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Massì, sdoganiamo la pedofilia femminile

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persone_tittocchiadi Alessio Deluca – E così abbiamo sdoganato anche la pedofilia femminile. Certo, sentivamo proprio la mancanza di questo ulteriore tassello nel degrado ro$a o lilla che ci circonda. A pochi giorni dalla confessione alla polizia di una infermiera di Prato di avere partorito un bambino non figlio del marito bensì di un (allora) dodicenne a cui impartiva lezioni di inglese, assistiamo oggi a una tranquilla chiacchiera tra donne nel salotto televisivo di “Mattino 5”, durante il quale l’attrice Emanuela Tittocchia ammette di essersi innamorata di un ragazzino di undici anni, figlio di amici, di averci parlato di sesso, di averci dormito assieme.

Ora evitiamo l’esercizio retorico di immaginare la situazione a parti invertite, con un uomo di 35 anni che in uno studio tv dicesse “Ho conoscito la figlia del mio parrucchiere di Napoli, ha 11 anni. Mi sono innamorato di questa ragazzina in un certo senso. Quando vado giù in vacanza dormiamo assieme. Quello che mi piace di più è il fatto che io stia benissimo con lei […] è piccola lo so, e per me è difficile parlarne. Mi sono confrontato anche con i genitori e loro sono tranquilli. Capisco che sia strano da capire. Mi dà consigli, mi parla, è più adulta di me su certe cose”. Evitiamo l’esercizio retorico ma lo abbiamo fatto solo per chiederci in quanto tempo, dopo quanti nano-secondi avremmo visto intervenire Carabinieri in studio per portare il soggetto dritto in questura e in psichiatria, e le sedie saltare negli uffici preposti di mezza Italia e tutta Ro$a No$tra impegnata contro la violenza di genere pronta a linciare l’orco in pubblica piazza.

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donna_donnasbarreMa qui no. Qui è una donna, quindi attenzione, sospendiamo il giudizio, cerchiamo di capire. Perché una donna moderna si sa, con quell’immagine angelicata, non ferisce, non manipola, non compie atti riprovevoli. Va lasciata libera di dire tutto (e il contrario di tutto) di fare qualsiasi cosa. Lei del resto è quella del “corpo è mio e lo gestisco io”, talmente esperta in questo che in fondo si può tranquillamente farle gestire anche il corpo (e la mente) di un ragazzino di 11 anni, parlarci di sesso, dormirci insieme. O no? Anche qui anni di martellamento mediatico, ci impongono di avvolgerla in un abbraccio comprensivo, e finiremo per vederla come una vittima innocente, non di un agente esterno (qui non c’è il maschio schifoso che compie qualcosa di sgradito, tipo esistere): qui lei è vittima dei suoi sentimenti poverina – aspettiamoci le esperte della difesa d’ufficio – non li ha controllati, ha avuto una “infatuazione” per il fanciullo, che volete che sia?

Questo, a tutti gli effetti un “caso di pedofilia” raccontato con nonchalance sotto i riflettori di un salotto TV (anche se Mediaset ha fatto sparire il video dalla rete…), non è che un passo ulteriore nel gigantesco salvacondotto ideologico e giuridico che si pretende giustifichi ogni atto compiuto da un soggetto di sesso femminile. La martellante propaganda, l’ignavia complice di una politica in balia dei trend di consenso, quando non apertamente a favore di questa deriva (PD e simili), una giustizia separativa vergognosamente sbilanciata, tutto questo scenario appare una enorme fabbrica di alibi che vogliono la donna sempre irresponsabile di propri atti. Peccato che sia responsabile di nulla ma capace di tutto.

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varie_crederedonneChi vuole aprire gli occhi vede già su quali binari di arroganza e impunità viaggiano le nuove generazioni gonfie di tale delirio ideologico. Le abbiamo viste quelle che in nome della tolleranza imbrattano e devastano. Che contro la violenza di genere insultano e sputano ai poliziotti. In nome del rispetto del corpo provocano con la nudità. Quelle che sbandierano l’indipendenza ma vogliono l’assegno del marito. Quelle che negano ai figli di vedere il padre, per poi attribuire a lui la colpa dei problemi psicologici dei figli. L’attrice che si reca “per caso” nell’hotel del produttore, per caso ci finisce a letto, per caso ottiene poi favori da lui, per caso dopo anni si ricorda che si trattò di stupro e quindi lo denuncia ottenendone visibilità. Alla base di tutto ciò vi è una enorme portata di ipocrisia e incoerenza, due gravi difetti del pensare. L’umanità non avrebbe fatto un solo progresso in balia di questi due connotati che annullano ogni possibilità di dialogo e verità (quindi di giustizia e colpa). Bene noi stiamo promuovendo un futuro dominato da ipocrisia e incoerenza, e ciò è estremamente pericoloso.


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16 thoughts on “Massì, sdoganiamo la pedofilia femminile

  1. Alzi la mano chi (uomo) non abbia avuta una sgradevole sensazione di paura misto a fastidio quando per un qualsiasi fortuito motivo un bambino (o peggio…bambina) s’è avvicinato a meno di un metro da voi interagendo.
    Alzi la mano chi ha ancora il coraggio di dare una carezza sulla testa ad un bambino, un buffetto…scambiarci qualche parola…senza dover controllare se ci sia un adulto che vi stia osservando.

    Altro che fare dichiarazioni alla TIVVI’.

  2. Stalker Sarai TuTu, purtroppo la realtà è pure peggiore di quella che descrivi. Di fatto, secondo il pensiero comune, una donna che faccia sesso con un ragazzino di 11 anni è considerata una benefattrice. Quindi la condanna viene percepita come un’ingiustizia verso la Donna , che invece dovrebbe essere ringraziata. La pedofilia femminile, non viene considerata come esistente, per cui non è nemmeno necessario giustificare un momento di “debolezza” femminile. Gli stessi uomini non considerano questo né come pedofilia, né come molestia. La Donna viene ritenuta incapace di molestare, in quanto, per natura, la molestia non può che essere prerogativa del Maschio, non solo umano.

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    Chi vuole aprire gli occhi vede già su quali binari di arroganza e impunità viaggiano le nuove generazioni gonfie di tale delirio ideologico. Le abbiamo viste quelle che in nome della tolleranza imbrattano e devastano. Che contro la violenza di genere insultano e sputano ai poliziotti. In nome del rispetto del corpo provocano con la nudità. Quelle che sbandierano l’indipendenza ma vogliono l’assegno del marito. Quelle che negano ai figli di vedere il padre, per poi attribuire a lui la colpa dei problemi psicologici dei figli. L’attrice che si reca “per caso” nell’hotel del produttore, per caso ci finisce a letto, per caso ottiene poi favori da lui, per caso dopo anni si ricorda che si trattò di stupro e quindi lo denuncia ottenendone visibilità. Alla base di tutto ciò vi è una enorme portata di ipocrisia e incoerenza, due gravi difetti del pensare.
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    https://questionemaschile.forumfree.it/?t=11347249

    1. Se è per questo neanche da Michael Jackson è mai morto nessuno, eppure scommetto che per te è stato un pedofilo fin da subito, non aveva il pussy pass. Tra l’altro argomentava in maniera sorprendentemente simile a questa attrice, gli piaceva dormire con i bambini, diceva, tutto qui. È il doppio standard il nocciolo dell’articolo, nella legge, nei tribunali, nei media, e nella testa vuota del popolo bue come te.

  4. “In nome del rispetto del corpo provocano con la nudità”.Sarebbe il caso di dire
    “molestano con le loro nudità”

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