Luca Argentero NON TI SCUSARE

luca argenteroAl momento sono letteralmente subissato da segnalazioni di lettori e lettrici che mi chiedono di correre in soccorso di Luca Argentero, ed eccomi dunque a spostare alle 18 l’articolo che avevo previsto e a fare una “breaking news”… Cosa è accaduto al bravo e bell’attore italiano? Ha fatto una cosa gravissima in effetti, una roba quasi da pena di morte oggi. Ha detto la verità. “La gender equality ha rovinato il romanticismo”, ha dichiarato al settimanale “Oggi”. Ma non solo: “non mi va di scontrarmi con una che si offende se le apro la portiera della macchina o le verso l’acqua a tavola”, ha detto, aggiungendo che gli uomini si inibiscono di fronte a una donna “che ci prova”.

Diciamo subito, con stima e affetto, che Argentero è sicuramente più bravo a recitare che a rilasciare dichiarazioni su tematiche così delicate. L’esempio della portiera e dell’acqua è abbastanza calzante, se lo si prende come archetipo di un atteggiamento orribilmente supponente e ipersensibile di molte fanciulle contemporanee, pronte però a diventare di bocca buona e ancelle del patriarcato quando arriva il momento del conto. Quella dell’uomo che si inibisce di fronte alla lei intraprendente però è abbastanza una sciocchezza, espressa così. La donna intraprendente in certi frangenti non inibisce affatto, anzi forse (se di mezzo c’è un uomo sano di mente e di corpo) risulta ancora più stimolante, altro che inibizione.


L’atteggiamento orribilmente supponente e ipersensibile di molte fanciulle.


coltello donnaImmagino che Argentero intendesse che sotto quell’intraprendenza ormai si percepisce nettamente un approccio arrogante e aggressivo non solo e non tanto al “maschio”, quanto a tutta l’esistenza. L’idea farlocca del patriarcato oppressivo si è radicata così profondamente, che in molti casi ogni atto femminile è improntato a una sorta di vendetta o di richiesta di risarcimento. Quand’anche il patriarcato come lo intendono le erinni del femminismo isterico fosse esistito (e non è esistito), non è certo sui pronipoti che si può scaricare la responsabilità. Specie se, come Argentero, hanno un gran desiderio di essere uomini a tutto tondo.

Questo intende, immagino, l’attore, quando parla di una sorta di ristabilimento dei ruoli, laddove è l’uomo a essere e mostrarsi colui che cerca la donna, sotto tute le forme possibili, non solo quella sessuale, e la donna non si limita solo a lasciarsi cercare, ma, proprio come la compagna di Argentero, trae piacere dall’essere cercata. Cosa che le femminaziste non esiterebbero a definire “sterotipo” ma che, evviva gli stereotipi, corrisponde a quanto è sempre avvenuto e soprattutto a quanto natura ha programmato. Non è un caso che da quel tipo di dinamiche si trae un percepibile piacere interiore. Squilibrando quei rapporti, invece, la sensazione è sempre di sgradevolezza, di atteggiamenti innaturali e fuori luogo.


Il desiderio di essere uomini a tutto tondo.


dnaLe parole di Argentero, pur potendo essere meglio espresse e argomentate, corrispondono a ciò che dettano gli istinti naturali e atavici, che a loro volta sono così perché il DNA gli ha detto di essere così. Per lo stesso motivo fare sesso è piacevole: è un incentivo all’incontro che garantisce la procreazione. Se fosse sbagliato provocherebbe dolore e disagio, come quando si ha a che fare (anche solo incrociando lo sguardo) con una femminista o una guerrera per la giustizia sociale. Come sempre accade, insomma, Luca Argentero, uomo, ha detto le cose come stanno, appellandosi a fatti razionali e incontrovertibili come sanno esserlo solo le questioni di natura.

Su Twitter e sugli altri social ora lo insultano. “Quindi, noi che vogliamo la parità di genere siamo delle povere stronze che rovinano il romanticismo?”, gli chiedono, infuriate. Lui si difende come può. Ha una carriera da portare avanti, quindi cerca di essere diplomatico. Io, che non sono nessuno, mi prendo invece la libertà di interpretare il suo pensiero e di rispondere: sì, siete decisamente delle povere stronze che rovinano il romanticismo. Detto, firmato e sottoscritto. Quanto a te, caro Luca, ora e ancora per un bel po’ sarai sottoposto a una pressione mediatica formidabile, roba che non avresti nemmeno immaginato. Hai pisciato sul totem, dimostrando al mondo che è fatto di cartapesta. Hai fatto bene, intendiamoci, sei stato un grande, ma loro non te lo perdoneranno.


Hai pisciato sul totem, dimostrando al mondo che è fatto di cartapesta.


Posso solo dirti che da questa parte della barricata siamo centinaia di migliaia, forse anche milioni silenti (ma nemmeno più tanto vivaddio) e stufi di questo andazzo. Per te, per la tua dignità, ma anche per noi è fondamentale che tieni duro e che NON TI SCUSI. Prendiamo noi l’impegno di venire a vedere tutti i tuoi film o di seguirti a teatro. Anzi chiedo ai miei lettori e follower di scendere in campo sui social e ovunque per fare scudo a Luca. Insomma, caro amico uomo, ti chiedo di non cedere e non di non scusarti. Non hai NULLA di cui scusarti. La verità non chiede scusa. Se ti mettono paura, mandale da me, vedrai come scappano. Oppure contattami, ti racconterò un po’ di cose divertenti che so sul loro conto e vedrai che c’è soltanto da ridere di loro. E ti racconterò come saranno proprio le risate, non le scuse, a seppellirle.


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