Minori allontanati e teorie che non stanno assieme

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LA FIONDA

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Sonia Cecchinato

di Fabio Nestola. Sabato 16 maggio, Radio Londra dedica una puntata agli allontanamenti facili di minori dalla famiglia d’origine. Per brevità, il sistema Bibbiano. L’inchiesta è in stand-by a causa dell’emergenza sanitaria, dopo i rinvii a giudizio si attendono gli sviluppi del processo ma intanto si torna a parlare di un argomento che ha avuto un forte impatto sui media e sull’opinione pubblica prima di finire nel dimenticatoio, o quasi. Molto aspri sono stati anche gli scontri politici, in gran parte strumentali: da un lato chi vestiva i panni del difensore dei minori, dall’altro chi sembrava più attento a difendere il proprio apparato. Anche questo ha contribuito ad alzare la soglia d’attenzione sui fatti della Val d’Enza.

Nel frattempo gli equilibri politici sono cambiati: chi a luglio 2019 chiedeva trasparenza e tuonava contro “il partito di Bibbiano” adesso condivide le poltrone governative con i destinatari delle proprie invettive, quindi l’argomento dei minori allontanati dalle famiglie non è più nell’agenda politica. In Italia funziona così. Tornando alla trasmissione, tra gli ospiti c’è la famiglia Cecchinato. La signora Sonia racconta le proprie vicissitudini: difficoltà di accesso agli atti, mancanza di contraddittorio (“non ci hanno nemmeno ascoltato”) e coincidenze allarmanti tra i soggetti presenti nella sua vicenda  personale ed alcune figure che compaiono anche tra gli indagati dell’inchiesta “Angeli e Demoni”.


Una libera interpretazione dell’assistente sociale.


Nel corso della testimonianza, toccante ma purtroppo non unica nel suo genere, la sig.ra Sonia  ricorda di essersi rivolta con fiducia ai Servizi Sociali per avere un aiuto, ricevendo in cambio l’allontanamento dei figli. Cinque. Non uno, cinque. Racconta i dettagli relativi alla presunta incapacità genitoriale che sarebbe all’origine dei reiterati allontanamenti. La sua inadeguatezza viene certificata dopo tre incontri con le assistenti sociali. Inoltre, quando i genitori lavorano, del bimbo più piccolo si occupa “una parente con evidenti limiti cognitivi e personali”.

La sig.ra Sonia specifica che la parente non meglio identificata sarebbe la cugina, inoltre gli evidenti limiti cognitivi non sono mai stati diagnosticati da nessuno specialista, non esistono certificati neurologici o psichiatrici agli atti, si tratta di una libera interpretazione dell’assistente sociale (“guardandola in faccia”). Non è chiara la ricostruzione dei fatti: la sig.ra Sonia dice che mentre le veniva letto il decreto di allontanamento il bambino veniva prelevato all’asilo e condotto presso la famiglia affidataria. Che quindi era già deciso quale dovesse essere? Collocamento immediato, senza un periodo in casa famiglia durante il quale identificare la migliore sistemazione per il minore.


Col tuo passato finché fai figli te li toglieremo.


All’oscuro di tutto il bambino e la madre naturale, ma anche la famiglia affidataria che si vede recapitare un bambino senza preavviso. O il preavviso c’è stato? È singolare che la famiglia affidataria sappia di esserlo prima ancora che il tribunale emetta il decreto di allontanamento. Deve esserci qualcosa che non va, vogliamo pensare che probabilmente la sig.ra Sonia comprime i tempi nel ricordare eventi di 7 anni fa. C’è la percezione di uno strano accanimento ai propri danni, sintetizzato in una dichiarazione agghiacciante che la sig.ra Sonia attribuisce ad un giudice: “tanto i tuoi figli li perderai sempre, col tuo passato finché fai figli te li toglieremo”.

Sonia ha un passato difficile, fatto di sofferenza, violenze ed abusi, già all’età di 15 anni era seguita dai Servizi; questo comporta che potrebbe trasmettere ai figli il suo vissuto. Potrebbe, chissà. Quindi, in via preventiva, è meglio toglierle i bambini e darli ad altri. Anche i nuovi assistenti sociali “sono partiti da li”, dice Sonia, “il passato di maltrattamenti e abusi lo trasmetteresti ai figli. Quindi li perderai sempre”. Queste considerazioni non sono state messe nero su bianco in maniera così esplicita, si tratta della “motivazione”  degli allontanamenti data verbalmente alla signora più di una volta, anche alla presenza del marito.


Sono false entrambe le teorie?


Insomma se le tolgono i bambini la colpa è sua, che ha subito violenza. No. Proprio no, è una teoria inaccettabile. Entra in contrasto con una certa narrazione allarmistica, che descrive la condizione femminile in Italia come cronicamente disperata e disperante. Le donne nel nostro Paese sarebbero vittime di qualsiasi nefandezza, discriminate da toxic masculinity, patriarcato, oppressione maschilista, misoginia. E violenza, tanta violenza. L’uomo è carnefice per natura: maltratta, pesta, ferisce, stupra, uccide, con una inarrestabile pulsione violenta. Milioni e  milioni di donne sono vittime di violenza sessuale, fisica e psicologica, lo ripetono più o meno tutte le fonti istituzionali.

L’ISTAT conduce indagini conoscitive sulle ragazze a partire dai 16 anni, quindi se considerassimo violenze ed abusi subiti durante l’infanzia e l’adolescenza i milioni di vittime sarebbero ancora di più. Se fosse vera la “motivazione” data alla sig.ra Sonia, com’è possibile che ancora esistano dei bambini nelle famiglie italiane? Dovrebbero essere tutti, ma proprio tutti, allontanati in via preventiva. Forse è il sogno di qualche congrega di abusologi, ma per ora non arrivano in ogni condominio le assistenti sociali col pullman per caricare bambini a dozzine. Eppure il vissuto violento di milioni di vittime dovrebbe mettere a rischio i figli, sui quali tale vissuto potrebbe essere trasferito. È falsa la teoria “se ha subito violenza ti tolgo i bambini” o la teoria “ogni donna in Italia subisce violenza”? O sono false entrambe?


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