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Porno per bambini: un passo in più nel degrado

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porno-per-bambiniHa suscitato scandalo e indignazione la proposta della Santeria Social Club di Milano di proporre al pubblico una mostra di disegni intitolata “Porno per bambini”. Qualche anteprima è trapelata, e si trattava di schizzi piuttosto semplici raffiguranti scene di sesso esplicito in ogni direzione, da quello omosessuale, a quello zoofilo, passando per l’eterosessualità. Niente che fosse degno di una mostra, in realtà. Di fatto graffiti del genere, spesso anche fatti meglio, si trovano nei bagni degli autogrill o delle carceri, ma tant’è lì sembra volersi dirigere l’arte contemporanea. Tuttavia il solo concetto di porno per bambini, così pericolosamente vicino a prospettive pedofile, ha suscitato un’alzata di scudi diffusa. A fronte delle polemiche, gli organizzatori hanno annullato la mostra, lamentando di essere stati fraintesi, che non c’era nulla di male, che erano solo disegni con cui l’autore ricordava il sesso immaginato quando era bambino. Scemenze, ovviamente. Si è solo cercata la massima visibilità spingendo un po’ più in basso l’asticella della decenza, con il cinismo tipico di questi tempi dove tutti noi, possibili fruitori di bellezza, siamo forzati a diventare consumatori dell’orrido e dell’immorale, e a scambiare la libertà con la licenza. Il problema è che iniziative così grevi di caccia grossa alla ribalta spostano, volutamente o meno, la “finestra di Overton” ogni volta un po’ più in là, inducendo a pensare che ciò che non è lecito possa a un certo punto gradualmente diventarlo. Positiva in questo senso è stata la reazione pubblica. Esistono ancora forze abbastanza determinate da tenere la finestra là dove sta, e guai a provare a spostarla. Certo questo avviene a prezzo di vedersi affibbiate etichette quali “conservatori”, “retrogradi”, “fascisti”, ma che importa: ben venga quel tipo di resistenza. Che è l’ultimo baluardo contro un degrado che, per ideologia o per interesse, si vuole sempre piu profondo.

13 thoughts on “Porno per bambini: un passo in più nel degrado

  1. sinceramente, io credo che la civiltà moderna stia compiendo fatti molto gravi ai danni dei bambini e delle bambine.
    Dalla mancanza del rispetto della loro progressiva evoluzione psichica fino alla imposizione di tecnologie del tutto
    inesistenti ai tempi in cui eravamo bambini (e abbiamo usufruito di un clima bellissimo non circondati
    da consumismo e da altri orpelli industriali). Fino alla strumentalizzazione dei bambini nelle separazioni.

    l’ultima porcata è il coinvolgimento di bambini ma anche di adolescenti nel porno: proprio nella fase delicatissima in cui
    scoprono il loro corpo, scoprono l’affettività, scoprono i loro sentimenti che dovrebbero essere quanto più puri
    e meno inquinati possibile. Danni irreparabili .

    in questo schifo generale, immaginate cosa io posso pensare di una raffigurazione tanto forzosa
    del “porno per bimbi” ad opera di artisti tra virgolette, autoproclamatisi come tali.
    Anche la pedopornografia e il coinvolgimento dei minori in atteggiamenti molto più gradi di loro
    sono un immenso scempio del quale pagheremo le conseguenze presto o tardi.
    Il degrado assoluto. Altro che “arte”.

    1. Vero Giannetto, le conseguenze le pagheremo tutti perché quei bambini sono i cittadini di domani.

  2. Pedofobia e incestofobia sono i neologismi prossimi venturi.
    La resistenza contro il gender fa è utile a tutti i diritti maschili, perché quello che si vuole e’ distruggere non solo il maschio ma tutto l’universo che in qualche modo e’ riconducibile a lui

    Finalmente si torna a parlare di tematiche cruciali, che riguardano i nostri figli e il bene comune perché sono in gioco le nuove generazioni che manderanno avanti il Paese (e ci pagheranno le pensioni).
    Già esistono, all’estero e forse già in Italia, “genitori gender” che confondono l’identità sessuale dei figli e li educano con i sextoys. Quali saranno i costi sociali di queste storture per tutti noi: abbandoni scolastici, assistenti sociali, disoccupazione, suicidi, come dimostrato da diversi studi.

  3. qualcuno ha raccolto alcuni titoli di giornale che sembrano ambiguamente invitare alla tolleranza nei confronti della pedofilia.
    https://pbs.twimg.com/media/Dil_MtgXcAAIEKM.jpg

    per me è l’ennesima prova di come si possa piegare ogni ideologia ad affermare e a sostenere tutto e il contrario di tutto.
    Un po’ come l’Huffington Post o il Guardian che pubblicano articoli sostenendo che Maometto è stato il primo femminista e via delirando.

  4. A proposito di cose che non vanno, letto ora:
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/12/04/adinolfi-reddito-maternita-a-mamme-che-non-lavorano-cracco-ha-ragione-ce-la-femminilizzazione-del-maschio/4811999/

    “Il Popolo della Famiglia propone di erogare il reddito di maternità. Si tratta di un bonus da 1000 euro netti al mese, per tutte le donne, sposate O NON SPOSATE, che rinunciano al lavoro per dedicarsi completamente ai figli“

    Enfasi mia.

    Non è solo la Valfrutta a pensare che le madri single sono una famiglia, è anche il cosiddetto “Popolo della Famiglia”…
    Come se non bastasse l’opposizione contro il DDL Pillon
    E questi non sarebbero alleati delle femministe?

  5. ti dovertirà sapere che sull’argomento la pensi come Marina Terragni, femminista della differenza che su questo blog è considerata malissimo (ed è osteggiata anche nell’attivismo lgbt per via delle sue posizioni contro la gpa).

      1. “anche un orologio fermo segna l’ora esatta due volte al giorno.”

        è esattamente ciò che penso io di questo blog

        1. Tu ti rendi contro che andare dietro alle idee della Terragni è pericoloso PER TE?
          Per te, non per la Terragni, non per me, non per Davide Stasi: tra i quattro sei TU l’unico che corre un pericolo.

          Esempio pratico:
          La totalità degli uomini che sono stati colpiti da #metoo avevamo un atteggiamento più o meno consenziente o positivo veroso il femminismo e le idee femministe: il numero di notori anti-femministi colpiti da #metoo è pari a ZERO.
          I femministi sono una buona metà di quelli colpiti da #metoo e la TOTALITA’ dei suicidi a seguito di #metoo.
          Quindi:
          Circa il 10% degli uomini si dichiara anti-femminista, circa il 15% si dichiara femminista.
          Femministi colpiti da #metoo: oltre il 50% dei colpiti totali
          Anti-femministi colpiti da #metoo: ZERO
          Totale femministi suicidi sul totale suicidi provocati da #metoo: 100%

          Ah, stavolta gli elenchi te li cerchi e se non ci credi: cazzi tuoi.
          Io ti do’ solo due dritte:
          Carl Sargeant e Aziz Ansari, due alle due estremità.

          1. Ma c’è di più! Il femminismo come categoria a sè nemmeno esiste. Mi spiegate come fanno a esistere i diritti delle donne e poi a pretendere che le femministe non ci vedano come loro nemici e oppressori? Il cosiddetto femminismo non può esistere scorporato dalla lotta di classe pena la traformazione della medesima in lotta di genere (quello che puntualmente è successo)e la proliferazione di sottogruppi ognuno destinato a rivendicare i propri diritti (e i soldi)all’insegna della divisività e del monadismo esistenziale! Una pacchia per ESSI! Hanno avuto servito su un piatto d’argento il tanto agognato “Divide et impera”! Ci sono sono solo diritti delle persone! Se vi ponete in quest’ottica tutto va al proprio posto: esiste la violenza (non la violenza degli uomini contro le donne e viceversa)da combattere insieme; la famiglia da difendere quale luogo di realizzazione dell’uomo, della donna e dei bambini; il diritto al lavoro in base alle proprie capacità (la tecnologia aiuta le donne a guidare anche potenti autotreni o scavatori) degnamente retribuito, etc.

            Forse conoscete già questo:

            http://www.linterferenza.info/editoriali/caro-formenti-femminismo-uno-solo/

            Interessante tutto l’articolo, i link e soprattutto il primo commento tra i tanti.

            Sono fermamente convinto che il discorso debba essere riportato entro questo alveo, di lotta di classe, tutto il resto è depistaggio.

            La provocazione prima della buonanotte!

            A presto!

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