STALKER SARAI TU

Un manifesto femminista per il futuro

Questo blog ha interrotto le pubblicazioni il 14/09/2020, dopo 4 anni di attività.

Le sue tematiche sono ora sviluppate da una nuova piattaforma:

LA FIONDA

https://www.lafionda.com

<

[Da messaggio privato]

17862706_1295961067124825_2161108757195497425_n

Sono una ragazza, ho 21 anni e non mi sento tutelata dal reato di stalking. Voglio la parità. E con parità intendo che voglio pagare la mia metà al ristorante, offrire una birra al mio fidanzato, fargli un regalo senza pretendere un *bip* in cambio. Ma sopra ogni cosa voglio essere uguale davanti alla legge. E voglio che la legge mi tuteli quanto tutela un uomo. Voglio avere pari dignità e diritti lavorativi, voglio lo stesso trattamento di carriera, meritocratico… Se sono la migliore nel mio campo voglio un riconoscimento, se un uomo mi dovesse superare lo faccia perché è migliore di me in intelligenza empatia e arguzia… non perché è un uomo. Sono una donna e ritengo che le quote rosa mi insultino più di quanto abbiano fatto secoli di discriminazione di genere. Sono una donna e affermo che il reato di stalking è un’indubbia stronzata. Le femministe che inneggiano a questa legge non sono femministe, perché pretendere di essere tutelate dalla legge in maniera maggiore e spesso privilegiata fa di noi ancora una volta il sesso debole nella storia. E se un ragazzo mi segue per strada lo fermo e gli chiedo cosa vuole. E se un ex frustrato mi perseguita su whatsapp lo blocco. E se mi telefona la notte blocco il numero. La polizia, i carabinieri, usino la divisa per eliminare i criminali veri. Che di uomini e donne ne muoiono abbastanza senza dover dare impronte di genere alla violenza.

Poi cosa cavolo vuol dire “femminicidio”? Che parola è? Da dove l’hanno coniata? Omicidio. Punto. Basta questo a condannare un essere umano. Ci dividono ancora e ci dicono ancora che siamo diversi.
Io sono come un uomo. Di base. Se meglio o peggio lo decideranno cervello e capacità non un cromosoma. Quindi niente… Sono con voi. Solidale con voi, uomini, spesso condannati solo per possesso di c***o.

10 thoughts on “Un manifesto femminista per il futuro

  1. toni maleducati? Non l’ho insultata e mi rivolgo a Lei col “Lei” (forma di cortesia)

    non è maleducazione, si chiama “non genuflettersi di fronte al signor Davide Stasi e a quello che lui scrive”. Noto che non è abituato a venir contraddetto. Succede, quando alla propria corte scrivono solo “donnine che le battono le mani” o meglio vassalli e vassalle adoranti… anche di fronte a certe sparate sul “lavoro femminile nella Storia”.

    p.s altra sparata stasiana “vita familiare appagante, privilegio che veniva lasciato alle donne, in cambio di una loro rinuncia a essere produttrici di reddito”
    già perché è noto che le donne “fossero contente di essere sposate in matrimoni spesso imposti dal padre\fossero contente di partorire 12, 20 figli sempre e comunque, morire di parto e non cercassero mai di abortire proprio perché NON NE POTEVANO PIù del ruolo di “angelo del focolare” che a Stasi tanto piace… per le donne, ovviamente. Non per lui (imposto verosimilmente da una donna che si dichiara “tua capa” per “potestà moglitale”) Per lo Stasi le donne sono sempre state felici di scodellare 20 pargoli e stare segregate in casa o andare a lavorare come operaie pagate di meno del marito. Suppongo che per lo Stasi anche le donne in Afghanistan fossero contente di indossare il burqa o di essere private dei diritti all’istruzione, essere lapidate ecc…. sì, perché mi aspetto anche queste sparate

    1. La sua maleducazione non sta nel lei, di cui faccio a meno (so che è una formalità pelosa). Sta nel suo sarcasmo offensivo e d’attacco, che io continuo a non raccogliere, fin tanto che posso. Si dia una regolata, soprattutto nel rivolgersi alle lettrici di questo blog, che non sono groupies, ma madri e donne che si permettono il lusso di non essere fanatiche come lei. Che hanno contenuti e sanno esprimersi. Si legga Anna Poli e si faccia un’idea di cosa c’è dall’altra parte. E soprattutto porti RISPETTO. Nei toni e nei contenuti. Altrimenti sarà un piacere darle un calcio in culo e sbatterla patriarcalmente fuori dalla porta. Ché le vassalle adoranti e senza cervello, anzi col cervello pieno di spazzatura ideologica, stanno da voi, non qui.
      Non credo che tutte le donne del passato scodellassero 20 figli. Accadeva nelle famiglie contadine, in genere. Quelle “proletarie”, per le quali i figli erano una ricchezza, perché erano braccia per lavorare la terra. Sempre là andiamo: lo sforzo comune per la sopravvivenza. Cui ognuno contribuiva come poteva. In quei casi purtroppo la famiglia diventava una vera azienda e la relazione umana saltava, su questo non c’è dubbio. Nella normalità delle cose, l’uomo rinunciava a una relazione positiva e affettiva con la prole perché impegnato fuori a guadagnare la pagnotta. E sì, godeva di una qualche preminenza in famiglia, proprio per questo. Non so se allora l’avrebbe scambiata per una relazionalità più profonda con la famiglia e i figli, forse sì. Sicuramente lo farebbe oggi: gli uomini nuovi, che voi rappresentate come sempre abusanti e violenti, vorrebbero essere padri prima che produttori di reddito. Il mondo è cambiato, gli uomini si sono adeguati. Siete voi a essere rimaste nell’ottocento. Perché vi fa comodo, potete fare le vittime, e così pretendere oggi privilegi che schiacciano uomini e figli.
      Il disastro delle famiglie, dei figli di separati, delle violenze domestiche e dei femminicidi è solo causa vostra. Se ne faccia una ragione.

  2. come “regicidio” significa “uccisione del re”. o “parricidio” uccisione del padre.
    femminicidio = assassinio di una donna.
    infanticidio = assassinio di un bambino.
    genocidio = sterminio di un popolo.

    Però nessuno si lamenta per regicidio\parricidio\infanticidio\genocidio. l’unica parola che vi dà fastidio è proprio quella che sottolinea l’ovvio.

    vi lamentate solo per “femminicidio”. visto che chi ammazza una donna è un maschilista deviato.
    come tanti, che si definiscono “MRA”

    p.s a proposito, dei commenti femminili sull’altro post, della definizione di “femminista”
    ricordo alle signorine in questione (Rita ecc.) che se possono esprimere la loro opinione, andare a scuola, scrivere libri e blog, avere una vita sessuale senza restare incinte obbligatoriamente fin dai 12 anni\sposare lo stupratore, lo devono alle lotte femministe che queste cose le hanno combattute.

    Comodo sputare nel piatto dove si è mangiato.

    p.s 2 Ci parla un po’ della potestà maritale, signor Davide Stasi? argomento che per Lei non è mai esistito, no? c’è sempre stata parità uomo-donna, secondo i vostri delir… ehm, volevo dire “brillanti analisi storiche”

    1. Qui trova la risposta per cui regicidio, genocidio e altri ci “vanno bene” e femminicidio no: https://stalkersaraitu.com/?p=256
      Sulla sua osservazione alle commentatrici, mi auguro solo che vedano questo suo commento e le rispondano direttamente. Ci sarà da ridere.
      La potestà maritale in Italia è stata abolita nel 1975, e io non mi occupo di archeologia. A parte questo, si trattava di una norma sociale con cui l’uomo aveva un nominale predominio nella famiglia, a cui però corrispondevano anche le maggiori responsabilità. Che le donne non avevano. Infatti non crepavano in fabbrica o su qualche campo di battaglia, né erano pressate dalla necessità di guadagnare la pagnotta quotidiana per tutti, con ciò rinunciando a una vita relazionale di qualità.

      1. quindi gli anni 70 sarebbero “archeologia”, al pari del paleolitico.
        interessante, lo linkerò a tutti quelli che negli anni settanta e anche prima erano giovani e certe cose ancora se le ricordano. a parte il fatto che a me risulta che in Sud Italia la potestà maritale si è trascinata anche negli anni Novanta del Novecento, ma vabbè. avete la memoria corta…

        quindi secondo Davide Stasi le donne, nella storia, non hanno mai lavorato (contadine, donne che andavano in fabbrica nell’Ottocento, tipo le sartorie… insieme ai fanciulli) e neanche venivano pagate di meno rispetto agli operai maschi. no, no, non è vero niente.

        interessante. per Davide Stasi le donne erano tutte “marie antoniette”. Anzi no, Biancaneve con i sette nani (mantenute dai nani minatori)
        quindi il movimento operaio storico non prevedeva neanche le donne. Non essendo mai state lavoratrici, non esistevano proprio…

        Davide Stasi, si legga un libro di storia. Va bene anche quello per i bambini di quinta elementare… con tante figure colorate. Se fa fatica a leggere, può anche solo imparare qualcosa guardando le figure disegnate…

        1. Stella, come ti ho già detto, non è il caso che provi a fare la furbetta con me e a casa mia.
          Non ho mai detto che le donne non abbiano mai lavorato, ovviamente. Ma è nei numeri che nella massa dei salariati le donne fossero minoritarie. Ed è uno dei punti su cui si basa la teoria del “patriarcato” del passato.
          In ogni situazione, ciò che si stabiliva tra uomo e donna era un’alleanza finalizzata alla sopravvivenza comune. In alcuni casi essa veniva interpretata con l’uomo che produceva reddito, rinunciando a una vita familiare appagante, privilegio che veniva lasciato alle donne, in cambio di una loro rinuncia a essere produttrici di reddito. In altri casi, specie se le necessità di sopravvivenza erano molto gravose, entrambi diventavano dei salariati. La quota di risorse che ognuno portava in famiglia definiva anche la maggiore “voce in capitolo”, e in questo senso l’uomo è spesso stato azionista di maggioranza della “cooperativa familiare”. Certo è un concetto che può non piacere, perché basato sul denaro, sulle risorse, è molto “mercantile” e poco umano, ma in questo i “maschi” non c’entrano nulla. Nel momento in cui l’obiettivo è la sopravvivenza, e ci si allea in questo senso, è inevitabile che il maggior peso lo abbia chi dà più contributi per garantirla. Nelle comunità Rom, ad esempio, sono le madri e le donne a gestire le risorse, la formazione, la crescita di tutti, inclusi gli uomini. E’ una vera società matriarcale, dove nulla ha valore se non viene accordata dalla anziana o dalla donna di casa. E’ una scelta di gestione della comunità basata sul matriarcato (definendo le cose come fai tu) che deriva dalle tradizioni in parte, in parte dal fatto che così essi sono convinti di garantirsi un livello di sopravvivenza costante e accettabile.
          In conclusione, sono gli assunti di partenza a divergere: per me non è così importante chi lavorasse da salariato e chi no, donna o uomo che fossero. Tutti, indistintamente, cercano la formulazione più adatta a garantire la sopravvivenza individuale e di gruppo in un contesto diventato via via sempre più competitivo e mercantile. In taluni contesti storici bastava che lavorasse l’uomo, in altri è stato necessario che lavorassero entrambi, con le conseguenti suddivisioni dei compiti domestici. Non vedo oppressione di genere, in questo. Al massimo, marxianamente (sebbene io non sia marxista), c’è un’oppressione del sistema sulle persone, quello sì. C’era ieri e c’è oggi, con lineamenti diversi. Ed è insieme, uomini e donne, che le persone dovrebbero uscire dall’oppressione, non sbranandosi a vicenda e recriminando oggi sgarri del passato, che per di più non sono esistiti, per lo meno non nelle modalità e dimensioni con cui la retorica femminista li spaccia.
          Detto questo, mi fai un piacere se diffondi le mie idee altrove. Purché tu lo faccia correttamente, senza strumentalizzare, estrapolare, modificare o interpretare personalmente il mio pensiero. Non ci conto che tu lo faccia, anzi. Non ti converrebbe. Dunque ti diffido fin da ora a farlo, se non nei termini corretti che ti ho chiesto.

      2. http://campus.hubscuola.it/media/campus/contenuti/campus_sto_geo_ss1/03_filmati_cinema/900_cinema/lavoro/assets/documents/lavoro_quadro1.pdf

        breve breve, così non si affatica, povero signor Stasi.

        pagina 4: “Nel movimento operaio italiano crescono però le
        rivendicazioni delle donne lavoratrici, che nelle industrie tessili sono la maggioranza e nel 1896
        arrivano a lavorare fino a sedici ore al giorno, con un salario che si aggira tra la metà e un terzo di
        quello di un lavoratore maschio: inizia così il lungo cammino dell’emancipazione femminile.”

        quindi secondo Davide Stasi, questo illustre scrittore:
        1) gli omicidi commessi da uomini per motivi di vendetta e misoginia sono una buffonata
        2) le donne non hanno mai lavorato

        ah, sul discorso della guerra (fatte dai maschi), vero, le donne non facevano le soldatesse.
        difatti venivano stuprate e portate via come concubine sessuali (anche negli harem)
        vedi vicende come crociate o invasioni musulmane.ma vedi anche il conflitto Bosnia\Sarajevo
        (di cui abbiamo documenti “non archelogici” per usare la Sua definizione di Storia)

        più che certa che NON mi pubblicherà, La saluto qui. Intanto riporterò altrove le sue sparate sulle donne “mai state operaie nella storia” e sulla buffonata.

        1. Sulla questione storica ti ho già risposto, ma vedo che ti piace reiterare le argomentazioni, forse perché ripeterle pensi che le renda più forti. Ti svelo un segreto: non è così. Diventi solo più noiosa e monotona.
          Gli omicidi, tutti, nessuno escluso, sono atti orribili. Non ce n’è uno più orribile dell’altro, al di fuori delle classificazioni correttissime fatte già dal codice penale, per cui un omicidio colposo resta orribile ma meno di un omicidio volontario. La buffonata è il processo con cui si cerca di affermare che certi omicidi sono più gravi degli altri sulla base di parametri non dimostrabili (la misoginia, il possesso, il patriarcato) e sostanzialmente privi di senso. Tutto il carrozzone retorico e mediatico che quelle come te hanno tirato su sulla faccenda, quello è una grande buffonata, e su quello non ci piove, visto che concentrate l’attenzione su fenomeni che colpiscono una persona ogni 200.000 abitanti, ovvero (quando va malissimo) un centinaio di donne all’anno, distogliendola da fenomeni sociali ben più gravi perché più diffusi e frequenti.
          Non si dimentichi che in contesti bellici mentre le donne vengono portate via, stuprate e quant’altro, da qualche altra parte poco lontano ci sono uomini che muoiono per evitare che ciò avvenga. Due tragedie che colpiscono i due generi quando c’è una guerra. Ed è quest’ultima la cosa veramente grave, in quanto causa delle due tragedie, non altro.
          Si sbaglia: io la pubblico, nonostante i suoi toni siano molto irritanti e maleducati. Io non sono VOI. Io non chiedo a un sindaco di andare contro la Costituzione per evitare la libera espressione dell’opinione altrui. Io non assalto i banchetti di chi democraticamente cerca di far sentire le proprie ragioni. Io non urlo in faccia alla gente con il megafono. Io non tolgo la parola alla mia controparte solo perché non la pensa come me. Io mi confronto, pacatamente e democraticamente, cercando di comprendere le posizioni altrui.
          Ripeto: io non sono VOI. E non lo sarò mai.

          1. Non ho scritto il commento “dopo che lei mi ha risposto”, l’ho scritto subito dopo quell’altro, quando Lei ancora non mi aveva risposto. Per un semplice motivo: nel primo commentavo, nel secondo portavo la PROVA di quanto sostenevo. Per cui è inutile che “mi dà della noiosa”. Lei hai affermato che “Infatti non crepavano in fabbrica / né erano pressate dalla necessità di guadagnare la pagnotta quotidiana per tutti, con ciò rinunciando a una vita relazionale di qualità.”
            io le ho risposto, ARGOMENTANDO, parlando di operaie dell’Ottocento che la “pagnotta” se la dovevano sudare tanto quanto gli uomini, anzi di più (dal momento che per loro c’era anche il fardello delle gravidanze continue) e venivano pagate di meno. A quel tempo, le donne non avevano neanche il diritto a possedere qualcosa, era il marito “che firmava tutto per la moglie” perché la donna era ritenuta un’ETERNA MENTECATTA al pari dei minori (sfruttati pure loro, difatti c’era il lavoro minorile) e il marito doveva “esserne il capo” (Le rimando anche alle direttive cristiane di San Paolo. Spero che almeno un po’ di storia sul predominio della Chiesa e sui suoi diktat in merito alle donne, qui nel nostro Occidente, la conosca. Tutta roba da cui siamo fuoriuscite dagli anni Settanta, e neanche del tutto.)

            Allora, lo ammette si o no che nella storia le donne lavoravano (mansioni umili) e venivano PAGATE MENO DEGLI UOMINI? si o no?

            Un’altra cosa: secondo Lei tutte le donne erano felici di essere escluse dai processi decisionali (Stato, leggi ecc.)? tutte fatte da maschi? esattamente come la cultura vigente? Le donne hanno cominciato a fare cultura solo a partire dall’Ottocento (le prime scrittrici romanziere) quando si stava già diffondendo un cambiamento di mentalità e per fortuna.

            e non mi tiri fuori adesso la scusante cretina del “eh, sì erano maschi, ma maschi nobili e non i contadini o gli operai, quindi anche i maschi erano esclusi”.

            E parlando di omicidi: Le risulta sì o no che alcuni uomini hanno ammazzato donne che li avevano lasciati perché non sopportavano questa scelta femminile?
            sì o no?
            Le risultano i delitti d’onore (qui, e altrove nel vasto mondo) sì o no? con quali motivazioni erano “permessi” anzi, applauditi? Le elenchi.
            e non mi risponda che anche “l’uomo che aveva rubato la moglie di un altro, se scoperto, veniva ucciso”, perché ad essere ammazzata era quasi sempre la donna, e il concetto era quello del “la donna appartiene ad un uomo”. vedi anche “la dote, la verginità” necessari ai matrimoni e che fine facevano le donne “non illibate”.

            Già che c’è, commenti anche l’omicidio di una Hina Salem o di una Sanaa (ammesso che le conosca, cosa su cui avanzo dei dubbi…) per quali MOTIVAZIONI sono state ammazzate.

            magari adesso scopriremo che qui qualcuno commenterà che “Hina Salem è stata ammazzata perché era una pericolosa stupratrice che aveva assaltato il padre, e quindi il padre ha agito per legittima difesa”. Chissà…

            sui Rom: METTA LA FONTE A SOSTEGNO DI QUELLO CHE DICE.

            perché a me risulta che i Rom praticavano i matrimoni combinati (dei fanciulli) e che la donna DOVEVA RESTARE SOTTOMESSA al marito. oltre al fatto che la verginità era RICHIESTA altrimenti la donna veniva cacciata via dal gruppo.

            metta pure i link a sostegno del “matriarcato dei rom dove la donna è padrona” che io metterò nella prossima risposta come la donna rom veniva (e viene in certi casi) trattata.

            1. La sua maniera di argomentare è molto fuori controllo. La pubblico giusto perché chi legge capisca con che genere di fanatismo si ha a che fare. Per risponderle dovrei scrivere un libro. Lo farò, ben inteso, ma non certo su un commento. Sinteticamente: non mi metta in bocca parole che non ho detto. Si rilegga i miei commenti precedenti e stia sul punto, senza cercare di spostare il centro del discorso. In ogni epoca uomo e donna si sono relazionati e alleati per cercare di garantirsi la sopravvivenza. Sono certo che il marito dell’operaia pagata meno era incazzato quanto lo è lei ora che ciò accadesse. Perché non era un fatto di dominio maschile o di sottovalutazione della donna, ma di sistema. Qualcosa che col genere non ha nulla a che fare. In questa situazione generale, naturalmente, a seconda delle epoche e dei luoghi, della cultura o della religione, ci sono stati squilibri e anomalie che colpivano l’uno o l’altro genere. Non ci si può fare molto, se non comprendere che quei tempi sono passati e che oggi ci sono altre sfide che mettono a rischio l’esistenza di uomini e donne, siano essi soli o in coppia. Questi ultimi andrebbero affrontati insieme, ma sembra che in lei e in molte come lei prevalga la volontà di far pagare agli uomini di oggi ingiustizie relative agli uomini di ieri e di cui gli uomini di ieri non erano colpevoli. Finora sicuramente gli uomini di oggi si sono lasciati punire. Obiettivo mio e di questo blog è di renderli consapevoli di quanto la vostra voglia di vendetta sia pericolosa per gli uomini del presente e quelli del futuro, ovvero chi oggi è bambino, maschio o femmina che sia. La vostra violenza cieca renderà sempre più impossibile a uomo e donna allearsi per la sopravvivenza e, chissà, per la felicità nel futuro. E ne siete responsabili voi.
              Sono certo che la donna che poteva crescere i propri figli era più felice di spaccarsi la schiena in fabbrica o in cantiere, ma sono altrettanto certo che sarebbe stata più felice se il marito avesse condiviso quella sua felicità, che invece gli era preclusa.
              Le donne che hanno prodotto cultura sono sempre state riconosciute, anche prima dell’ottocento. Il problema è che, nobili, borghesi o popolane che fossero, non sono mai state in grado di produrre cultura del livello prodotto da quello maschile. E questo è provato da numerosissime ricerche finalizzate proprio a scovare grandi pittrici, poetesse, compositrici del passato, senza trovare mai nulla. Una tendenza che perdura anche oggi che la parità delle opportunità è ben più garantita che nel 600 o prima. E non trovo nulla di male o di pericoloso in questo. Per lo stesso motivo nello sport uomini e donne hanno standard diversi. Ognuno ha i suoi talenti.
              Gli uomini che uccidono le donne perché li hanno lasciati commettono un delitto passionale. Che cambia rispetto a chi uccide per rapinare, per vendetta, per riscuotere un’assicurazione? L’omicidio è omicidio, è sempre una cosa orribile.
              Che nel delitto d’onore venisse uccisa solo la donna è una balla colossale e un falso storico. E il delitto d’onore era basato (nel codice penale) sulla soggettività del senso dell’onore dell’assassino. La stessa soggettività che c’è oggi nel reato di stalking (612 bis CP) ma quello per voi è intoccabile. Eversive nel midollo…
              Hina e Sanaa sono state uccise per motivazioni inaccettabili, legate a tradizioni e credenze che non mi appartengono e al cui radicamento nel nostro paese personalmente metterei un netto freno. Sono certo però che lei sia contraria a quel tipo di freno e invece appoggi indiscriminatamente l’accesso di immigrati nel nostro paese. Sta nel suo personaggio.
              Sui Rom mi dia un attimo, le preparo un bel pacchetto e glielo mando.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: