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Scacco matto contro lo strapotere mediatico femminista? Si può fare

Questo blog ha interrotto le pubblicazioni il 14/09/2020, dopo 4 anni di attività.

Le sue tematiche sono ora sviluppate da una nuova piattaforma:

LA FIONDA

https://www.lafionda.com

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donna_risataPrendo spunto da alcune riflessioni sviluppate su queste pagine nei giorni scorsi per tornare su un tema che mi è caro: l’iper-esposizione mediatica delle istanze variamente donniste e femministe nel nostro paese. Mi riferisco ad esempio ad articoli inzeppati di pubblicità dove si insiste in una demonizzazione dell’uomo o si usano parole chiave specifiche (“femminicidio”, “violenza sulle donne”, eccetera), agli insulti in diretta TV (gli indimenticati “pezzi di merda” di Finocchiaro e Dandini), o ancora alle astuzie provocatorie acchiappa-click e arraffa-followers di molte influencer. Il tutto con lo scopo di mostrare la donna sempre vittima, dunque meritevole di risarcimenti sotto forma di privilegi legislativi, economici o di altro tipo, e l’uomo sempre carnefice, dunque oggetto obbligato di repressione, demonizzazione, criminalizzazione.

Il donnismo nostrano sembra detenere un potere assoluto in questo senso. Sembra avere dalla sua parte un potentissimo esercito mediatico. Basta aprire una qualunque pagina di un qualunque social che sia dedicata alla questione dei padri separati o degli uomini in generale per avere un compendio completo dell’orrore che viene pubblicato dalla controparte. Post di altre pagine turbo-femministe, screenshot di commenti, link ad articoli o blog ospitati da testate mainstream (Il Fatto Quotidiano, la 27esima Ora, e altri), si trova tutto lì, proprio nei luoghi dove si dovrebbe invece esprimere la resistenza alle spinte insane che vogliono portarci a una situazione simile a quella spagnola. E ad ogni richiamo segue un profluvio d’indignazione, insulti, piagnistei, rabbia repressa. Anche ora, in questo momento, su richiesta, potrei in un colpo tirar su una decina di interventi del genere, semplicemente spulciando i social. E, insomma signori, so di averlo già detto, ma devo ripetermi, anche ad agio dei nuovi lettori che capitano su questo blog: l’errore sta proprio lì.

Questo articolo è il frutto del lavoro volontario e gratuito dell’autore. Se vuoi aiutarlo contribuendo al mantenimento del blog e alla diffusione dei suoi contenuti, fai una donazione tramite bonifico o PayPal. Grazie!


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varie_borsaLa prova provata di ciò che dico è in uno qualunque degli articoli allineati alla narrazione donnista. Cercatelo e osservate la pagina web: ci sono di sicuro più banner pubblicitari lì che su una monoposto di Formula 1. Quella è la chiave. Ogni visita su quella pagina sono soldi che affluiscono a chi l’ha pubblicata, attraverso gli inserzionisti. Se la notizia X, raccontata nel modo Y, raccoglie tante visite, tanti commenti e magari pure qualche click sui banner (valgono anche quelli accidentali), il tipo di notizia e il tipo di approccio verranno replicati costantemente. E’ una narrazione che rende in termini di visite, e per questo articoli del genere o provocazioni pubblicate con cinico calcolo da questa o quella influencer pullulano sul web. E’ come in borsa: il titolo più richiesto (cliccato, commentato, condiviso, eccetera) vedrà il proprio valore salire. Il problema è che i peggiori interventi mediatici che dilagano nei mezzi di comunicazione sono diffusi e rilanciati proprio da coloro che ne sono colpiti.

Comprendete ciò che sto dicendo? Sto dicendo che se davvero desiderate mettere sotto scacco questa narrazione tossica che avvelena le relazioni e riduce uomini e padri alla mera figura dello scemo o del carnefice, dovete tutti smettere di postare link o guardare trasmissioni o commentare articoli o visitare siti con contenuti che oltre a non dare alcuna informazione utile, vi indignano e vi insultano. Ogni singola visita, commento, repost, retweet, anche come screenshot, a un articolo di Nadia Somma, Luisa Betti Dakli, Michela Murgia, Selvaggia Lucarelli e compagnia, fa aumentare il rating dell’articolo stesso nei motori di ricerca, dunque il suo valore. In questo modo costoro continueranno a ottenere la pubblicazione e diffusione delle loro sciocchezze e a dilagare come fanno oggi. Ogni visualizzazione è oro, ogni click è diamante. Volete davvero che questo stillicidio a senso unico si interrompa? Ebbene, smettete voi per primi di visitare, leggere, condividere e commentare quei contenuti. Tanto, ve l’assicuro, non vi perdete nulla. Ma soprattutto nessun vostro commento negativo, sotto gli articoli o nei social, cambierà mai nulla. Magari vi sfoga, ma è uno sfogo-boomerang perché contribuisce all’ulteriore valorizzazione e diffusione del veleno mediatico.

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varie_clickbait2Dunque, che fare? Semplicissimo: autodisciplina anzitutto. Ossia impedire a voi stessi di andare a cercare gli articoli che vi denigrano come uomini, che spargono bugie sulla riforma del diritto di famiglia, evitare le pagine dei social legate al nazifemminismo o a influencer velenose. Non dico solo di non condividere quei contenuti, ma proprio di non andarli a cercare. Non un click gli sia regalato. Così le uccidete dal lato mediatico e sarebbe già un risultato ottimo. Non vi basta? Volete vincere? E allora andate a cercare i contributi di senso opposto e quando trovate un articolo o un contenuto che condividete, fate il “refresh” della pagina una decina di volte, cliccate su tutti i banner pubblicitari cinque o sei volte, commentate positivamente, rivisitate quella pagina anche dal cellulare, dopo di che condividetela ovunque possibile nei vostri social. Fate così per dieci giorni e in breve vedrete fiorire altri articoli simili, improvvisamente verranno a galla numerosi casi di donne violente, pedofile,  false accusatrici, maltrattanti di altri uomini, donne, anziani e bambini o articoli favorevoli al mantenimento diretto e all’affido paritario condiviso o che raccontano la positività della figura maschile e paterna. Non crederete ai vostri occhi, i mezzi di comunicazione cambieranno faccia nel giro di poco.

So che è difficile resistere e cambiare verso alle vostre abitudini di ricerca delle informazioni, ma il marketing nell’era dell’informazione web è così che funziona, non si scappa, credetemi. Non è un caso che di recente in pochi giorni siano saltate fuori notizie riguardanti alcune donne che hanno abusato sessualmente di minori. Non è che il fenomeno sia esploso solo ora: c’è sempre stato ma non ne hanno mai parlato. E non è nemmeno che abbia suscitato l’interesse delle redazioni: non gliene frega assolutamente nulla del fatto in sé. Hanno solo registrato picchi di interesse nelle visite, hanno incassato soldi dagli inserzionisti e questo le ha indotte a cercare altre notizie simili. Ora provate a pensare agli effetti di un’azione di massa e sistematica in questo senso: click, commenti e condivisioni solo per articoli che contrastino la narrazione dominante e alle inserzioni collegate, come ad esempio l’ultimo articolo dell’Avvocato Mazzola sul Fatto Quotidiano. Oblio totale invece per tutti gli altri. Per quanto vi facciano incazzare e si aggrappino alle più profonde viscere del vostro dolore personale… oblio totale. Quelli lasciate che siano i vostri siti e blog di riferimento a farlo, fidatevi del loro filtro. Per il resto, la formula da ripetere è: “non avrete il mio like, la mia condivisione, il mio commento… zero”. Se avete bisogno di sfogarvi, fatelo commentando gli articoli dei blog e dei siti “amici”, condividete quelli, fate vostre le loro critiche e amplificatele. Se vogliamo vincere dobbiamo valorizzare solo i contenuti “positivi”, nel senso di coerenti con la nostra visione, che è poi quella indubbiamente giusta. Dobbiamo fare in modo che valgano di più nel pazzo mercato borsistico dei media.

varie_notfoundFaticate a crederci, lo so, ma le prove sono lì davanti ai vostri occhi. Diffondendo contenuti che vi oltraggiano ed esprimendo sotto di essi la vostra indignazione, non cambiate nulla, anzi peggiorate la situazione. Ogni vostra azione di contrasto serve solo a spingere ancora più avanti ciò che vi sta criminalizzando, ogni sfogo esibito non vi rafforza ma stringe il cappio che avete attorno al collo. Servono invece azioni positive. Date la vostra presenza e forza a tutti i contenuti sfavorevoli alla parte avversa o favorevoli alla nostra causa. Fatelo disciplinatamente. Sono pronto a farci sopra una scommessa: vedrete la faccia dei media cambiare di colpo. E chissà, magari qualche blog estremista ospitato da qualche testata famosa chiuderà pure i battenti per carenza di click e commenti. Vale la pena provare, no? Se ne gioverà anche la vostra salute mentale e fisica. Garantito.


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23 thoughts on “Scacco matto contro lo strapotere mediatico femminista? Si può fare

  1. Un solo appunto: il comportamento suggerito non cambia “i media”, vedremo cambiare pubblicità, risultati ed articoli suggeriti in quanto sarà cambiato il ranking dei siti e il targeting per l’utente. Vale a dire, solo per me.
    Più auto rosse andrò a vedere, più auto rosse vedrò apparire. Agli altri, appariranno ancora biciclette azzurre.

  2. guarda che l’aumento dei matrimoni negli anni 70 potrebbe essere dovuto alla popolazione piu giovane a causa del baby boom degli anni precedenti. le donne nere hanno un tasso di single-parenthood che è piu del doppio rispetto alle donne bianche quindi l’espansione del welfare sotto Lyndon Johnson ha influito perché per loro il fenomeno è iniziato prima.

    1. Resta il fatto che con l’aumento del welfare sono aumentati i matrimoni e con la diminuzione del welfare dal 1981 sono calati i matrimoni.
      Le due cose possono anche non essere correlate, ma di sicuro non è il welfare che fa diminuire i matrimoni, e certo non sono i tagli al welfare che li fanno aumentare.
      Questi sono proprio fatti che si vedono dalle statistiche: le statistiche sono soggette a diverse interpretazioni, ma ci sono dei limiti, la statistica su matrimoni non si puo usare per attaccare il welfare, per via del rapporto direttamente proporzionale che apparentemente mostrano.

      E dalla statistica si capisce invece che è stato il divorzio “no fault”.

      E qui torniamo a bomba: questi tizi sono attivisti pro-uomini o anti-welfare? Per me è la seconda, perche uno che fosse attivista pro-uomini si accorgerebbe subito della cosa dei divorzi “no fault”, e si focalizzerebbe su quella.

      1. E’ il sempre solito “la colpa non è delle donne ma dei comunisti” con la variante “la colpa non è delle donne ma degli ebrei e comunisti” e “la colpa è delle tasse troppo alte,non delle donne”.

        Invece no: sono le donne che sono incoraggiate dal sistema del divorzio “no fault” e giustamente gli uomini evitano di sposarle.
        Divorzio “no fault” significa che anche se non è colpa di nessuno e due sono stufi, la donna becca casa, figli, e metà di quello che lui possiede, lui sloggia, e se non paga va in galera.

        E anche se abbassi le tasse del 10% resta da idioti sposarsi a simili condizioni: vorrà dire che uno che si ritroverà in tasca 2.750 euro invece di 2.500 euro NON rischierà di rimanere con 1.375 euro invece che non rischiare di rimanere con 1.250.
        Non è che se sai di rischiare di rimanere con “ben” 1.375 invece di 1.250 allora ti sposi.

  3. fatto, se trovi qualche articolo che risponda del genere segnalacelo ( come banner mi uscivano quelli delle macchine, probabilmente perché sto cercando macchina con il mio computer )

  4. Si può provare. Sull’efficacia ho i miei dubbi: sicuramente funzionerebbe alla grande se migliaia, o ancor meglio decine di migliaia, di uomini iniziassero a fare così. Ho grossi dubbi che possa avere qualche impatto se chi si astiene sono appena un centinaio o poche centinaia di persone.

    Però dobbiamo provarci, su questo concordo.

    Credo che sarebbe anche molto utile dire che, ogni volta che si debbono usare, in post pro-uomini, link a pagine misandriche, è necessario utilizzare webarchive e similari: in tal modo ricevono un solo click, e i lettori del post pro-uomini che vorranno verificare le fonti andranno solo su webarchive.

  5. tendenzialmente sono d’accordo con te.
    Poco spazio, poca visibilità ai siti femministi. OK.
    Ti faccio però notare una cosa, questi siti “godono” di una forte base popolare femminile, con alleati maschili,
    davvero notevole: col gioco delle condivisioni sui social e col collegamento delle varie fonti femministe,
    riescono comunque ad avere visibilità on line.
    L’invito è esatto, meglio non farsi il sangue amaro con certe persone, ma resta il fatto che loro “risorgono”
    attraverso condivisioni e quelle due, tre amiche purtroppo femministe che danno “visibilità” ai siti misandrici.
    perciò le nudm te le ritrovi involontariamente in bacheca.
    Non ho soluzioni e non sono esperto di informatica: il mio istinto mi dice però che quando leggo le cose
    ingiuriose scritte da una fulgida qualsiasi sul forum, l’istinto è di rispondere pan per focaccia.
    Oppure di segnalarle agli amministratori.

    Luisa Betti Dakli ?
    non la conoscevo …
    vedi che noi, indirettamente, diamo visibilità minima a queste persone?

    regards

  6. Davide, Popolo Sovrano è ultimo tra i programmi in prima serata del giovedì. Come per l’ultima edizione di Amore Criminale (oramai sestultimo nella classifica dei programmi più visti la domenica sui sette canali principali) certe trasmissioni di propaganda non tirano più.

      1. Gia la precedente edizione di Amore Criminale aveva avuto un audience sulla soglia della sopravvivenza. Segno che stanno buttando i soldi del canone in programmi che pochi (anzi poche) guardano.

        1. Sono programmi che mandano in onda come marchetta per il potere. Finché la situazione rimane la stessa, in politica, cultura e editoria, le trasmissioni femministe continueranno a esserci anche senza spettatori, soprattutto su certe reti.

  7. Davide, credo che per quanto riguarda “la causa”, questo sia in assoluto l’articolo più utile che tu abbia pubblicato fino ad oggi in questo blog. Finalmente si affronta il nocciolo della questione, ossia l’approccio mediatico (che tanto male ci provoca) nell’ambito dell’unico mass media (comunque molto potente) che abbiamo a disposizione, ovvero la rete.
    Devi insistere con questi articoli, almeno due a settimana per fare in modo che chiunque legga le pagine di questo tuo blog (che sono ormai tantissimi) capisca appieno questa strategia e la applichi nel modo migliore.
    Ma vorrei aggiungere altro.
    Esiste un particolare motore di ricerca, non l’unico, ma certamente il più seguito, che detta gli orientamenti e quindi gli investimenti pubblicitari in rete.
    Questo motore è GOOGLE TRENDS e fornisce dati e statistiche sui termini più ricercati in rete, (dati che coloro che decidono di investire in rete consultano quotidianamente), attraverso il motore di ricerca più usato che è appunto Google.
    Se ognuno di noi si prendesse la briga di fare quotidianamente qualche ricerca su google, ma non solo su google, anche su altri motori di ricerca specifici (Bing, Yahoo, duckduck, Youtube, cse.google, ansa, virgilio, agi) vedremo sparire nel giro di qualche settimana certi articoli e cambiare l’orientamento di moltissimi portali in rete.

    1. Caro Rod, se segui il blog sai che su questo tema insisto da tempo. Non voglio spingere troppo per non diventare noioso e perché so che chiedo un grosso sacrificio. L’uso del web e dei social per lamentarsi, indignarsi, piagnucolare è quello più diffuso, istintivo e facile. E’ la tentazione del: “ma guada qui cosa dice questo!”, che costa zero fatica e sfoga. Ma il meccanismo è diabolico perché più fai così più quel contenuto circola. Come ho scritto, si tratta di autodisciplina, di “igiene mentale” e di metodo. Trasformare l’uso negativo di un mezzo utile in un uso positivo: non per contrastare ma per promuovere contenuti. Non è facile convincere le persone a cambiare le proprie abitudini. Sarebbe utile avere la prova che ciò che dico è vero, dunque un’azione coordinata che però vedo particolarmente complessa. Comunque tornerò spesso su questo argomento, ci puoi contare. Anzi sto pensando di dare un contributo aprendo una sezione dove consultare (senza regalare visualizzazioni) tutta la spazzatura misandrica pubblicata. Ciao.

  8. Salve Davide,

    sono assolutamente d’accordo con questa analisi e la applico rigorosamente. Il discorso dei click è evidente ma ancora di più il fatto che andando a cercare un confronto su quelle pagine è come cercare di raddrizzare le gambe ai cani. Non si può ragionare con chi ragiona per …dogmi.

    Saluti!

  9. ci vuole qualcuno che commenti gli articoli misandrici della stampa italiana su un apposito canale YouTube, qualcosa di simile a quello che fanno gente come Sargon Of Akkad e altri. così non c’è bisogno di leggerli direttamente

    1. Ritieni davvero che siano degni di essere commentati? Farlo significa dargli risalto. Credo sia tecnicamente più produttivo ignorarli e se mai commentare, spiegare e diffondere gli articoli pro-uomini. Più positivo e meno negativo. In hoc signo vinces.

    2. La maggior parte di quelle cose è spazzatura, c’è un tizio che dice la sua opinione sulla base delle sue personali impressioni. Non significa niente e ha zero impatto, perché può influenzare solo chi ha già in gran parte opinioni simili al tizio che parla.
      Inoltre, oltre a non cercare fonti scientifiche che diano peso alle loro opinioni, ci mettono sempre dentro cose che non c’entra una mazza: eppure si può fare, sarebbe molto facile.

      Guarda qui ad esempio:
      https://theindependentmanitaly.wordpress.com/2019/02/27/e-lottavo-giorno-luomo-creo-la-lesbica/

      Lettura meno di 1 minuto, basato su studio scientifico, iperbolico nei toni e acchiappa-click, però serio nei contenuti.
      Senza nessun accenno a “immigrati” o “welfare”: per qualche ragione gran parte dell’anti-femminismo europeo ha bisogno di mettere gli “immigrati” ovunque, come il cacio sui maccheroni, e quelli americani invece non possono vivere senza attaccare il “welfare” – ti viene quasi il dubbio che questi tizi sarebbero perfettamente a loro agio in una dittatura nazifemminista, purché non ci sia né welfare né immigrazione.

      1. hanno abbastanza ragione: l’estensione del welfare nella comunità afroamericano è stata la principale causa della distruzione del loro nucleo familiare. i figli crescono con madri che sono delle welfare queen, senza figura paterna di riferimento e o diventano criminali o non avanzano socialmente. tra i neri la figura del padre/marito è stata sostituita da quella dello stato.

        1. Salvo che sono balle messe in giro dai Repubblicani: un uomo che guadagna poco rende a una donna minimo 10-12 volte più del misero welfare americano, e nessuna donna sceglierebbe il welfare americano anziché farsi mantenere da un uomo – spesso il welfare americano si riduce ai food stamps, i buoni pasto, non include neanche una seria assistenza sanitaria.
          Semmai potrebbero attaccare gli alimenti dopo il divorzio, che in USA picchiano più forte che da noi, e che sono un VERO incentivo a disfare la famiglia e farsi mantenere dall’uomo che hanno buttato fuori di casa, invece lo fanno molto più raramente – perché sono dei burattini, quasi sempre inconsapevoli, della propaganda repubblicana – in pratica preferiscono stigmatizzare 250 euro di buoni pasto (welfare) invece dell’incentivo a sbattere fuori casa l’uomo e prendersi la casa + minimo 750 euro.

          1. non so come siano i dati per gli ultimissimi anni, ma dal 65 in avanti la spesa per il welfare a favore di certe comunità è stata enorme:

            Despite these trends, the welfare state expanded dramatically after LBJ’s statement. Between the mid-Sixties and the mid-Seventies, the dollar value of public housing quintupled and the amount spent on food stamps rose more than tenfold. From 1965-69, government-provided benefits increased by a factor of 8; by 1974 such benefits were an astounding 20 times higher than they had been in 1965. Also as of 1974, federal spending on social-welfare programs amounted to 16% of America’s Gross National Product, a far cry from the 8% figure of 1960. By 1977 the number of people receiving public assistance had more than doubled since 1960.

            The most devastating by-product of the mushrooming welfare state was the corrosive effect it had on American family life, particularly in the black community. As provisions in welfare laws offered ever-increasing economic incentives for shunning marriage and avoiding the formation of two-parent families, illegitimacy rates rose dramatically.

            For the next few decades, means-tested welfare programs such as food stamps, public housing, Medicaid, day care, and Temporary Assistance to Needy Families penalized marriage. A mother generally received far more money from welfare if she was single rather than married. Once she took a husband, her benefits were instantly reduced by roughly 10 to 20 percent. As a Cato Institute study noted, welfare programs for the poor incentivize the very behaviors that are most likely to perpetuate poverty. Another Cato report observed:

            “Of course women do not get pregnant just to get welfare benefits…. But, by removing the economic consequences of out-of-wedlock birth, welfare has removed a major incentive to avoid such pregnancies. A teenager looking around at her friends and neighbors is liable to see several who have given birth out-of- wedlock. When she sees that they have suffered few visible consequences … she is less inclined to modify her own behavior to prevent pregnancy…. Current welfare policies seem to be designed with an appalling lack of concern for their impact on out-of-wedlock births. Indeed, Medicaid programs in 11 states actually provide infertility treatments to single women on welfare.”

            https://www.frontpagemag.com/fpm/262726/how-liberal-welfare-state-destroyed-black-america-john-perazzo

            1. Salvo che sono balle.

              Questo:
              “As provisions in welfare laws offered ever-increasing economic incentives for shunning marriage and avoiding the formation of two-parent families, illegitimacy rates rose dramatically.”

              Tradotto significa che la gente NON si sposava per via del welfare.
              Non è vero, guarda qui:
              https://www.competitivefutures.com/wp-content/uploads/2015/06/marriages_divorces_per_capita.png

              La linea blu sono i matrimoni – il welfare inizia ad essere ridotto nel 1981 (presidenza Reagan) e i matrimoni calano.
              La linea arancione sono i divorzi, si vede bene che il problema è quello, non il welfare.

              Se il problema fosse il welfare dovremmo avere nella linea blu un crollo dei matrimoni tra la seconda metà degli anni 60 e la fine degli anni 70, e poi una ripresa a partire dal 1981, invece è praticamente l’opposto.

              La realtà è che il welfare ha probabilmente incoraggiato un po’ i matrimoni, e il divorzio “no fault” ha incoraggiato i divorzi e successivamente dato sfiducia agli uomini che hanno iniziato a evitare il matrimonio.

              I repubblicani non lo dicono perché il divorzio “no fault” L’HANNO INTRODOTTO I REPUBBLICANI e a loro non frega niente, a loro interessa tagliare il welfare per tagliare le tasse ai ricchi.

              1. Peccato che con l’uomo che lavora le donne Afro debbano essergli fedeli per avere i soldi, senza uomo ma coi solo figli riescono comunque a fare ben cassa.
                Nessuna menzogna repubblicana.
                Se non fosse altro che molte donne Afro nemmeno si sposano e fanno figli col primo che passa per poi andare da papi stato a chiedere soldi.
                Ovvio che i repubblicani hanno fatto il danno introducendo il divorzio no fault, ma la situazione attuale è dovuta a un misto di vari elementi; la demonizzazione del maschio europeo etero in primis (che ha portato, tra le varie cose, alla crisi degli
                Immigrati quale forza lavoro atta a sopperire i maschi che non facevano più figli nè lavoravano più.
                È tutto collegato. Nessun odio intrinseco verso il wellfare o gli immigrati in quanto tali

                1. Primo: non debbono essere fedeli per avere i soldi, basta che lui firmi il contratto di matrimonio ed è fregato. C’è il divorzio no fault…

                  Secondo: non è possibile sopravvivere col solo welfare negli USA, perché è inferiore a quello italiano e già in Italia non è che sia una pacchia …i conti io li so fare, se vuoi verificare richiede un po’ di tempo
                  https://singlemothersgrants.org/welfare-benefits-for-single-mothers/
                  Togli un po’ i benefici dati a chi lavora e guarda quanto resta…
                  Notare poi il welfare che viene dato dai privati: quello lo puoi escludere perché non è controllato dallo stato e fanno quello che gli pare.

                  Terzo: negli USA la demonizzazione colpisce anche gli uomini neri, anzi forse anche di più – infatti guarda caso sono nere le famiglie con più madri single e guarda caso sono proprio i neri a venire incarcerati di più, anche per accuse (vere e false) di violenza sessuale da parte di donne.
                  Se invece ti riferisci all’Italia: la faccenda è molto più complicata – la parte politica pro-immigrazione è quella più infestata dal femminismo, di gran lunga. Ma il fatto che la Lega proponga il Codice Rosso e abbia la Bongiorno ministro ci spiega bene che non c’è un vero collegamento tra immigrazione e femminismo: infatti se così fosse la Lega essendo fortemente anti-immigrazione dovrebbe fare solo leggi anti-femministe, mentre invece è solo meno femminista del PD.

                  Capire queste cose serve ad evitare di essere fregati, serve ad esempio a capire che la Bongiorno, anche se grida legge & ordine ed è contro l’immigrazione, proverà sempre a schiacciarci in quanto uomini e – e questa è la parte più importante – anche se dovesse proporre qualcosa di apparentemente neutro si deve sempre sospettare e verificare.
                  Il rischio invece è che tanti prendano una politica rigorosa anti-immigrazione e un modesto taglio delle tasse per poltica “a favore degli uomini”: non la è, sono tematiche generali, sinora dlala Lega sono arrivati il DDL 735 e il Codice Rosso – il primo è neutrale, quindi a favore dei padri, ma solo perché sono discriminati, il secondo favorirà le false accuse, è smaccatamente pro-donna. Inoltre tengono molto di più a far passare il Codice Rosso che il DDL 735, che sembra essere sacrificabile.

                  E per inciso: io sono per una forte limitazione dell’immigrazione, per ragioni economiche: consumano welfare e fanno dumping sociale sui salari, è un doppio impoverimento.

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