STALKER SARAI TU

L’ossessione leghista per l’inutile castrazione chimica

Questo blog ha interrotto le pubblicazioni il 14/09/2020, dopo 4 anni di attività.

Le sue tematiche sono ora sviluppate da una nuova piattaforma:

LA FIONDA

https://www.lafionda.com

<

#persone_SalviniLa Lega, e il suo leader Matteo Salvini in particolare, stanno puntando moltissimo, con tanto di raccolta firme, in vista delle prossime elezioni europee, sul tema della castrazione chimica per pedofili e stupratori. Si tratta di un tema già in passato menzionato dal ministro Bongiorno e più volte ventilato dallo sceriffo tutto law and order che al momento siede al palazzo del Viminale. In tutti i suoi profili social la proposta di castrazione chimica è ossessivamente presente, esposta con una determinazione cocciuta: “lo faremo”, “non si può più rinviare”, “è cosa fatta”. I toni di Salvini sono questi. Ma lui e chi sta dietro di lui sa davvero di cosa sta parlando? E questa tematica come si inscrive nelle politiche generali della Lega relativamente ai rapporti di genere e alle anomalie che in essi si manifestano?

La castrazione chimica, là dove è prevista (alcuni stati USA, Corea, alcuni stati nordeuropei), è un trattamento farmacologico utilizzabile solo su richiesta del soggetto condannato per reati sessuali contro minori o per stupro e, in ogni caso, somministrabile solo dietro consenso dello stesso. Forzare qualcuno a iniziare la terapia è considerato contro i diritti umani. In gran parte dei paesi che hanno adottato questa misura, il trattamento non viene mai somministrato da solo, ma sempre con l’affiancamento di un percorso terapeutico psicanalitico. Essendo tutto questo parte della pena comminata allo stupratore o pedofilo, o meglio del percorso per un suo recupero, l’intero trattamento è a carico dello Stato. Anche per questo è una pratica sempre meno utilizzata. L’effetto dei farmaci è essenzialmente quello di limitare, talvolta fino a interromperla, la produzione di testosterone da parte de soggetto, con un sensibile calo della libido e degli istinti sessuali.


In gran parte dei paesi che hanno adottato questa misura, il trattamento non viene mai somministrato da solo.


persone_turing.jpgEffetti collaterali? Moltissimi, di tipo vascolare, cardiaco e psicologico quali ansia e depressione. E’ noto il caso del grande scienziato Alan Turing, condannato alla “cura” nella Gran Bretagna del secondo dopoguerra perché scoperto omosessuale e morto suicida dopo anni di terapia. Un altro effetto collaterale pressoché inevitabile è la totale impotenza sessuale, che si recupera del tutto interrompendo il trattamento. Per alcuni l’impotenza è un risultato non collaterale bensì esattamente l’effetto voluto, non a caso si parla di “castrazione”. Per altri, nella comunità scientifica che si occupa di medicina e criminologia, si tratta di un intervento nella gran parte dei casi inutile e dannoso. Sono rarissimi i casi di stupratori o pedofili che abbiano come movente dei loro atti criminali il mero impulso sessuale. A spingerli è il desiderio di dominazione violenta, che finiscono per interpretare in termini sessuali. Privati della possibilità di agire su quel versante, il più delle volte insistono nei loro comportamenti attraverso atti di violenza di altro tipo.

In letteratura si trovano casi dove questo tipo di intervento risulta risolutivo e gran parte di essi non è legato all’impulso violento generico. E’ nota la vicenda di un uomo americano sposato e dalla sessualità compulsiva, che sfogava con incontri continui con prostitute. Scoperto dalla moglie, per salvare il matrimonio chiese di intraprendere un percorso di analisi affiancata dalla terapia farmacologica che ne inibiva lo stato di eccitazione compulsiva. Dopo alcuni anni recuperò una condotta di vita sociale e matrimoniale normale. Si tratta di un caso paradigmatico dove non c’era alcun istinto violento a monte, ma solo un vissuto sessuale patologico. Lì la cura ha funzionato. Di contro la stessa letteratura è piena di esempi di stupratori e pedofili seriali che hanno proseguito le loro azioni criminali, anche se chimicamente castrati, semplicemente picchiando quando non uccidendo le proprie vittime. Anzi talvolta il trattamento ha esacerbato i loro istinti violenti.

Questo articolo è il frutto del lavoro volontario e gratuito dell’autore. Se vuoi aiutarlo contribuendo al mantenimento del blog e alla diffusione dei suoi contenuti, fai una donazione tramite bonifico o PayPal. Grazie!


IBAN: IT12D0617501410000001392680

varie_castrazionechimicaQuesto, in linea di massima, è lo stato dell’arte per quanto riguarda la castrazione chimica. Una questione controversa e costosa, raramente risolutiva e che di suo viaggia giusto al margine del rispetto dei diritti umani. Da nessuna parte, né nel dibattito scientifico, né in quello mediatico, si affronta un altro aspetto non irrilevante di questo tipo di trattamento: è rivolto solo al mondo maschile. Lo stesso concetto di “castrazione” richiama la rimozione fisica dei testicoli così come l’abuso sessuale o lo stupro viene comunemente concepito essenzialmente come un atto penetrativo. Impedita l’erezione, stupri e abusi, nella vulgata generale, si dovrebbero interrompere. Grande assente in questo quadro: la violenza sessuale attuata dalle donne. Che c’è, eccome se c’è. A danno di uomini adulti ma soprattutto di bambini.

La pedofilia femminile è la grande assente dal dibattito generale. Nonostante ogni tre per due saltino fuori insegnanti americane che hanno abusato di propri allievi minorenni e saltuariamente di madri abusanti verso i figli (e sa solo il cielo quale sia la realtà sottaciuta in altri paesi), si tratta di un tema tabù. Così tanto da risultare pressoché inaccettabile e dunque percepito come inesistente. Eppure c’è ed è molto più ampio di quanto si possa pensare. Qualcuno dice addirittura più ampio della pedofilia maschile. E dunque che si fa con costoro? Nulla. Si tratta dell’esempio perfetto di quanto “castrare” non serva. Una donna non può (né fisicamente né chimicamente) venire castrata. Quando stupra o abusa non penetra, non lo fa non spinta da un desiderio di piacere o dall’eccitazione sessuale, ma come mera forma di dominazione violenta o come espressione di uno squilibrio mentale generale. Come altro definire, ad esempio, la donna ucraina che “faceva sesso” col figlio di 4 anni (???) videoriprendendosi, per poi vendere i video nel circuito online della pedofilia? Sarebbe servito “castrarla”, quand’anche fosse stato possibile farlo? Assolutamente no.


La pedofilia femminile è la grande assente dal dibattito generale.


varie_legaStupro e pedofilia sono atti che derivano nella stragrande maggioranza dei casi da problematiche di tipo psichiatrico e comportamentale, che solo incidentalmente si manifestano attraverso la sfera sessuale. Affrontarli sotto questo profilo è complesso e costoso, richiederebbe allo Stato un apparato di prevenzione e di costruzione culturale molto radicato e misurato. Roba difficile da fare. Molto più facile è parlare alla pancia della plebe, limitando il campo a chi da anni viene venduto come orribile mostro (l’uomo) e approcciando il problema in termini meramente repressivi e punitivi. Non c’è alcuna riflessione nella proposta leghista e salviniana, c’è solo la bocca sbavante del leader e dei suoi seguaci desiderosi di veder scorrere il sangue di chi si macchia di qualche colpa. Giustizialismo a colpi d’ascia, che non risolve i problemi, ma muove le mani inconsapevoli del popolino votante nel verso giusto. Stesso meccanismo che portò dieci anni fa all’orrenda legge contro lo stalking.

Credo dunque che si debba fare un ulteriore nodo al fazzoletto dedicato alla Lega, in vista delle prossime elezioni europee. Riforma di separazioni e affidi: niente. Anzi, in alcuni articoli specialistici si dà già come “accantonata” (nodo 1). Commissione parlamentare sul femminicidio: certo che sì (nodo 2). Legge “Codice rosso”, una delle più grandi porcherie mai pensate: in dirittura d’arrivo (nodo 3). Ed ecco dunque il quarto nodo. Una bella legge buona solo per gli uomini, oppressiva, inutile, superficiale, rozza e che, con la quota spaventosa di false accuse di stupro che abbiamo in Italia, rischia di portare alla castrazione chimica indiscriminata di un bel po’ di persone (sempre uomini) innocenti. Mentre per le donne pedofile c’è sempre una comoda stanza in qualche reparto psichiatria, dove passare un po’ di tempo prima di tornare libere. Insomma occorre un bel po’ di autolesionismo, a conti fatti, per essere di sesso maschile e voler votare Lega alle europee.

Questo articolo è il frutto del lavoro volontario e gratuito dell’autore. Se vuoi aiutarlo contribuendo al mantenimento del blog e alla diffusione dei suoi contenuti, fai una donazione tramite bonifico o PayPal. Grazie!


IBAN: IT12D0617501410000001392680


Per essere sempre aggiornato sui nuovi articoli, iscriviti alla newsletter di “Stalker sarai tu”:

Loading

 

9 thoughts on “L’ossessione leghista per l’inutile castrazione chimica

  1. Non tengono in conto le tante accuse false di stupro. Vi immaginate l’incubo di essere forzatamente castrati pur essendo innocenti? Assurdo.

  2. La castrazione chimica può essere il preludio di quella tradizionale…che sarà définitiva… I galletti nostrani che si divertono con signore e signorine future vittime non consenzienti sono avvisati… Poi sarà inutile piangere sugli attributi tagliati….

      1. Infatti. Anche in caso di quella normale, succederebbe SICURAMENTE che verrebbe somministrata forzatamente la terapia a una persona accusata falsamente.

  3. La castrazione chimica può essere il preludio di quella tradizionale…che sarà définitiva… I galletti nostrani che si divertono con signore e signorine future vittime non consenzienti sono avvisati… Poi sarà inutile piangere sugli attributi tagliati….

  4. Sarebbe interessante avere qualche paper scientifico sulla pedofilia femminile. Al limite pure in inglese, dal momento non credo esistano indagini italiane sul fenomeno.

    1. I paper in inglese parlano di un caso su dieci. Poco ma NON raro. E chissà quanti casi non escono fuori.

  5. Non mi intendo di pedofilia, ma istintivamente sono pressoché certo che non intendano “dominare i bambini”.
    Mai usare la narrativa femminista, è sempre un boomerang.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: