso violenza sessuale finisca in galera, ma anche chi eventualmente abbia tentato un’estorsione o abbia calunniato falsificando gli eventi.

I media, manco a dirlo, hanno già deciso chi sono le vittime e chi i colpevoli, ma a questo siamo abituati. Più sorprendente è invece la netta presa di posizione dell’amministrazione comunale di Rimini, che in un comunicato stampa annuncia già ora, dopo un pistolotto in difesa delle donne, che si “costituirà parte civile nei confronti dei responsabili”. Le intenzioni dell’amministrazione palesemente escludono a prescindere che i due allievi poliziotti possano essere innocenti e la giovane germanica una calunniatrice, come spessissimo capita. Una mia amica, che tra l’altro è perito in ambito legale, ha voluto far notare la parzialità della cosa direttamente al Sindaco, con questa lettera, che pubblico col suo permesso:

Almeno lei non emetta sentenze affrettate

Gentile Sindaco

Ho letto con preoccupazione la Sua dichiarazione di volersi costituire parte civile nel caso di presunto stupro della turista tedesca a poche ore dalla denuncia del fatto.

Mi preoccupa enormemente che un rappresentante delle Istituzioni si precipiti ad appagare le pance della gente in barba alla presunzione d’innocenza sancita dal nostro ordinamento di fronte a un presunto crimine che di per sé è orribile, ma che rende altrettanto mostruosa un’eventuale menzogna in proposito. E mi lasci dire che da quel poco che è emerso i contorni di questa vicenda sono tutt’altro che chiari, contrariamente ai due poveri turisti polacchi massacrati in spiaggia l’anno scorso.

Tralascio i facili richiami ad Asia Argento e a quello che sembra essere il suo doppio pesismo, per tacere dell’altrettanto recente caso di Fausto Brizzi e relativa richiesta di archiviazione. Ho svolto una ricerca specifica sul fenomeno delle false accuse di stupro in USA e in UK che ha ricevuto la recensione positiva da parte del pool di criminologi dell’Universita’ di Amsterdam che conduce studi ad hoc in materia. Lei non ha idea di quanti suicidi ci sono stati tra coloro che si rivelarono poi essere stati calunniati e tra le loro madri, anche dopo l’archiviazione per innocenza. Percheé quando la gogna mediatica si aggiunge a un treno che ti travolge con tanta violenza non è facile sopravvivere.

Non ritiene che le madri, mogli, figlie, sorelle, amiche delle centinaia di calunniati le cui storie hanno composto la mia ricerca meritassero almeno piu’ prudenza prima di invocare la gogna sulla base della parola di una sola delle parti? Non ritiene che anche la calunnia sia violenza? Nell’eventualità fosse questo il caso (e non ho elementi in un senso o nell’altro quanto Lei), Lei si costituirà parte civile contro la eventuale calunniatrice?

So quanto sia importante il turismo tedesco per la vostra riviera, ma ritengo più importante la ricerca della verità e il rispetto delle parti. Perché una vita non puoò avere piu’ o meno valore a seconda che la parte in causa abbia una vagina piuttosto che un pene o valga economicamente meno degli interessi degli albergatori.

Ci sono delle indagini, vedremo se il reato denunciato sussiste o no o se ci troviamo di fronte ad altro tipo di reato. Nel secondo caso spero vorrà rilasciare dichiarazioni altrettanto dure perché non si gioca con la vita della gente. Nel primo caso, a sentenza definitiva emessa, mi assocerò alla richiesta del massimo della pena prevista dal nostro ordinamento.

La ringrazio fin da ora per l’attenzione e porgo
Cordiali saluti

persone_gnassiA stretto giro, il Sindaco ha risposto alla mia amica ribadendo quanto detto nel comunicato stampa, precisando che non ci sono pregiudizi di alcun genere, e che si è adeguato alle ipotesi di reato attualmente al vaglio degli inquirenti che, se confermate, vedranno l’amministrazione farsi parte civile. In sostanza conferma: se i due verranno rinviati a giudizio, il Comune ci sarà. Se verrà eventualmente incriminata lei per calunnia, no. Anche la mia amica nota il persistere dell’approccio unilaterale e, testarda come un mulo, risponde al Sindaco, con parole che condivido, anzi ritengo sacrosante.

Gentile Sig. Sindaco,

La mia preoccupazione risiede nel fatto che Lei ha dichiarato di voler costituire il Comune parte civile apparentemente solo se viene accertato il reato di stupro, ma non quello di calunnia. Perché qui sicuramente é stato commesso un reato, o stupro o calunnia, e io li ritengo entrambi gravi.

Viste le tempeste mediatiche e non solo che scatena il giusto ribrezzo che anche solo l’idea dello stupro suscita, per la miglior ricerca della verità in questi casi sarebbe forse il caso di adottare la politica di costituirsi parte civile a prescindere. Stabilirà il tribunale se a pagare sarà chi si è reso reo di stupro o chi si è reso reo di calunnia.

Ricorda l’anno scorso quel taxista sudamericano che si salvò a stento dal linciaggio perché la donna olandese con cui era stato sembrava chiamasse aiuto col clacson contro uno stupro mentre invece il video che l’uomo per sua fortuna aveva avuto la prontezza di riprendere dimostrò che la ragazza era consenziente?
Donne con lo spray al peperoncino per difendersi dagli stupri e uomini con la bodycam o videofonino pronto all’uso per difendersi da false accuse di stupro, eè questo il mondo che vogliamo? Sicuramente è questo il mondo che agevoliamo se non evitiamo di alimentare gli scandali giornalistici e le continue violazioni del segreto istruttorio. E la pressione mediatica unilaterale ha già fatto troppi morti, mi creda.
La prego, non Le chiedo di modificare la dichiarazione già pubblicata, ma se dovessero tornare a sollecitarLa, pensi che la verità e’ ancora da accertare al di là di ogni ragionevole dubbio, che né Lei né io abbiamo gli elementi o le qualifiche per accertarla, che c’è un altro lato della medaglia, e che pensando alla violenza sulle donne se questi due giovani sono vittime di uno dei tanti casi di ripensamento post coito che ho studiato ci sono due madri straziate dal dolore.
Almeno in quest’ottica, La scongiuro da cittadina, donna e madre, per favore, meno unilateralismo nelle dichiarazioni e più prudenza.
Grazie ancora per l’attenzione
Cordiali saluti

E amen.


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One thought on “Lo stupro di Rimini e il Comune strabico

  1. Occorrerebbe poter leggere gli atti per esprimere un parere non troppo generico.
    In linea di massima il fatto che a carico degli indagati non sono stati emessi provvedimenti cautelari restrittivi fa pensare che non ci sono indizi gravi di colpevolezza tali da giustificarne l’emissione.
    Si tenga conto che in un clima di caccia alle streghe come quello che viviamo da quasi un decennio, è quantomeno singolare (Davide Stasi spiega molto bene nel suo libro) che un P.M. non inoltri una richiesta in tal senso o un G.I.P. la rigetti.
    Ciò non significa che le indagini (preliminari) non proseguono, tutt’altro.
    Nelle more, la Polizia ha sospeso (cautelarmente, provvedimento di carattere puramente amministrativo) i due presunti/pretesi (??) stupratori.
    Lo Stato di Diritto non é finito, ci sono dei magistrati a Rimini.

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