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Tragedia a Corinaldo: facciamoci qualche domanda (scomoda)

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E’ su tutti i giornali: 5 giovanissimi morti più un adulto, più numerosissimi feriti, a causa del panico scatenatosi tra la folla assiepata a un concerto del rapper “Sfera Ebbasta”. Ho letto sul fatto tutti gli articoli attualmente reperibili in rete e ho notato come la ricerca delle cause vada in ogni direzione possibile: uscite di sicurezza chiuse, eccessivo affollamento rispetto alla capienza della sala, lo stesso rapper colpevole non si sa di cosa, interventi paranormali o alieni che hanno terrorizzato la massa di persone assiepata. Spunta qua e là un “odore acre” che avrebbe spaventato la folla inducendola a fuggire, con ciò calpestando le povere vittime fino a ucciderle. E alla fine salta fuori un motivo plausibile: qualcuno ha usato uno spray urticante, l’odore ha innescato la paura e il resto è tristissima cronaca. Dato che non le fa nessuno dei media che ho consultato, le domande scomode le faccio io, al solito. La prima è: chi ha portato con sé al concerto dello spray urticante? La seconda è: perché se l’è portato? La terza è: perché l’ha usato? Sono domande scomode perché, è ben noto, quello strumento di difesa-offesa è tipicamente adottato (e come tale pubblicizzato) dalle donne per difendersi da aggressori, molestatori, potenziali stupratori. Quelle categorie di criminali su cui oggi in Italia si fa una propaganda martellante e terroristica, che finisce volutamente per coinvolgere ogni esponente di sesso maschile. Questo spiegherebbe perché qualcuno, anzi quasi sicuramente qualcuna, ha pensato di portarsi a un concerto rap un flacone di spray urticante. Rimane impossibile rispondere alla domanda sul perché l’abbia usato. Per divertimento, per scherzo, per fare una bravata? Può essere: la folla era composta da giovani e giovanissimi, non di rado irresponsabili nella lettura della realtà. Chi aveva con sé lo spray forse non aveva coscienza della potenziale pericolosità dello strumento e l’ha usato con disinvoltura, innescando una reazione che non si aspettava. Ma non è da escludere anche un altro scenario: la calca, la pressione fisica inevitabile, forse qualche mano che si allunga un po’ troppo… d’altra parte tra giovani, in un concerto rap, ci può anche stare. Ma il terrore della molestia, la paura ormai radicata nella profondità dell’anima di essere stuprata, perché TV, giornali e internet ne parlano così insistentemente che ha senso temere chiunque si approcci e comunque lo faccia, – be’, quel terrore indotto può essere la ragione. Magari è stato solo un ragazzo maldestro, posizionato subito dietro, che premeva troppo, premuto a sua volta alle spalle. Insomma, con la mattanza in corso di donne e ragazze, meglio non sbagliare. Ed ecco che spunta la bomboletta, il dito preme, l’odore si diffonde e il dramma è servito. Ipotesi le mie, sicuramente. Ma le mie domande restano e la più importante, la terza, resterà per sempre senza risposta. Perché il o la responsabile dell’uso dello spray urticante, visti gli esiti, non uscirà mai allo scoperto, visto il rischio di venire incriminato/a. O meglio, a ripensarci: se, come è probabile, il dito che ha premuto il pulsante dello spray era femminile, la responsabile può permettersi tranquillamente di uscire allo scoperto. Se accusata, potrà dire che il tizio dietro di lei stava allungando le mani o stava tentando di stuprarla. In questa Italia occupata militarmente dal femminismo radicale, a dispetto dei morti, probabilmente verrebbe insignita del cavalierato della Repubblica e diventerebbe un’eroina internazionale.


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34 thoughts on “Tragedia a Corinaldo: facciamoci qualche domanda (scomoda)

  1. io ho interpretato così il post di Davide, che ho letto sabato, ovviamente al netto di tutti i commenti provocatori da odiatrici
    che sono sempre invariabilmente dello stesso tono (nota bene: io non vado a provocare/insultare dalla Murgia o da altre persone schierate, vorrei che altrettanto facessero tutti sempre nell’ottica di quel civile confronto tanto agognato).
    Vi è un allarme sicurezza in tema violenza sulle donne; guardando a certi episodi di cronaca, può darsi che l’allarme
    sia gonfiato per qualche fine secondario, resta il fatto che comunque vi sono state aggressioni per strada come nel
    recente caso dell’assalitore armato di pistola (finta) che ha seguito una ragazza avvistata su un treno. Un pazzo maniaco
    rispetto al quale l’uso dello spray urticante potrebbe essere addirittura deleterio, atteso che può innescare una escalation
    di violenza qualora malauguratamente la vittima si trovasse veramente in condizioni di inferiorità.
    Portare quindi la bomboletta di spray (che ormai si compra al supermarket) in luoghi chiusi, in contesti impropri,
    senza buone istruzioni per l’uso ovvero usandolo in condizioni ludiche, può creare situazioni di pericolo.
    Siccome statisticamente sono le ragazze che se li portano appresso, semplicemente per stare più sicure,
    è possibile (non si sa) che il panico tra la folla con conseguente “morte tra la folla” fosse stato innescato
    da un uso improprio della bomboletta, comunque condizionato da un allarme securitario che, dentro una
    discoteca, avrebbe poco senso vista l’elevata presenza di pubblico la security e tutto il resto.
    L’idea di Stasi è insomma una tesi e così io l’ho letta.
    Ricordiamoci che i casi di “morte tra la folla” esistono purtroppo da sempre basta pensare al famoso concerto
    di Cincinnati (Ohio) in cui rimasero schiacciati alcuni fan degli Who, assembrati ai cancelli molto prima del
    concerto stesso; non è un fatto ineluttabile, basta prendere precauzioni, mettere personale sufficiente,
    uscite di sicurezza adeguate, tornelli ecc. ecc.

  2. Pare che il peperoncino sia stato usato da parte di un tizio che poi ne approfittava per rubare alle vittime (come detto anche per Torino e la relativa strage). Comunque il peperoncino non è proprio il massimo come ‘liberalizzazione’ dell’autodifesa visto che è anche un’arma offensiva.

  3. Al lupo al lupo!! Il femminismo uccideeeee!111!!!! Ha stata la boldrinaaaaaa!!!111 ma va a caghé, se sei stupido, figlio mio.

    1. visto che il femminismo è un’ideologia tossica che promuove ed instiga il conflitto di genere, si può anche dire che abbia ucciso. non nel caso di Corinaldo apparentemente, ma in altri casi moolto probabilmente sì.

    2. Si, il femminismo odierno, radicale, fondamentalista, fanatico uccide. Uccide i sentimenti, uccide le relazioni, uccide le emozioni, annichilisce e distrugge. A prescindere da questo articolo sul quale avresti dovuto argomentare e non limitarti a insultare.

    3. Al lupo, al lupo ! Ci vuole coraggio e faccia tosta per attribuire ad altri il vostro mantra malefico, il femminismo uccide si, eccome se uccide, porta gli uomini sull’orlo del suicidio quando patiscono querele o anche solo un ammonimento in cui la pretesa vittima di stalking denuncia fatti ridicoli che la vostra schifosa ideologia misandrica ha fatto si che vengano considerati penalmente rilevanti. #inquantodonna mi fareste solo pena, ma coi danni che state provocando avete tutto il mio disprezzo.

      1. Scusa ma chi ti conosce? Ma che stai a dì?! Che ne sai di una che scrive due cose sull’internet che rapporti ha con gli uomini? Ma che droghe assumi? Voi davvero interpretate ogni accadimento cosmico come frutto malefico del femminismo? Cioè, non è nemmeno stare in una bolla, non è nemmeno guardare le ombre nella caverna, è proprio dialogare a tu per tu in una stanza imbottita con i propri dèmoni. Io ve lo devo dire eh: non siete razionali, ma per niente. A parte quello fate tutti molto schifo a dialogare con sto sciacallo scemo che ha scritto l’obbrobrio sopra. E’ uno dei commenti più viscidi e insulsi che ho letto sull’accaduto. Che schifo di umanità.

        1. Confermo e ribadisco il massimo disprezzo, lo sciacallo sopra ha commesso un errore ma quelle come te avvelenano i pozzi.

        2. Ecco, scrivi giusto due cose, non riesci a andare oltre, vi conosco bene mascherine. Una banda di invasate senza arte nè parte, parassite, già vi state scannando tra voi per dividervi la torta dei dieci milioni di euro, con me cadi male, io vi conosco molto bene.

      1. Uno scivolone perché? Io ho solo posto delle domande che, stando alla cronaca, erano mal poste. Ma continuo a ritenere fosse doveroso porle. E in parte è ancora doveroso. Perché rimane bizzarro che sulle prime i media abbiano parlato di una ragazza, poi tutto è virato su un ragazzo. E rimane che lo spray al peperoncino, a tutti gli effetti un’arma pericolosa, viene venduto con grande larghezza e libertà, e le sue vendite spinte proprio sul tema dell’autodifesa femminile contro quella mostruosità diffusa che è il maschio italiano.
        Domande mal poste, le mie, dunque. Ma ciò che le ha ispirate resta valido a mio avviso.

        1. Lo dici tu stesso perché: domande mal poste.
          Poi, ecco, mi ha ricordato certi post femministi, dove si cerca il pelo nell’uovo nell’analisi di fatti o situazioni, pur di ribadire le proprie convinzioni, con atteggiamento tra lo sciacallaggio e la fissazione.
          Scusa, ma quella è l’impressione che ho avuto (e non mi pare di essere stato l’unico).

  4. Due brevissime riflessioni:
    1) anticipare i tempi in casi come questi è un rischio inutile
    2) lo spry al peperoncino non protegge nessuno, non lo consiglierei mai a una donna e neanche a un uomo

    Ne aggiungo una terza, il sovraffollamento di un locale è sempre un elemento di pericolo.

    1. Cara Marta, io ho solo fatto delle domande, non ho anticipato nulla. E constato che tutti, inquirenti e media, si concentrano su qualunque cosa, sovraffollamento, uscite di sicurezza, addirittura il rapper… tutte cose sacrosante, per carità. Ma come prima cosa cercherei di individuare chi ha portato lo spray e perché l’ha usato.
      Conta che quello strumento lo stanno utilizzando ora i poliziotti francesi contro i gilet jaunes. Funziona eccome, purtroppo.
      Come già detto altrove: è vero, il sovraffollamento è sempre un pericolo. Ma è la norma ogni venerdì e sabato sera in locali e discoteche d’Italia. Non accade nulla, un po’ per fortuna, un po’ soprattutto perché nessuno porta e usa spray al peperoncino.

      1. I media si concentrano su tutto, c’è qualcuno, un amico comune, che meglio di me può illustrarti come funziona, gli inquirenti vagliano tutte le ipotesi e anche su questo la stessa persona che ha una vasta esperienza ha consigliato cautela, idem per quanto riguarda lo spry.

      2. Infatti non stanno facendo una gran figura i Flic in generale (poliziotti e gendarmi).
        Comunque, quello in uso alle Forze di polizia ha una sua caratteristica, cioè la proprietà “balistica” e l’impiego è sconsigliato in ambienti chiusi e affollati.
        In particolari situazioni è funzionale ma mai risolutivo.
        Invece, una semplice bomboletta può provocare effetti devastanti secondo il contesto in cui viene utilizzata.
        Ribadisco il mio pensiero: vietare la vendita !

        1. Egregio,Io No, sul vietarne la vendita, concordo al 100%, l’efficacia più o meno risolutiva, dipende invece, dalla concentrazione del capscum, contenuto nella bomboletta. Al di là dell’articolo e di chi abbia portato con sé, lo strumento in questione(sembrerebbe essere stato un ragazzo), ci si dovrebbe tutti interrogare, sull’eccessiva diffusione di questi strumenti, tra ragazzini e ragazzine. Tale questione, è tutt’altro che trascurabile.

    2. Scusa ma tu stai pure a discutere con uno che su una tragedia immane specula in base ai propri fantasmi e alle proprie fisime nevrotiche?! Ma roba da pazzi! Ma l’internet è una gabbia di matti. Ma che si curi sta gente! Ma soprattutto che schifo, sono morti dei ragazzini con tutta la vita davanti, si dovrebbe tacere rispettosamente. Invece via alle danze e via ad ogni tipo di delirio, tanto chissenefrega dei giovani morti, ci sono solo io con le mie manie e le mie nevrosi. Piccole piccole persone. Cioè, di cazzate ne ho lette a tonnellate, ma questa per me le supera tutte, tutte!

      1. Beh, io discuto e mi confronto con chiunque, anche ferocemente, non vedo dov’è il problema. Non mi faccio problemi a contraddire Davide quando non mi trovo d’accordo con lui. Sono d’accordo con te sulla questione internet, si trova di tutto e di più, chiunque può dire la sua che ai miei occhi può apparire una cazzata e ai tuoi una perla di saggezza o viceversa. Il web è uno strumento nè più nè meno come lo spry al peperoncino che di per sè é inoffensivo, dipende poi dall’uso che se ne fa. Per l’appunto, collettivi femministi radicali, fondamentalisti lo utilizzano a loro uso e consumo, lì non c’è proprio dibattito, il confronto è vietato. Se ti azzardi a intervenire per esprimere un parere diverso, ti azzannano la giugulare.
        Quanto alle speculazioni e strumentalizzazioni sulle vittime…andiamo, siamo seri, le femiMarxiste new progres sono le ultime a poter puntare il dito accusatorio, manipolano i dati, alterano le statistiche, tutto pur di non andare a lavorare (e perché mai, si campa alla grande coi finanziamenti a pioggia che ricevono le numerosissime associazioni). Un giorno finirà questa follia, ma chi è finito nel loro tritacarne non avrà alcun “risarcimento”.

        1. Qui per ora di estremista vedo solo il commento delirante del tizio, che ovviamente si è rivelato essere del tutto infondato. Poi no, non ci si confronta con qualunque cazzata dell’internet, visto che c’è di tutto, pure gli sciachimicari, quelli che bevono il piscio o addirittura quelli che pensano che Salvini sia il salvatore della patria. Poi fate voi eh, ma a forza di stare nelle vostre bolle a leggere deliri si perdono chance e forza morale eh. Già a te non ti vedo molto bene, a lamentarti di nazifemen e virago varie. Ma leggersi un buon libro, chessò, un classico della letteratura o della filosofia, invece che rinchiudersi nella camera imbottita con il baubau? Respirare un po’ di aria pulita? Pensa, invece di leggere gli sproloqui di sto tizio potresti impiegare il tuo tempo a studiare una lingua, a bere con gli amici una birra, ad andare a una mostra d’arte. E puff, le nazifemen spariscono, si apre il mondo con tutte le sue possibilità, il suo caos, le sue contraddizioni. Ce la fate a non farvi seppellire sotto le vostre nevrosi?

  5. Mah. E’ un pò presto per fare anche solo delle ipotesi, in fondo quello che si sa non viene da fonti ufficiali, si legge di tutto nei vari siti e si sente di tutto nei vari TG. Per quanto concerne il famoso spray al peperoncino la mia personalissima idea è che dovrebbe essere vietata la vendita.

  6. Ma neanche davanti ai morti si trattiene la polemica anti-femminista. se lo spray urticante (che è uno strumento utile di difesa) è utilizzato correttamente non muore nessuno. Qui i morti ci sono stati perchè, probabilmente i gestori del locale, hanno fatto entrare più gente di quanta il locale potesse contenerne.

      1. in un locale sovraffollato si è sempre a rischio che succeda qualcosa che provochi un parapiglia con schiacciamento di persone e anche morti, qui era lo spray al pepe altrove è stato un petardo o un cedimento strutturale (e lì non ci sono femministe da incolpare, mi spiace). In un locale non sovraffolato il rischio che si veifichino incidenti di questo tipo o che questi incidenti provochino dei morti è ridotto

        1. Balle. Ogni venerdì e sabato sera i locali di tutta Italia sono sovraffollati all’inverosimile, ben oltre la capienza, ma niente del genere mai accade. Controlli all’ingresso, forse, o altre ragioni. Ma quella essenziale è che nessuno si sogna di usare dello spray urticante in mezzo alla folla.

    1. Curioso commento, le femministe sono peggio degli avvoltoi, peggio delle iene e tu fai le pulci a Stalkersaraitu ? Non sei credibile.

  7. se male non ricordo, anche nella strage di piazza Statuto a Torino compare un prodotto o forse un petardo che ha avuto l’effetto di creare irrazionale terrore sulla folla, che poi si diede al fuggi fuggi generale con i risultati che tutti sappiamo. Troppi oggetti adatti all’offesa finiscono nelle mani di adolescenti o di persone che comunque non li sanno usare.
    Lo spray e’ uno di questi, probabilmente e’ il primo caso in Italia di morte come diretta conseguente di un prodotto per “difesa personale” male utilizzato

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