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Ordine degli Psicologi: prima bugiardi poi ipocriti

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persone_giardinaIl fatto è noto: settimana scorsa, in audizione al Senato sul DDL 735 di riforma delle separazioni e affidi di minori, l’Ordine degli Psicologi, per bocca del suo Presidente Fulvio Giardina, dichiara che interesse supremo del minore è restare in una casa con una figura genitoriale di riferimento. Nel dichiarare questo, oltre a smentire la posizione che lo stesso Ordine aveva assunto pochi anni prima, del tutto favorevole all’affido paritario condiviso, cita a supporto tre studi scientifici internazionali. Che però, a un controllo attento, parlano di tutt’altro. Dunque un tentativo palese di buttare fumo scientifico negli occhi dei senatori e dell’opinione pubblica, citando studi a caso a sostegno del proprio voltafaccia. L’autore di uno dei tre studi, l’eminente Linda Nielsen, viene a sapere della manipolazione e diffida l’Ordine dall’utilizzare impropriamente e dal distorcere il cuore dei suoi studi, nettamente favorevoli (come il resto della comunità scientifica) all’affido condiviso paritario anche con minori di età inferiore ai tre anni. Irritatissima, chiede anche una smentita pubblica da parte dell’Ordine, con tanto di scuse.

C’è voluta una settimana di brainstorming all’Ordine per trovare una qualche risposta a una figuraccia internazionale così scandalosa, che rispondesse anche al legittimo sospetto per cui più che un parere tecnico-scientifico quello depositato al Senato fosse un posizionamento politico e di interessi. L’esito è una lettera del Presidente Giardina rivolta proprio a Linda Nielsen, corroborata dalla presa di posizione di qualche altro terapeuta dell’Ordine. Nella sostanza la missiva dice: sì, riconosciamo il valore dell’affido condiviso paritario, ma solo se valutato caso per caso dal giudice e non a prescindere. Proprio per esprimere questo, dice la lettera, si sono portate le citazioni scientifiche presenti nel documento depositato in Senato. Tra le righe della risposta di Giardina non c’è traccia né di spiegazione del cambiamento di posizione dell’Ordine rispetto a pochi anni fa, né del fatto che comunque gli studi citati non c’entrano un piffero, né delle scuse esplicite che la stessa Nielsen aveva chiesto con particolare vivacità. Ed è ovvio che non ci siano: la risposta dell’Ordine è in realtà un patetico tentativo di scusare l’inscusabile. Con essa, l’Ordine si qualifica come ipocrita, dopo essersi mostrato bugiardo e mistificatore. Vediamo perché.

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logo_odpAnzitutto perché cerca di coprire le proprie malefatte mescolando le tematiche. Un ordine professionale come il CNOP dovrebbe limitarsi a ciò che gli compete, il campo scientifico. Alla domanda su quale sia sul piano psicologico il supremo interesse del minore, si dovrebbe rispondere, consultata la letteratura scientifica in materia, solo e semplicmente: l’affido condiviso paritario, anche sotto i tre anni d’età. Punto. Questo ci si attende da un Ordine degli Psicologi serio. Invece quello italiano, settimana scorsa e ancora di più ora con la sua replica alla Nielsen, ci ficca dentro riflessioni che non sono di sua competenza, ponendo furbescamente la condizione: “il giudice deve decidere caso per caso”. Il problema è che ciò che debba o non debba, possa o non possa fare un giudice lo definiscono i legislatori e i giuresperiti, non un ordine degli psicologi. Appiccicare alla riflessione tratta dalla letteratura scientifica una tale specificazione significa porre una condizione che esula dalle proprie competenze. Un modo astuto per negare la verità scientifica opponendovi una necessità giuridica. Una vera carognata.

Una carognata per di più nuovamente falsa e falsificante. Ciò che gli psicologi nostrani fingono di non sapere è che le leggi, per norma costituzionale, devono essere “generiche”. Nel produrle, quindi, il legislatore non può e non deve tenere conto del “caso per caso”, per lo meno non in prima istanza. L’eterogeneità della realtà c’è, indubbiamente, e chi fa le leggi deve tenerne conto, ma il suo compito è individuare una regola che valga per tutti. L’attenzione alle articolazioni possibili viene dopo la regola generale ed è declinata dagli altri supporti istituzionali o sociali disponibili. In ogni caso non è compito dell’Ordine degli Psicologi richiamare a questa necessità. Se il tema è: la tutela del minore, il suo compito è dire quale sia la miglior tutela dal lato psicologico. Ogni altra valutazione è un calcolato inquinamento, oltre che il segno di una chiara malafede.

#grafica_soldiapioggiaL’appello di Giardina alla formuletta del “caso per caso” infatti iscrive lui stesso e l’Ordine che rappresenta nella rumorosa schiera di chi si oppone a ogni ipotesi di riforma in materia di separazioni e affidi che affermi un criterio generale di riferimento. Non solo: è proprio appellandosi a quella formula che la Legge 54/2006 è rimasta inapplicata fin dalla sua promulgazione, con una diffusione di falsi in atti d’ufficio inconcepibile in un paese moderno e democratico, più una quantità spaventosa di anomalie e sofferenze ormai giunte a un livello inaccettabile. La ragione di questo posizionamento dell’Ordine è chiaro: gli va benissimo l’affido condiviso paritario ma solo se al giudice viene lasciata piena discrezionalità “caso per caso” perché così quello stesso giudice, per capirci qualcosa, dovrà continuare a chiedere Consulenze Tecniche d’Ufficio, quelle inutili sciabolate nei fianchi delle famiglie in disgregazione che oggi dilagano devastando persone, minori e giustizia. Ma che tanti tanti bei soldi portano nelle tasche degli psicologi.

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Qualunque riforma che togliesse la discrezionalità ai giudici e invertisse la logica, imponendo come priorità anzitutto e in termini generali l’interesse del minore e solo dopo la considerazione del “caso per caso”, stroncherebbe radicalmente il business delle CTU (oltre a tanti altri). Da quell’orecchio l’Ordine non ci vuole sentire, e chi se ne frega del benessere dei minori e di una giustizia equa. Una posizione vergognosa, espressa da una risposta allo scandalo che è una toppa peggiore del buco. Altrove l’intero vertice si sarebbe dimesso una settimana fa, ma in Italia no, resta lì e gli viene consentito di nascondere i propri sporchi interessi dietro a un dito. Oltre a questo, se una cosa questa vicenda insegna è anche che proprio lì sta la piaga che duole: il supremo interesse del minore, che psicologicamente è la frequentazione paritaria dei genitori separati, anche sotto i tre anni d’età.

varie_bambinoUn principio che la tanto discussa “proposta Pillon” ancora non soddisfa come dovrebbe, anteponendo opportunità di mediazione prima di una decisione del giudice. Come ho sostenuto in diverse sedi, il rito dovrebbe essere invertito, la legge dovrebbe stabilire a prescindere e a monte che in caso di separazione coniugale i minori devono stare 182 giorni all’anno con un genitore e 182 con l’altro. Il giudice dovrebbe solo ratificare questo dato di fatto che è il supremo interesse del minore (chi ha dei dubbi in merito, chieda a Linda Nielsen). Fatto questo e solo dopo questo, se i genitori sono in difficoltà a suddividersi i periodi, allora possono entrare in campo mediatori, psicologi ed altri per aiutare l’ex coppia ad articolare i giorni annui decisi per legge in modo da rispondere efficacemente al “caso per caso”. Questa sarebbe una legge giusta. Chiaro che, se così fosse, le coppie si presenterebbero davanti al giudice con una suddivisione dei tempi d’affido già conforme alla legge, già concordata, anche per non spendere soldi in inutili mediazioni e consulenze tecniche. Il che sarebbe la rovina per tutte quelle categorie che oggi campano sulla rovina delle famiglie e sulle future psicosi dei minori. Ed è soprattutto per evitare questa rovina che l’Ordine degli Psicologi italiano arriva oggi a essere motivo di vergogna sul piano internazionale per il nostro paese.


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11 thoughts on “Ordine degli Psicologi: prima bugiardi poi ipocriti

  1. ringraziamo questo signore e l’ordine degli psicologi, grazie a loro sarà più facile l’approvazione della legge e penso che sarà più difficile per i magistrati depotenziarla… grazie!!

  2. Il tipo in questione di scientifico ha poco o nulla e sono evidenti i suoi interessi di bottega.
    Tanto per ridere posterò ora un aforisma noto ai medici :
    il nevrotico costruisce castelli in aria
    lo psicotico ci vive
    lo psichiatra e/o psicologo ritira l’affitto

  3. Non si sono neppure resi conto che stavolta i loro reali interessi sono usciti allo scoperto, altro che “interessi dei minori”… E loro dovrebbero rappresentare ciò che viene definita Deontologia? Spero che la maggior parte degli psicologi capisca quale gioco si sta facendo e che siano i primi a muoversi contro chi li rappresenta negativamente nel quadro nazionale ed, oggi ancor più, internazionale.

  4. Io questo lo radierei dall’ordine, gli toglierei la patria potestà sui figli (se sono davvero suoi, comunque non so: di solito i figli sono del padre ma è il giudice decidere caso per caso) e in più una bella multona.

  5. ” caso per caso” : sarebbe come dire che la legge di gravità funziona se ti trovi a Roma e potrebbe non funzionare se ti trova che so, a Berlino. Buttarlo fuori dall’ordine a calci in culo questo ciarlatano.

  6. “Nella sostanza la missiva dice: sì, riconosciamo il valore dell’affido condiviso paritario, ma solo se valutato caso per caso dal giudice e non a prescindere.”

    Quindi Fulvio Giardina HA MENTITO in precedenza.
    Perché si lascia questo mentitore al suo posto?
    E’ solo un parassita che cambia versione a seconda delle convenienze personali, non solo è inutile ma fa danni.

  7. Inerenti all ordine degli psicologi personalmente ho una serie di documenti che faranno molto riflettere compresi alcuni fonoregistati che confermano come alcuni di loro non abbiano nessun interesse per il minore cosa grave è denunciata .. che farà parte di un fascicolo che completato un iter di ostruzionismo fa modo e maniera di far conoscere ai più …

  8. Aver cercato di bloccare la parità genitoriale con una citazione falsa in un documento pubblico è molto grave. Forse ci sta una denuncia per falso in atto pubblico? Comunque la questione è politica: una parte della psicolgia è degenerata nell’ideologia femminista della sinistra moderna

  9. Secondo me questa vicenda, se sfruttata bene, può segnare un punto decisivo a favore di coloro che sostengono la riforma, ovviamente se c’è la vera volontà politica di riformare l’affido condiviso.
    Questo perchè Il parere degli psicologi era uno dei più importanti ed attesi, visto che tutta la discussione sulla riforma è incentrata su quale sia la miglior organizzazione di vita per il benessere psico-fisico dei minori dopo la separazione dei genitori (tutte le altre motivazioni sono pura speculazione mediatica). L’aver espresso un parere diametralmente opposto a quello del 2011, senza fornire alcuna motivazione sul cambio di rotta, ma, anzi, (sembrerebbe) mistificando risultati di ricerche scientifiche al fine di sostenere le loro nuove posizioni, non ha fatto altro che squarciare il velo di ipocrisia, del preminente interesse del minore, dietro cui si nascondevano. E la risposta alla contestazione dell’autrice del lavoro scientifico, che sconfina in valutazioni giuridiche più che psicologiche, mette ancor di più a nudo quali sono i loro veri interessi. A mia avviso, tale vicenda è stata un clamoroso autogol, un boomerang che si è ritorto contro tutti i detrattori della riforma, naturalmente se c’è la vera volontà di riformare. Ad ogni modo, la politica non ha più scuse valide per impedire la riforma.

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