STALKER SARAI TU

Quando la storia non insegna: tre storie vere nel nome dei figli

Questo blog ha interrotto le pubblicazioni il 14/09/2020, dopo 4 anni di attività.

Le sue tematiche sono ora sviluppate da una nuova piattaforma:

LA FIONDA

https://www.lafionda.com

<

grafica_uomodonnacervellidi Giuseppe Augello – E’ proprio vero che la realtà supera sempre le migliori fantasie. Per tale motivo non occorre scervellarsi troppo per narrare, basta prendere spunto da storie di vita vissuta. Le storie che mi accingo a citare sono però vere, avendone io preso conoscenza dai diretti interessati, padri in procinto di separazione e poi separati. Poiché non rivelerò mai il nome di codesti sventurati, chiamiamo con una sigla i padri, esempio P (Partner/papà) e con una M le madri (Moglie/madre).

Primo caso. Il padre P1, di 35 anni circa, dimorante nel centro Italia, ha una relazione con una ragazza di altra regione italiana del sud, con la quale vive in affitto. Lui ha uno stipendio medio. Da tale relazione nasce una bambina. Poco dopo la nascita, la suddetta madre M1 si accorge di essere intollerante a P1, e annuncia di volersi separare. Annuncia però di volere fare rientro presso la sua famiglia, che vive a 400 Km. di distanza. P1, sconfortato, pensa e ripensa, superato lo smarrimento, si reca da un legale per consiglio. Lo stesso intraprende una contrattazione per una separazione consensuale e, fatti i debiti conti, annuncia che è lui a dovere lasciare la casa in affitto e pagarsi un secondo affitto. Gli consiglia quindi vivamente di accettare la richiesta di trasferimento della M1 presso la famiglia di origine. Infatti, afferma tale legale, “qualunque giudice consentirà alla M1 di spostare la sua residenza. Tanto vale…”.

donna_schiacciauomo

Ovviamente, da un confronto a quattro, anche il legale di M1 informa il malcapitato che il giudice accoglierà la richiesta di trasferimento. Peraltro in assenza di matrimonio non esiste obbligo per M1 di convivenza alcuna. P1 potrebbe anche in fondo pagarsi una modesta abitazione, ma, preso dal panico, e sovrastato dal parere di due legali che sicuramente, pensa, ne sanno più di lui, accetta e si va alla consensuale. Essendo la bambina in tenera età, accetta di non farla pernottare con sé per un ulteriore anno e di sobbarcarsi un viaggio di 800 km, tra andata e ritorno, per visitarla. Tre giorni prima della separazione intercetto la sua situazione e lo informo di non essere affatto scontato il consenso del giudice al trasferimento della figlioletta, in mancanza del suo. Lo imploro di non firmare per il bene di sua figlia, ma lui, sordo, convinto di risparmiare un affitto, risponde con un “due legali mi hanno detto di firmare” (?!?). Io resto convinto che si tratti di una di quelle consensuali firmate obtorto collo, come condannati al capestro, senza minimamente interloquire col legale disonesto in cui si incappa, chiaramente compromesso da promesse scambiate con la controparte.

Questo articolo è il frutto del lavoro volontario e gratuito dell’autore. Se vuoi aiutarlo contribuendo al mantenimento del blog e alla diffusione dei suoi contenuti, fai una donazione tramite bonifico o PayPal. Grazie!


IBAN: IT12D0617501410000001392680

M1 si trasferisce con la bambina. Con buona pace del “mantenimento della residenza abituale del minore”. Il giudice omologa e onera di 400 euro al mese il già semi-padre distante. Inizia il calvario. Il cosiddetto padre visita la bambina per due fine settimana al mese, indovinate come? Recandosi a casa della ex, (la piccola ha due anni) dopo un viaggio di 400 km, indesiderato ospite, e subendo ogni tipo di ingiurie e provocazioni per stare con la figlioletta un paio d’ore. Il momento del pranzo lo vede spettatore, la bambina viene trovata sempre in compagnia di amichetti e non si fila neanche il padre, apprende dalla figlioletta ingenua che uno zio le ha rivelato essere il suò papà, un poco di buono che sta in carcere, e per tale motivo non lo vede spesso; se non come inebetito spettatore.

stalking-su-uomoPassato il primo anno lo sciagurato tenta di usufruire dei pernotti. Neanche a parlarne. La bambina piange perché vuole tornare dalla mamma ogni sera e lui non ha modo di sostituire il suo afflato materno. Quindi, P1, compie un viaggio di 800 km, affitta una camera in un hotel di 4^ categoria, per godersi lo spettacolo della bimba che non intende riconoscere la sua figura un’ora o due sia il sabato che la domenica. Dopo un ulteriore anno cerca di ottenere almeno le vacanze estive, con prelievo e riaccompagno della bambina (totale 1600 Km), ma con scarsissimi risultati. Mi confessa infine che dal punto di vista economico la sua scelta è una vera “débacle” in quanto l’onere dovuto alla distanza percorsa in auto, non calcolando lo stress fisico e da umiliazione, supera quello di un affitto che avrebbe potuto sostenere da solo.

Secondo caso. Un padre P2, anche lui di 35 anni (quant’è bella giovinezza, che si fugge tuttavia…), reddito 2500 euro al mese, è regolarmente coniugato con una donna, anch’essa originaria di altra regione, e hanno una bambina di due anni. Casa della famiglia di M2 distante 270 Km. Quattro anni fa il suddetto P2 proprietario insieme ad M2 della casa coniugale di cui paga il mutuo interamente, pur essendo il contratto a nome di entrambi, assurge alla fulgida idea di economizzare sulle tasse. Intestando il suo 50% di proprietà della casa ad una sorella. Immaginate cosa avviene quando M2 lo viene a sapere. Qui non occorre neanche indulgere in descrizioni. In conclusione P2 viene convinto da M2 di effettuare una falsa separazione e intestare la sua metà a lei, che diviene proprietaria al 100% della casa coniugale. La convivenza continua regolarmente per due anni, felicitata con la nascita di un altro figlioletto.

Questo articolo è il frutto del lavoro volontario e gratuito dell’autore. Se vuoi aiutarlo contribuendo al mantenimento del blog e alla diffusione dei suoi contenuti, fai una donazione tramite bonifico o PayPal. Grazie!


IBAN: IT12D0617501410000001392680

varie_donnasoldiDopo tre anni però la signora M2 fa recapitare al legale della separazione consensuale falsa, già effettuata, una comunicazione di richiesta di divorzio, e P2 scopre che la stessa è accompagnata da una richiesta formale alla sua amministrazione di trasferimento di M2 nella città di origine. Chieste spiegazioni a M2, P2 si sente controbattere con una offerta: “se acconsenti al mio trasferimento coi bambini ti ridò il tuo 50% di proprietà dell’abitazione (quella che era sua). Lui ci pensa, chiede consiglio, è affranto per la fine dell’unione e spera ancora in un ripensamento di M2. Lo consiglio ovviamente di non accettare per non ripetere l’errore di P1 e perdere al posizione di padre affettuoso quale lui è, e di intraprendere semmai una causa per la restituzione della casa interamente pagata da lui al 100% (dimostrabile). La separazione precedente è poi annullata dalla nascita di un ulteriore figlio. Quindi P2 informa M2 che non consentirà il trasferimento, ed M2 risponde con un laconico “va bene”.

Da quel giorno inizia un ulteriore calvario. La ormai ex comincia a provocarlo ed offenderlo nei modi più abietti. Lo accusa di soverchiare la sua libertà di uscire. In una occasione nel quale il bambino cade dal lettino procurandosi un bernoccolo chiama le forze dell’ordine e rivela che il padre li ha picchiati. Invia una diffida al legale di lui invitandolo a cessare i comportamenti violenti coi figlioli e con la stessa M2. Invia dei messaggi Whatsapp disperati in cui gli chiede di non picchiarla e maltrattarla più. Lo informo che tale strategia è classica e il comportamento della ex risponde ad una regia consolidata, invitandolo letteralmente a non farsi provocare, tirar fuori le palle e difendersi legalmente. Ma lui è preso dal panico. Lei centellinando il veleno della paura lo informa di avere trascorso una giornata alla stazione dei carabinieri per denunciarlo.

#separazione_casaLui ancora è incredulo. Lo invito a recarsi dagli stessi carabinieri in compagnia del suo legale per chiarire la sua posizione. Ma niente. E’ terrorizzato dall’idea di essere denunciato e perdere i bambini (in che modo? “come tutti gli altri padri” risponde lui!). La notte porta consiglio e qualche mattina dopo si sveglia con la determinazione di acconsentire al trasferimento dei figli, pur di recuperare (in teoria) una certa somma e cessare il supplizio. A nulla vale presentargli la vicenda di P1 ed M1. Ha deciso. O consensuale o morte! Lui tornerà dai suoi o si cercherà un tugurio, e lei godrà dei nonni materni ben disposti a occuparsi dei bambini mentre la mamma è da tutt’altre faccende affaccendate. Lo informo che il calvario, in questo caso, è solo all’inizio.

Questo articolo è il frutto del lavoro volontario e gratuito dell’autore. Se vuoi aiutarlo contribuendo al mantenimento del blog e alla diffusione dei suoi contenuti, fai una donazione tramite bonifico o PayPal. Grazie!


IBAN: IT12D0617501410000001392680

Ora, poiché mi risulta che casi analoghi siano tutt’altro che rari, delle due l’una. O tanti papà di questo paese sono degli sconsiderati cacasotto e sconoscono le più elementari regole del diritto di famiglia e di quelli facenti capo ai figli, rinunciando non alla lotta, che sarebbe anche comprensibile, ma persino ad una seria contrattazione della separazione, oppure la propaganda, l’aggressività, la vendicatività della donna in procinto di separazione è tale che, condita con una bene addestrata e collaudata strategia, si è bevuta del tutto ogni briciolo di razionalità maschile. C’è da sorridere, se non fosse tragico, dinanzi alla ideologia e alla propaganda di chi schiamazza sulla violenza dell’uomo e grida ancora non essere frutto di raptus violento quello che assale in qualche caso una debole mente maschile messa all’angolo con la fine incombente.

uomo_padre-e-figlioNon è finita. Infine parliamo del caso P3 ed M3. M3 di origine straniera, di un paese oltreoceano. Da sempre nostalgica, trapiantata in Italia per puro vantaggio personale, conduce una convivenza con P3 costellata da intensissimi scambi affettivi e sessuali, ma anche da un ménage  disperante per una ben guidata emotività di lei che riconduce a P3 il suo impoverimento dovuto al trasferimento in Italia, per puro amore, e la sua richiesta di aiuto e vantaggi, che P3 soddisfa volentieri. Dopo dieci anni di convivenza all’insegna delle scenate ma anche di allegre baldorie, nasce un bellissimo bambino. P3 lo accoglie con gioia, nonostante tutto, e decide di tentare il tutto per tutto acquistando una abitazione molto confortevole ed intestando la proprietà ad ambedue nel tentativo di stabilizzare la psiche di lei. Ovviamente onerandosi da solo delle rate di mutuo.

Quando il bambino compie cinque anni, durante quali emergono il suo attaccamento fortissimo al padre e la sua insofferenza a un madre usa a scenate violente e all’uso delle mani, M3 ha la brillante idea di approfittare di una vacanza nel suo paese di origine ed annunciare cinicamente il suo non ritorno. Con la motivazione che lui non le consente di essere madre ed è un violento. Tenta anche, nel paese di origine, di muovergli una denuncia con due certificati di P.S. magicamente fuoriusciti. P3 è preso dal panico, ma si ricompone e muove a sua volta denuncia all’Autorità Centrale per sottrazione di minore all’estero, (senza esito) oltreché ai carabinieri (che lo sconsigliano vivamente). Riesce ad intercettare una legale alla quale M3 si era rivolta in precedenza alla partenza a sua insaputa. Passano cinque mesi intensi di contatti con le autorità consolari di P3 e con l’opera di prostrazione ad ogni desiderio di M3, purché faccia ritorno mentre il bambino viene portato a frequentare una scuola estera. Il legale cui si è rivolta la ex si convince però oltreché della sua buona fede, della situazione giuridica compromettente di M3, e riesce a convincerla a tornare in patria col minore, promettendole assistenza, e non senza prima una visita di P3 al paese materno presso la sua famiglia d’origine, con il capo cosparso di cenere e umilianti richieste di scuse.

Questo articolo è il frutto del lavoro volontario e gratuito dell’autore. Se vuoi aiutarlo contribuendo al mantenimento del blog e alla diffusione dei suoi contenuti, fai una donazione tramite bonifico o PayPal. Grazie!


IBAN: IT12D0617501410000001392680

arresto-manetteIl nucleo si ricompone e rientra ma M3 comincia, nel nostro grande paese dove la difesa della donna dalla violenza maschile non è certo affare per dilettanti, ad adoperarsi con legali, psicologi, consultori e terapie nelle quali narra la sua sofferenza, all’insaputa di P3. Dopo ulteriori due anni, iniziano le chiamate alle forze dell’ordine per futili o nessun motivo, senza che mai violenze emergano, e ricoveri al P.S. di cui solo il terzo anno si viene a conoscenza, dopo la sparizione da casa di M3 col figliolo, portato via con l’inganno, insieme al nonno materno. Per puro caso P3 viene a conoscenza altresì che esiste una richiesta di ordine di protezione nei suoi confronti ed una denuncia penale per una vita di maltrattamenti con le più fantomatiche accuse anche di violenza sessuale, e violenza sul figlio.

Riesce tuttavia a dimostrare in un anno e mezzo almeno in parte la falsità di tali accuse, comprendenti le violenze sul minore, ottiene l’affido condiviso, ma subisce un processo penale dove le testi più accreditate sono le operanti del Centro Antiviolenza dove M3 si è ricoverata la sera della sparizione, che non hanno mai conosciuto P3 ma giurano sulla credibilità della signora. In tale contesto, P3 riesce a mantenere il rapporto col figliolo, ma onerandosi di ingenti spese legali. Non mancano CTU e terapie genitoriali ma P3 ha perso la frequentazione normale col figliolo per un anno e mezzo di incontri protetti o parzialmente protetti di due ore a settimana. Prima della fine del processo di primo grado, M3 invia col proprio legale una missiva a P3 ove dichiara di potere rinunciare alla querela intentatagli per maltrattamenti e lesioni dietro assegnazione alla stessa del 50% di casa coniugale di proprietà di P3. P3 rifiuterà con orgoglio. Ed intraprenderà una causa di scioglimento di comunione. La vita è bella perché è varia.

#persone_pillonHistoria magistra vitae est. Dedicato a chi si affaccia all’inferno della separazione con la convinzione che la separazione giudiziale sia una disgrazia che tocca agli altri e non a lui, furbissimo e conciliante, e rinuncia ad ogni diritto suo e dei figli. E a chi rinuncia per pauroso pudore a rivelare e/o denunciare le immani sofferenze cui anche i padri soccombono. C’è da chiedersi se esista una presa di coscienza vera della problematica separativa cui un capopolo detto spregiativamente Pirlon (senza colpo ferire) si è permesso di suggerire una modifica, accolta a fischi e peti e lancio di anatemi di morte, da ormai ben sette mesi. E ha senso anche chiedersi se la causa dell’eventuale ritiro della proposta non possa essere dovuta proprio a quei questuanti che intendeva difendere, oggi all’accaparramento della protezione da “pentito collaborante”, più che a un uso serio della massa cerebrale e a una militanza seria ed organizzata, unica salvezza possibile. Nel nome dei figli.


Per essere sempre aggiornato sui nuovi articoli, iscriviti alla newsletter di “Stalker sarai tu”:

Loading

footer_sst

14 thoughts on “Quando la storia non insegna: tre storie vere nel nome dei figli

  1. Risposta a beneficio dell’utilissimo Ned, senza il quale i dibattiti a suon di commenti non sarebbero così interessanti:
    Poichè ho evitato particolari intimi che potessero portare qualcuno a riconoscersi, devo però spiegare la natura dell’attaccamento di P3 a M3: non spiegabile solo sessualmente.
    Varie volte, in precedenza della nascita del figliolo, la coppia sembrava riconoscere l’ineluttabilità della separazione, nonostante l’intesa sessuale ai più alti livelli. E questo la dice lunga sulla contraddizione di tanti rapporti “disperanti” che sono diffusissimi e longevi più delle relazioni normali, per rivelazioni statistiche fattemi da una nota psicologa investita di importanti CTU dal tribunale di Roma, autrice anche di varie pubblicazioni. Ma ciò che avveniva era che M3 iniziava una intensa opera di distruzione dell’equilibrio di P3, addebitandogli senza sentire ragioni l’intera responsabilità della scelta di vivere in Italia che l’avrebbe distrutta emotivamente in mancanza della protezione della sua famiglia (tale scelta di vita era invece dettata invece da migliori possibilità economiche poi realizzatesi); peraltro P3 era in buoni rapporti con la famiglia di lei, poi compromessi dalla strategia di M3. Il tentativo di recupero del rapporto era frutto della coscienza di P3 di non avere pensato ad altro che al meglio per M3, e l’immagine di P3 che M3 minacciava di spargere per il mondo, di lei sconfitta per sua causa con le aggravanti di vendicative bugie di violenze, era un peso morale insopportabile per una persona corretta come si riteneva, che lo induceva a riprendere la relazione come unico freno rivendicato da M3. In fondo, egli pensava, se la mia compagna ha dei problemi, il mio dovere è curarla. Quindi mettendo anche se stesso in discussione, la coppia durante l’intera relazione, seguiva delle terapie di coppia presso psicologhe varie. Con l’esito noto.
    Al momento della nascita del figliolo, non voluta da P3 ma avvenuta ugualmente, P3 intravide immediatamente il pericolo di una sottrazione del minore, poi verificatasi. E visse col terrore che gli venisse portato via un bimbetto meraviglioso. Cosa che avvenne infatti ben due volte. Unico possibile rimedio pacifico adottato fu quello, come consigliatogli ancora da una psicologa, di rendere la vita in Italia per M3 ben migliore di quella nel suo paese, come se il problema fosse stato questo e non il disturbo psicologico evidente nell’estremo vittimismo, nelle esagitate reazioni a futili motivi, di M3, unitamente alla criminale furbizia da questa adottata nella manipolazione altrui, in un ingiusto anelito distruttivo di P3; ancora, a mio parere, sintomo di disturbo della psiche. Se proprio non vogliamo parlare di una sottile ed efficace strategia delinquenziale di M3.
    Speravo non fossero necessari chiarimenti.

  2. Giusto l’altro giorno ho letto su un sito specializzato in consulti psicologi la seguente storia: una mamma scrive di essere sposata da 8 anni, di avere una figlia di 4 e che da tempo medita di separarsi dal marito, il quale però non è d’accordo. Lei allora resta per tenere insieme la famiglia, sennonchè ultimamente scrive che la figlia dimostra avversione nei confronti del padre. E quando lei le parla della possibilità di separarsi dal papà, la bambina si dimostra entusiasta all’idea. Morale della favola, chiede alla psicologa se non sarebbe il caso di separarsi per il bene della bambina e la psicologa giustamente le risponde che non può mettere nelle mani di una bambina di 4 anni decisioni del genere, decisioni che riguardano gli adulti.
    Una vicenda del genere secondo me è aberrante. Una moglie/madre che vuole separarsi pensa di farlo anche per il bene della figlia perché, magari per mille motivi, in questa fase della vita è più legata alla mamma che al papà e ci sono madri di famiglia che agiscono in base a cose del genere? Tra l’altro da come scrive è evidente la consapevolezza di essere in una posizione di potere rispetto al marito/padre. E meno male che poi sarebbero quelle penalizzate.

    1. ciao Andrea, la storia che hai riferito è sconcertante soprattutto per gli aspetti evidenti di manipolazione della bimba.
      Ogni tanto, ma non troppo frequentemente, emergono queste vicende personali di donne che,reputandosi al centro della
      vita di una famiglia, credono di avere il diritto di supremazia sulla gestione dei figli. Non mi meraviglia che abbia riposto
      una simile scelta su una bambina di scuola materna: sono capaci di tutto, in certi casi.

      In una vicenda reale che ho appreso dalla diretta interessata, costei, già divorziata da giovane (da un uomo del quale
      si dice segretamente legata, anche se lui si è rifatto una vita), ha avuto una bambina da un nuovo compagno.
      Lasciamo un attimo da parte la faccenda col marito divorziato.
      La signorina piuttosto giovane incontra un nuovo compagno di vita e rimane incinta; la gravidanza è desiderata.
      Non è ben chiaro cosa accade tra i due, fatto sta che lei un bel giorno prende la figlia e si allontana di casa
      per andare a vivere in altra città costiera con la figlia che avrà avuto al massimo otto mesi.
      Disperazione del nuovo compagno: lasciato e privato della possibilità di vedere la figlia.
      Comunque, circa 3 anni fa, ho saputo che lui, il padre, si è battuto come un leone per vedere la figlioletta
      tanto bella e tanto legata al padre.
      Immancabile il “contorno” di deliranti invenzioni di presunti abusi di lui, addirittura sulla bimba, con
      devoluzione di madre e figlia alla solita abusologa esistente sulla piazza; la serietà del padre e la
      sua serenità impediscono alla madre di proseguire nel suo folle e delirante progetto di denuncia.
      Un minimo di equilibrio un bel giorno si fa strada nella mente della madre che decide di mollare la “abusologa”
      locale, anche su mio pressante consiglio (conosco i miei polli e conosco le mattoidi locali ).
      al momento, la bimba vede abbastanza il padre.
      La signora fa la sua vita .

      ça va sans dire , la signora vede regolarmente un insigne psichiatra in Milano
      che dovrebbe risolvere gli irrisolti problemi di una donna instabile e in cerca di sé stessa.
      good luck.

      di storie come queste ne esistono a migliaia in tutta Italia.

  3. mi colpisce la storia di P3 e M3 sopratutto nella parte in cui si fa riferimento alla “baldoria” sessuale intervallata dalle scenate (di lei): “una convivenza con P3 costellata da intensissimi scambi affettivi e sessuali, ma anche da un ménage disperante per una ben guidata emotività di lei..”, insomma traducendo: questa M3 era una tizia emotivamente problematica, non particolarmente stabile ma sotto le lenzuola era una bomba, e, aggiungo io, è proprio per questo che P3 se ne è innamorato .

    Ora, alcuni anti-femministi (non te, Stasi quindi non azzanarmi) rimproverano alle donne uccise o maltrattate dai partner il fatto di non saper scegliere il partner, cioè di essere fatalmente attratte proprio dal tipo di uomo che poi le maltratta o le uccide: insomma, queste qua in preda agli ormoni si mettono col macho perchè è sessualmente eccitante, scartano uomini più miti ma meno sexy, e poi si stupiscono se il loro macho è ossessivamente geloso, violento ecc..Dovevano scegliere meglio, dicono questi anti-femministi. Il discorso delle donne attratte da uomini emotivamente instabili e violenti o bugiardi e quindi “responsabili” dei propri guai è ricorrente in molti discorsi anti-femministi.E’ un modo per dare la colpa alla vittima.
    se fossi uno che incolpa le vittime (ma non lo sono) potrei dire che P3 è causa del suo male in quanto, accecato dagli ormoni, si è messo con una tizia instabile,debole solo perchè c’era una grande intesa sessuale, magari P3 ha pure rifiutato altre donne molto più risolte emotivamente, molto più “affidabili” come compagne di vita ma ahimè non altrettanto sexy, non altrettanto eccitanti e attraenti.
    Potrei dirlo ma non lo dirò perchè l’attrazione fisica, l’intesa sessuale è importantissima e rifiutare chi non ci attrae sessualmente è giusto, e amare, essere attratti da certe persone (anche da persone che poi si rivelano essere tragicamente sbagliate) non è una colpa, questo vale per gli uomini che si innamorano di una “M3” ma anche per le donne che si innamorano di uomini che le maltrattano

    1. e poi non disperiamo, ci sono anche donne che sono sia attraenti e sexy che emotivamente stabili (come ci sono uomini attraenti, bravi a letto e stabili emotivamente)

  4. “schiamazza sulla violenza dell’uomo e grida ancora non essere frutto di raptus violento quello che assale in qualche caso una debole mente maschile messa all’angolo con la fine incombente”

    e ci risiamo. Quindi ogni donna uccisa (anche in caso di coppia non sposata e senza figli) si è comportata come M1, M2 o M3? Ma per favore..

    1. Benissimo. Per dimostrare il tuo punto, per favore portaci alcuni link in cui risulti provato e chiaro che una vittima, indipendentemente dal sesso, sia stata uccisa dal partner senza che ci fosse un ragionevole motivo scaturito dal comportamento della vittima stessa.
      Non dovrebbe essere un compito difficile per te.

      1. O anonimo genio, sai benissimo che nessun articolo di cronaca nera ti racconta per filo e per segno tutte le vicissitudini di una coppia separata ma ti dico che la tua domada è malposta in quanto non esiste un ragionevole motivo per il quale una persona possa uccidere l’ex partner a meno che l’ex partner non lo abbia aggredito fisicamente con un coltello o una pistola. anche se una ex moglie uccisa si fosse comportata cme le ex mogli del post, neanche quello giustifica un omicidio, o anonimo genio. E’ assurdo pensare che ogni donna uccisa dall’ex marito fosse come quelle raccontate in questo post, ma anche fosse così non cambia nulla

        Ti informo comunque che ci sono casi di femminicidio o tentato femminicidio anche tra ex fidanzati o ex conviventi senza figli, ultimo caso a Vercelli dove una donna è stata gravemente ustionata da un uomo con cui aveva avuto una relazione, quest’uomo non è mai stato sposato con lei e non avevano figli quindi non c’era nessuno di quei motivi che tu (sbagliando) definiresti “ragionevoli” per scatenare un comportamento violento da parte di un uomo
        https://www.nextquotidiano.it/simona-rocco-mario-duonno-donna-bruciata-vercelli/

  5. dimenticavo …il mio amico ieri ha usato un termine : “mercato legale”.
    Voi conoscete bene questo termine: è un mercato degli schiavi, della frutta e verdura, un black market o forse
    un tritacarne devastante ma ben “legalizzato”, significa che ha tutti i crismi della “apparente” legalità ..
    dove c’è gente che specula, vive, guadagna bella pasciuta sui disastri delle persone.

    buona giornata

  6. pensate che proprio ieri ho avuto certezza di un sospetto che coltivavo da tempo: parlando con un caro amico in un bar
    davanti ad un panino (buono), ho saputo che il primo avvocato, donna logicamente dato che si tratta del loro grande
    terreno di esaltazione della emancipazione, è una cattiva antimaschile; insieme alla madre (ex divorziata pure lei)
    difende prevalentemente DONNE SEPARATE ed è di una cattiveria inaudita contro gli ex mariti.
    da questo deriva il fatto che ovviamente una lestofante di questo tipo molto difficilmente farà gli interessi del
    padre separato: infatti, mi danneggiò enormemente in corrispondenza di questo periodo, sei anni fa.
    per la sua lurida opera professionale, consistita in due lettere, mi prese migliaia di euro di parcella.
    un danno e poi la beffa perchè il mio avvocato successivo dovette sudare sette camicie per rimediare i danni
    fatti da questa sottospecie di legale in ben cinque mesi. per mettere a posto una navicella partita malissima.
    soldi buttati e reputazione come padre messa a rischio.
    Sto aspettando di trovarla per strada …

    torno alla vostra preziosa lettura.

  7. Nella societa’ femminista il rapporto uomo-donna e’ diventato un gigantesco pasticcio.
    Una confusa commedia degli equivoci, che non fa’ nemmeno ridere.

    1. … gigantesco pasticcio…. confusa commedia degli equivoci…
      …e non fa nemmeno ridere…
      .
      Eppure gli elementi – per una bella risata – ci sarebbero.
      .
      Cortese sig. Xyz, se dicessi che queste sue osservazioni sono un beffardo oltraggio a tutti i Pn,
      lei si offenderebbe?
      O ne riderebbe…

      1. Sai com’è, da un punto di vista tradizionalista: “sono solo sciocchine che fanno le marachelle, è un equivoco che causa pasticci”.
        Le femministe probabilmente ridono come delle pazze quando vedono questo tipo di reazioni, piuttosto che reagire così tanto varrebbe lasciarle fare, in questo modo raggiungono lo stesso i loro obbiettivi ma almeno non le fai ridere.

        1. @ericlauder & RDV
          dovete avere un poco di pazienza con me.
          Vedete, io mi trovo in una condizione di netto svantaggio nei vostri confronti.
          Infatti non riesco a capire nulla di ciò che dite.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: