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L’utero è mio e lo presto a chi voglio io

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LA FIONDA

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persone_eledgedi Anna Poli – “Volevo farlo come dono di una madre a suo figlio” ha dichiarato Cecile Eledge, 61 anni, dopo aver dato alla luce in Nebraska una bambina concepita in vitro e gentilmente concessa in comodato d’uso gratuito al figlio gay, il quale diversamente avrebbe trovato, assieme al coniuge, grosse difficoltà nell’adottare un bambino all’interno del conservatore stato del Midwest. La storia della piccola Uma Louise è all’incirca questa: uno dei due padri ha chiesto a sua sorella di donare una dozzina di ovuli, questi ovuli sono stati mescolati energicamente allo sperma dell’altro padre e il tutto è stato poi impiantato nella pancia della nonna. Passati i nove mesi canonici di attesa trepidante, la grottesca associazione a delinquere si è finalmente trasformata nel peggior arcobalenico caso di pasticcio parentale mai visto: ora la madre di questa ignara creatura è anche sua zia, la nonna è anche sua madre e il padre lo si può tirare a sorte di volta in volta.

C’è chi dice lieto fine. E esempio di grande solidarietà familiare. E superamento di ogni stereotipo sessista. Qualcun altro dice anche che una siffatta situazione è raccapricciante, ma naturalmente si tratta dei soliti omofobi che proprio non ne vogliono sapere di emozionarsi ad ogni vibrare dell’arco di Cupido, del tutto incapaci di accettare come dato di fatto che dove c’è profluvio di amore c’è casa. Poco conta se l’amore poi va a braccetto con l’avidità e con la deresponsabilizzazione galoppante, purché sgorghi e ingorghi i cervelli. Dunque, brava la nonna che ha fatto quello che solo una madre sa fare, brava la zia che ha fatto la sorella come solo una donna sa fare, bravi i padri che hanno fortemente voluto e abilmente ottenuto di fare i padri come solo i gay sanno fare e brava, davvero brava, anche la bambina che è nata senza chiedere di poter dire la sua e che si spera un giorno decida di essere d’accordo con quanto le è stato indirettamente imposto di sopportare.


Brava anche la bambina, che è nata senza chiedere di poter dire la sua.


persone_eledge2Sì, perché le scelte che facciamo, le decisioni che prendiamo dovranno pur comportare una qualche conseguenza, una mezza responsabilità, un minimo di presa di coscienza. Il pensiero, ad esempio, che un giorno o l’altro a questa innocente figlia di sua nonna, venga l’insana e malaugurata idea di chiedere a uno dei suoi padri come diavolo sia saltato in mente a tutto lo sconsiderato quartetto di produrla esattamente così come avrebbero potuto produrre un piatto di spaghetti alla carbonara. O il dubbio (quantomeno il dubbio!) che un giorno o l’altro a questa sventurata figlia di sua nonna possa venire da pensare che forse il profluvio di amore in realtà non sia stato altro che l’appagamento vizioso di un capriccio sterile. Perché, in fondo, l’adozione non l’hanno nemmeno tentata: sarebbe stato difficile in uno stato conservatore come il loro.

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E, a quanto pare, quando tentare qualcosa potrebbe essere difficile, il tentare nuoce. E paga di gran lunga di più sgattaiolare negli anfratti di un cuore di mamma. Oh, e per fortuna che ci sono queste mamme! Tutte bramosamente votate al compiacimento dell’infantil figlio e a una sconsiderata gestione del loro utero sfitto. Non a caso, in tutta la storia, il padre mica c’è. Il padre del figlio, il nonno della confusa creatura, il povero malcapitato la cui moglie ha pensato bene di mettere al mondo sua nipote, insomma lui. Dove diavolo è? Non si sa: la stampa non ne fa menzione. Evidentemente, quando la trama della storia è tutto un dipanarsi di mamme, donne e gay che, di riffa o di raffa, arrivano a produrre bambini, allora un normale esemplare di uomo eterosessuale, magari un tantino contrariato poiché magari normodotato di logica e di buon senso, rischia decisamente di distruggere l’idillio mediatico. Fra l’altro, il maschio in questione potrebbe addirittura non essere nemmeno un tipo violento: dunque, un personaggio del tutto inutile, evidentemente da cestinarsi.

varie_stereotipiEcco che, nella sentimentale e suggestiva narrazione dei fatti relativi al nostro gioioso evento, l’unico elemento davvero significativo, l’indiscutibile certezza del benessere, il felice fine che brevi manu sprinta a giustificare l’infelice mezzo, è che la storia abbia conosciuto, al di là e al di sopra di ogni stereotipo, il sacrosanto trionfo dell’amore. Non già quello della ragione, né tanto meno dell’intelligenza, non del senso del dovere e sicuramente non della maturità, non della tutela dei bambini (e quando mai!), né dell’umiltà di accettare che esista qualcosa che non si può ottenere: nel nome del supremo pentolone in cui sobbolle una zuppa per niente invitante di pochezza e pressapochismo, la vittoria è del cuore. E al cuore tutto è concesso.


Non ha trionfato l’umiltà di accettare che esista qualcosa che non si può ottenere


Poco conta se un bel giorno l’amore, eterno e imperituro, arriva a conclusione e poco conta se la tempesta di farfalle nello stomaco e di cuoricini nel cervello si riconverte, illico et immediate, in cause milionarie, processi interminabili e querele bugiarde orchestrate ad hoc. Poco conta se quel famoso buon senso di cui non è mai pervenuta traccia prima, continua con insistenza a non palesarsi neanche dopo. Quel che conta è impastare le bocche di entusiasmi retorici e pasticci emotivi. Quel che conta è emozionarsi, appassionarsi, sollazzarsi, farsi coinvolgere nei turbinii di una libidica danza rosa pastello, ché i rigori di logica e i lumi di ragione son robaccia da maschilisti: vade retro (sic!) e se li tenga il patriarcato!

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11 thoughts on “L’utero è mio e lo presto a chi voglio io

  1. dissento nel merito di questo articolo:dal mio punto di vista,
    meglio una vita,che nessuna.
    …..meglio un figlio voluto
    e cercato (anche in questo modo….)
    che un figlio abortito,
    e meglio la possibilità di scelta…(anche QUESTA,scelta)
    piuttosto che lasciar decidere ad altri che cosa fare,con le proprie parti basse e i propri diritti riproduttivi….
    e di conseguenza,rischiare di finire nel nulla
    perchè altri (anzi,altre)
    dicono:
    “tu finirai dimenticato nella notte,perchè non sei conforme…non hai giocato con le nostre regole”

    a parte il mondo lgbt,
    troppi uomini oggi vengono messi ai margini della danza della riproduzione,
    dalla cultura delle donne d’oggi..
    che sono diventate così selettive che estromettono dal gioco una larga parte dei potenziali compagni…
    condannando di fatto tutti coloro che non brillano all’estinzione,sul lungo periodo.

    e se per molte donne che non trovano un compagno…
    il problema si può risolvere comunque con la classica “vacanza”
    ingravidante o con la donazione di sperma (in molti paesi nordici la tendenza è alta,e già ben consolidata)
    per gli uomini il discorso non è altrettanto semplice…

    nel mio caso ad esempio,
    sono un uomo normale…
    etero,
    che dopo tre convivenze finite senza figli
    (per il mio sempre più netto rifiuto al matrimonio,in occidente)
    sta valutando la scelta se andare a sposarmi
    in asia,africa o medio oriente…
    per evitare ogni rischio in caso di divorzio,
    oppure scegliere direttamente
    la procreazione eterologa con utero in affitto
    e ovulo anonimo,in modo che comunque vadano le cose
    nessuno potra danneggiarmi…
    nemmeno la madre.

    e non credo di essere l’unico uomo etero,
    che sta facendo queste considerazioni…
    anzi,per come la vedo io
    siamo solo i primi ciottoli della frana che sta arrivando,
    perchè non per molto gli uomini accetteranno di incaprettarsi nelle mani della madre,
    per poter avere dei figli.

    e siccome che alla fine della fiera ti costa meno un figlio fatto in questo modo
    che un matrimonio fallito,
    immagino che presto i figli “della ragione”
    saranno molti,moltissimi.

    e per forza di cose,il matrimonio come lo conosciamo fino ad ora,
    dovrà cambiare moltissimo…ritornando ad essere un
    qualcosa su cui valga la pena di investire qualcosa:
    diversamente cesserà di esistere.

    1. Concordo.

      E’ una questione per certi versi molto simile agli armamenti nucleari: siamo al momento in una situazione in cui gli altri li hanno, e noi no.
      Chi si oppone, anche se ben intenzionato, deve spiegare cosa fa per togliere le armi nucleari agli altri, prima di pretendere che noi non intraprendiamo i nostri passi per averle.
      Altrimenti si riducono come quei pacifisti che alla fine erano, involontariamente, la quinta colonna del potenziale nemico.

      Lo so anch’io, lo sappiamo tutti, che se gli armamenti nucleari li hanno tutti allora è un po’ più facile che vengano usati da qualcuno.
      Ma l’alternativa è ancora peggiore, perché è: noi senza, e loro li hanno.

    2. Consiglio: se opti per il matrimonio con extracomunitaria, allora molto meglio andare a vivere nel paese di lei.
      Lei è così perché è cresciuta in quell’ambiente, con quelle leggi e quei rapporti sociali, ma se la porti qui è molto probabile che cambi e si adatti a qui. Con tutto ciò che questo comporta…

      1. @ericlauder:
        sgradevolmente vero,purtroppo…
        c’è anche questo fatto da tenere presente:
        infatti ho sentito fin troppe storie di uomini che hanno sposato
        donne di altri paesi e poi hanno commesso l’errore di portare
        qui in occidente a marcire,finendo per ritrovarsi
        esattamente nella stessa situazione che volevano evitare.

        questo vuole dire che oltre a sposarti una donna di un’altro paese…
        dovrai anche vivere,in quel paese.
        e questo non è sempre facile…
        per esempio in africa la vita per un europeo non è sicura.
        in asia sarai sempre uno straniero,e molto difficilmente riuscirai ad integrarti….
        nei paesi latini la vita costa poco ma vale anche poco,ecc

        da un pò mi sto informando in merito,e al momento il paese più promettente per me sembrerebbe essere l’ungheria:
        ha una legislazione matrimoniale equilibrata (non cerco leggi che opprimano la donna…
        cerco una legislazione che NON opprima me,quando eventualmente lei decide di andarsene)
        è abbastanza sicura (a livello dell’italia,sembra)
        la vita costa meno (quindi potrei farci il classico buen ritiro)
        e non è nemmeno troppo lontana,quindi
        a breve ci farò un giretto esplorativo,per vedere se è effettivamente come sembra.
        se non lo è,c’è sempre l’altra opzione….
        in ucraina e russia hanno prezzi ragionevoli,dopotutto….
        è hanno donne bellissime,
        con un dna che difficilmente potrei permettermi nel modo classico.

        mah.
        vedremo,eh?
        😉

        1. Non esistono legislazioni matrimoniali che specificamente opprimono le donne.
          Nemmeno in Arabia Saudita: ad esempio in Arabia Saudita l’uomo è autorizzato a picchiare la moglie, ma entro limiti ben precisi stabiliti dalla legge, mentre la moglie è autorizzata a picchiare il marito senza alcun limite salvo ucciderlo: danni permanenti concessi solo a lei, quindi, senza che lei subisca punizioni. Si potrebbe obbiettare che sia cosa barbara e non equilibrata visto che anche se lei è teoricamente autorizzata a fare danni maggiori l’uomo è piu forte, ma di sicuro non è progettata come oppressione della donna, perche pone limiti all’uomo ma non alla donna.
          Per farla intenzionalmente oppressiva della donna dovresti punire le donne che reagiscono o picchiano il marito.
          Non c’è mai stata una legge simile, anche nel medioevo l’uomo che veniva picchiato dalla moglie veniva sbeffeggiato da tutto il villaggio e messo alla gogna pubblica sul dorso di un asino.

        2. Ah, dimenticavo – la statistica potrebbe aiutare:
          https://en.wikipedia.org/wiki/Divorce_demography
          % divorce:marriage ratio
          Il meglio per un italiano pare essere Malta, tutto sommato, anche se qualche dubbio ce l’ho.
          Seguono nell’ordine Bosnia-Erzegovina, Irlanda (ma vi sono grossi cambiamenti in corso, ed è piuttosto costosa, sconsigliata, direi), Bahamas e Macedonia.
          A naso Bosnia-Erzegovina e Macedonia paiono il meglio, in Ungheria il tasso di divorzi sembra decisamente troppo alto per essere il divorzio poco conveniente per le donne, infatti sta in mezzo tra Islanda e UK…

  2. “l’indiscutibile certezza del benessere, il felice fine che brevi manu sprinta a giustificare l’infelice mezzo, è che la storia abbia conosciuto, al di là e al di sopra di ogni stereotipo, il sacrosanto trionfo dell’amore. Non già quello della ragione, né tanto meno dell’intelligenza, non del senso del dovere e sicuramente non della maturità, non della tutela dei bambini (e quando mai!), né dell’umiltà di accettare che esista qualcosa che non si può ottenere: nel nome del supremo pentolone in cui sobbolle una zuppa per niente invitante di pochezza e pressapochismo, la vittoria è del cuore. E al cuore tutto è concesso.”

    Ti chiamerò François-Marie Arouet detto Voltaire, una musica per le mie orecchie. L’Illuminismo è vivo.

  3. Cominciamo prima con abolire l’aborto, che è SOPPRIMERE la vita.
    Poi parleremo dei “modi sbagliati di DARE la vita”.
    O la mia è forse una posizione “troppo pro-vita”?

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