STALKER SARAI TU

Onora il padre. Ma poi distruggilo

Questo blog ha interrotto le pubblicazioni il 14/09/2020, dopo 4 anni di attività.

Le sue tematiche sono ora sviluppate da una nuova piattaforma:

LA FIONDA

https://www.lafionda.com

<

persone_delmoroE’ il 19 maggio. Sulle strade attorno a Modena una potente BMW sfreccia a tutta velocità, con a bordo due uomini. Toccano i 200 all’ora e filmano con il cellulare l’impresa. Poco dopo lo schianto. Fausto e Luigi, rispettivamente 36 e 39 anni, muoiono così. Una tragica storia come tante, apparentemente. Due teste calde, verrebbe da pensare avendo una zucca vuota e un cuore di cuoio. Due che in età matura fanno cose da ragazzini e ci lasciano le penne… Anche per questo i loro profili Facebook vengono presi di mira da quel cancro della società telematica attuale che sono gli haters. Insulti, dileggi, spregio, critiche ferocissime. Tanto si può fare tutto in anonimo, inclusa la frantumazione di ogni umanità, della compassione e dell’empatia. I social sono questo, d’altra parte: sfogatoio e cacatoio pubblico di private frustrazioni.

Ma una spiegazione c’è sempre, anche per eventi così tragici e assurdi. Proprio quella spiegazione viene soffocata dalle ondate d’odio internettiano. Per quanto sia lampante, cristallina, in questi casi serve dunque riaffermarla, gridarla chiara e forte. E a farlo è la madre di Fausto, il più giovane dei due scomparsi. “Mio figlio era un ragazzo fragile, che si lasciava trascinare dagli altri…”, dice, interpellata da un sito di news. “Anche suo papà è morto in un incidente, quando ero incinta. Fausto non l’ha mai conosciuto suo padre. Quando anche suo nonno è morto, sono iniziati i problemi. Fausto era un ragazzino molto vivace, a volte scappava e bisognava andare a cercarlo. Ho fatto ciò che potevo per prendermi cura di lui, anche con il sostegno di uno psicologo e dei servizi sociali. Ma era difficile…”.  Sì, è difficile che una madre, per quanto volenterosa, possa sopperire al ruolo normativo di un padre. Prove ce ne sono molte e la tragedia di Fausto è una di più.


I social sono questo, d’altra parte: sfogatoio pubblico di private frustrazioni.


varie_incidentebmwMa non c’è solo questo: non riuscendo a imporre limiti al figlio, pur con il supporto del nonno, la donna è costretta a rivolgersi ai servizi sociali, alle loro comunità e case-famiglia. Fausto cresce dunque non solo con un pezzo mancante, ma in un contesto notoriamente governato da una diffusa incompetenza, a sua volta minata da un business vergognoso, più volte e in diverse sedi denunciato. Cede alla tossicodipendenza, ne esce grazie a una comunità di recupero, ma di fatto è una cellula impazzita nel corpo sociale. Fino allo schianto finale. Era una persona che non ha conosciuto il proprio padre, che è stata priva per tutta l’infanzia e la giovinezza di una figura maschile normativa ed educativamente repressiva, subendo invece i surrogati inefficaci e spesso dannosi di una madre che, pur se piena di amore e buona volontà, si improvvisava padre, e di servizi sociali che il più delle volte sono una vera iattura per chiunque. Il tutto per ammissione della stessa donna, cui va un abbraccio di calda solidarietà.


Sostieni e diffondi la sottoscrizione solidale per i 118
contro i manifesti sessisti della Regione Lazio.
logo_buonacausa


A questa narrazione la stampa ha dato miracolosamente spazio sebbene (ovviamente) su una testata locale e poco conosciuta. Ma ogni medaglia ha sempre un altro lato, ed ecco che al piccolo passo avanti si risponde con diversi balzi all’indietro. Quel piccolo onore fatto alla figura paterna, sulla scia di una terribile tragedia, viene ribilanciato con l’ennesimo colpo distruttivo alla figura del padre. Così emerge nella vicenda del piccolo Leonardo Russo, massacrato di botte fino alla morte da Nicholas Musi, nuovo compagno della madre del piccolo, Gaia Russo, l’esistenza di un padre naturale. Mentre i media si dedicavano anima e corpo alla (sacrosanta) criminalizzazione dell’omicida, guardando bene di tener fuori dalla vicenda le eventuali responsabilità materne, qualcuno nell’opinione pubblica si chiedeva che fine avesse fatto l’uomo con cui Gaia Russo aveva concepito il piccolo.

varie_infanticidionovaraIl media di massa lo scovano finalmente e rispondono a questo arcano. Si chiama Mouez Ajouli e oggi è disperato. “Non mi reggo più in piedi dal dolore. Ho provato ad andare a casa, in ospedale, a casa della mamma di lei, chiamo e non mi risponde nessuno… Mi stanno tutti tenendo fuori da questa storia e io soffro tantissimo. Mi vengono in mente tutte le cose che facevamo assieme, quando giocavamo, quando uscivamo assieme. Lo faceva impazzire ascoltare una canzoncina, ‘Volevo un gatto nero’, e io tutte le volte gliela mettevo sul telefonino e gliela facevo sentire. Lui era contentissimo, provava a cantarla e a ricordarsi le parole. Gli volevo un bene pazzesco…”. Una mascolinità tossica spezzata e in lacrime, niente che sia degno di nota in quest’Italia femminarcale. Mi chi è la causa ti tanto dolore paterno? L’omicida del piccolo? Anche, ma si tratta solo dell’esecutore materiale. Esiste anche un mandante, ed è quell’autorità che ha impedito ad Ajouli di vedere di più, accudire di più, vigilare di più su suo figlio, affidato quasi totalmente alla madre.


Il mandante è quell’autorità che ha impedito ad Ajouli di vedere di più, accudire di più, vigilare di più su suo figlio, affidato quasi totalmente alla madre.


Sarebbe dunque una buona occasione per approcciare al tema della paternità in modo oggettivo, per riaffermare che, vicende di Modena e Novara alla mano, il padre è una componente fondamentale nella crescita e nella protezione della prole, e che è tutt’altro che scontato che una madre da sola possa bastare. Invece no: i media di massa si limitano a registrare con visibile distacco la disperazione di Ajouli. Non ci devono essere varchi a una narrazione diversa da quella ordinaria, dunque non si trova alcun approfondimento sulle vicende separative che hanno messo il piccolo Leonardo nelle mani di una irresponsabile. Il comandamento di onorare il padre non è contemplato, e se un’oscura testata giornalistica di Modena cade nell’errore di farlo, ecco che i media di massa corrono a mettere la toppa, mostrando con distacco la distruzione di un padre. Con distacco e, a buon peso, con dileggio, pubblicando a corredo dell’articolo che tratta della disperazione di Ajouli una foto di suo figlio tra le braccia di colui che l’ha ucciso.


Sostieni e diffondi la sottoscrizione solidale per i 118
contro i manifesti sessisti della Regione Lazio.
logo_buonacausa


Per essere sempre aggiornato sui nuovi articoli, iscriviti alla newsletter di “Stalker sarai tu”:

Loading

 

15 thoughts on “Onora il padre. Ma poi distruggilo

  1. se è vero quello che si legge sui vari articoli di stampa, potrebbe trattarsi di un caso di alienazione genitoriale
    non individuata e non denunciata (dubito che Mouez Ajouli conosca la problematica, visto il limitato livello culturale
    di tutto il “sottobosco” -a base di cocaina- in cui è maturato l’atroce crimine).

    così ha riferito alla stampa:
    “Poi le cose sono cambiate. La “gelosia” del nuovo compagno di Gaia. “E anche Gaia ha iniziato a minacciarmi di stare lontano, altrimenti non mi avrebbe più fatto vedere il bambino- dice ancora il papà di Leo -L’ultima volta che l’ho visto è stato due settimane fa, ma c’era anche quell’altro e non mi sono potuto fermare. Leo è venuto solo a darmi un bacio ed è tornato dalla madre”.

    trovo questa traccia di quanto raccontato da Mouez e allora è evidente che il padre aveva scarse possibilità
    di incontri con il suo figlioletto, troppo rapidamente “passato” in mani brutali.
    E’ anche probabile il movente più terribile, cioè l’uccisione del bimbo quale vendetta nei confronti di Mouez,
    in quanto Leonardo era ancora troppo “attaccato” al legittimo padre naturale.
    La madre …che dire…gli arresti domiciliari sono conseguenza dovuta della legge che vieta il carcere
    per le donne in gravidanza e fino ai 3 anni di età del bambino (le zingare ladre su questa norma ci hanno
    costruito una carriera in materia di furti).
    probabilmente le addebitano di non aver fatto tutto il possibile per salvare la vita del figlioletto.
    Portandone in pancia un secondo , il che rende la cosa semplicemente terrificante.
    Se ne sentirà parlare per qualche tempo. spero comunque che Mouez si tuteli legalmente e faccia davvero
    il padre senza sconti per chi ha voluto la morte del suo bimbo finito nelle mani del male assoluto.

    1. spero che finalmente faccia anche l’azione nei confronti dei magistrati e dei servizi sociali , che a mio modo di vedere, sono i principali responsabili dell’uccisione del bambino

  2. c’è un sacco di gente che supera i limiti di velocità e muore in incidenti stradali pur avendo avuto un padre

    comunque nel caso di chi resta orfano di di padre prima della nascita (o di madre nei primi anni) non vedo cosa si possa fare, lo stato non può rendere adottabile chi perde un genitore.

    en passant: lo so bene che questo blog rappresenta l’opinione di chi scrive gli articoli mentre i commenti sotto sono accessori, comunque è uno spasso leggere questa appassionata difesa della indispensabilità della figura paterna nello stesso blog il cui commentatore e supporter più affezionato reclama il diritto per gli uomini di rifiutare la paternità

    1. Sai, la cosa più fastidiosa di alcuni tuoi commenti è quando fai finta di non aver capito l’articolo o, peggio ancora, con dolo ne distorci il messaggio. E’ piuttosto evidente che l’articolo sia un’analisi del diverso approccio mediatico, credo di saper scrivere sufficientemente bene per rendere questa idea. Non parlo del merito delle vicende, ma di come vengono comunicate. Eppure tu commenti come se l’avessi fatto. Si chiama strumentalizzazione ed è urticante.

    2. E’ perché vivi a Nedlandia.

      Nella realtà invece:

      Ai padri che vogliono fare i padri gli vengono tolti i figli.
      Ai padri che non vogliono fare i padri gli vengono imposti i figli.

      Già… che spasso: fai una figura di merda dietro l’altra! ????

    3. Tu non capisci perché sei un fascista in rosa, tutto qui.
      Nella mia opinione dovrebbe funzionare così:
      I padri che vogliono i figli fanno i padri, senza che lo stato gli impedisca di vederli.
      Gli uomini che non si sentono pronti a fare i padri sono legalmente autorizzati ad esimersi dalle responsabilità.

      Che poi è quello che possono scegliere liberamente le donne, loro ne hanno la possibilità.
      In altre parole ci vorrebbe parità tra donne e uomini, ma la parità tra donne e uomini è il contrario del femminismo..

      Tu invece, essendo imbevuto di femminismo, hai solo soluzioni fasciste e calate dall’alto, autoritarie per gli uomini.
      E ovviamente, piena libertà per le donne.

    4. I bambini hanno bisogno di un padre e di una madre, e su questo non ci piove, ma se alle donne viene concessa ogni sorta di scappatoia per svincolarsi dai doveri della maternità, mentre gli uomini hanno solo doveri e zero diritti, è ovvio che questa situazione offende il nostro senso di giustizia, e va riequilibrata in qualche modo, in qualche misura.

      1. Esatto.
        Quindi le soluzioni sono due: o si da’ anche agli uomini l’equivalente del parto in anonimato, migliorando il sistema delle adozioni. Oppure si toglie il parto in anonimato alle donne.
        Io credo che sarebbe meglio la prima: un bimbo che viene adottato va a stare meglio piuttosto che stare con genitori che non volevano saperne niente di lui e sono stati costretti dalla legge.
        Ma visto che al giorno d’oggi, causa decadenza economica, la gente ha la passione per le soluzioni autoritarie, al limite può andare ben anche la seconda. D’altronde è così: quando una società va in crisi la gente chiede più restrizioni, non più libertà. Come se le restrizioni rimediassero al fatto che nel novembre 2001 abbiamo fatto entrare la Cina nel WTO, e tra l’altro senza la clausola di reciprocità: con regole simili è impossibile vincere, sarebbe come giocare una partita tra il Milan e San Siro – tutti gli spettatori intendo, tutti insieme in campo contro il Milan, tra l’altro togliendo pure ai soli spettatori l’obbligo di indossare la tenuta di gioco e non toccare il pallone con le mani…

  3. ricordatelo a pillon e alla lega, ora i voti li hanno avuti, provvedano ad approvare una delle proposte che giace in parlamento sul diritto alla bigenitorialità seria

    1. Ma ci dobbiamo proprio affidare a quel bigotto di Pillon? Al di là della sua proposta di legge, che condivido, è un personaggio misero. Urge un Pillon laico.

      1. ho seguito la questione dall’inizio per questioni lavorative ( e poi anche personali ), al di là della parte diciamo storica ( la proposta di belillo e la furbata di panis ) c’erano diverse proposte in materia, alcune frutto della spinta della magistratura ( in particolare la proposta pd, poi ritirata, frutto evidente delle linee guida del tribunale di brindisi ) per passare da quelle fatte da esponenti ( laici ) di forza italia, fino ad arrivare a quella della Stefani . Il ddl pillon ha messo insieme tutte queste proposte e le ha presentate il 02082018. La riforma che lui auspica è un qualcosa che non solo non è realizzabile al momento attuale ( deve esserci un accordo su larga scala, o quanto meno una voglia di confrontarsi su idee ) e sembra proprio un qualcosa per far parlare del problema, magari anche per garantirsi i voti dei padri separati, ma non certamente una proposta fatta per essere approvata, sembra proprio una trovata pubblicitaria ( o meglio propagandistica ) . Detto questo, pillon sarà un bigotto opportunista, ma i padri e in particolare i padri separati, cosa hanno fatto di male al pd per essere trattati in questo modo?

      2. Mi scusi… e allora? Martin Heidegger è stato nazista, Jimi Hendrix si stordiva di stupefacenti… c’è sempre qualcosa che non va per gli altri in ciascuno di noi.
        Pillon sta facendo qualcosa di buono? Sì? Si baci i gomiti e la pianti di fare lo schizzinoso perchè qualcuno ha un credo diverso dal suo: se in questo momento storico non si possono avere compagni di viaggio migliori bisognerà fare col materiale umano che si ha a disposizione. Bisogna stare uniti. Il nemico conta proprio su queste misere trappolucce per dividerc. Mi perdoni per il tono acrimonioso ma davvero non riesco capire questo approccio in un momento così difficile. Si farà sempre a tempo a sciogliere la Compagnia dell’Anello (Ma i classici li leggete? E li capite?)… Mi scusi di nuovo, non voglio polemizzare ma oggi c’è di peggio che lamentarsi se Pillon è un bigotto (Lo è veramente poi? Lei è davvero in grado di giudicarlo? E se un Pillon laico non salta fuori che si fa? Buttiamo alle ortiche il suo lavoro? Sa che questo approccio è tipico del piddino? Qualcuno ne dice/fa una giusta però:”Ah, è leghistafascistaomofoborazzistasessista e quindi non va bene” …. anche basta). Certo della sua comprensione.

        1. tra l’altro, le proposte presentate dal pd sono state recepite da pillon ( poi hanno ritirato il loro ddl, che tanto per intendersi non erano altro che il fare proprio un orientamento della magistratura ). Io ripeto, e questo lo chiedo agli elettori e ai responsabili del pd, ma cosa vi hanno fatto di male i papà separati?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: