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Non è il piacere a cancellare l’abuso sessuale sui minori

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persone_feltriAlla trasmissione “Non è l’arena” si è parlato di recente della vicenda dell’insegnante di inglese quarantenne rimasta incinta del giovane 12-13enne che aveva circuito. Ospiti due criminologhe, una psicologa e il direttore di “Libero” Vittorio Feltri. Quest’ultimo inizia, come sempre, con toni pacati e ragionanti, salvo poi debordare nel pecoreccio quando le interlocutrici gli fanno notare sostanzialmente due cose: primo, la legge punisce l’adulto che fa sesso con un minore, ed è cosa da cui non si può proprio prescindere; secondo, in ogni caso si tratta di un abuso con molte sfaccettature, sia dal lato fisico che dal lato psicologico. Feltri allora sbotta, come sbotta sempre il maschio alfa di turno quando si parla di pedofilia al femminile. Il concetto è il solito: io da giovane mi sono scopato una molto più grande di me e sono stato ben felice di farlo e se un fanciullo pre-adolescente ha paura di una scopata con una più grande, non è normale.

C’è un grande malinteso di fondo in tutto questo, causato da un concetto distorto che emerge chiaramente quando una delle criminologhe fa notare a Feltri che esistono le “erezioni involontarie”, suscitando la borbottante indignazione del direttore. Che pure ho apprezzato molto quando commentava le uscite di Asia Argento e il fenomeno #MeToo, ma che stavolta sbaglia di grosso. “Non ho mai sentito parlare di erezioni involontarie“, ruggisce. “Quando le ho avute sono sempre stato ben partecipe”. Ho immaginato allora il giovane Feltri comandare a schiocco di dita il proprio pene, riuscire a governarlo con un semplice impulso mentale, facendolo ergere con la stessa immediatezza con cui afferra una tazzina di caffè, la porta alle labbra e poi la posa. Il pensiero mi ha fatto sorridere: si immagini uomini con il potere, soltanto pensandolo, di tirar su o giù a piacimento, in modo volontario, il proprio organo sessuale. Primo effetto: fallimento totale delle case produttrici di farmaci contro la disfunzione erettile…

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varie_apparatiDi fatto sbagliano sia Feltri che le criminologhe. Di fatto non esistono erezioni volontarie. Forse nemmeno Rocco Siffredi ha questo potere (forse…). Ovvero tutte le erezioni sono involontarie. Non dipendono da ciò che l’uomo vuole o non vuole: accadono e basta, in dipendenza dalle circostanze. Debitamente stimolato, nel contesto giusto, l’uomo si eccita (o no), senza esercitare alcun controllo. Lo stesso, ma proprio identico identico, vale per la donna. Quest’ultima, nell’orribile ed estrema circostanza in cui venga sessualmente posseduta contro la sua volontà, comunque si lubrifica, e non può impedire volontariamente che avvenga. Erezione e lubrificazione sono meccanismi automatici asserviti alla riproduzione. L’una serve per permettere all’uomo di penetrare la donna e rilasciare lo sperma al suo interno, questo è noto. Pochi sanno che il muco rilasciato dalle mucose della vagina non serve solo a facilitare la penetrazione: la sua composizione chimica e la sua viscosità sono concepite per proteggere lo sperma e facilitare il suo afflusso là dove c’è un ovulo che attende. Piaccia o no, di base siamo bestie programmate per riprodurci. Solo incidentalmente, e secondo una lettura puramente sovrastrutturale e culturale di questi meccanismi istintivi, diciamo che all’uomo “viene duro” quando si eccita, dunque è in una condizione di piacevole coinvolgimento sessuale, e diciamo che la donna “si bagna” per gli stessi motivi. Ma è solo un modo evoluto e umano di interpretare meccanismi puramente biologici e animali.

Per comprenderlo basta considerare il caso con adulti e a parti invertite, trattandolo però senza infingimenti. Non è improbabile che una donna posseduta contro la sua volontà, escludendo ovviamente che vi siano atti di violenza aggiuntivi come percosse o simili, provi piacere. L’atto a cui viene obbligata è stato progettato anche per quello. E di fatto quel piacere diventa parte integrante della violazione che ha subito. E’ qualcosa che ricorderà sempre come un trauma, con nausea e ribrezzo. Come sempre avviene quando si viene forzati a fare qualcosa che non si vuole fare, uomini o donne che si sia. E questo è vero quando si parla di violenza sessuale, indistintamente su un uomo o una donna, perpetrata da un adulto verso un altro adulto. E quando si tratta di ragazzini/e o bambini/e?

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varie_bambinoLì si scende agli inferi. Perché non c’è solo l’aspetto coercitivo che, a seconda della personalità della vittima, può essere più o meno tollerato. Moltissimi (ma non tutti) dodicenni maschi fantasticano un’esperienza con una donna esperta, così come lo fantasticano moltissime dodicenni rispetto a un uomo esperto. Per molti di loro la concretizzazione della fantasia può essere accolta con apparente tranquillità. Ma è solo un’apparenza. Non è un caso che le leggi definiscano delle età-limite e dei profili di ruolo nel definire l’abuso su minori o la pedofilia. Per quanto apparentemente benvenuta, l’esperienza sessuale di un giovanissimo con un adulto comporta l’invasione prematura di un dominio molto intimo e specifico in una personalità ancora non attrezzata per governarla e comprenderla razionalmente nel modo corretto. Banalmente: è come imporre a un ragazzino o una ragazzina di terza media di sostenere un esame universitario. Potrebbero sicuramente e superficialmente sentirsi molto “fighi” in quel contesto di ragazzi grandi e con quel professore che usa paroloni, ma non ci capiranno nulla, non sapranno contestualizzare lo scenario in cui si trovano e nel loro profondo proveranno un disagio traumatico.

E’ questo il nucleo della questione, dunque: imporre un’esperienza specifica a una persona ancora troppo giovane per vivere il tutto con consapevolezza e maturità, sebbene dal lato esteriore (fisico-biologico) sia già in condizione di metterla in atto, è violenza (se poi si tratta non di pre-adolescenti ma di bambini o bambine è feroce disumanità e non c’è altro da dire). Quell’atto a cui il/la pre-adolescente è fisicamente già pronto/a, in realtà dal lato psicologico, emozionale, evolutivo può rappresentare una cannonata in pieno petto. Qualcosa che non è in grado di gestire e che muterà il corso della sua maturazione in una maniera non prevedibile e raramente positiva. In criminologia sono note le statistiche degli/delle abusanti che erano stati/e abusati/e a loro volta da bambini/e, non a caso. Se poi questa irruzione di atti adulti nella pre-adolescenza è veicolata da figure che fino a quel momento si configuravano come di riferimento morale (l’insegnante, l’allenatore/allenatrice, il/la catechista, eccetera), il danno psicologico e interiore si amplifica ancora di più. Per questo la legge prevede in merito un’aggravante sul reato di abusi su minori. Si immagini se poi addirittura da quella violenza nasce un figlio e ci si ritrova padri o madri a 13/14 anni…

varie_manettedonnaTutto questo è un fatto. E’ qualcosa di talmente logico da risultare indiscutibile. Soprattutto non può essere messo in discussione solo perché al ragazzino è venuto duro o perché la ragazzina si è bagnata, né perché il ragazzino ha eiaculato alla fine e la ragazzina ha avuto gli spasmi vaginali e uterini dell’orgasmo. Se a portarli a vivere quelle esperienze che non sono ancora in grado di comprendere nella loro pienezza è stato un uomo o una donna adulta, comunque si tratta di violenza. Non è il loro piacere a cancellare il dato di fatto. Il loro eventuale godimento, preceduto da quella reazione involontaria a cui noi diamo il comodo e umanissimo nome di eccitazione sessuale, sono di fatto del tutto irrilevanti. E lo sono due volte: in termini generali, come ho detto, ma anche nello specifico, quando si mettono sulla bilancia vittime femminili e maschili e si innesca l’odioso doppio standard. Anzi in quest’ultimo caso è peggio, perché consente al o alla troglodita di turno di sostenere la tesi aberrante secondo cui quando è una minore a subire abusi da un pedofilo, allora si è davanti a una mostruosità da castrazione chimica e fisica, e se invece è un minore a subire abusi da una pedofila non solo non c’è violenza, ma addirittura la vittima è un maledetto fortunello.


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23 thoughts on “Non è il piacere a cancellare l’abuso sessuale sui minori

    1. Non ho capito benissimo questa cosa: mi fa un commento inqualificabile, di un’ignoranza colossale (ma vabbè, esistono anche quelli, transeat…), poi mi dice con toni rispettosi “se avessi capito chi è lei mai mi sarei permesso…”.
      Ma perché, chi sono io? Cos’è ‘sto cambio di tono. Mi sta prendendo per il culo?
      Così, giusto per sapere…

      1. é che pensavo lei fosse una persona seria, non un fascetto frustrato. Se me no fossi accorto non avrei perso tempo in questo blog involontariamente demenziale..
        Chiaro, o servono ulteriori spiegazioni?

        1. Certo che uno che difende le criminali che da’ del “frustrato” non si può proprio leggere.
          Insomma nel giro di pochi messaggi:
          Prima difendi le criminali (dicendo che Feltri ha ragione e che l’articolo dice solo idiozie).
          Poi fai finta di essere quello che segue la legge (nessuno ci crede, visto che difendi le criminali).
          Poi dici che non sei frustrato.

          Si, infatti, è proprio perché “non siete frustrati” che a te e Feltri viene l’acquolina in bocca al solo pensiero di una 31enne che fa sesso (senza manco aver visto la foto! Magari è pure brutta!), così tanto che non capite neppure che:
          A) E’ REATO.
          B) Il 12 enne può rimanerne traumatizzato.
          C) Lo ha pure costretto a diventare padre.

          Pensati te se invece eravate frustrati…cosa facevate? Proponevate di beatificarla?

          I tipi come te hanno una santa protettrice, e non lo sanno: si chiama Santa Fregna
          http://www.ilgiornale.it/news/cronache/oggi-giorno-santa-fregna-ecco-dove-e-perch-si-festeggia-1253668.html

          E’ la santa protettrice degli uomini che fanno fatica a prenderla, sul serio.

  1. Non ho mai letto tante idiozie simili in un unico articolo. Credo che neanche le due psicologhette da talk shaw che Feltri ha giustamente bacchettato sarebbero giunte a tali livelli di inbecillita.

  2. L’accusa, che in un primo momento era di «atti sessuali nei confronti di un minore» si è trasformata in «violenza sessuale» e «violenza sessuale per induzione».
    https://www.corriere.it/cronache/19_marzo_27/prato-arrestata-prof-che-ha-avuto-figlio-un-14enne-1aad44ec-5062-11e9-bc24-e0a60cf19132.shtml
    https://iltirreno.gelocal.it/prato/cronaca/2019/03/27/news/l-infermiera-e-l-amante-ragazzino-arrestata-la-donna-1.30136122
    Nel corso di una conferenza stampa a Palazzo di giustizia il procuratore Giuseppe Nicolosi ha spiegato che sono tre le ipotesi di reato contestate alla donna: atti sessuali col ragazzo quando questo non aveva ancora compiuto 14 anni nella casa di lui, durante le ripetizioni che la trentunenne gli impartiva; atti sessuali compiuti nella casa di lei; violenza sessuale per induzione dopo il compimento dei 14 anni. A queste conclusioni la Procura e la squadra mobile della poliz

  3. Anzitutto Feltri non è un “maschio alfa” ma un vecchio ubriacone.

    “se un fanciullo pre-adolescente ha paura di una scopata con una più grande, non è normale.”

    E ribadisco: i tizi che dicono queste cose vanno bastonati e inculati, e se non sanno difendersi vuol dire che non sono uomini. Se uno pensa di non farcela, lo fa con un oggetto.

    Scritto da uno che a meno di 17 anni anni si faceva una di 28.
    A meno di 17, però, non a 12: a 12 mi regalarono Gundam per il mio compleanno, ce l’ho ancora, è praticamente in condizioni perfette. E’ largamente in metallo pressofuso, non plastica, e “Made in Japan”.

    Il primo che becco che difende con troppa foga le stupratrici dei 12enni lo sodomizzo cantando “Amici miei, sono Peter Rey, comandante del robot…”

    1. E chiarisco una cosa rispetto a quanto sopra: il dialogo e il ragionamento sono sempre la prima scelta, la violenza è l’ultima spiaggia.
      Ma un uomo deve avere anche un limite, quando è troppo e troppo, e le cose rotte si aggiustano: con le buone o con le cattive. “Ultima spiaggia” non significa MAI.
      Se uno vuole fare una specie di “virtue signalling” distorta sulla pelle dei bambini di 12 anni è necessario proteggere i bambini: con le buone o con le cattive.
      Se i tipi come Feltri vogliono recuperare la faccia con se stessi perché non scopano da un decennio potrebbero dire: “non tutti siamo uguali, io a 12 anni tre per volta me ne facevo, però non tutti sono come me, la legge dice che è stupro” o una cosa di questo genere.
      Invece no: il vigliaccone ubriacone a cui probabilmente senza viagra non si rizza neppure, per compensare da’ addosso a un bambino di 12 anni. Un simile atteggiamento va punito, questa gentaglia va raddrizzata.

      Mia opinione.

      1. Mia opinione. Ci sono almeno 3 reati nel tuo commento. Attento che la polizia postale non raddrizzi prima te ed il blogger che ospita le tue invettive.

          1. Mi riferivo al leone da tastiera ericlauder (che visto lo stile potresti tranquillamente essere tu).
            P.S. Le pernacchie ho smesso di farle a 12 anni. Poi sono cresciuto…

            1. Zanetti impara a fare i reply ai commenti allora.
              E ripassa l’alfabeto e le onomatopee. La pernacchia è “Prrrrrr” con la P. Io ho scritto Brrrrr, con la B, che è il suono dei brividi di paura per la polizia postale.
              Vai a lettuccio e ripassa l’abbecedario va’.

              1. Confesso che la parte più divertente (ed abbietta) del tuo blog è il codice
                IBAN in alto a sinistra nella tua home page. Proprio col capello in mano. Senza dignità.
                Detto da un vecchio blogger che faceva informazione ed informazione quando tu giocavi col Gundam di ericlauder.
                Addio squallido personaggio…

              2. “Polizia Postale, pronto, vorrei segnalare uno che ha scritto che farà il culo a chi beccherà a difendere con foga le pedofile. Io le difendo, perché non sono fascista né razzista, e la cosa mi spaventa, come è possibile che non si possa andare in giro a dire che le persone debbono poter violentare i 12enni senza rischiare che ti prendano in parola e facciano qualcosa di simile anche a te? E’ vergognoso, dovete proteggermi…”

              3. Visto?

                Prima fanno i machos: “Quale reato? Quale trauma? Io a 12 anni di donne me ne facevo a dozzine! E’ impossibile violentarmi, non mi si rizza se non voglio! E tutti gli uomini del mondo sono come me, e chi non è come me non è normale, è un frocio! La benefattrice va assolta!”

                Poi però basta che alzi un attimo i toni, tra l’altro in maniera generica, e zac!

                “Oh mamma, possibile viulenza, bisognerebbe chiamare la polizia!” col tono stridulo da donnette.
                E si rifugiano pure dietro “anti-fassismo, anti-rassismo, anti-kapitalismo” per coprire la ritirata.

                Io questi tipi li chiamo “finocchietti” e la parola non indica omosessualità, anzi, la grandissima maggioranza dei “finocchietti” sono etero.

                1. Boh, a me ha fatto tenerezza, onestamente. Il mio primo troll dopo tre anni di attività. È quasi commovente… E mi rende ottimiata: se questa è la sostanza degli avversari, abbiamo già vinto. Ora tutto sta a farli smettere di tenerci fuori dal campo di gioco…

                  1. Non è un troll tecnicamente: i troll postano per divertirsi a provocare reazioni, qui invece c’è un modus operandi tipico del fronte avversario – loro sono sempre così, è il loro modo di agire, non lo fanno per provocare.
                    La loro doppiezza è la loro forza nella maggior parte delle situazioni, sono tutto e il contrario di tutto:

                    “Anti-fassista” e “anti-kapitalista” ma anche difensore di Feltri.

                    Difensore delle abusatrici (“in quanto anti-sessista”) ma anche “pacifista non violento de sinistra” (“in quanto “anti-fassista” e “anti-kapitalista”).

                    Grande censore che si appella a legge e ordine (“Polizia Postale!!! Aiuto!!! Qua si scrivono commenti violenti!!!”) ma anche no: nel caso delle abusatrici il reato non sussiste secondo Feltri, lui lo difende “perché è una giusta opinione”, e si dice pure “anti-fassista”.

                    Però la loro diventa una debolezza enorme se li metti alle strette, a quel punto esplodono tutte le contraddizioni e tutti li vedono per i gran paraculi che sono.

            2. “Brrrr” è tremare dalla paura, Davide ti sta prendendo un po’ in giro per le minacce.

              Invece “Prrrr” è pernacchia, con la “P” non con la “B”

              Mi fa sganasciare questo appellarsi alla legge da parte di chi difende dei reati.

        1. Bello fare i gradassi sulla pelle dei 12enni, tu e quel vecchio ubriacone impotente di Feltri, vero?
          Vai dove sai e non dimenticarti di tirare l’acqua.

          Siete più patetici delle femministe, specie visto che non avete neanche il pussy pass.

          E per inciso: che il primo che difende la pedofila (con foga) gli faccio il culo l’ho detta anche ai Carabinieri, chiacchierando, che non hanno commentato in maniera negativa.

  4. Feltri evidentemente non sa che l’erezione non è volontaria. Deve essere uno dei pochi (ammesso ne esistano altri). Per non dire del resto.
    Nella guerra contro gli UU tornano utilissimi quelli come lui. Quinte colonne …dorate.
    Perciò è stato chiamato a quel “dibattito”.

  5. Ricordo di aver sentito tempo in fa in una trasmissione radiofonica un noto sessuologo che esistono casi provati di alcune donne che raggiungevano l’orgasmo, anche se naturalmente involontario, durante un brutale stupro.

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