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Rotoli la testa di Spadafora: lo chiedono 26 associazioni di genitori

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varie_26associazioniLe associazioni non ci stanno. Il delicato processo di produzione legislativa sulla riforma dell’affido condiviso, il tanto discusso DDL 735, è ostacolato da una quantità di inquinamenti inaccettabili in una democrazia come la nostra. Si è creato infatti un “contesto reso insostenibile dalla strumentale campagna mediatica scatenata contro il DDL n. 735, portata avanti da una stampa fin troppo compiacente verso alcuni gruppi di interesse economico i quali, storicamente, fondano la loro prosperità sulla conflittualità della coppia genitoriale”. Così scrivono ventisei associazioni di genitori, abbandonando il loro proverbiale understatement, indirizzando al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ai Vice-Presidenti Salvini e Di Maio e a tutti i ministri e senatori interessati, una lettera imperniata essenzialmente su un concetto chiave: il Sottosegretario Vincenzo Spadafora deve togliere il disturbo.

Le sue recenti dichiarazioni sull’imminente archiviazione del DDL 735 hanno fatto superare una misura già colma. Se infatti le manifestazioni di dissenso in piazza da parte dei portatori d’interesse contro la riforma dell’affido condiviso hanno la loro legittimità nel diritto costituzionalmente sancito a esprimere le proprie idee (anche quando infondate), non c’è legittimità alcuna per un Sottosegretario del Governo di interferire per via mediatica in un processo legislativo che attiene al Parlamento. Nella sua ansiosa battaglia a favore del femminismo radicale e del movimento LGBT, Spadafora non è nuovo a queste entrate a gamba tesa. Le associazioni di genitori da un lato e lo stesso Senatore Simone Pillon, promotore della proposta di legge, hanno portato pazienza a lungo, forti dell’impegno presente nel contratto di governo. Con le sue recenti uscite, tuttavia, il Sottosegretario ha tirato troppo la corda, ottenendo l’effetto che si auspicava da tempo: la coagulazione dell’articolato mondo associativo attorno a un’azione diretta, unitaria e potente.

#persone_spadafora“Come se non bastasse la campagna di odio indirizzata quotidianamente contro la Famiglia e gli uomini-padri”, proclama la lettera, “dai media e – spiace dirlo – anche da ministri “allineati” all’ideologia di certi gruppi di interesse femminili, questo Governo ha regalato all’Italia delle famiglie separate la figura indispensabile dell’on. Sottosegretario alle P.O. Signor Vincenzo Spadafora, al quale sono state attribuite competenze che, in tutta evidenza, egli non possiede: non ha una laurea specialistica, non è un genitore e – cosa ancor più grave – nell’espletamento del precedente incarico di Garante Nazionale Infanzia e Adolescenza, si era già distinto per l’assoluta assenza di risultati”. Parole dure, oltre che sacrosante. La pazienza è terminata e ora la campana suona per il Sottosegretario alle Pari Opportunità.

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La richiesta, in chiusura di lettera, è di rimuovere seduta stante l’inadeguato Spadafora dal suo ruolo, conferendo la carica di Sottosegretario alle Pari Opportunità a una “figura di garanzia” che contribuisca a rasserenare il clima. E soprattutto che abbia insieme autorevolezza e legittimità. Due caratteristiche lontane anni luce da Spadafora: unico esponente del Movimento 5 Stelle curiosamente immune dalle forche caudine delle votazioni online, è un riciclato (o residuato?) della sinistra rutelliana e dal vivaio della sinistra ecologista d’un tempo. Ex braccio destro del “verde” Alfonso Pecoraro Scanio, si è riciclato tra i pentastellati approfittando del fatto che le regole fondanti del Movimento (ad esempio: “no ai riciclati!”) valgono a giorni alterni, secondo i capricci dei maggiorenti e della società privata che li governa (Casaleggio). Amico intimo di Di Maio e Casalino, appartiene al cerchio magico più ristretto, a quell’ultimo cielo più vicino al vertice, e anche questo gli ha garantito l’importante incarico attuale, pur non avendone né l’autorevolezza, né la preparazione, né i titoli.

varie_alleanzaTra i tanti, due sono gli elementi che vanno enfatizzati in questa iniziativa delle associazioni di genitori più rappresentative del nostro paese. La prima è che l’eccesso, l’ossessione, l’isteria con cui viene imposta all’opinione pubblica una “questione femminile” che in realtà non esiste, con veri e propri lavaggi del cervello e mobilitazioni ideologiche folli e pericolose, alla fine hanno ottenuto quello che appariva difficile da realizzare: il fronte del buon senso e della razionalità orientata alla tutela dei minori alla fine si sta unendo. Uomini e donne saturi di una narrazione mistificata della realtà e dei sabotaggi a leggi sacrosante, si stringono e si alleano, abbandonando i toni iper-diplomatici e inefficaci e affrontando a muso duro l’oppressione e le spinte antidemocratiche con cui cinici gruppi di interesse impediscono all’Italia di conformarsi alle più moderne legislazioni in tema di separazioni e affidi, oltre che agli incontrovertibili esiti delle ricerche sociali sul tema. Il mondo associativo non è più parcellizzato e genuflesso, ma in piedi e unito contro la barbarie degli interessi e dell’ideologie. Per me è un grande sogno che comincia ad avverarsi.

Il secondo elemento è che questo blog, pur non avendo mai mancato di sottolineare le molteplici criticità del DDL 735 e pur avendo più volte suggerito strategie migliorative, aderisce convintamente e pienamente ai contenuti della lettera indirizzata dalle ventisei associazioni alle istituzioni italiane. Non solo e non tanto per aprire la strada a una correttezza istituzionale che consenta alla proposta di legge di venire discussa democraticamente, ma soprattutto perché la presenza di un personaggio come Vincenzo Spadafora all’interno della compagine governativa rappresenta, alla luce della sua storia e della sua condotta, un’anomalia che deve essere corretta al più presto. Questo blog dunque aggiunge il proprio logo e la propria firma a quelli delle associazioni che si sono mobilitate presso la Presidenza del Consiglio. E, com’è suo mestiere, sgancerà ripetutamente la lettera delle associazioni in tutti i profili social e in tutte le caselle email istituzionali del Presidente del Consiglio, dei Vice-Presidenti e delle altre istituzioni interessate. Il tutto finché non si otterrà la soddisfazione di veder rotolare (politicamente) la testa di Spadafora, condizione irrinunciabile per un ripristino della correttezza istituzionale e di un sereno confronto democratico sui temi che contano.

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5 thoughts on “Rotoli la testa di Spadafora: lo chiedono 26 associazioni di genitori

  1. mi sembra una iniziativa più che ottima.

    Purtroppo, in Sardegna non aderirà il F.L.A.GE.
    mio gruppo di riferimento.
    Il motivo è presto detto: il presidente nazionale appoggia i cinquestelle ed è
    contraria al ddl Pillon. Lo scrivo con profondo rammarico.
    I 5stelle vivono nell’incubo delle prossime elezioni europee, dove
    perderanno quote di elettori ad ampio spettro.
    Palese il tentativo delle donne 5stelle di “salvare il salvabile”.

    Speriamo che la lettera venga presa nella giusta considerazione da chi
    ha il dovere di intervenire.

  2. Ottimo, via Spadafora, il nemico dei padri, il riciclato che ha cambiato tante bandiere, il leccapiedi della Cirinnà.
    Ci vorrebbe una petizione online da firmare.

  3. Tra l’altro il M5S aveva promesso: niente riciclati. Ma questo Spadafora arriva dalla sinistra di Rutelli.

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