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Lorella Cuccarini: un modello che fa incazzare le femministe

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LA FIONDA

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persone_cuccariniBella, brava, famosa, preparata nella danza, nel canto e nella recitazione, garbata nei modi, semplice, riservata, mai sopra le righe, mai “diva”, mai invadente. Mai e poi mai nella sua carriera ha dovuto mostrare più di quanto i costumi di scena non consentissero per affermare, riaffermare o consolidare la sua carriera. Non imperversa nei social con sciocchezze postate a raffica pur di far parlare di sé. Da quasi trent’anni è sposata con lo stesso uomo, da cui ha avuto quattro figli, e il gossip, pur provandoci spesso, non l’ha mai colta in amorazzi extraconiugali. Questa è Lorella Cuccarini, “la più amata dagli italiani”, come le cucine di cui è stata a lungo testimonial. Dato questo suo profilo, non passa molto che sia anche “la più odiata dalle femministe”. In effetti ne rappresenta l’antitesi, dalla prima all’ultima delle sue peculiarità. Per questo è fatta oggetto oggi su tutti i media di un’aggressione feroce per alcune sue dichiarazioni rilasciate in un intervista a un noto settimanale italiano, dove ha parlato di tante cose: immigrazione, Unione Europea, Vaticano e, cosa interessante per me, di donne e del loro ruolo. In merito a questo argomento ha dichiarato:

Mai stata femminista e sempre stata contro le quote rosa. Le donne la credibilità devono guadagnarla sul campo… Io sono un’azienda, decido quando e come lavorare. Altrove e in politica servono una determinazione e una “cattiveria” che impongono anche di rinunciare ad alcune caratteristiche femminili. Dobbiamo accettare il fatto che uomini e donne sono diversi, seppur complementari. Se ci sono più uomini ai vertici è perché sono più predisposti.

Riuscite oggettivamente a trovare una piega nel suo ragionamento? E’ una logica biologica, pienamente consapevole, che fa il paio con i concetti-base che io esprimo qui da tempo e che altri prima di me hanno espresso in modo ben più autorevole. Il valore aggiunto, in questo caso, è non solo e non tanto il fatto che quelle riflessioni provengano da una donna, ma soprattutto che Lorella Cuccarini sia l’esempio vivente di ciò che dice. C’è piena coerenza tra le sue opinioni e la sua vita. Ha perseguito un obiettivo di vertice, ha lottato sacrificandosi, l’ha raggiunto, diventando un’icona e, per un lungo periodo, la ballerina e showgirl più brava e più amata d’Italia. Il tutto senza mostrare una tetta o una chiappa, solo con la sua bravura, ma soprattutto senza che ciò le impedisse di mettere su una famiglia solidissima e di svolgere più volte anche il ruolo di madre. L’intera esistenza di Lorella Cuccarini, come persona e come personaggio, grida forte un concetto semplice e odioso per le femministe radicali: si può fare. Senza piagnistei, senza ricatti, senza vendersi, senza rinunciare alla propria femminilità o alla maternità, senza ricorrere a scorciatoie come denunce fuori tempo massimo, senza posizionamenti ideologici privi di fondamento: si può fare. Nel contesto competitivo di ieri e di oggi, ci si riesce lavorando duro, con sacrificio e determinazione, quelle due cose che lei stessa definisce, semplificando, “cattiveria”. Per capirlo basta paragonarla a una delle showgirl che ne hanno preso il testimone, una come la Huntziker: oggi impegnata nell’antiviolenza militante, esordì mostrando il suo culo minorenne a mezzo mondo. Per non parlare dell’On. Mara Carfagna…

Non tanto per le sue dichiarazioni, ma esattamente per quello che è stata e che è, Lorella Cuccarini, oggi maltrattata dai media e manganellata nei siti e blog femministi per le sue opinioni non conformi, va invece indicata ossessivamente come modello. Lei è, di fatto, la perfetta Donna di complemento per un Uomo che a sua volta si faccia complemento per lei. Lei è il passato, ma di fatto è e deve essere un esempio di futuro.

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50 thoughts on “Lorella Cuccarini: un modello che fa incazzare le femministe

  1. Rimango in attesa degli articoli e degli stufi scientifici che provano la conoscenza e la competenza nel sostenere certe argomentazioni. Chissà, potrei pur sempre cambiare idea e anche io prodigarmi a informare la comunità scientifica di riferimento. Che non sono io, mi pare chiaro, io sono una studiosa e una che segue e applica le conoscenze scientifiche.

  2. Se dovessi dare ascolto a ciò che dici dovrei dunque pensare che sia adeguato affidare compiti delicati quali quelli che richiedono comando e controllo – equilibrio e responsabilità – a chi secondo quanto tu affermi è predisposto alla sopraffazione e all’aggressività…. Beh spiegherebbe perché il mondo e la nostra società, al momento ancora saldamente in mano agli uomini non se la stiano passando proprio bene. Ok!

  3. Pur essendo dimostrato che il cervello femminile è biologicamente uguale, anzi dal punto di vista dell’intelligenza generale, capacità di connessioni sinaptiche, parrebbe che addirittura più efficiente di quello maschile… in molte culture nel mondo, e fino a manco cento anni fa persino nel civilizzato occidente, il genere femminile per secula seculorum è stato escluso dall’istruzione, dall’otium nel senso latino del termine e dalla partecipazione attiva alla vita pubblica. Se ci sono più uomini ai vertici non è perché l’uomo sia di per sé più predisposto, ma perché culturalmente viviamo in un sistema che ci obbliga ad assumere dei ruoli molto settoriali e non comunicanti, che ci piacciano o no. Completarsi a vicenda nel senso che viene usato in questo post, secondo me sarebbe più una scelta, una fortuna direi, ma certo non è una necessità.

    1. “Pur essendo dimostrato che il cervello femminile è biologicamente uguale, anzi dal punto di vista dell’intelligenza generale, capacità di connessioni sinaptiche, parrebbe che addirittura più efficiente di quello maschile”

      Vedo che ci contraddiciamo sin dall’inizio – in realtà non è vero: l’intelligenza media di uomini e donne si equivale ma i cervelli maschile e femminile non sono affatto uguali, ci sono differenze importanti:

      1) Anche se la media è uguale la curva femminile ha un andamento più piatto, ovverosia tra gli uomini ci sono sia più deficienti che più geni rispetto alle donne.

      2) Il cervello “tipo femminile” (che non significa il cervello femminile tout court, vedi più avanti) ha connessioni sinaptiche più efficienti ma meno neuroni rispetto al “tipo maschile” – è un po’ come paragonare un computer con processore a 5 GHz e 16 GB di RAM ad un computer con processore a 4 GHz e 32 GB di RAM – quale è meglio? Sono buoni entrambi per tutte le applicazioni, ma quale sia meglio dipende da quale applicazione ci fai girare.

      3) La maggior efficienza femminile riguarda anche il fatto che entrambi gli emisferi si “accendono” quasi completamente quando la macchina-cervello “computa”, però essendo uno dei due emisferi dedicato alle emozioni spesso, specie in caso di decisioni dai risvolti pesanti e nelle situazioni ove si deve scegliere “il male minore”, questo può diventare uno svantaggio.

      4) La parte più interessante di tutte: circa il 20% degli uomini ha un cervello tipicamente femminile, e circa il 20% delle donne ha un cervello tipicamente maschile.
      Da qui nascono tutte le interpretazioni balorde, perché la grande maggioranza della gente ha un vero e proprio feticismo per attribuire alle differenze tra i sessi non – come sarebbe giusto – lo status di “tendenza generale / della maggioranza” ma di “valore assolto che riguarda il 100% dei membri di ciascun sesso”.

      5) La spiegazione che ho dato è basata sulla scienza e non favorisce certo né le donne né gli uomini. Ma moltissimi, non favorendo le donne, la troveranno “misogina”. Questo è un problema unicamente culturale che esiste solo in Occidente e che ha le sue origini nella poetica galante medievale.

      1. Il cervello si sviluppa in relazione all’ambiente e alla cultura, persino in relazione all’alimentazione. Nasciamo con strutture cerebrali “molto tendenzialmente” (va bene?) uguali, al netto di patologie ovviamente. L’esperienza, l’ambiente sociale, persino l’alimentazione, influiscono sullo sviluppo della struttura dei nostri cervelli. Con evidenti ricadute sulle analisi statistiche. Le tue spiegazioni non sono misogine, è misogino l’uso che ne fai.

          1. Un master e un corso di specializzazione post universitario in psicologia, pedagogia e didattica, 24CFU in materie psicologiche, antropologiche e pedagogiche, attualmente in fase di tesi, una seconda laurea specialistica in psicologia, pedagogia e didattica delle lingue che prevede materie come psicologia generale, dello sviluppo, dei bambini e degli adulti, psicologia e pedagogia speciale con professori di scienze della formazione e psicologia. Può bastare!??
            PS: nonché discorsi e dibattiti (leggasi amicizia) con persone professioniste dell’ambito di medicina, neuropsichiatria e neuroscienze.

            1. Insomma che un esame di anatomia, ma di quelli che fanno a Medicina, non l’hai fatto. Sai, teoricamente, come funziona un cervello umano ma non com’è fatto.
              Così giusto per precisare.

              1. Giusto per precisare, il tuo mi sembra un tentativo di sminuirmi. Ho fatto anatomia del cervello in psicologia dello sviluppo. Quella parte è scritta da neuropsichiatri e da medici, nonché da neuroscienziati. Tu invece sei medico chirurgo? Il funzionamento del cervello non è visibile “anatomicamente” ad occhio. Mi viene il dubbio che tu non abbia le competenze giuste per capire come si studia il suo funzionamento, dati i termini che usi. Detto questo direi di aver già impiegato abbastanza tempo, dovendo tra l’altro giustificare il mio sapere. Mah. Grazie comunque per avermi dato spazio, considerato ciò che pensate delle donne vi fa in qualche modo onore.

                1. Visti i tuoi toni “alla Burioni” volevo solo capire la natura delle tue competenze. Solo per inquadrare quanto valore dargli e non per sminuirle. Se poi ammettere che ti sei posta con la prosopopea di una scienzata tout-court pur essendo una scienziata sociale ti fa sentire sminuita, è un problema tuo non mio.
                  Qui sono tutti benvenuti, purché argomentino le proprie opinioni, e lo facciano senza insultarsi a vicenda. Checché tu ne pensi, qui non c’è spazio per il sessismo. Abbiamo un’altissima opinione delle donne. Consideriamo nemiche le femministe radicali, quello sì. Ma quelle non sono donne, quindi non conta.
                  Dimenticavo: sono uno scienziato sociale pure io. Però non mi lancio in panegirici scientifici con toni arroganti, non avendo particolari competenze in merito.

          2. Ho elencato le conoscenze, per le competenze dovrei fare l’elenco delle mie esperienze nel campo della formazione e dell’insegnamento che esclude una qualsiasi differenziazione dell’apprendimento basata sul genere sessuale di appartenenza. Ma non vorrei infastidire ulteriormente.

            1. Non cambierebbe molto, ho compreso e ho sottolineato quale sia la tua estrazione. Scienze sociali, non scienze applicate.

              1. Mah. Evito di entrare nel merito, vedi commento sotto. Però sarebbe utile se tu inserissi il tuo curriculum studiorum e le tue pubblicazioni scientifiche. Nonché la bibliografia e gli studi di ricerca – gli studi, non gli articoli che parlano di… Così, giusto perché anche la comunità scientifica sappia la verità.

                1. Si trova online credo. E in ogni caso per tenere un blog e parlare di temi sociologici non c’è bisogno di chissà quali credenziali. Si espongono teorie e le si sottopone alla critica pubblica, come hai fatto tu, giustamente. Altro paio di maniche sono le tematiche scientifiche specifiche, che non mi azzardo a trattare, non avendo competenze.

                  1. Infatti io rispondevo a un commento specifico, sapendo di poter rispondere non con arroganza ma con contenuti e con cognizione di ciò che dico. Certo, ad altri commenti di tono polemico ho risposto in modo polemico, ma credo comunque civilmente. Ognuno parli di quel che vuole e che sa, ci mancherebbe. Alla prossima.

                  2. A ecco, poi concludo davvero. Ho dimenticato a precisare che l’ambito delle materie che ti ho elencato non rientra nella categoria scienze sociali, ma fa parte, anche in termini di dipartimento e settore di ricerca e studi, a scienze psicologiche e/o dell’educazione.

                    1. Scienze umane dunque non scienze tout court. Vicine alla sociologia e non alla biologia.
                      Cambia poco. Fattene una ragione.

                    2. Mi faccio una ragione del fatto che degli studi di psicologia e di neuroscienze non vi fidate. Quindi di quale scienza parlate rimarrà il vostro mistero della fede.

                    3. Definire neuroscienze e psicologia clinica o dello sviluppo come materie che non trattano del cervello scientificamente è a dir poco imbarazzante. Per fortuna, sì, non sono né una psicologa né una psichiatra di professione, perché non oso immaginare come risponderebbero.

    2. ” Pur essendo dimostrato che … bla bla bla …
      ” Viviamo in un sistema che ci obbliga ad assumere dei ruoli che ci piacciano o no …
      ” Completarsi a vicenda certo non è una necessità …

      ad nauseam : se mi dessero 50 centesimi per ogni volta che ho sentito ripetere queste sciocchezze adolescenziali … potrei comprarmi un castello in Scozia

      1. Sono d’accordo, è nauseante. Io pensavo di essere cresciuta nell’Italia del XXI secolo, una società in cui non fosse più necessario discutere di certi temi, e invece, rieccoci qua a sentire sciocchezze come alle medie, pensa te.

    3. Per secoli, la “partecipazione alla vita pubblica” è stata un diritto riservato solamente ai NOBILI, i quali erano una piccolissima parte della popolazione. Il resto (sia uomini, sia donne), essendo molto povero, non aveva il diritto di voto! E’ da ricordare che:
      1. Il diritto di voto è apparso nel Seicento nel Regno Unito, ma era riservato solamente ai NOBILI.
      2. Nell’Ottocento, alcuni Stati concedevano il diritto di voto alle DONNE NOBILI (ad esempio il Granducato di Toscana, il Lombardo Veneto e persino il Regno Unito).
      3. Sempre nell’Ottocento, il diritto di voto fu esteso agli UOMINI BORGHESI, a patto che avessero svolto CINQUE ANNI di SERVIZIO MILITARE (non tutti tornavano a casa vivi!).
      4. Nel Novecento, il diritto di voto fu esteso prima agli uomini dei CETI BASSI, sempre dopo aver concluso il SERVIZIO MILITARE. Dopo pochi anni, il voto fu esteso alle donne dei CETI BASSI, senza imporre loro la LEVA OBBLIGATORIA! (ecco un esempio di discriminazione antimaschile!).
      Ecco alcuni link che smontano i falsi miti sul suffragio universale femminile:
      it.wikipedia.org/wiki/Suffragio_femminile_in_Italia
      http://www.telegraph.co.uk/women/womens-politics/9933592/Women-voted-75-years-before-they-were-legally-allowed-to-in-1918.html
      http://www.thehistoryblog.com/archives/24244
      it.avoiceformen.com/classici/mito-contro-realta-il-suffragio-universale-in-gran-bretagna
      http://www.enzopennetta.it/2017/03/mito-contro-realta-il-suffragio-universale-in-gran-bretagna

      Nell’ambito dell’istruzione, è noto che, fino a uno o due secoli fa, quasi tutta la popolazione dei Paesi Occidentali era analfabeta (sia uomini che donne). Le uniche eccezioni erano i borghesi e i nobili (sia uomini che donne), i quali avevano le disponibilità economiche per frequentare la scuola e l’università.

      1. Ma infatti quello che intendevo è proprio questo: ai posti di comando ci arriva e ci è arrivato chi ha potuto, chi ha avuto accesso alla vita pubblica o all’istruzione. Il discrimine di genere è imposto dal contesto storico culturale non dalla natura. Era nel medioevo che si pensava che i nobili avessero il sangue blu e fossero naturalmente e per volere di Dio predisposti a comandare e a decidere cosa dovessero fare, desiderare, pensare i sottoposti.

    4. @cristinadipietro – Innanzitutto, le ricerche che dimostrerebbero il fatto che cervello maschile e femminile siano esattamente gli stessi, sono state smentite svariate volte e sempre lo saranno. Anche stesso, nei casi di disforia di genere, dove, a quanto pare, un individuo che ne soffre ha il cervello più simile a quello del sesso opposto. Vale anche qui la regola del “il cervello femminile è esattamente uguale a quello maschile”? Presumo proprio di no, da qui si evince anche la grande ipocrisia che caratterizza l’attuale movimento democratico. Detto ciò, in tutto questo non è solo il cervello che conta. Maschi e femmine attuano differenti comportamenti specialmente per cause ormonali. Il maschio ha in maggioranza l’ormone Testosterone, che caratterizza il sesso con forza fisica maggiore rispetto all’altro sesso (con conseguente aumento maggiore di massa muscolare), libido più alta, aggressione, senso di dominanza e senso di competizione. Date queste caratteristiche, specialmente le ultime due, mi sembra alquanto ovvio che il genere maschile sia più naturalmente predisposto rispetto al genere femminile ad avere compiti che richiedono comando e controllo. Alcuni studi mostrano infatti come le donne a capo di una qualsiasi azienda o che comunque svolgono un compito autoritario, sono molto più soggette degli uomini a soffrire di ansia e depressione. Altre ricerche mostrano anche come, nella media, il genere maschile mostri una natura più pratica e analitica, mentre il genere femminile una natura più emozionale e comprensiva. La società moderna sembra proprio non accettare il fatto che uomini e donne siano differenti seppur complementari, facendoci credere che siamo esattamente gli stessi e che non ci sia proprio nessuna differenza fra i due generi, quando invece è piuttosto evidente che non è così, e lo si può notare anche da tutte le piccole cose della vita quotidiana.
      Fine.

      1. Non so se ridere o piangere a leggere ancora argomentazioni vuote, ma forse mi si consiglierà di piangere perché si confà meglio alla mia natura.
        Menomale che sono invece circondata da uomini veri che mi hanno aiutata a fare la differenza tra esseri umani autorevoli e autoritari e non tra essere uomo o donna. La favola del testorene beh, beh davvero fosse così è come dire che il comando e il controllo è giusto che sia affidato a potenziali criminali di natura. Contento lei di ammettere l’incapacità del maschio a regolarsi e a cooperare in società… Fine! Anzi no, mi citi i neuropsichiatri che affermano che il genere maschile ha natura pratica e analitica è il genere femminile emozionale comprensiva. Appartenenti al XXI secolo, naturalmente, così so a chi chiedere chiarimenti rispetto a tali conclusioni pseudoscientifiche.

  4. Ned,
    francamente non capisco per quale ragione dovremmo avere paura della forza delle donne.
    Me lo vuoi spiegare?
    Si sono dimostrate scarsamente competitive, in tutto : non primeggiano nemmeno in cucina …
    Ma non ti è mai venuto il sospetto che tutta questa esaltazione mediatica delle capacità delle donne, sia solo funzionale a permettere ai loro datori di lavoro di spremerle come limoni?
    In fondo, se avessimo continuato a ragionare in termini di delicatezza femminile, piuttosto che di “nuove opportunità”, credi che avremmo potuto elevare la loro età pensionabile a 67 anni?
    Gli avremmo permesso, cioè obbligate, a lavorare fino al nono mese di gravidanza?
    Le avremmo mai mandate a fare lavori, che una volta facevamo solo noi, perchè troppo impegnativi per una donna?
    Giustificare quanto è accaduto in termini di “pregiudizi infranti” è uccidere la donna.

    1. “far lavorare le donne fino al nono mese di gravidanza” non è maschilista nè femminista,ma è una scelta politica che mette l’efficientismo, il profitto al primo posto, non la parità di genere. Perchè la parità di genere si poteva portare avanti con altre scelte (migliori per me) senza far partorire le donne sulla scrivania dell’ufficio bensì mantenendo i congedi di maternità e incentivando anche i congedi per i padri. Mi pare che in Scandinavia abbiano fatto questa scelta e non credo che le donne svedesi lavorino fino al nono mese

      1. La parità di genere è semplicemente parità, non presuppone necessariamente una situazione migliore.
        Esempio: schiavitù negli USA meridionali pre-guerra di secessione, nella comunità nera. Sia donne che uomini hanno zero diritti e non possiedono nulla, aspettativa di vita simile e molto bassa. Parità di genere perfetta.
        Ecco perché ci sono anche vari posti dove si vive malissimo al vertice delle varie classifiche della parità di genere. Di TUTTE, sia del WFE Gender Gap Index sia del nuovo BIGI: perché se opprimi in egual misura uomini e donne hai un’ottima parità di genere.

        Infatti questo è un pericolo mica da ridere.

  5. gli uomini sono piu competitivi delle donne nel lavoro perché come strategia di accoppiamento devono offrire risorse economiche/materiali mentre le donne offrono risorse riproduttive. anche nei paesi con il piu alto grado di parità di genere, le donne continuano ad avere preferenze tradizionali, segno che tali preferenze sono il risultato dell’evoluzione e non possono essere eliminate così facilmente.

  6. Più discreta anche di altre ottime presentatrici come Milly Carlucci o Enrica Bonaccorti (quest’ultima si fece ridurre il seno, impensabile ai tempi d’oggi). Se la Cuccarini partecipasse a qualche iniziativa politica la seguirei, anche perché col femminismo che sta cominciando a mostrare qualche crepa qua e là (vedi la rivolta a livello mondiale degli uomini contro lo spot misandrico della Gillette e la riduzione dei casi in cui è lecito chiedere il divorzio in alcuni stati USA) avrebbe meno ostacoli in tal senso rispetto ad un tempo.

    1. come si può definire misandrico uno spot dove si vedono degli uomini (verosimilmente dei padri) separare dei ragazzini che si picchiano per insegnare loro che le divergenze non si risolvono con la violenza?

      1. Nel fatto che lo spot li descrive come “rari” e come “un’ideale ancora da raggiungere” quando invece sono da sempre la stragrande maggioranza dei padri.

  7. quindi Lorella Cuccarini non è una di quelle donne poco lucide e con scarse capacità relazionali e che costringono gli uomini a covare risentimento e a “sbroccare” di cui parla Augello nell’altro articolo? Lei è l’eccezione. Ok.
    Certo che quando trovate una donna famosa che sembra darvi ragione diventate lecchini che manco Emilio Fede con Berlusconi.
    Se Lorella Cuccarini si fosse dichiarata femminista avreste detto “chissà con chi è stata a letto”, “non sa ballare”, “è brutta” ecc..invece sta dalla vostra quindi è una santa.
    Però Stasi ti devi decidere: se affermi che uomini e donne sono pari come capacità e intelligenza, che le donne hanno le stesse potenzialità degli uomini di arrivare ai vertici e che la differenza fisica e biologica non è di ostacolo (a meno che non ci sia da fare sollevamento pesi o attività del genere) e non deve esserlo (ed è vero) non puoi appoggiare una che dice che gli uomini sono “più predisposti” per le posizioni di vertice solo perchè sono maschi. Affermare che gli uomini sono predisposti “biologicamente” per diventare amministratori delegati o direttori di giornali contrasta con quella parità che tu dici di voler difendere contro il femminismo radicale che secondo te la nega

      1. mi spiego meglio: Lorella Cuccarini afferma che gli uomini sono più predisposti delle donne per le posizioni di vertice. Predisposti su che basi? Biologiche? Cuccarini non lo specifica ma è lecito supporre che intendesse questo. Affermare che un uomo solo in quanto uomo è più predisposto di una donna a fare una certa cosa (che non comporta forza bruta) è la base del sessismo. Dire che gli uomini solo perchè uomini sono più predisposti a raggiungere posizioni apicali è sessismo. come se Cuccarini non avesse mai sentito nominare: Condoleeza Rice, Margaret Thatcher o Angela Merkel. Se tu sei come dici di essere per l’uguaglianza delle opportunità dovresti opporti a una simile affermazione
        Se affermassi che le donne sono “più predisposte” degli uomini a occuparsi dei bambini o a cucinare farei un affermazione sessista e questo blog insorgerebbe portandomi mille esempi di uomini che si occupano cpon amore e tenerezza dei bambini, di donne che li picchiano e sono palesemente inette a occuparsene, e di uomini grandi chef e di donne che non sanno cucinare

        1. Tanto per cominciare non costruire tesi su ipotesi tipo “questo blog farebbe”, “questo blog direbbe”… Soprattutto ipotizzando atteggiamenti che io e questo blog non hanno mai assunto.
          Detto questo, leggi con attenzione cosa ha detto la Cuccarini. ‘Spetta, ti traduco io. Il suo concetto (sacrosanto) è: gli uomini sono biologicamente più propensi per natura a mettere in campo determinazione, sacrifici e anche un bel po’ di cinismo (da qui il suo “cattivi”) per raggiungere certe posizioni. Ciò non significa che le donne non possano raggiungerle: essendo biologicamente diverse (più “gentili” direbbe Cuccarini in opposizione al “cattivi” degli uomini), per riuscirci devono (cito testualmente) “rinunciare ad alcune caratteristiche femminili”. Non è un caso che Rice, Thatcher, Merkel siano tutto tranne che materne, femminili o quant’altro di tipicamente muliebre e positivo si possa attribuire a una donna.
          Ed è vero anche il contrario: l’uomo che si occupa con amore e tenerezza dei bambini sicuramente segue un impulso che va oltre il suo setting biologico e che è palese sintomo di evoluzione e adattamento ai tempi. Abituato a vivere in uno stato di guerra e competizione permanente, ha imparato, facendo pienamente sua l’evoluzione culturale e sociale, a vivere in un contesto non competitivo e non ostile. Non è un caso che vengano (orrendamente) chiamati “mammi”.
          Se segui il ragionamento capisci che non c’è nulla di sessista in questo, ma solo del gran buon senso. Preso atto di come siano il mondo e la vita, dai tempi primitivi a oggi, per raggiungere il punto X ti viene richiesto lo sforzo Y, per raggiungere il posto X+10 ti viene richiesto lo sforzo X+100 (più o meno). Sforzi che sono nella biologia maschile e meno in quella femminile. Ciò non significa che uno sia migliore dell’altro. Come dice perfettamente Cuccarini: sono complementari. Uno è programmato per arrivare dove l’altro non arriva. Insieme arrivano lontano, completandosi.
          Da tutto questo puoi trarre l’ennesima lezione: gli uomini hanno capito il significato dell’ingresso in massa delle donne nei processi produttivi, dunque si sono adattati di buon grado alla donna che lavora e a evolversi necessariamente in “mammi”. Le donne no, passato il primo entusiasmo sono in cortocircuito e ci restano, volendo fare la stessa carriera degli uomini, ma senza i loro sforzi (quote rosa), contemporaneamente essendo madri, contemporaneamente non avendo bisogno di alcun maschio, in quanto oppressore, salvo che non sia l’ex che versa l’assegno, e via e via.
          Il tutto a meno che non ci si faccia un c… così per adeguarsi alle richieste di questo mondo e di questa vita, riuscendo con sforzo, impegno, dedizione, sacrificio e competenza a fare tutto, incluso costruirsi una propria oasi familiare di affetti e complementarietà.
          Lorella Cuccarini (e con lei molte altre silenziose) ce l’ha fatta. Le tue amichette preferiscono battere i piedi in terra e frignare e urlacchiare come bambine viziate accusando chiunque pur di non accettare il mondo com’è e rimboccarsi le maniche di conseguenza.

          1. riflessioni interessanti, mi sento di affermare però che se amore e tenerezza sono ritenuti “femminili” mentre cinismo e determinazione sarebbero “maschili” è solo a causa di stereotipi culturali risalenti a quel passato competitivo e ostile che dicevi ma che poca o nessuna attinenza hanno con la realtà attuale e forse non ce l’avevano neanche ieri, di sicuro non è la biologia a determinare cinismo e tenerezza in u uomo o in una donna o lo è in minima parte, la differenza tra uomo e donna determina i corpi, l’anatomia, il fisico, la fisiologia, non le inclinazioni del carattere
            L’uomo non è meno predisposto della donna alla tenerezza, è solo che nei secoli passati questa dote esisteva ma non poteva emergere perchè era poco richiesta gli uomini, non era favorita, alla maggioranza degli uomini si richiedevano altre doti (stesso discorso per il cinismo femminile, l’aggressività femminile e la determinazione femminile che sono sempre emersi in ambienti sociali in cui l’emersione era consentita o favorita in quelle donne che mostravano inclinazione, solo che nel passato quelle condizioni erano rare per una donna in quanto le si richiedevano altre doti). e che le donne siano meno predisposte degli uomini alla determinazione nel raggiungere i loro oboiettivi e sopratutto al cinismo, bè penso che anche molti maschi commentatori abituali avrebbero da ridire su questo.

            1. E’ la biologia che ha determinato le caratteristiche fisiche o è l’ambiente che ha influenzato l’evoluzione biologica? Sembra l’uovo e la gallina, in realtà, gli studi scientifici l’hanno ormai provato ampiamente, da Darwin in su, l’ambiente influenza la biologia sfidandola ad adattarsi. Chi si adatta sopravvive, chi non si adatta muore. La competizione è scritta nel progetto stesso della natura. Non a caso Leopardi, che tanto competitivo non era, la definiva “il brutto poter che ascoso a comun danno impera”.
              Dunque: nessuno stereotipo culturale, caro Ned. La natura detta, l’essere umano si adegua, se può, e si allea con chi può. L’alleanza uomo-donna è una delle più produttive in questo senso.

              1. ripeto, sono riflessioni interessantissime, ma l’affermazione di Cuccarini sulla “predispozione biologica” del maschio ai ruoli apicali è comunque discutibile, per usare un eufemismo.

                1. Sei incredibile. Tutto interessantissimo, tutto bellissimo, però poi gira gira torni al punto di partenza. Una trottola, una spirale… Quando ti avvicini alla luce subito scappi.
                  Che ti posso rispondere? Rivedi la nostra conversazione dalla mia risposta e ricomincia il giro…

                  1. affermare che la “gentilezza” sia biologicamente femminile e il cinismo o “cattiveria” biologicamente maschile tanto che una Thatcher o un padre accudente debbano andare contro le proprie rispettive inclinazioni per essere tali è un’affermazione sbagliata. Tanto le Thatcher quanto i padri accudenti hanno seguito le loro inclinazioni e la loro indole, evidentemente diverse da quelle di altre donne e altri uomini. Semmai il padre accudente si deve scontrare con il pregiudizio (alimentato anche da chi ragiona come Cuccarini) secono cui un uomo non sarebbe predisposto ad accudire un neonato; e una donna come Thatcher si deve scontrare col pregiudizio secondo cui le donne non sarebbero abbastanza ciniche o “dure” per la giungla della politica, pregiudizi falsi

            2. Ned
              >>>>>
              la differenza tra uomo e donna determina i corpi, l’anatomia, il fisico, la fisiologia, non le inclinazioni del carattere
              >>>>>

              Quindi la biologia non c’entra nulla in tutto ciò?
              Ascolta: un conto è dire che l’ambiente, l’educazione, le esperienze personali, il contesto sociale in cui si è nati e vissuti, contribuiscono molto a farci diventare ciò che siamo e un conto è sostenere che Madre natura sarebbe sostanzialmente ininfluente.
              In merito riporto un mio scritto, già postato in questo blog, non molto tempo fa.

              —————————–

              Negli ultimi anni si sono andate accumulando prove che il testosterone influenzi non soltanto gli ornamenti e la corporatura, ma anche i cervelli.
              Il testosterone è un composto chimico antico, presente in forma pressoché identica in tutti i vertebrati.

              La sua concentrazione determina l’aggressività in modo così preciso che, negli uccelli con scambio di ruoli sessuali come i falaropi o nei clan a dominanza femminile delle iene, è la femmina ad avere livelli ematici di testosterone più alti.
              Il testosterone mascolinizza l’organismo (in sua assenza il corpo resta di tipo femminile, quali che siano i geni dell’individuo) e mascolinizza anche il cervello.

              Tra gli uccelli, in genere canta solo il maschio.
              Un diamante mandarino che non ha nel sangue un livello sufficiente di testosterone non canta.
              In presenza dell’ormone, la parte del cervello preposta alla produzione del canto cresce e l’uccello comincia a cantare.
              Anche una femmina di diamante mandarino può cantare, purché sia stata esposta al testosterone in una fase precoce della vita e poi da adulta.

              In altre parole, il testosterone prepara il cervello del nidiaceo a reagire di nuovo, più avanti nella vita, al testosterone e quindi a sviluppare la tendenza al canto.
              Se si può parlare di mente per un diamante mandarino, l’ormone è una sostanza che ne altera la mente.
              Lo stesso vale per gli esseri umani.

              In questo caso le testimonianze provengono da una serie di esperimenti, in parte naturali e in parte no.
              La natura ha dotato alcuni soggetti maschili e femminili di dosi alterate di ormoni e negli anni Cinquanta i medici hanno fatto lo stesso iniettando certi tipi di ormoni in alcune pazienti gravide.

              Le donne affette dalla sindrome di Turner nascono senza ovaie e quindi hanno meno testosterone nel sangue di quelle che le hanno (le ovaie producono un po’ di testosterone, sebbene non quanto i testicoli).
              Queste donne sono esageratamente femminili nei loro comportamenti, di solito hanno uno spiccato interesse verso i bambini, i vestiti, i lavori domestici e le storie d’amore.

              Gli uomini che da adulti hanno nel sangue meno testosterone rispetto alla norma, gli eunuchi per esempio, si riconoscono per l’aspetto e l’atteggiamento femminile.
              Gli uomini che durante lo stato embrionale sono stati esposti a un livello di testosterone inferiore alla norma, per esempio i figli di diabetiche che durante la gravidanza hanno dovuto assumere ormoni femminili, sono timidi, poco energici ed effeminati.

              Gli uomini con troppo testosterone sono bellicosi.
              Le figlie di donne che negli anni Cinquanta sono state trattate con iniezioni di progesterone (per prevenire un aborto spontaneo) dicono di essere state “maschiacci” da bambine; il progesterone non ha effetti diversi dal testosterone.

              Anche le femmine affette da iperplasia surrenale congenita o sindrome adrenogenitale, sono dei maschiacci: le loro ghiandole surrenali, poste vicino ai reni, anziché produrre cortisolo, come dovrebbero, producono un ormone ad azione simile a quella del testosterone.

            3. Il cinismo è femminile, l’idealismo è maschile. La determinazione invece ce l’hanno entrambi i sessi in egual misura, se sembra diversa è perché spesso gli obbiettivi sono totalmente differenti.
              Questo lo sa chiunque abbia avuto un po’ di rapporti di lunga durata con l’altro sesso.
              Non a caso cose come la poesia sono eminentemente maschili, con eccezioni che però confermano solo la regola.

              1. quindi a proposito di idealismo Rosa Luxemburg (ma potrei fare altri nomi) era l’eccezione che conferma la regola? Ma dai…

                1. Non esistono né eccezioni né regole, tranne nel tuo cervello.
                  Esistono tendenze – di solito (quasi sempre) in proporzione 80:20.
                  Se il 20% delle donne è idealista è una su 5, non è un eccezione, è una minoranza ma molto cospicua, è più della percentuale di elettori che ha votato PD (18%) o Lega (17%).
                  Se il 20% degli uomini è cinico è uno su 5, non è un eccezione, è una minoranza ma molto cospicua, è più della percentuale di elettori che ha votato PD (18%) o Lega (17%).

                2. Un altro buon esempio è il test che fecero, serissimo, chiedendo a ragazze e ragazzi (utilizzarono un modello e una modella) se volevano fare sesso con sconosciuto/a di sesso opposto.
                  Il 75% dei ragazzi e lo 0% delle ragazze (ZERO, Nada, Niente) dissero di sì.
                  Queste ci dice due cose:
                  Primo: i due sessi non sono uguali riguardo intensità della libido..
                  Secondo: la società all’epoca della ricerca (oltre 20 anni fa) era sessualmente repressiva verso ENTRAMBI i sessi, ma più verso le donne – infatti gli uomini avrebbero dovuto essere l’80% anziché il 75%, e le donne il 20% anziché lo 0%.
                  Immagina un po’ che bello se bastasse chiedere a 5 sconosciute di fare sesso con te seduta stante e una su 5 te la desse al volo (notare che si intende pronunciando una singola frase di meno di 10 parole che dura 3-4 secondi, non lavorartela per un’oretta)…la differenza tra 0 e 1 su 5 è dovuta alla cultura, quella tra 1 e 4 su 5 alla biologia – il sesso è l’unico campo in cui le differenze biologiche tra uomo e donna sono più importanti di quelle culturali.

    1. Un perbenista fasullo e di facciata come te credo ce ne siano fin troppi.
      Il tuo continuo arrampicarti sugli specchi è cosi meschino che se davvero ti hanno bullizzato, come qualcuno ha scritto, non ci trovo niente di strano.
      Ned sei un macaco.

  8. femminilità
    autocritica
    ironia
    romanticismo
    erotismo
    maternità
    .
    Lorella Cuccarini si è formata quando Anna Oxa cantava “Donna con te”, i Queen “Bohemian Rhapsody”, e gli ABBA “Waterloo”.
    Persino un attricetta di b-movies pornosoft come Gloria Guida … poteva diventare il “Sogno biondo di una generazione”, e meritatamente.
    Anni in cui si rideva del “Marchese del Grillo” di Sordi, e John Wayne non era “virilità tossica”.
    .
    Lorella Cuccarini : si può fare?
    Certamente : basta prendere gli ultimi 40 anni della nostra storia e buttarli via … così come hanno fatto in Unione Sovietica dopo la caduta del Muro di Berlino …
    Basta prendere 40 anni di egalitarismo idiota e buttarli nel cesso, ribaltando tutta la struttura economica e sociale (lo sviluppo del PIL) che si basa su di essi.
    .
    Non si può fare : dobbiamo cercare altre strade, se esistono.
    E, se quelle strade non esistono, accettare il fatto di dover cedere il passo ad altri popoli che hanno una storia e valori a cui non hanno rinunciato.
    Perchè l’occidente femminista non è che un miserabile 10% della popolazione mondiale.

  9. Bravissima Lorella, mi piace come persona oltre che come donna di spettacolo, da sempre, sin dai tempi dei programmi domenicali con Marco Columbro. Magari le donne dello spettacolo fossero come lei, con un po di cervello.

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