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Riparte la propaganda e il vittimismo femminista va all’incasso

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varie_cavAllarmante, davvero troppo allarmante la situazione per non correre subito ai ripari. A conti fatti da inizio 2019 le premesse reali che tengono in vita a stento la gigantesca corporate del femminismo vittimista sono insufficienti. I media si sono intiepiditi rispetto al bombardamento solito sulle tematiche ben note: il “femminicidio”, le violenze, le molestie, gli stupri. Se ne parla, per carità. Se ne parla ancora troppo rispetto alla reale dimensione del fenomeno, ma non con l’ossessività di un tempo. E soprattutto monta gradualmente l’attenzione mediatica anche per altri fatti: tantissime le false accuse di stupro notiziate dal mainstream, così come violenze e soprusi femminili sugli uomini. Per non parlare di quelle su bambini e anziani. In aggiunta, quella barbarie chiamata #MeToo sta arrivando piano piano al redde rationem, con assoluzioni e proscioglimenti da accuse che si susseguono oltreoceano. Questo timido ma evidente cambio di narrativa sta modificando gradualmente anche la percezione dell’opinione pubblica. Ed è soprattutto questo sgonfiamento della “bolla” ad allarmare le “sorelle” e i consigli d’amministrazione della holding femminazista nostrana, oltre ai politicanti di riferimento, in primis la Pennywise in salsa gender, che coglie subito l’occasione per dare manforte (pure senza fare errori grammaticali!).

Occorre quindi correre ai ripari. Non per altro: Vincenzo Spadafora è lì, con 37 milioni di euro in mano, impugnati come un croupier che deve dare le carte. Davanti a lui la bellezza di 338 centri antiviolenza, seduti sulle zampe posteriori e protesi con la bavetta alla bocca, pronti ad agguantare quello che si può e a continuare a vivacchiare incentivando false accuse e diffondendo dati sovrastimati e non verificati. Come quelli che, probabilmente su ordinativo dell’alta cupola di Ro$a No$tra, ha pubblicato giusto ieri Repubblica (sezione a pagamento, ça va sans dire…): 33 mila donne in fuga dalla violenza! Roba che nemmeno in Iran. Fonte dei dati? Ma naturalmente i 338 centri antiviolenza. Che hanno contato, dicono, quelle “prese in carico”. Se si contano i contatti generici si sale a 50 mila, nientemeno. Chi controlla l’esattezza del numero? Chi l’andamento della pratica? Nessuno. Loro stessi autocertificano e noi dobbiamo starcene. Eppure sarebbe utile sapere di che violenza si tratta, quante hanno risolto, quante condanne ci sono state e quante assoluzioni, se sono implicati italiani o stranieri, e altro. Quelle statistiche tanto utili per misurare davvero un fenomeno e capire se è un’emergenza o no, non ci sono, non vengono rilevate e controllate da nessuno. L’importante è sparare un numero a caso con più zero possibile.


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varie_femminicidio2E se non bastano i numeri buttati lì, sim-sala-bin! Ecco l’asso nella manica: il “femminicidio”! Che, oltre a essere ennesimo per definizione (non dimenticatelo), attenzione attenzione, nel 2019 avrebbe fatto nientemeno che 39 (tren-ta-no-ve!!!) vittime. Chi sono? Qual è la fonte dei dati? Boh, non si sa. Si sa solo che l’associazione “SOS Stalking”, un nome un programma, si è dilettata a prendere questi 39 casi e a pasticciarci sopra statistiche sue, tipo qual è la regione più femminassassina, età media delle vittime e dei killer, e tutte quelle robe inutili lì, per arrivare, gira che ti rigira, alla solita conclusione: “l’offender tipico italiano, il mostro, è il più delle volte il marito-compagno”. La notizia viene ripresa da diversi giornali, che la infarciscono di altre fonti apparentemente più autorevoli di “SOS Stalking”, ovvero il CENSIS (spazzatura di cui si è già parlato), che basa le sue conclusioni sul numero di denunce, dato che di per sé non significa nulla.

Perché questi dati gonfiati? Ce lo chiediamo spesso su queste pagine, dove si fa regolarmente debunking di queste falsità, e la risposta è sempre la stessa. Servono per giustificare l’utilità della holding antiviolenza. Che si giustifica anche convincendo l’opinione pubblica di qualcosa che non esiste, proprio a partire dal “femminicidio”, categoria criminologica mai definita in modo univoco. E l’opinione pubblica si convince anche con gli slogan. Il più diffuso: “una donna uccisa ogni tre giorni”. I conti devono tornare, però. Con 39 da inizio anno, oggi, più o meno ci siamo. Peccato che, accettando l’inaccettabile, ovvero la definizione di “femminicidio” data dalla Convenzione di Istanbul, i casi da inizio anno sarebbero 13, pari a una donna uccisa ogni due settimane. Una quota che ci pone tra i paesi più sicuri d’Europa e del mondo per le donne. E se quei tredici sono “femminicidi”, gli altri cosa sono? Incidenti, casi di malavita, questioni di soldi o di droga, omicidi-suicidi della pietà (anziani malati) e altro ancora. Niente che abbia a che fare con l’uccisione per senso di possesso, per oppressione maschile verso la donna inquantodonna, quale sarebbe in teoria il “femminicidio”, appunto.

donna_soldiFalsificazioni, mistificazioni, propaganda. Che torna in auge ora che Spadafora deve distribuire i piccioli, ma soprattutto ora che la narrazione generale non è più così ridondante come un tempo. Siano stati i blog di contro-informazione, sia che la gente si è saturata e sta mangiando la foglia (alla buon’ora), sia che stanno tirando troppo la corda e tra Bibbiano, i demoni della Bassa, il Forteto e tante altre vicende, cominciano a essere davvero troppi i casi di abusi e soprusi commessi fuori dalla legge, di fatto il meccanismo è sempre più inceppato, servono sempre più bugie e sempre più grandi per poter tenere il punto. E noi siamo qui per dare un contributo affinché quel punto non venga tenuto. E allora, gentile Sottosegretario Spadafora, non si nasconda dietro la foglia di fico del “censimento” dei centri antiviolenza, che non serve a nulla. Usi quei 37 milioni per creare un database centrale dove caricare i casi e distribuisca le risorse in base ai risultati raggiunti (casi realmente risolti), chieda poi rendiconto delle spese, come si fa in tutte le buone famiglie, lasci morire i centri antiviolenza inattivi o inutili (quasi tutti). In un colpo si desaturerebbero le procure dalla montagna di false denunce, con tante grazie da Bonafede ma soprattutto dalle poche vere vittime e dai tantissimi falsi accusati, e per sovrappiù si troverebbe un sacco di soldini nostri risparmiati. Magari da usare come risarcimento per le famiglie e i minori di Bibbiano e di tutte quelle tante, troppe zone in mano a cosche malavitose legalizzate che fanno grana su minori, donne, anziani, disabili e immigrati.


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9 thoughts on “Riparte la propaganda e il vittimismo femminista va all’incasso

  1. Ciao vivo nel Regno Unito è la situazione oltre che durare piu’ a lungo non ha mai trovato fino ad oggi pareri opposti. Qui i femmicidi sono ancora meno ma per un femminicidio o presunto tale sono molto peggio di noi in quanto i tabloid britannici dedicano mesi e mesi ad un caso compreso molestie tipo palpeggiamenti , notizia in prima pagina , colpevolizzazione costante dell’uomo , e leggi sempre piu’ liberticide. Ormai nel Regno Unito fischiare o guardare oltre un secondo una donna comporta l’immediata gogna nel registro dei sex offenders , a un mio amico italiano un occhino ad una bella donna per strada gli è costato oltre l’infamante registro dei molestatori a vita anche una settimana di carcere e l’allontanamento dall’isolona per oltre 20 anni.
    Casi di donne violente , pedofile o assassine ci sono eccome ma o non vengono mai menzionati nelle maggiori testate o viene dedicato un trafiletto nelle ultime pagine.
    Certo a casi molto gravi i tabloid sono costretti a pubblicarci qualcosa ma le donne si macchiano di reati vengono sempre giustificate ed assolte , a volte ci scappa una condanna definitiva ma si tratta di un paio di anni. E tanto per parità le donne che si macchiano di reati sessuali non vengono registrate nei database dei sex offenders , se ci sono viene dato solo nome , sfocata faccia , non viene dato indirizzo di casa e in piu’ la permanenza sul registro nei casi gravi non va oltre i 15 anni . . . . molto differente per un uovo dove come ho scritto sopra fischiare una donna sei nella gogna per 20 anni o a vita.

    1. Questo succede perché gli inglesi sono senza palle: se una violenta un bambino, il bambino ne rimane seriamente segnato a vita, e poi la assolvono, il padre del bambino deve impalarla, non in senso sessuale, proprio come faceva Vlad l’impalatore. E poi postare il video su YouTube con sottotitolo: “a tutte le stupratrici e a tutti quelli che le difendono”.
      Ovviamente lo fa dopo aver ceduto tutti i suoi beni, così quelli che cercano soldi in risarcimenti se lo prendono in quel posto.
      Basta che capita un caso così e crolla tutto il sistema dei doppi standard misandrici, ma deve essere una cosa cruenta che causa clamore.
      Purtroppo è così, oltre un certo limite diventa una necessità, non si può fare altrimenti.

      Un esempio potrebbero essere le due lesbiche che hanno evirato, poi torturato e poi ucciso un bambino, solo “in quanto maschio”, anche se è accaduto in america e non i UK, si fa per fare un esempio. Se quelle venissero assolte, la soluzione è quella sopra, non ce ne sono altre.

  2. L’imbecille (Spadafora) si sta scontrando or ora con Salvini e tutta la Lega, hanno pure annullato la riunione.
    Il coglionazzo ha fatto l’errore madornale di mettere di mezzo la vicenda Sea Watch, parlando di “maschilismo” contro la tedesca.
    Io dico che stavolta salta.

    1. Sarebbe una buona notizia. Capace di diventare ottima o pessima a seconda di chi eventualmente andrebbe al suo posto. Io un paio di nomi li avrei.

      1. Glaciale e precisissimo il commento di Erika Stefani: “il ruolo di Spadafora va ripensato”.
        Non mi capacito di come a Spadafora sia venuto in mente di andare a sparare a zero su Repubblica, oltretutto partendo da un tema come Sea Watch che non poteva non provocare reazioni: è uno stronzo abituato a galleggiare in ogni mare, ha cambiato 10 partiti, eppure fa errori così grossolani.

          1. Mi sono fatto l’idea che non sia un errore, stanno comportandosi come i ladri di Pisa, di giorno litigano e di notte vanno a rubare assieme. Dopo le ultime elezioni il M5S è andato troppo giù, oltre il previsto mentre il PD ha retto più di quanto si aspettassero. La Lega e M5S hanno entrambi bisogno di un alleato di governo forte per non farlo cadere in tentazione di cercare alleanze con qualcun altro, il M5S ha necessità quindi di riposizionarsi a sinistra della Lega, per non spartirsi lo stesso elettorato e per portare via voti al PD che inspiegabilmente mantiene il consenso. Questa paradossale alleanza fornirà l’alibi di non far procedere i progetti più famosi ma divisivi e non graditi alle solite lobby come il ddl735, come sta già succedendo (… “non prendetevela con noi ma con l’alleato di governo….), mentre nel sottobosco ci saranno le basi per portare avanti cose meno in vista ma più a cuore ai rispettivi partiti e singoli interessi. In questo momento Spadafora era il più credibile per fare spesa in casa PD con i diritti delle donne, proprio in concomitanza con la sordina messa a Pillon sul ddl 735.
            Lo scandalo Bibbiano viene silenziato anche per questo, non solo dalla stampa di sinistra ma anche da quella di destra, altrimenti sarebbe stato un assist ideale per procedere a passo di corsa con la riforma del diritto di famiglia, ma NON VOGLIONO. Se avessero voluto, i numeri li avevano e li avrebbero ancora per far passare cose come la non autorizzazione a procedere contro Salvini e il reddito di cittadinanza, provvedimenti votati “turandosi il naso” alternativamente.
            Spero sentitamente di sbagliarmi…

            1. Solo su una cosa ti sbagli: su spatafora ( giggino lo ha blindato qualche ora fa, poi, sul perche’ lo abbia fatto, nn lo so e fatico a capirlo, vista l’ inconsistenza elettorale di spatafora )

  3. Confermo quanto scritto nell’articolo…. Colleghi di studio seguono il TG1 in tempo reale mentre scrivo questo commento e ho sentito esponenti dei centri che espongono dati relativi al 2017 elaborati da CENSIS e ISTAT (quindi dati incontrovertibili come le 10 parole ricevute da mose’ sul sinai) e si lamentano della scarsità di risorse…subito dopo un servizio sulle accuse di sessismo al concorso di bellezza “Miss Tonga”..Giusto per tenere alta l’attenzione sul tema…

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