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Ro$a No$tra all’assalto della magistratura (ma non passerà)

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Logo_Il_Sole_24_OreUno dei mezzi d’informazione che più convintamente fa da spalla al suprematismo femminista nazionale è senz’ombra di dubbio “Il Sole24Ore”. Giusto ieri ha ritenuto utile pubblicare un estratto dall’imperdibile e-book uscito nel marzo scorso, intitolato “#Iono”, e che verrà presentato pubblicamente il prossimo 13 maggio. Una specie di compendio ideologico e propagandistico che però, dalla lettura dell’estratto pubblicato ieri, non si limita come al solito a diffondere una rappresentazione falsata della realtà, ma trasmette apertamente tutta la carica eversiva del piano di conquista del potere elaborato da Ro$a No$tra e dai suoi fiancheggiatori. Sì perché se l’assalto alla scuola è incessante, come si è detto ieri, l’altro territorio fondamentale nelle mire del nazismo rosa è nientemeno che la magistratura. Dall’articolo del Sole24Ore, a firma Chiara Di Cristofaro, emerge in modo lampante.

Il concetto di partenza è che le donne (si badi bene: solo le donne) che denunciano violenze vengono scarsamente tutelate durante l’iter processuale, che spesso è anche molto lento, determinando esposizioni al rischio della vittima. Vittima? Sì, l’articolo dice così, non presunta vittima. Perché tale è, a rigor di legge, chi denuncia una persona a sua volta innocente finché non viene sentenziata come colpevole. Dettagli… C’è del vero, tuttavia, in quella osservazione: i tempi troppo lunghi rendono tutto uno strazio. Stando ai numeri, quelli veri però, lo strazio è tutto del denunciato se è vero, com’è vero, che nel 90% dei casi le denunce finiscono archiviate o in assoluzione. Ossia sono false e strumentali.


L’altro territorio fondamentale nelle mire del nazismo rosa è nientemeno che la magistratura.


varie_damoclePer mesi e anni circa 40 mila uomini all’anno vivono nel limbo, con una spada di Damocle sulla testa, spendendo l’ira di Dio (mentre la denunciante ha il patrocinio gratuito), sapendosi falsamente accusati e sperando che non ci siano storture nel meccanismo giudiziario. In quel periodo di interregno sono privi di ogni assistenza di qualsivoglia tipo. Al contrario le false accusatrici riescono a tener botta nelle loro menzogne col sostegno costante di chi le ispira, siano essi centri antiviolenza o avvocati senza scrupoli (spesso legati a doppio filo ai centri antiviolenza). In un angolino dimenticato e polveroso dell’archivio del magistrato stanno, seppellite da montagne di false denunce, le pratiche delle pochissime vere vittime, uomini e donne, loro sì dimenticate da tutti e in pericolo reale.

In questo senso l’articolo fa, senza citarlo, l’endorsement del “Codice rosso”, che se non fosse diventato il mostro feroce che è, in effetti sarebbe utile a spazzar via subito i tentativi femminili di incastrare per vari motivi qualunque uomo sia venuto a noia o si voglia spennare a dovere. Fior di avvocatesse vengono citate nell’articolo, tutte in un modo o nell’altro legate a D.I.Re., una delle centrali nazionali degli interessi del femminismo suprematista italiano. Una di quelle strutture organizzative che ricevono soldi pubblici e  che, insieme alle loro legali, hanno ogni interesse a tener alto l’allarme fittizio sulla violenza sulle donne, con ciò facendosi promotrici di denunce prive di fondamento. Eppure, dicono le avvocatesse “la tenuità delle condanne rispetto a impianti probatori anche molto corposi è uno dei problemi”. Oh, miracolo! Finalmente un’ammissione di parte che a contare davvero non sono le denunce ma le condanne, e che queste sono pochissime rispetto alle denunce stesse.

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varie_donnaumiliauomoIn un sistema normale, non minato da ideologie e interessi, alla presa di coscienza seguirebbero azioni correttive tipo: ok, smettiamola di produrre fascicoli pieni di fuffa e falsità, smettiamola di intasare il sistema a danno delle vere vittime, rinunciamo al business per il bene comune. Ma quando un giornale economico come il Sole24Ore si piega a pubblicare pattume del genere, evidentemente non si è in un sistema normale. La risposta infatti è che bisognerebbe modificare talune leggi per far sì che meglio si attaglino alla realtà. Viene fatto l’esempio del reato di “maltrattamenti” che non comprende “le ipotesi nelle quali non sia evidente la posizione di soggezione o sottomissione della vittima”. Evidente per chi, di grazia? Per la presunta vittima? Piace vincere facile… E su questo campo sono molto vicine alla vittoria, considerato che proprio quel reato verrebbe inserito dal Codice Rosso, se definitivamente approvato, nientemeno che nel Codice Antimafia. A quel punto sarà un via libera al massacro dell’accusato (solo accusato, si badi…). Basterà uno spintone (magari per difendersi) per essere mandati al confino e vedersi confiscati tutti i beni.

Oltre alle leggi, dicono lorsignore, cosa ben più grave è l’atteggiamento della magistratura, che archivia, assolve, stralcia posizioni anche di fronte a fascicoli probatori giganteschi, per casi di violenza domestica o violenza di genere (volutamente confuse nell’articolo). Cattivi cattivi giudici che non vi fate bastare testimonianze di amiche della presunta vittima che a loro volta riportano voci de relato. Cattivi che non credete sulla parola alle accuse della donna. Cattivi che chiedete prove che vi consentano di sentenziare oltre ogni ragionevole dubbio. Cattivi che siete così attaccati allo Stato di Diritto. In questo modo private i centri antiviolenza di ulteriori entrate, quelle derivate dalla costituzione di parte civile, quando vengono ammessi come tali (e avviene ahimè sempre più spesso), o quelle dalle corpose percentuali sui risarcimenti chieste alle clienti nei rari casi di condanna. Insomma, è anche il rigore dei giudici a ostacolare il piano di dominio e il grande business del femminismo suprematista e delle sue centrali operative.


Cattivi cattivi giudici!


arresto-manetteNon solo: questi maledetti magistrati, dicono le avvocatesse, invece di prendere il maschio e metterlo subito ai ceppi, spesso tentano di farsi mediatori attivi, di sgonfiare la tensione e questo non va assolutamente bene. Non sarà forse che hanno ben in mente, questi giudici, quanta spazzatura gli capita sotto gli occhi, quanta aria fritta viene prodotta e proposta/imposta al sistema, poi costretto ad archiviare o assolvere? Probabilmente ormai hanno l’occhio per le false accuse e cercano di mediare tra l’inganno proposto e l’obbligo dell’azione penale. Un lavoraccio. E allora, saggiamente, forse il loro tentativo di mediare è solo un impulso civico per convincere la furbetta di turno a pensarci su, a non contribuire alla saturazione del sistema, a fare le cose secondo le regole morali, umane, civili, evitando di buttarla sulla guerra di aggressione per carte bollate. Che un magistrato possa essere persuasivo verso una falsa denunciante e la convinca a lasciar perdere rappresenta l’incubo delle professioniste dell’antiviolenza: il magistrato mediatore rappresenta per loro il rischio di perdere rilevanza, potere, soldi.

E dunque che fare? La risposta, corroborata da ricerche universitarie finanziate chissà da chi e dalle dichiarazioni dell’immancabile giudice Fabio Roia, è una, chiara e impegnativa per tutti: formazione per gli operatori della giustizia. Dagli agenti di Polizia Giudiziaria su su fino ai magistrati giudicanti. “Occorre puntare sulla specializzazione dei giudici”, dice Roia. E appare subito l’immagine di Malcolm McDowell nei panni del teppista Alex in “Arancia meccanica”, con gli occhi forzati a restare aperti, Beethoven in sottofondo, droga nelle vene e su uno schermo immagini mirate a manipolarne la psiche. Di fatto, e in termini meno coercitivi, questo il piano: soldi pubblici alle centrali del terrorismo suprematista rosa perché facciano “formazione” a tutta la filiera della giustizia, fanatizzando ogni singolo operatore, con uno scopo uno, molto chiaro ed evidente: “believe women”. Credere alle donne. Sulla parola. O su faldoni di dichiarazioni autocertificate o asseverate da testimoni inattendibili. Non di più. Dimenticare le prove, i brocardi, i principi. Via, tutta immondizia.

varie_feminaziSolo così, plasmando secondo i propri interessi politici ed economici un intero settore, insieme al plagio delle nuove generazioni, si può arrivare alla realizzazione del piano eversivo di determinare un futuro dove la discriminazione e criminalizzazione dell’uomo diventa sistema, da un lato, e business consolidato dall’altro. Un po’ come in Spagna, per intenderci. Solo così si ha la certezza di invertire i dati delle condanne, portandole al 90% sulle denunce e non al misero 10% attuale. Se tutto questo va a genio alla maggioranza delle persone per bene vorrei saperlo, perché nel caso chiudo il blog e mi trasferisco in Russia o in Cina. Se no, credo che bisognerebbe capire dove quella pubblicazione eversiva verrà presentata, il 13 maggio prossimo, allo scopo di palesarsi tutti per manifestare pacatamente la propria contrarietà alle mostruosità che vengono pubblicate prima e messe in atto poi. Se solo il fronte delle persone per bene, uomini e donne, fosse su questi temi rappresentato e organizzato, sarebbe doveroso esserci e palesarsi. Così come è sempre doveroso combattere contro la tirannide e il fascismo, con qualunque colore esso si manifesti. Incluso il rosa.

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10 thoughts on “Ro$a No$tra all’assalto della magistratura (ma non passerà)

    1. in germania è in atto lo stesso schema italiano… del resto, facci caso, la locomotiva tedesca ha rallentato negli ultimi trimestri ( e chiediti il perché )

  1. Non mi meraviglio che il sole24ore pubblichi articoli del genere… ha perso il prestigio di cui godeva una volta…. Per quanto mi riguarda Merita lo stesso trattamento che hanno ricevuto Gilette e Feltrinelli…

      1. Non lo auguravo….quello che ho scritto è quello che vorrebbe veramente chi auspica la castrazione chimica… Parlano di quella chimica, ma in realtà vogliono quella fisica..

        1. Dato che la castrazione chimica costa troppo, i fautori potrebbero dire.. “ok, allora passiamo alla castrazione tradizionale..” Magari praticata direttamente da qualche femminazi a titolo gratuito con una corda di violino…e le cure mediche sarebbero a carico dei poveretti chiaramente..

          1. Non è così che funziona il potere femminile.
            Quando le femministe chiederanno rieducazione invece di galera e pene ridotte, poco più che simboliche, ci sarà da preoccuparsi seriamente.
            Germaine Greer è molto intelligente, e infatti vuole distruggerci in quel modo.

            Funzionerebbe così: la semplice parola di qualsiasi donna può rimandare un uomo due gradini indietro sulla scala sociale.
            Ma senza grossi traumi: sei mesi di rieducazione, poi vai in una lista di molestatori che ti pone un po’ di limitazioni relativamente piccole, e poi ti reinseriscono trovandoti un lavoretto che ti basta appena per tirare avanti.

            1. Avrebbe davvero molto senso: sottomissione psicologica da una parte, mettendo di fatto un guinzaglio all’uomo; Dall’altra, permetterebbe di coprire tutti quei lavori sporchi, necessari al funzionamento della società, che la stragrande maggioranza di donne non ha alcuna intenzione di averci a che fare

              1. Funziona così in tutte le società matriarcali esistite.
                Nelle società matriarcali i ruoli dei sessi sono molto ben definiti e separati, è per questo che esiste un femminismo suprematista “della differenza”, ed è anche per questo che sono abbastanza tiepido verso l’insistere con le differenze tra donne e uomini: sono assolutamente vere, ma evidenziarle non rappresenta necessariamente una soluzione – ad esempio l’insistere sulle differenze può essere usato dal nemico giustificare pene ridotte per le criminali donne, tutto dipende dal contesto in cui ti muovi, non è che una volta che la società riconosce le differenze vinci automaticamente.
                La debolezza intrinseca delle società matriarcali è la stessa dell’Impero Ottomano con i giannizzeri, dei Fatimidi con i mamelucchi, e di qualsiasi impero abbia avuto soldati-schiavi: prima o poi i soldati-schiavi si ribellano, ed avendo il potere militare non li si può fermare. Infatti insistere sul fatto che le donne abbiano privilegi per entrare nell’esercito e in polizia, il che ne diminuisce efficienza dei corpi, sarebbe una tattica molto più furba che semplicemente parlare di differenze senza applicarle in pratica ove possano dare un vantaggio tattico.

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