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Media e movimento LGBT: per manipolare spesso basta solo omettere

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persone_grigorievaForse qualche giorno fa è capitata sotto gli occhi di molti la notizia dell’uccisione in Russia, a San Pietroburgo, di Elena Grigorieva. La 41enne è stata ritrovata strangolata e pugnalata nel suo appartamento il 22 luglio scorso, facendo gridare alcuni media russi e praticamente tutti i media occidentali allo scandalo. Sì perché Grigorieva era una delle più importanti attiviste LGBT in patria. Quella Russia che, secondo la narrazione che ne viene fatta qui da noi, opprime i diritti e le libertà delle persone non eterosessuali. Una narrazione distorta, in realtà: non esistono leggi a Mosca e dintorni che stabiliscano meno dirittiaperte discriminazioni contro gay, lesbiche, trans o fluidi vari. Semplicemente là è repressa la manifestazione e l’esibizione del proprio orientamento sessuale, vissuto come elemento della sfera privata. C’è una sola legge che parla esplicitamente di questi argomenti, risale al 2013, e vieta la propaganda LGBT presso i minori. Vagli a dare torto a questi orribili russi governati da un dittatore…

Nonostante questo, i tentativi di fare un gaypride in Russia sono costanti, le provocazioni alle leggi da parte della comunità LGBT si ripetono. Non si riesce a concepire che un paese sia concorde nel respingere al mittente i diktat del pensiero unico internazionale veicolato dall’ONU e dalle sue agenzie. Grigorieva era in prima fila per queste battaglie del nulla in Russia. E va da sé che i quotidiani anti-governativi là, e tutti quelli pro-LGBT da noi, hanno sbandierato il suo omicidio come la prova provata che la libertà di espressione (ed esibizione della propria privata sessualità) siano oggetto di repressione. A corroborare l’accusa, il fatto che il nome della Grigorieva fosse diventato bersaglio di un sito omofobo ispirato alla saga horror “Saw”, poi chiuso dalle autorità, e il fatto che le molte denunce di minacce presentate dall’attivista fossero state sostanzialmente ignorate dalla polizia. Insomma, gli ingredienti c’erano tutti per una nuova puntata del vittimismo arcobaleno, da usarsi tassativamente come veicolo per ottenere più diritti, più privilegi, più corsie preferenziali, eccetera.


Non esistono leggi a Mosca e dintorni che stabiliscano meno dirittiaperte discriminazioni.


persone_grigorieva2Per un paio di giorni i media generalisti hanno notiziato l’evento, mentre quelli specificamente interessati alle questioni LGBT hanno martellato e frignato per giorni, senza mancare di collegare il fatto all’attuale governo italiano (???). Poi il silenzio. Tutta l’opinione pubblica occidentale si è così portata a casa la sensazione che in Russia ci sia un regime oppressivo e che sì, in effetti quella omosessuale è ancora una minoranza oppressa, dunque meritevole di qualche corsia preferenziale. Se non fosse che a seguire la vicenda direttamente da fonti russe (con l’ausilio delle funzioni translate ovviamente), si ha un quadro diverso della situazione. L’assassino è stato preso. E’ un uomo del Kazakhstan, che Grigorieva si era portata a casa quella sera per ubriacarsi e consumare droga, due vizietti a cui l’attivista indulgeva pressoché regolarmente. Ubriachi e strafatti, i due hanno avuto un alterco, durante il quale l’uomo ha strangolato e poi pugnalato la vittima. Nessun movente ideologico, dunque: l’attivismo LGBT non c’entra nulla, è solo una lercia storiaccia tra due ubriaconi drogati.

Ne avete sentito parlare qui da noi? No, naturalmente. Sapere come sono andate davvero le cose avrebbe privato in un istante delle lacrimucce vittimistiche quegli attivisti arcobaleno che avevano diffuso la notizia qui da noi. Sarebbe emerso che si trattava di una mera storia di degrado e che il terribile Putin aveva altro di cui occuparsi che non far sopprimere inutili arruffapopoli dalla sessualità confusa. Diffondere la notizia sarebbe stato come far girare l’antivirus in un computer infettato, dunque i media (che sono uno dei principali malware dell’opinione pubblica occidentale) si sono astenuti. Perché basta omettere le notizie per poterle manipolare piegandole ai propri fini ideologici, anche se questo significa non fare, o fare male, il proprio mestiere. Nel mio piccolo, provo a mettere una pezza, dunque tenete in memoria, qualora ve la menzionassero: Elena Grigorieva è stata uccisa non perché attivista LGBT, ma perché dedita ad alcol e droga in compagnia delle persone sbagliate.


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16 thoughts on “Media e movimento LGBT: per manipolare spesso basta solo omettere

  1. La Grigorieva aveva anche protestato contro l’annessione russa della Crimea: di fatto era una traditrice del suo paese.

    Domanda: ma in Russia è vietata SOLO la propaganda LGBT verso I MINORI o TUTTA la propaganda LGBT?
    Non è una differenza da poco perché la prima misura sarebbe buonsenso mentre la seconda si presterebbe ovviamente ad abusi anzi sarebbe principalmente utilizzata per abusi (e non avrebbe senso, perché non è che puoi “confondere sessualmente” gente di 25, 30, 40 anni semplicemente “facendo propaganda”).

      1. Se è limitata ad evitare propaganda verso i minori è cosa di buonsenso, come detto: i ragazzini sono in fase di sviluppo caotico ed è ovviamente necessario evitare di confonderli ulteriormente.
        In effetti anche l’educazione sessuale a scuola è una cosa delicata: ogni ragazzo ha i suoi tempi, non ci può essere un tempo per imparare stabilito per tutti dal ministero – infatti il metodo migliore è rispondere alle domande che fanno solo quando loro le fanno spontaneamente, appunto senza introdurre cose verso le quali non hanno mostrato interesse.

    1. In verità pa propaganda antigay in russia si serve della giustifica dei bambini per aumentare la persecuzione ai danni dei gay soprattutto uomini.
      Ci sono varie associazioni sparse per tutte la Russia che adescano torturano umiliano e spesso uccidono i gay., famosi i video di video.interviste dove omofobi russi intervistano con domande umilianti le vittime , a volte li rasano , a volte lif anno bere il piscio e mangiare le feci , a volte tagliano li cavano gli occhi . . . un po’ di tutto !
      Ma c’è la contraddizione che le lesbiche russe sono libere di baciarsi in pubblico mentre i maschi non e’ consentito nemmeno viverlo di nascosto.
      C’è un prank che dimostra che due belle lesbiche russe non hanno nessun problema a limonarsi LINONARSI EH ! Mnetre due uomini vengono fortemente osteggiati dalla gente solo se camminano per mano CAMMINANO PER MANO EH !

      1. A parte che due russe che limonano possono tranquillamente essere equiparate a un’opera d’arte (battuta!), quello che citi è possibile, ma non c’è nulla di stabilito per legge. Il governo non opprime i gay. C’è un sentimento ostile nella comunità russa, questo sì, ma non è ordito dalle istituzioni o dalle leggi.
        Quanto alla tutela dei minori, non è una “giustifica”, come la chiami tu, ma un sacrosanto dovere. A cui la Russia ottempera decisamente meglio di noi.

        1. per curiosità, sai per caso se il governo russo ha adottato il governo russo per contrastare sul piano legale e culturale questo sentimento ostile (e che può sfociare in atti violenti) verso le persone omosessuali?
          Sai se ci sono campagne pubbliche contro l’omofobia (o almeno contro le sue derive violente)? Ci sono aggravanti per chi picchia o uccide qualcuno spinto dall’ostilità anti-gay?

          1. Mi sono un po’ informato prima di risponderti, chiedendo a un po’ di persone di nazionalità russa.
            La risposta è no: in Russia non esistono politiche o leggi che si occupino di reprimere “sentimenti che possono sfociare in atti violenti”. Al netto della corruzione della Polizia e della Magistratura (elemento presente un po’ ovunque, non solo in Russia), i reati vengono perseguiti in sé e per sé, non c’è alcun riconoscimento di aggravante per elementi personali e privati o naturali (colore della pelle, orientamento sessuale, appartenenza religiosa) in cui si riconosca questa o quella minoranza. Pur avendo un’origine etnica diversa, in Russia tengono duro sui principi basilari del diritto costruiti a partire dal diritto romano, dunque non creano corsie preferenziali o speciali per questa o quella categoria: là la legge è uguale per tutti. Un uomo o una donna uccisi restano persone uccise, non sono più morte o meno morte a seconda di ciò che preferivano fare in camera da letto o del dio che preferivano pregare, o dal movente che ha spinto l’assassino o il violento ad agire. Costui viene processato e, nel caso, condannato per omicidio (volontario, premeditato, preterintenzionale, colposo, eccetera) o violenze, punto e stop.
            Insieme a ciò, è vero ciò che è stato detto da altri sull’idiosincrasia russa, dal lato socio-culturale, per i maschi omosessuali e la tolleranza per le donne lesbiche o per la bisessualità in generale. Eric Lauder ha dato una spiegazione molto esaustiva dei motivi alla base di questa percezione diffusa (sebbene non definirei, come ha fatto lui, la popolazione russa maschile come “guerriera”, ma come “virile”). Una percezione che governo e leggi, nel rispetto del sentire popolare, tutelano, negando appunto i permessi a carnevalate inutili e invasive come il gaypride. Ciò non significa che l’anti-omosessualismo venga promosso o incentivato dal lato istituzionale, nemmeno attraverso l’omissione di misure di contrasto. Come detto, in Russia la sessualità è un fatto privato (come la religione e altri aspetti), che non ha e non deve avere alcuna influenza sul modo di essere “cittadino”. Il ragionamento è semplice: non vuoi ingenerare atti ostili? Evita di esibire le tue preferenze sessuali, anche perché non c’è alcuna necessità di sbandierare un lato privato della tua vita, ancor più se esso rischia di infastidire la maggioranza delle persone. E il Governo NON ha il diritto di intervenire per manipolare il sentire della maggioranza delle persone al solo scopo di consentire a una minoranza di poter esibire liberamente e pubblicamente un lato privato della propria vita. L’unico caso in cui il Governo interviene, e pure duramente, è se si prova a sessualizzare i minori, ancor più verso pratiche omosessuali.
            Che questo alimenti l’intolleranza e l’estremismo violento è tutto da dimostrare. Posto che gli estremismi esistono ovunque e di ogni tipo, dagli antiabortisti USA che prendono a fucilate i medici abortisti, ai tifosi italiani che accoltellano i tifosi della squadra avversaria, passando per tutti gli estremismi religiosi reperibili più o meno in ogni parte del mondo. Difficile pensare che un governo debba inseguire la tutela di minoranze prese di mira da altre minoranze in eventi estremi e molto rari. Bisognerebbe individuare tutte le casistiche e stabilire un ordine di priorità (le violenze con movente razziale sono di più o di meno, più gravi o meno gravi di quelle con movente religioso, sessuale, eccetera? Roba da uscirci matti…).
            In Russia non ci si infila in quel genere di ginepraio dove il mondo occidentale sta annegando. Difficile, da questo punto di vista, dissentire con questo suo approccio istituzionale laico.
            Ma si tratta di un fatto meramente socio-culturale di una terra da sempre molto sospettosa rispetto agli stream imposti a livello internazionale dagli USA e dai suoi agenti (ONU eccetera). Alcuni di noi guardano con orrore al loro approccio laico, così come loro guardano con orrore il nostro così emotivamente attivato. Nessuno dei due (pur pensandolo) ha diritto di dire che il proprio sistema è migliore dell’altro. Posto che su questo io personalmente sottoscrivo mille volte l’impostazione russa.
            Che però, sempre per sottolineare le differenze, non sottoscriverei dal lato delle politiche separative. Là è la norma che i figli li tenga la madre dopo la separazione. E’ una prassi che non si mette nemmeno in discussione. Nella stragrande maggioranza dei casi l’uomo russo non ha alcuna remora al disimpegno rispetto alla prole generata con una donna da cui si separa. Assieme a questo, la prassi ampiamente accettata a livello socio-culturale impone ai padri di passare alle ex compagne (salvo eccezioni) un mantenimento in termini economici che va dal niente al poco (il corrispondente di 100/150 euro mensili a prescindere dal numero di figli), senza alcuna conseguenza pratica se smette di versare il denaro. Questo perché in media in Russia le donne si danno da fare, e pure di brutto, perseguendo carriere importanti fin dalla scelta degli studi. Là è molto frequente incontrare donne arrivate al top management o a costruirsi carriere professionali poderose. Di nuovo, in questo caso, la Russia guarda a battaglie come quelle dei padri separati da noi come un assurdo logico.
            Culture, società, tradizioni diverse, la nostra e la loro. E nessuno può permettersi di stabilire chi è meglio e chi è peggio. Perché nel caso bisognerebbe, per non essere ipocriti, partire da ben altre aree geografiche, quelle islamiche in primis, dove l’omosessualità maschile è un vero e proprio reato sanzionato per legge.

              1. Se il commento è meritevole, io rispondo.
                Mica come le tue amiche che ti danno dello “stalker” 😉

        2. Mi avete fatto ricordare il bacio lesbico delle Tatu (russe)… 😀

          t.A.T.u. – All The Things She Said

          1. Ripeto (sempre per battuta, ma non troppo): due classiche bellezze russe che amoreggiano è un’immagine che straborda facilmente nel sublime estetico.

            1. Sì sì sono d’accordo…

              La polemica che investì il gruppo russo leggo da Wikipedia non fu il bacio tra le due ragazze (appunto neanche in patria, dove erano famosissime e non certo perseguitate) ma contro il produttore per come aveva creato il duo, polemica che partì sembra dal Regno Unito, dicono si fosse ispirato per la loro immagine ai porno con minorenni.

              https://it.wikipedia.org/wiki/T.A.T.u.#Abilit%C3%A0_artistica_e_polemiche

      2. Il doppio standard è normalissimo: uno studio dell’università di Nicosia ha dimostrato che la pratica del lesbismo si è sviluppata allo scopo di eccitare gli uomini – quando la gente per strada vede due lesbiche la maggior parte degli uomini si eccita e la maggior parte delle donne pensa “due concorrenti in meno”.
        Due uomini invece è diverso: vengono visti come dei vigliacchi che vengono meno al loro dovere, che è di competere con altri uomini per poter accedere alle femmine (compito relativamente difficile per un uomo: abbiamo la metà di antenati maschi rispetto agli antenati femmine perché gli uomini hanno la metà di probabilità di riprodursi rispetto alle femmine).

      3. Ah, dimenticavo: il “patriarcato” non c’entra un tubo con i doppi standard – la persecuzione dei gay e la tolleranza delle lesbiche avviene in particolare nelle società dove è richiesto agli uomini di essere guerrieri valenti – i russi sono un po’ militaristi, ma succedeva anche nel matriarcato irochese (indiani d’america). Proprio perché essere gay equivale a non fare il proprio dovere, a essere vigliacchi.
        E’ anche la ragione per cui un bisessuale maschio se si fa regolarmente delle donne e ha pure figli non viene perseguitato neanche nei paesi islamici: basta che risponda che aveva voglia di farlo e non aveva una donna sottomano, magari aggiungendo che voleva rispettare le donne del posto, e lo lasciano andare subito.

        1. Agli antichi Romani (per non parlare degli Spartani) era richiesto di essere guerrieri valenti ma non mi risulta che i rapporti sessuali tra maschi fossero impediti anche se a Roma erano socialmente disprezzati gli omosessuali “passivi”

          1. Era loro richiesto anche di avere dei discendenti, per elevarsi socialmente: quindi dovevano andare con delle donne e metterle incinte, e pure non essere passivi. Che è esattamente quello che ho detto io.
            Ovunque gli omosessuali passivi sono socialmente disprezzati, succede anche oggi in sudamerica: li paragonano ai gatti che non prendono i topi. Guarda caso.
            Unica eccezione la Grecia, ma è una finta eccezione: il disprezzo non c’era semplicemente perché la parte passiva erano 15enni ovvero giovani, inesperti, quindi giustificati.

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