STALKER SARAI TU

Ora e sempre resistenza

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varie_dimaiodi Giuseppe Augello – Lo stato delle cose è che il M5s, in prossimità delle elezioni europee e temendo una emorragia di voti verso sinistra, ritiene di potere tamponare la ferita trattenendo per la giacchetta i voti femminili e femministi. Avendo forse compreso che da una destra in rapida crescita non c’è nulla da arraffare, e i risultati delle elezioni regionali recenti lo dimostrano, non può fare altro che rincorrere i voti a sinistra in modo patetico. Il PD è il partito del poteri forti dei capitali economici e finanziari. M5s si è presentato come il partito populista per eccellenza, redistributore di un po’ di ricchezza al ceto medio-basso del paese. Ma, incalzato da un alleato di destra che diventa sempre più forte e da un avversario di sinistra che intende riprendersi i voti rubatigli con tutta evidenza dal M5s, si attacca al potere della propaganda femminista buona in tutte le stagioni per muovere voti e consenso, in base ai meccanismi emotivi soliti. Una donna, una madre, un bambino in pericolo suscitano emozioni forti e muovono coscienze e consensi elettorali. Gli uomini, vuoti a perdere di una specie in via di estinzione, no. In fondo che sarà mai la vita di un uomo. In guerra ne sono stati sacrificati a decine di milioni e ad assicurare la semplice procreazione ne bastano pochi. Quindi giù con le leggi speciali maschicide e con la salvaguardia dell’assegno pro figli in realtà per le madri a scapito dei padri.

Il giovane e brillante capo del M5s afferma “quando si parla di bambini occorre cautela poi non si può tornare indietro”. E decide di riscrivere il DDL 735 per intero. Con chi? Con l’alleato di governo? No, che diamine, con le opposizioni! Le stesse che gli addebitano il disastro economico del paese, che si sono rifiutate di governare con lui, che lo tacciano di dilettantismo. E forse, quest’ultima accusa, non a torto. Prima di parlare dei bambini, occorrerebbe veramente sciacquarsi la bocca e ascoltarli, essere coscienti dei loro desideri e di quanto hanno da insegnare agli adulti in materia di bigenitorialità vera e parità di frequentazione. Basta spacciare a nome loro, da truffatori cinici e spregiudicati dell’interesse del minore!

varie_violenzabambiniIn realtà ciò che emerge è la fortissima e permanente occupazione, da parte della sinistra, del potere dei media, TV e giornali in primis. E non solo. Anche la sua pervasività nella magistratura, persino al tribunale del massimo grado di giudizio, che decide con le sue sentenze, spesso contraddittorie, i destini di milioni di individui e famiglie. Dicono i giudici della Corte di Cassazione che non si può assolvere degli imputati di stupro in base alle sole affermazioni della difesa. Anche se la vittima è troppo brutta per indurre istinti di sesso selvaggio da parte dei presunti stupratori. Eppure un po’ di attrazione dovrebbe subire, un maschio, per essere in grado di stuprare, o no?  Ma dice anche la Cassazione in altri casi che la vittima deve essere creduta sulla base della valutazione dell’attendibilità della sua parola. E’ un vuoto normativo assurdo, che sta alla base di tutte le condanne per molestie, stalking, violenza sessuale, maltrattamenti, quando la valutazione di tale attendibilità è lasciata alla pura discrezionalità del giudicante.

E dove non c’è una norma che disciplina un metodo ed entra la discrezionalità, valgono le idee morali e orientamenti politici del tribunale. La propaganda nazifemminista col patrocinio delle istituzioni definisce “mezzi uomini” milioni di maschi italici? “Non è vero ma il fine nobile giustifica i mezzi pubblicitari usati” dice una giudicessa. Lo sai tu che non è vero o lo sanno anche i milioni che leggono i manifesti della Regione Lazio? Bastava condannare i pubblicitari in questione a un nota bene in calce al manifesto: “non è vero che sono milioni, ma e solo per non fare sentire sole le vittime di violenza sole”. Un giudice può decidere come vuole, essendo addestrato ad adeguare le sue sentenze ad un ragionamento giuridico in maniera efficiente ed insindacabile. E questo non va. Occorrerebbe un metodo di certificazione delle motivazioni giuridiche che le renda a prova di affermazioni assurde e fantasiose. Ma non esiste. Tutto può essere sottoposto al vaglio della verità, meno la sentenza definitiva di un giudice. Anche quando censura il potere legislativo e umilia i poteri democraticamente votati dalla maggioranza degli elettori, cui quel manifesto dà fastidio e nuoce alla salute del fegato. Al riguardo si sarebbe forse dovuta innescare una petizione popolare più che affidarsi ad un giudice di chiaro orientamento.

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varie_csmIl Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura è il Presidente della Repubblica. Ma il vero soggetto che orienta l’andamento della giustizia, è il vice presidente che proviene dal PD. Le correnti in cui si divide la magistratura dettano in maniera chiara l’appartenenza politica. Alla faccia dell’indipendenza dei poteri. E occorre un bel lasso di tempo per porre un freno al volano avviato dalla sinistra all’orientamento politico delle massime cariche dello Stato, sia nei confronti del potere giudiziario che del “quarto potere”, quello dei media, con la presenza attiva di folte schiere di giornalisti compiacenti oggi verso l’opposizione. La maggioranza del corpo giudicante, e l’assoluta maggioranza in tema di diritto di famiglia, è composto da donne. Nessuno ancora ha rivendicato la pari opportunità. Li non serve. Non è mica per discriminare gli uomini, il giudice è rappresentato come una imparziale e definitiva autorità asessuata, non influenzabile nell’applicazione della legge. Una bufala. Dimenticando anche che le leggi sono spesso dei pasticci politici frutto di compromessi che si prestano a cambiare le cose per non cambiare nulla.

Così è segnato il destino della legge sull’affido condiviso. Il metodo scelto di confronto con tutti partorirà un topolino che non scontenta nessuno dei poteri attivi vigenti, lasciando tutto com’è. La politica di antica memoria della “infornata delle pagnotte in due forni” farà morire di asfissia il gruppo che ha avuto la maggioranza del voti alle ultime elezioni politiche. E una parte di voti riconfluirà a sinistra, questo è meglio esserne coscienti. Occorre però pazienza, e una militanza forte e costante di tutti quanti hanno a cuore il vero interesse delle famiglie, cui occorre garantire la sopravvivenza, e dei figli, che sanno anche gli asini e i muri che desiderano stare con ambedue i genitori, anche in caso di divorzio; che nessuno ascolta e tutti pretendono sapere quale sia il loro supremo interesse (del minore), e che persino vengono caricati della responsabilità di preferire di non incontrare un genitore, senza che ciò sia considerata, nella maggioranza dei casi, una grave e anomala patologia che va contro il loro stesso diritto a sopravvivere imparando, da ambedue gli esseri che lo hanno procreato, ad affrontare il mestiere di vivere.

Man Clings To Tree During Hurricane CarolSe la lotta deve essere politica, che politica sia, nel senso più duro. In cabina elettorale e nelle piazze, tutti quanti uniti, e bando ad ogni rivendicazione di paternità del successo. Le bande delle associazioni di padri e famiglie vere, depongano le differenze caratteriali e si uniscano. Contro un esercito molto più forte, si trasformino in partigiani della sopravvivenza dei generi, di due generi, facendo sentire una voce forte e unica per la resistenza ad oltranza, fino alla vittoria del buon senso e della natura dell’essere umano.

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8 thoughts on “Ora e sempre resistenza

  1. Idea per rubrica su Stalker Sarai Tu: “Donne vittime del femminismo”
    Idea per un manifesto: “Non ignorate 6 milioni di elettori” con le facce dei genitori separati, quadi tutti padri ma vabbé.

  2. altra cosa che mi viene a mente, noi siamo divisi in tante sigle, ora, trovare una unità e dare vita ad una sola sigla è difficile ( certo le femministe hanno eletto non una di meno come sigla principe ) ma trovare, per alcune cose, un unico referente ( come abbiamo fatto per il caso Feltrinelli, in cui, bisogna dirlo, abbiamo trovato questo blog come punto d’unione ) e soprattutto evitiamo, per chi utilizza i social, di rispondere ai tread di finti sostenitori delle nostre posizioni ( per facebook ad es:, pim e jakub …. quel tizio polacco che fa da infiltrato, bloccatelo e ignoratelo ) …

  3. ci o pensato un po’ prima di scrivere e vi dico, alla luce dei due avvenimenti che hanno cambiato la situazione ( processo manifesto roma e cambio sede ddl pillon sull’affido condiviso ).
    Bisogna prendere atto, sono due sconfitte e sono sconfitte pesanti, non serve dire che è un punto di partenza, sono due sconfitte, punto.
    ora bisogna in primo luogo aiutare gli amici e le amiche che si sono spesi nel processo contro la regione lazio, affinché questi limitino quantomeno i danni economici e questa è una cosa urgente.
    Dalle sconfitte bisogna imparare qualcosa e penso che vadano tratti degli insegnamenti:
    1) nello scontro frontale partiamo sconfitti ( contro le femministe ) anche se dimostriamo e siamo convincenti, ma partiamo sempre sconfitti, quindi bisogna che usiamo altri meccanismi di lotta, in primo luogo bisogna agire nell’ombra, si può bloccare sui social le femministe e chiiunque appoggia le loro istanze ( ad es;. bloccare su facebook chiunque abbia posizioni profemministe, anche se siano propensi al ragionamento )
    2) consultare costantemente siti e blog che sostengano le posizioni, più consultiamo questi siti e più le imprese finanzieranno questi siti e sosterranno le nostre posizioni, la nostra forza è il potere economico, pretendere che magistratura e potere politico abbia un’attenzione presso di noi è infruttuoso, ma se muoviamo interessi economici avremmo anche attenzione mediatica e quindi il potere politico e la magistratura prima o poi avranno attenzione nei nostri economici ( le femministe hanno attenzione mediatica, ma una volta che ci sono i soldi di mezzo, l’attenzione mediatica e politica inevitabimente si sposterà )
    3) scegliere obbiettivi raggiungibili, dare battaglia su tutto inevitabilmente ci sottopone a delle sconfitte e noi le sconfitte le paghiamo a caro prezzo ( guardate con ddl pillon, i magistrati hanno spinto ancora di più contro i maschietti di turno, salvo poche eccezioni, ma secondo me sono eccezioni fatte solo per protagonismo, le condizioni sono delle separazioni sono ancora più draconiane ), insomma trovare degli obbiettivi sicuramente raggiungibili, così poco alla volta aumenteremo il nostro potere 4
    4) evitare come la pece la consultazioni di articoli e siti femministi, così faremmo solo il loro favore

  4. ma cos’è sta storia che Pillon è stato riconosciuto colpevole di diffamazione verso un’associazione LGBT?

    1. Adnkronos:
      https://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2019/04/11/pillon-condannato-per-diffamazione_pwTpTAGtyz0rh9w97DKyNP.html

      C’è anche l’Ansa, ma è molto più stringata e non si capisce niente.
      Altre fonti riportano che Pillon si sarebbe difeso dicendo che aveva fatto satira, che era ironico.

      Quel che bisognerebbe appurare è quando è iniziata la causa: i fatti sono del 2015, se la causa fosse iniziata prima del 4 marzo 2018 o almeno prima del settembre 2018, direi che non è una manovra politica.
      Ma se, come sospetto, fosse iniziata nell’autunno 2018 (arrivando appunto al primo giudizio nell’aprile 2019, il timing sembra quello), allora si tratterebbe quasi sicuramente di una marchetta dell’associazione LGBT alle femministe: nessuno aspetta ben tre anni prima di fare causa se si sente diffamato.

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