Londra coccola le criminali

Stando alle statistiche raccolte dal competente ministero britannico, con la collaborazione della municipalità di Londra, pare che le donne che commettono reati di bassa o media gravità (furto, taccheggio, eccetera), tendono, una volta scontata la pena in carcere, a ripetere lo stesso reato. Recidive, insomma. Il cielo a strisce non è sufficiente a convincerle a non delinquere. Per altro in Gran Bretagna come ovunque, la popolazione carceraria femminile è una risibile minoranza (meno del 5%), non certo perché delinque di meno, ma perché gode dei favori delle corti, ben più generose e severe quando si tratta di condannare un uomo, a parità di reato.

La soluzione a più immediata portata di mano per il problema della recidiva femminile, è sicuramente venuto in mente a tutti coloro che hanno letto il paragrafo precedente, potrebbe essere quella di smettere di avere la mano leggera con le signore che commettono reati, e magari inasprire le pene loro detentive, comminandole e facendole eseguire senza sconti. Un po’ come si fa con gli uomini, insomma. Forse così capirebbero che non si devono commettere atti criminali, né una né più volte. Noi continentali pensiamo così, in modo logico. Il popolo britannico, quello che guida dalla parte sbagliata della strada, invece la pensa del tutto al contrario.


Il popolo britannico la pensa del tutto al contrario.


khan londraA breve infatti, fortemente voluto dal sindaco di Londra Sadiq Khan, partirà un progetto pilota per cui le donne condannate per reati minori non andranno proprio in carcere, ma verranno prese in carico da un servizio speciale che si occuperà di capirne i bisogni dal lato psicologico, sociale, lavorativo, abitativo, aiutandole attivamente a risolvere le loro problematiche. Il tutto a spese del contribuente inglese. “Dobbiamo aiutarle a imboccare un percorso positivo”, blatera Sadiq Khan, così consacrando un’altra iniziativa istituzionale al doppio standard più ingiustificato e vergognoso.

Chiunque mastichi un po’ d’inglese e voglia assistenza psicologica, economica, lavorativa o abitativa, dunque, non ha che da andare a Londra, rubacchiare qualcosa in un negozio o borseggiare qualcuno nella metro, facendosi beccare. I sudditi di Sua Maestà, per il tramite del primo cittadino londinese, avranno la gentilezza di fornire di tutto ciò che le serve per un corretto e “positivo” inserimento nella società. Unico requisito per ottenere questo meraviglioso servizio: essere di sesso femminile. Anche perché in caso contrario c’è la galera diretta, senza tante storie. Tutto questo mentre i gentlemen d’oltre Manica sonnecchiano e lasciano fare, diventando hoolingans soltanto se si tratta di calcio. Un po’ come qui, insomma.


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