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Non si può aver paura di chi balbetta

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LA FIONDA

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Ha fatto il giro del web il video de “Il Messaggero” dove un giornalista poneva domande sull’ambiente ad alcuni studenti tra quelli mobilitati in piazza, venerdì scorso, ricevendo risposte degne del Lorenzo di Corrado Guzzanti (“maddechè aho!”). Ha circolato molto meno, purtroppo, un video simile, dove un inviato del profilo Facebook “L’intellettuale dissidente“, con indomito coraggio si è aggirato tra le femmine, femminucce (per un fatto d’età) e mangina in piazza durante lo scorso 8 marzo, facendo domande finte-ingenue e ricevendo risposte che sono tutte da ascoltare. Per questo, ringraziando l’autore per la sua preziosa iniziativa, ho deciso di rilanciare qui il video, sperando che abbia tutta la diffusione che merita.

Non voglio perdere tempo a commentare né le immagini né tanto meno le risposte che sono state date all’intervistatore. Basta notare quanto siano contraddittorie le une con le altre e quanto tutte, nessuna esclusa, si riducano a balbettamenti molto simili a quelli che i giovani in piazza sull’esempio della svedese Greta, inteso quelli capre intervistate dal Messaggero, hanno poi pronunciato sull’ambiente. Poche idee ma confuse, insomma. Unico fattore comune: la mobilitazione sloganistica sinistroide, l’essere in piazza con manifesti trasgressivi giusto per esserci, per rimangiare e rivomitare i rigurgiti sessantottini e settantasettini che ancora, come una peperonata mal cucinata, tornano su a distanza di decenni.

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varie_supergiovaneNel video dell’8 marzo si vedono molti giovani in età da scuola superiore o università. Zucche vuote da chienlit, come avrebbe detto il buon Charles De Gaulle, frutto della mala educazione familiare peggiorata da una scuola ideologicamente da sempre monopolizzata. Ma in quanto zucche vuote sono parzialmente scusabili: a quell’età si ha bisogno di sentirsi parte di qualcosa e soprattutto contro qualcosa che rappresenti l’autorità. Ti dicono che è l’ambiente, molti vanno con una qualche consapevolezza e molti altri vanno e basta, giusto per manifestare. Ti dicono che sono i diritti delle donne, idem. Basta esserci e sentirsi qualcuno o qualcosa. Basta andare contro il governo, come il “Supergiovane” della canzone di Elio e le Storie Tese. Se poi hai la possibilità di saltar scuola, meglio ancora. Alla fine questi fanciulli e queste fanciulle sono incolpevoli, sono le prime vittime di una propaganda che si è fatta sistema.

A dover attirare l’attenzione sono gli adulti presenti in manifestazione. Parte di loro sono burattini come i loro figli, ma una parte è consapevole di essere lì per ragioni ben più concrete che la trasgressione fine a se stessa. Si vede dallo sguardo delle signore coi capelli bianchi che sfuggono all’intervista come a quelle che l’accettano e balbettano sciocchezze con cui non riescono in ogni caso a rispondere alle domande poste. Quelle sono le colpevoli vere. Si vede che sanno perfettamente di essere promotrici di una visione tossica della realtà, che sostiene gruppi di potere e business. Sono le cattive maestre della situazione, le commissarie politiche che dettano gli slogan e tirano i fili dei ragazzini, utili al loro scopo di far numero, di mostrare di essere in tante e agguerrite, con tanto di ominicchi al seguito. Loro rappresentano il virus che impesta il dibattito pubblico, incarnando la più profonda malafede e la regressione sociale più terrificante.

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varie_8marzoromaTuttavia ciò che emerge dalle loro risposte è emblematico. Non sanno quello che dicono. Ripetono formule come un devoto ripete le litanie in chiesa, ma non hanno un granello di sale in zucca. Si contraddicono ed espongono un pensiero debolissimo, come la signora coi capelli rossi secondo cui gli uomini in difficoltà hanno tutte le istituzioni che vogliono per ottenere aiuto (!). Ed è ascoltando queste cose, sentendo scivolare sulla pelle la loro malafede e la loro abissale impreparazione concreta e inadeguatezza etica che mi tormenta una domanda. Sono loro il nemico di cui qualcuno ha così tanta paura? Sono davvero questi i soggetti che tengono in mano i fili dei media, della politica, del business antiviolenza? Il Male che dobbiamo impegnarci ogni giorno di rimuovere dalle dinamiche sociali è davvero costituito da questo branco di asini e asine totalmente inconsapevoli di ciò che dicono?

Chi si trova nella mia posizione ha la necessità di misurare con una certa frequenza la consistenza del nemico. Serve a prepararsi per combatterlo e vincerlo. Ma la mia non è una posizione speciale, chiunque vi si può trovare. L’uomo falsamente accusato dalla ex. L’uomo e padre che deve affrontare un’ex moglie pilotata dal centro antiviolenza di turno. Il genitore che deve frenare le iniziative didattiche gender nella scuola dei figli. Il cittadino qualunque che si sente oltraggiato da un manifesto o da una trasmissione TV sessista. Siamo tutti in campo e tutti dobbiamo poter misurare il “livello” del nemico. Ebbene, è quello che si vede nel video. Zero, anzi sotto zero. Un’abiezione culturale ed etica tale che basterebbe una schicchera per mandarli a ruzzolare nella discarica in cui meriterebbero di marcire. Eppure molti le temono. Accade perché urlano la loro capronaggine, e le loro urla sono alimentate da grandi somme di denaro e dai grandi media. Eppure, signori, sotto quelle urla e sotto il Circo Barnum che sanno mettere in piedi c’è il nulla.

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varie_castellocartePosso capire che soverchiare una donna o gruppi di donne possa risultare difficile. L’istinto del gentleman, del cavaliere, lo abbiamo più o meno tutti. Ma qui si va oltre il genere. Qui è una lotta tra la stupidità, l’incoerenza, la malafede e l’assenza di contenuti tutte alleate contro il buon senso, la ragione, la verità e la giustizia. Siamo a un livello ben superiore a quello del genere e della cavalleria. Riascoltate dunque queste interviste, prendete bene le misure al nemico. Non vi serve nemmeno studiare a memoria dati, statistiche, casistiche, come capita di fare a me. Basta un briciolo di razionalità, urlata appena più alto di quanto possano urlare loro, per far svanire in un soffio questi soggetti che stanno pianificando la rovina della nostra società e del futuro dei nostri figli. Prendete atto che è un castello di carta, un gigante dai piedi d’argilla. Non si può aver paura né eccessivo rispetto di chi balbetta incoerentemente delle sottospecie di idee. Soprattutto non si può lasciar loro il potere di determinare il nostro presente e l’avvenire.


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14 thoughts on “Non si può aver paura di chi balbetta

  1. Tecnicamente non è OT…. 😀

    Studio: Uomini inquinano fino al 350% in più delle donne. Soprattutto se sono single e nei paesi dell’Europa del Sud.

    …è quanto emerge da uno studio dell’Agenzia svedese per la Difesa…

    A incidere è il livello della spesa, ma anche le abitudini di consumo, come quella di mangiare più carne. Ma a pesare sono soprattutto il consumo in termini di mezzi di trasporto e ristoranti, alcol e tabacco…

    https://www.lastampa.it/2011/01/12/scienza/ambiente-studio-uomini-inquinano-fino-al-in-piu-delle-donne-3PMnZxhIWjCQ2zGtib1IoJ/pagina.html

    Quando corrono gli uomini «inquinano» più di un’auto ibrida.
    Le atlete femmine emettono un po’ meno anidride carbonica rispetto ai colleghi maschi.

    Per non inquinare le città manifestazioni come la Stramilano o la Maratona di new york andrebbero riservate soltanto alle donne». Questa è la sorprendente conclusione che si potrebbe trarre da uno studio dal professor Alberto Minetti del Dipartimento di Fisiologia Umana dell’Università Statale di Milano, di cui parla il numero di maggio di Scientific American.

    https://www.corriere.it/salute/11_maggio_06/maratona-femminile-meno-inquinante-peccarisi_9cad945e-75a2-11e0-88f0-a00eb5833fe6.shtml

    1. E’ una vecchia teoria femminista radicale, ed è accompagnata dall’idea che per ridurre l’inquinamento è necessario ridurre la percentuale di maschi tramite aborti selettivi.

      In realtà è molto semplice:

      “I giovani scapoli, in particolare, consumano il 6% in più delle donne in Norvegia, l’8% in più in Germania, il 22% in più in Svezia, e addirittura il 39% in più in Grecia”

      La differenza è dovuta al fatto che gli uomini mangiano di più, essendo più pesanti e avendo più muscolatura.
      Ovviamente producono anche di più, ma questo le femministe non lo dicono.

      C’è anche la contromossa: basta far notare che una donna nel corso della sua vita consuma più di un uomo.
      Infatti vivendo più a lungo, anche se consuma il 6%-8% l’anno in meno, nel complesso consuma di più.
      In più ci aggiungi che le vecchie sono improduttive e consumano, e la ricetta della contromossa è pronta da servire.

      Lo so che suona un po’ nazista ma il nazismo se viene accettato pubblicamente (e questo lo è) va combattuto con argomenti simili: non puoi semplicemente dire che è inaccettabile e nazista, perché venendo dalle femministe è comunque considerato, sebbene sia nazista, empatico e sensibile.

      1. Notare anche il campione usato:

        “Based on numbers compiled by Sweden’s national statistics agency, FOI compared the energy use of 556 men and 538 women between 2003 and 2005.”

        Sotto i 1.000 i risultati sono irrilevanti a livello statistico, se vuoi fare una cosa seria ci vogliono due gruppi da minimo 1.000 ciascuno per poterli confrontare, per confronto l’indagine fatta da Davide sulla violenza sugli uomini includeva oltre il doppio di uomini, era oltre la soglia minima di 1.000 e pertanto aveva un minimo di validità scientifica (anche se bisognerebbe passare i 10.000 per essere attendibile al 99,9%).

        Altra perla:

        “Men spend more money on buying cars, and they drive cars more. Thereby they also consume more fuel,” FOI said.”

        Proibiamo le auto private. Semplice, no?
        Questi coglioni hanno già fatto fallire la Saab e hanno venduto la Volvo agli americani, è rimasta solo la Koenigsegg che però fa supercar costosissime.

        Infine apice, apoteosi:

        “The group said women appeared more interested in buying products proven to be less harmful to the environment, and were more likely to drive less or slower in an attempt to limit their energy use.”

        In realtà è prodotti trendy e alla moda, e quando il marchio “ecologico” va alla moda vende tra le donne…ma succede anche se si tratta di cose per nulla “ecologiste”: chi compra più pellicce, ad esempio, uomini o donne?

        La seconda parte è uscita dall’ano non dal cervello: non hanno chiesto alle donne le ragioni per cui guidano meno e più piano, le hanno immaginate loro. E poi il paese dove le donne guidano meno è l’Arabia Saudita, saranno mica i femministi ecologisti migliori del mondo?

  2. Donna_vittima_della_legge_contro_lo_stalking_e_di_tutto_il_sistema_giudiziario_che_non_funziona ha detto:

    Fanno proprio ridere. Questa è gente che non ha niente di cui lamentarsi e non sa più per cosa protestare.

  3. La forza del femminismo non sta in quello che dicono o pensano, la forza del femminismo non sta neppure nelle donne.
    La forza del femminismo sta in mezzo alle gambe degli uomini.
    Se, per assurdo, domani scoppiasse una stranissima pandemia di un bizzarro virus il cui unico effetto è di rende gli uomini del tutto indifferenti al sesso, il femminismo cesserebbe di esistere nel giro di una settimana.

  4. Fanno tanto ridere, altro che paura!

    Dov’è il patriarcato? Era qui un attimo fa…

    Un vecchio pescatore ubriaco giura di aver visto il patriarcato nei pressi del lago di Loch Ness…

    Applausi a l’intellettuale dissidente.

    || L’istinto del gentleman, del cavaliere, lo abbiamo più o meno tutti.

    Ma io direi che stanno lì sfigatissimi a fare la ricotta e a fine serata sempre sfigatissimi sono rimasti.

    Un po’ di amor proprio, ragazzi, siete giovani, coltivate altri e più alti ideali.

    Non fatevi fregare dalle parole vuote.

    Una parolina su Greta, che povera figlia anche lei vittima del sistema, vergognoso sistema che è arrivato a sfruttare una ragazzina la cui malattia fa vedere tutto bianco o nero, dunque ottimo testimonial per l’ecologismo.

    Sembra che la posizione di Greta sul nucleare coincida con la mia.

    Ma a voi, alla manifestazione, ve l’hanno detto che è quella la soluzione prospettata?

    Curiosità.

      1. L’ho letto su Butac.

        È la posizione della maggioranza degli scienziati, a cui di solito Greta o chi per lei fa riferimento, cioè che allo stato attuale della tecnologia il nucleare è la soluzione più fattibile nell’immediato per ridurre la CO2.

        È razionale perché è una tecnologia che conosciamo già e funziona, a differenza delle energie alternative che sono più lontane nel tempo, se non ancora in fase sperimentale.

        https://www.butac.it/foto-falsa-no-foto-vera-ma-parliamone/

        1. Sai che a suo tempo avevano studiato un modo relativamente economico e sicuro di disfarsi delle scorie nucleari?
          Le metti su un missile e lo lanci verso la fascia degli asteroidi, una volta nello spazio viaggia per inerzia, quando arriva lì si schianta contro qualche asteroide. Fa qualche danno a qualche asteroide, spaccandolo, ma anche se ridotto a pezzi più piccoli resta nella fascia, e in più aggiunge un po’ di detriti di uranio e pezzi del missile alla fascia, praticamente non cambia nulla. Avevano anche progettato dei missili ad hoc, più larghi per portare più carico e con motore particolarmente economico nella costruzione perché la velocità non interessa, basta sia sufficiente a fargli lasciare l’orbita e metterlo i rotta, poi che alla fascia di asteroidi ci arrivi un anno o due anni più tardi del modello più veloce è indifferente.

        2. Donna_vittima_della_legge_contro_lo_stalking_e_di_tutto_il_sistema_giudiziario_che_non_funziona ha detto:

          Il nucleare?!? Sono allibita e inorridita. Questa con l’ecologia c’entra come i cavoli a merenda.

    1. Appunto d’obbligo.

      Greta non è malata. Possiede una neurodiversità, ovvero una particolare differenziazione nella composizione neurale del cervello. E’ una anomalia, ma non è affatto una malattia.

      E non è vero che chi la possiede vede tutto in bianco e nero. Tutt’altro, spesso gli Asperger hanno intuito e livelli di razionalizzazione invidiabili ed una maggiore capacità logica e analitica, che pagano però al caro prezzo di una minore (e spesso assente) capacità relazionale dovuta alla difficoltà di comprendere linguaggi non verbali, come il linguaggio del corpo o le espressioni del volto.

      La visione bianco e nero di Greta è, se esiste, probabilmente dovuta alla sua giovane età e inesperienza, non certo alla neurodiversità. Con tutta probabilità alle cose che dice ci ha pensato molto più dell’intera massa di giornalisti-giornalai che ora la mettono su un piedistallo, ma oggettivamente a 16 anni conosci ancora troppo poco della vita per avere dati sufficienti per ottenere un’analisi completa.

      Ipotizzo eh, poi magari ha ragione su tutto. Francamente non ne ho idea, oramai mi disenteresso largamente di ciò che passa sui media.

      1. Assolutamente…

        Non era mia intenzione offendere chi è affetto da questo disturbo (se ne ho dato l’impressione, me ne scuso) infatti dicevo che nella sostanza sono d’accordo con Greta. Ho detto malattia, intendevo disturbo. Disturbo dello spettro autistico.

        Conosco a grandi linee il problema (problema è accettabile?) perché ho seguito una conferenza di Temple Grandin, a sua volta citata da Jordan Peterson in un suo video. Il libro della Grandin “Pensare in immagini” spiega un modo diverso di pensare, è molto interessante.

        https://www.ted.com/talks/temple_grandin_the_world_needs_all_kinds_of_minds?language=it

        Non sono uno psicologo, magari sbaglio, non penso così tanto, ma l’idea che mi sono fatto è che le persone affette da questo disturbo sono poco propense ai compromessi, da cui “o bianco o nero”. E comunque trovo inaccettabile lo sfruttamento di questa come di altre debolezze, qualunque esse siano.

        Finché Greta fa riferimento a dati scientifici, e a soluzioni e critiche ragionevoli, dunque tralasciando gli aspetti più populistici e ideologici che invece trovo molto pericolosi (non so quanto indotti, appunto, penso molto) non ho nulla da eccepire.

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