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Pregiudizio dei media, pregiudizio dei giudici

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varie_notiziestalkingdi Fabio Nestola –  Il 4 giugno a Roma una donna sfregia con un coltello la nuova compagna dell’ex marito. Denunciata a piede libero, “dovrà rispondere” di lesioni, violazione di domicilio e stalking. L’8 giugno, a Pescara, un uomo che minaccia l’ex moglie e la sua famiglia, finisce in manette per stalking. Ennesima dimostrazione, se mai ce ne fosse bisogno, della cronica asimmetria valutativa che inquina le nostre Procure. Lui viene immediatamente arrestato per aver minacciato verbalmente le sue vittime, senza alzare un dito; lei la sua vittima l’ha aggredita a coltellate ma non scattano le manette. Non solo: l’articolo di FanPage riferisce che la signora avrebbe “tentato di uccidere” la rivale: di notte avrebbe fatto irruzione in casa della compagna del suo ex marito scardinando la porta con una serie di calci, l’avrebbe presa a pugni, l’avrebbe sfregiata con un coltello da cucina. Infine “la persecutrice non sarebbe rimasta appagata da quell’atto violento e si sarebbe recata sotto casa della vittima urlando ‘scendi che ti ammazzo’, non sapendo che la sua rivale in amore non era in casa in quel momento, bensì era ricoverata in ospedale a seguito dei tagli riportati”. Il tutto ampiamente annunciato da una serie di telefonate con minacce di morte. Riassumendo: tentato omicidio, lesioni volontarie, violazione di domicilio, danneggiamenti, percosse, minacce, stalking.  A ruoli invertiti ce ne sarebbe in abbondanza per schiaffare in galera l’aggressore, ma quando l’aggressore è una vivace signora aspetta il processo a casa invece che dietro le sbarre. Anche se ha aggredito un’altra donna. Per un uomo invece basta urlare delle minacce, e le porte delle patrie galere si spalancano. Alla faccia della certezza del diritto.


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3 thoughts on “Pregiudizio dei media, pregiudizio dei giudici

  1. Purtroppo, con lo stereotipo di donna mai cattiva sempre più radicato, anche attaccare altre donne sta diventando sempre più impunito. Senza contare il fatto che se anche solo si tenta di applicare una vera condanna a queste donne è facile che le femministe, locali e non, facciano caciara mediatica come loro solito.

    1. “se anche solo si tenta di applicare una vera condanna a queste donne è facile che le femministe, locali e non, facciano caciara mediatica come loro solito.”

      Proprio così! Ogni meritata condanna di una donna che aggredisce un’altra donna potrebbe venire interpretata dalle femminarde come una sentenza di un giudice (anche femmina) “amico del patriarcato”… alla manipolazione, una volta che si lasci queste stupide (si veda la definizione del Cipolla http://www.giovis.com/cipolla.htm per riderne un po’… ma non troppo) berciare indisturbate, non c’è limite!

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