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Ro$a No$tra in apnea va all’attacco degli algoritmi

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LA FIONDA

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varie_stuprocataniaTroppi, davvero troppi i casi di donne che accusano falsamente uomini di varie cose: stupro, maltrattamenti, stalking. Negli ultimi giorni è stato un vero stillicidio, per lo meno sui media, che sembrano sempre più attenti a mettere in luce anche queste vicende. Ovvio che un’eccessiva esposizione di casi del genere delegittima potentemente la narrazione femminocentrica nazionale e questo non è gradito. E’ per questo che l’ampia rete di Ro$a No$tra si mette in moto e muove tutti i suoi tentacoli sul sistema. C’è bisogno di recuperare dal lato mediatico, ed ecco subito due contrattacchi, uno più infondato dell’altro. Il primo riguarda la decisione della Cassazione di rinviare al mittente la nota sentenza del “troppo brutta per essere stuprata”.

Frase che i giudici d’Appello non hanno mai scritto né concetto che essi abbiano mai espresso. Nella sentenza hanno riportato una valutazione fatta da uno degli imputati, registrata insieme i tanti altri elementi più o meno rilevanti. Di fatto l’assoluzione c’è stata perché nella ricostruzione dei fatti e nella valutazione delle prove non è emersa alcuna forzatura. Anzi semmai è emersa un’ampia proattività della fanciulla nella situazione. Eppure la Cassazione cassa, così umiliando giudici rigorosi e rigettando sul banco degli imputati due ragazzi già dichiarati oggettivamente innocenti. Ed è forte il sospetto che lo faccia per compiacere le poderose pressioni delle armate rosa nazionali, quando non per effetto delle loro costanti e sovversive intimidazioni.

Amore_criminale

Il secondo colpo viene portato attraverso i media. La trasmissione “Amore criminale”, secondo i dati Auditel vista da cinque o sei persone in tutta Italia, eppure sempre lì ad ammorbare il clima con narrazioni unilaterali, recupera una storia di omicidio del 2017, dove un uomo soffoca la propria giovane fidanzata che voleva lasciarlo. La trasmissione racconta a modo suo la vicenda, con ricostruzioni e retorica tremebonda da film del terrore. Al termine della vicenda l’uomo viene condannato a trent’anni di reclusione, che però pochi mesi dopo i giudici commutano in arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Una misura ammorbidita rispetto al reato, giustificata da una serie di motivazioni giuridiche incontrovertibili: l’uomo si era costituito, era incensurato, il carcere deve essere l’ultima ratio e, a corredo di ciò, aveva sempre avuto una vita irreprensibile, un lavoro e una famiglia attorno. Per questo resta condannato, ma sconta ai domiciliari.

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La lettura che viene data è di indignazione totale, nella trasmissione TV e di rimando su tutti i social. Come, non è in carcere? E’ a casa? Posto che i domiciliari non sono esattamente una favola, è difficile controbattere alle motivazioni giuridiche che hanno alleggerito la tipologia di pena, così la si butta interamente sulla mistificazione. Titolo: “femminicida ai domiciliari perché la sua vita è irreprensibile”. Viene dunque isolato l’elemento meno rilevante per gettare discredito su una sentenza e sui giudici che l’hanno emessa, da un lato, e dall’altro per esprimere la propria foga colpevolista e manettara. Non per altro: perché la vittima è una donna. Fosse stato qualunque altro tipo di essere vivente non c’era problema. Così invece sì. Sdegno a reti unificate. Ed ecco il secondo colpo con cui Ro$a No$tra e i suoi picciotti nei media cercano di riequilibrare le altre verità che vengono sempre più a galla.

varie_minoriviolenzaCome sempre accade si applica il doppio standard. Tutto ‘sto casino per un omicida non socialmente pericoloso messo ai domiciliari col braccialetto elettronico, ma non una parola per la pedofila di Prato (socialmente ben più pericolosa), pure lei poverina messa ai domiciliari perché deve curare la sua testa bacata. E magari pure la sua collezione di foto pedopornografiche, che le è stata tolta dalle perquisizioni degli inquirenti. Ma non c’è solo questo aspetto: qualcuno ha notato che ultimamente, seppure con timidezza, i media danno più risalto alle false accusatrici o a vicende dove è la donna a essere criminale? Questo accade se si smette di condividere, commentare e diffondere notizie artatamente costruite contro gli uomini e lo si fa invece su notizie che controbilanciano la narrazione. Gli algoritmi e i meccanismi di ranking degli articoli sono molto attenti alle nostre scelte, da esse traggono indicazioni che i media seguono pedissequamente.

Dunque non si smetta di condividere, commentare, diffondere contenuti alternativi alla narrazione dominante. Non si smetta di cliccare su tutte le inserzioni che li contornano. E non si smetta nemmeno di ignorare totalmente le notizie conformi al dettato rosa: non cliccateci, non commentatele, non tentate di controbattere. Innescate soltanto un innalzamento del ranking dell’articolo, inducendo i media a farne uscire ancora. Se proprio non resistete, vi ricordo l’esistenza del “Cassonetto differenziato“, dove trovate le porcate mediatiche più recenti con il link neutralizzato (se ci cliccate, la visita alla pagina non viene registrata). Se sono costrette ad appigliarsi e a manipolare così sfacciatamente sentenze emesse a rigore di legge, vuol dire che sono alla disperazione. Va bene così: togliamogli l’ossigeno, facciamo capire agli algoritmi e ai media, con il nostro comportamento telematico, cosa ci piace e cosa non ci piace leggere. Sarà tutto un altro mondo, alla fine.

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4 thoughts on “Ro$a No$tra in apnea va all’attacco degli algoritmi

  1. Purtroppo Amore Criminale ha riguadagnato qualche spettatore… peccato, perché i dati Auditel delle prime due o tre puntate erano da chiusura imminente. Rimane la magra consolazione che è sempre o ultima o penultima negli ascolti dei sette maggiori canali.

    1. .. Eppure la Cassazione cassa, così umiliando giudici rigorosi e rigettando sul banco degli imputati due ragazzi già dichiarati oggettivamente innocenti. Ed è forte il sospetto che lo faccia per compiacere le poderose pressioni delle armate rosa nazionali, quando non per effetto delle loro costanti e sovversive intimidazioni… “.. La cassazione sta seguendo questo andazzo a partire dalla vicenda dell’omicidio (ancora si chiamava cosi’) di garlasco del 2007, anche il p.g. Dell la corte aveva chiesto il rinvio alla Corte di appello perché si aveva il sospetto che sentenza fosse Stata molto influenzata dai media.. Per quanto riguarda le accuse di stupro nella circumvesuviana, invece, i galletti coinvolti non penseranno mica di essersela cavata con così, poco, vero ?.. In qualche modo dovranno pagare pegno.. Questo è poco ma sicuro..

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