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Sostegno solidale ai 118 contro i manifesti sessisti

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vari_manifestiRLIn aprile, 118 tra privati cittadini uomini e donne e associazioni in difesa della genitorialità hanno fatto causa alla Regione Lazio per l’esposizione di alcuni manifesti pubblicitari del numero 1522. La contestazione non riguardava l’oggetto della réclame, ma il come veniva pubblicizzato. Nei manifesti si affermava che le donne vittime di violenza siano milioni e dunque altrettanti gli uomini carnefici. Numeri destituiti di ogni fondamento, come si è spesso provato su queste pagine. A buon peso, milioni di inesistenti uomini violenti venivano definiti “mezzi uomini“. Un messaggio sbagliato, oltraggioso, discriminatorio, che ha ferito e ferisce ancora (essendo il banner ancora presente nel sito della Regione Lazio) molte persone, prestandosi oltre tutto a ingenerare divisione e conflitto.

Contro questo tipo di messaggio si sono schierati i 118 ricorrenti, molti dei quali uomini impoveriti da separazioni coniugali predatorie, ma anche donne sature che l’immagine femminile venga propagandata come sempre debole e vittima. A fianco a loro, importanti associazioni in difesa della genitorialità e dei bambini. Dopo due udienze, una di mezz’ora e una di cinque minuti, la giudice del Tribunale di Roma però ha rigettato il ricorso sostenendo che:

– i numeri sono iperbolici ed è normale trattandosi di una pubblicità. Dunque che si tratti di numeri del tutto falsi non è rilevante;

– essendo “pubblicità progresso”, per un servizio di utilità pubblica, l’esagerazione è comprensibile e accettabile;

– il problema sta negli occhi di chi ha visto discriminazione in quei manifesti, ovvero di tutti noi, soggetti minati da una idiosincrasia verso la tematica.

varie_giudici2La sentenza dunque non ha tenuto in nessun conto il contenuto del ricorso presentato  dai 118: ricerche scientifico-statistiche internazionali e nazionali che smentivano alla radice la ragione stessa di quel tipo di messaggio. Viene da pensare che forse proprio per questo è arrivato il rigetto. Che si è accompagnato poi a una valutazione esorbitante dei costi di soccombenza: più di 11.500 euro per le due udienze. Una follia. La giudice di fatto ha applicato i massimali di una causa giunta a dibattimento. Può farlo, fa parte dell’esercizio incontestabile della sua discrezionalità. La stessa che avrebbe potuto suggerirle di applicare il minimo di spese di soccombenza. Invece c’è andata giù durissima: probabilmente per disincentivare cause del genere in futuro, per dare una lezione e far capire che non ci si deve provare più. Così impedendo che venga rivelata la realtà dei fatti contro una narrazione dilagante priva di fondamento.

Parte dei ricorrenti ora è in gravi difficoltà a pagare la propria quota di spese processuali, infinitamente più alte di quanto ci si aspettasse. Questo articolo è fatto per spingere quante più persone possibili a dare un sostegno. Serve un aiuto da chiunque creda ancora nella legalità, nella giustizia e nell’equità. Ma soprattutto nella verità delle cose. Molti tra i partecipanti hanno versato la loro quota, alcuni l’hanno raddoppiata, proprio per sostenere solidalmente coloro che non ce la fanno. Tuttavia ancora mancano circa 2.600 euro per poter chiudere la vicenda senza rischi per nessuno. A questo scopo ho aperto una sottoscrizione solidale pubblica. Donate quello che potete per evitare che uno o molti finiscano stritolati da una cifra insostenibile. Non si tratta di pagare una sconfitta, ma di sostenere i costi di una battaglia. Che non è e non sarà l’ultima. E se non potete o volete donare, per lo meno diffondete la sottoscrizione ovunque potete. Grazie.

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9 thoughts on “Sostegno solidale ai 118 contro i manifesti sessisti

  1. Scusa, ma perché non l’avete impugnato questo provvedimento, non foss’altro per l’abnorme condanna alle spese??

    1. è una tattica che stanno usando i magistrati per evitare i ricorsi in appello, aumentare le spese per la parte ricorrente ( normalmente non ente pubblico, ovvero privato ). Tra l’altro, la mala fede del giudice si evince dal fatto che ha stabilito il massimale pur essendo una causa esclusivamente documentale che si è conclusa in una sola udienza… questo per dire come il sistema giudiziario italiano sia malato

  2. Di tutto questa polemica mi fa incazzare queste femmine che protestano visto che appartengono al sesso privilegiato.
    Saro’ fatto male ma sono sempre il prezzemolino su ogni cosa , a che cazzo gli interessa visto che molto certamente ad una di queste in quanto femmina e privilegiata un giorno si sveglia con il mestruo e cosi ‘tanto perche’ fa comodo e non ci perdono niente rovinano la vita ad un conoscente , amico , fidanzato , marito , convivente etc . . .e cosa dire degli improvvisi di divorzi dove prendono casa , soldi e figli. E’ sarà sicuro che gli uomini pacheranno le spese legali ma le femmine niente , un po’ come lo scandaloso fatto dei sigilli a Rigopiano dove un padre è sotto processo mentre alla femmina madre dello stesso figlio e con lo stesso reato l’hanno assolta ! ” . . . Ero con mia moglie che però è stata archiviata. Perché due pesi e due misure?».
    Premetto che sono eterosessuale ed anche un po’ omofobo ma le femmine rompiballe sono paragonate alle lesbiche che protestano a fianco dei gay e visto che in quanto femmine sono privilegiate (lesbiche sono libere di provare affetto in pubblico , possono baciarsi in pubblico senza essere picchiate a sangue , , hanno maggiori riconoscimenti civili . e’ un omofobia all’acqua di rose etc . . .) ma cosa che piu’ irrita e la solita polemica delle lesbiche nascoste e il cavallo di battaglia “noi veniamo discriminate due volte in quanto donne e in quanto lesbiche”
    in uno stato omofobo come la Russia e Jamaica che perseguita in teoria entrambi ma nei fatti solo i maschi gay queste lesbiche ignare dei privilegi vanno a manifestare laddove la legge nei loro riguardi viene applicato in modo molto soft.
    Infatti per testimonianza ho una conoscente apertamente lesbica che lavora a Mosca e nonostante la legge repressiva in quanto femmine non succede niente , lei ha visto parecchie femmine un po’ in tutta la Russia esprimere l’amore lesbico liberamente senza particolari conseguenza , solo una volta hanno beccato una guarda un po’ piu’ zelante che nonostante i complimenti le ha multata di 100 rubli. Io : “e gli uomini gay” lei : “mai visto due gay esprimersi liberamente in Russia , ho visto una coppia ma sono stati picchiati dalla folla ed arrestati”.

    1. Ricordati una cosa: le donne prima o poi diventano madri di figli maschi e quindi (da vecchie) le donne si spaventano (passaggio verso destra, ovvero da “Democratic Liberal” a “Conservative Republican” per usare termini americani) visto che temono che i loro figli maschi finiscano nel tritacarne giudiziario che tu hai descritto ed ecco spiegato il motivo che spinge alcune donne a ribellarsi al femminismo (il problema è che le donne capiscono certe cose solamente da vecchie, mentre invece da giovani fanno un sacco di casino rovinando la vita a molti bravi ragazzi – cioè i cosiddetti “reietti della classe”, ovvero i “non fighi” – totalmente innocenti).

      1. le ragazze “non fighe” anch’esse si lamentano di avere la vita rovinata. la triste realtà è che la maggioranza delle persone vere o presunte “non fighe” (qualunque cosa voglia dire) di ambo i sessi la vita se la rovinano con le loro proprie mani, con la propria incapacità di accettare ciò che di se stessi non possono cambiare e con la propria mancanza di coraggio a cambiare ciò che di sè possono cambiare. E il sottoscritto non è un “figo” secondo i canoni correnti, anzi

  3. Davide, a giorni mi viene pagato un lavoro. In quel caso avrò finalmente un centinaio di euro (non credo purtroppo dio poter dare di più) per sostenere le spese.

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